{"id":71347,"date":"2025-08-27T03:04:33","date_gmt":"2025-08-27T03:04:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/71347\/"},"modified":"2025-08-27T03:04:33","modified_gmt":"2025-08-27T03:04:33","slug":"unanalisi-critica-dei-cobas-sullassicurazione-sanitaria-integrativa-per-il-personale-scolastico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/71347\/","title":{"rendered":"Un&#8217;analisi critica dei COBAS sull&#8217;assicurazione sanitaria integrativa per il personale scolastico"},"content":{"rendered":"<p>            <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"194\" class=\"entry-thumb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Banner-Cobas-5-25-300x194.png\"   alt=\"\" title=\"Banner Cobas 5 25\"\/>            <\/p>\n<p>Il recente provvedimento introdotto con l\u2019art. 14, comma 6, del Decreto-Legge n. 25 del 14 marzo 2025 ha previsto l\u2019istituzione di un servizio di copertura assicurativa integrativa per le spese sanitarie del personale scolastico. Il Ministro dell\u2019Istruzione e del Merito ha presentato la misura come un segnale concreto di riconoscimento del ruolo del personale scolastico, enfatizzando l\u2019entit\u00e0 delle risorse stanziate e prospettando una copertura di 3.000 euro annui per ogni beneficiario. La norma prevede un investimento complessivo pari a 260 milioni di euro tra il 2026 e il 2029. La definizione dei criteri e\u00a0delle\u00a0modalit\u00e0 di accesso al sistema di assistenza integrativa per il\u00a0personale di cui\u00a0 al\u00a0primo\u00a0 periodo\u00a0sono\u00a0definiti\u00a0 in\u00a0sede\u00a0di\u00a0contrattazione collettiva integrativa a livello\u00a0 nazionale. Il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) \u00e8 stato firmato l\u201911 agosto 2025 dal MIM e dai sindacati sottoscrittori del CCNL 2019\/2021, mentre la Cgil ha rimandato la decisione ai propri organismi statutari. L\u2019art. 3 individua i destinatari della misura. Il personale scolastico di ruolo a TI e a TD con incarico fino al 31 agosto. Vengono esclusi quelli con contratto fino al 30 giugno e i supplenti brevi.<\/p>\n<p>Il personale scolastico in Italia\u00a0conta circa 1.200.000 unit\u00e0, tra docenti, ATA, educatori\u00a0e IRC. I 260 milioni di euro, corrispondono in media a circa 216 euro complessivi in quattro anni per ciascun dipendente. Una cifra ben lontana dalle dichiarazioni ufficiali. Per reperire le risorse necessarie il Governo ha deciso di ridurre il Fondo per il funzionamento amministrativo e didattico delle istituzioni scolastiche. Dal 2026 al 2029 il taglio previsto ammonta a 200 milioni di euro complessivi, incidendo direttamente e pesantemente sul bilancio delle scuole. Le istituzioni scolastiche statali funzionanti nell\u2019anno scolastico 2024\/2025 sono circa 7.600 (127 CPIA). In media, ogni scuola perder\u00e0 circa 30.000 euro in quattro anni, una somma significativa per istituti che gi\u00e0 oggi operano in condizioni di scarsit\u00e0 di risorse. Questi tagli rischiano di compromettere ulteriormente la qualit\u00e0 dell\u2019istruzione, andando a incidere su attivit\u00e0 didattiche, acquisto di materiali, manutenzione ordinaria degli edifici scolastici e organizzazione di progetti educativi.<\/p>\n<p>La copertura assicurativa, di fatto, favorisce il ricorso a strutture sanitarie private. Il provvedimento si inserisce in un quadro pi\u00f9 ampio di progressiva privatizzazione della sanit\u00e0. Un aspetto che suscita non poche perplessit\u00e0 \u00e8 la partecipazione dei sindacati rappresentativi alla definizione del provvedimento. Pu\u00f2 essere letta come una legittimazione piuttosto acritica di una misura propagandistica. La copertura assicurativa sottrae fondi preziosi al sistema scolastico e incentiva un modello sanitario sempre pi\u00f9 privatizzato. La riduzione dei fondi destinati al funzionamento delle scuole produrr\u00e0 con ogni probabilit\u00e0 un effetto immediato e gi\u00e0 noto alle famiglie, l\u2019aumento del cosiddetto contributo volontario. Quella quota che le istituzioni scolastiche, pur presentandola come non obbligatoria, finiscono spesso per richiedere con insistenza per poter garantire il funzionamento amministrativo e didattico. In diverse scuole secondarie di secondo grado, il contributo chiesto alle famiglie pu\u00f2 raggiungere cifre anche superiori ai 150\/200 euro l\u2019anno per studente\/ssa, destinate a coprire spese per laboratori, innovazione tecnologica, attivit\u00e0 integrative, ampliamento dell\u2019offerta formativa, acquisto di carta e toner per le fotocopiatrici, manutenzione ordinaria degli edifici, fino alla fornitura di beni essenziali come il sapone e la carta igienica.<\/p>\n<p>Da un lato si finanzia un\u2019assicurazione sanitaria integrativa, presentata come misura di tutela della salute del personale scolastico, dall\u2019altro, si riducono i fondi destinati all\u2019istruzione, costringendo le famiglie a coprire spese che dovrebbero essere a carico dello Stato. In pratica, due diritti fondamentali come la salute e l\u2019istruzione, entrambi riconosciuti e garantiti dalla Costituzione italiana, vengono messi in conflitto fra loro, come se la tutela dell\u2019uno dovesse necessariamente avvenire a scapito dell\u2019altro. Da un lato si mina il principio dell\u2019accesso universale e gratuito all\u2019istruzione, sancito dall\u2019articolo 34 della Costituzione, dall\u2019altro si rischia di accentuare le disuguaglianze sociali, poich\u00e9 il contributo delle famiglie, pur dichiarato volontario, diventa di fatto indispensabile per il funzionamento amministrativo e didattico delle Scuole. Le famiglie, economicamente sempre pi\u00f9 fragili, si trovano cos\u00ec ulteriormente penalizzate, costrette a scegliere se versare o meno somme che, pur presentate come facoltative, diventano nella realt\u00e0 condizioni di accesso alle attivit\u00e0 scolastiche.<\/p>\n<p>La vera alternativa dovrebbe consistere in un rafforzamento della sanit\u00e0 pubblica, con investimenti strutturali che riducano le liste d\u2019attesa e migliorino l\u2019accessibilit\u00e0 ai servizi. In definitiva, l\u2019istruzione pubblica si allontana progressivamente dal modello universalistico e gratuito disegnato dalla Costituzione, trasformandosi in un servizio condizionato dalle possibilit\u00e0 economiche delle famiglie. Una scelta che appare non solo discutibile, ma profondamente ingiusta in un Paese che dovrebbe fare dell\u2019uguaglianza nell\u2019accesso all\u2019istruzione uno dei pilastri della democrazia.<\/p>\n<p>Domenico Montuori\u00a0Esecutivo Nazionale COBAS Scuola<\/p>\n<p><strong>pubbliredazionale<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il recente provvedimento introdotto con l\u2019art. 14, comma 6, del Decreto-Legge n. 25 del 14 marzo 2025 ha&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":71348,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,54107,42710,239,2063,2064,1537,90,89,858,240],"class_list":{"0":"post-71347","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-cobas","11":"tag-copertura-assicurativa","12":"tag-health","13":"tag-health-care","14":"tag-healthcare","15":"tag-it","16":"tag-italia","17":"tag-italy","18":"tag-personale","19":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71347","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71347"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71347\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71348"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71347"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71347"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71347"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}