{"id":71375,"date":"2025-08-27T03:28:16","date_gmt":"2025-08-27T03:28:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/71375\/"},"modified":"2025-08-27T03:28:16","modified_gmt":"2025-08-27T03:28:16","slug":"la-feroce-censura-israeliana-in-palestina-dura-da-decenni-maha-nassar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/71375\/","title":{"rendered":"La feroce censura israeliana in Palestina dura da decenni &#8211; Maha Nassar"},"content":{"rendered":"<p>Tra le ventidue vittime degli attacchi condotti da Israele il 25 agosto 2025 contro l\u2019ospedale Nasser, nella Striscia di Gaza, c\u2019erano cinque giornalisti. Dopo le condanne arrivate da tutto il mondo, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha diffuso un comunicato in cui afferma che Israele \u201capprezza il lavoro dei giornalisti\u201d. I dati, per\u00f2, raccontano una storia diversa.  <\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/cpj.org\/full-coverage-israel-gaza-war\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">numero dei giornalisti uccisi<\/a> a Gaza nei due anni di guerra \u00e8 arrivato a 192. Il Committee to protect journalists, che ha raccolto questi dati, sostiene di non aver mai assistito a un \u201ctentativo cos\u00ec sanguinario e intenzionale di mettere a tacere e uccidere i giornalisti\u201d come quello condotto da Israele. \u201cI reporter palestinesi sono costantemente minacciati, presi di mira e assassinati dalle forze armate israeliane, oltre che arbitrariamente arrestati e torturati per ritorsione contro il loro lavoro\u201d, aggiunge l\u2019organizzazione.  <\/p>\n<p>Da studiosa di storia moderna della Palestina so bene che gli omicidi di reporter, fotografi e altri professionisti del settore a Gaza rientrano in una lunga storia dei tentativi israeliani di mettere a tacere i giornalisti palestinesi. Si pu\u00f2 risalire almeno fino al 1967, quando Israele ha occupato militarmente i Territori palestinesi della Cisgiordania, di Gerusalemme est e della Striscia di Gaza dopo la guerra dei sei giorni.  <\/p>\n<p>Oltre al bilancio drammatico delle vittime, la cosa che rende la situazione ancora pi\u00f9 drammatica \u00e8 che, a causa delle <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2025\/07\/27\/world\/middleeast\/gaza-starvation-reporters-israel.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">restrizioni imposte da Israele<\/a> all\u2019ingresso della stampa straniera a Gaza, i reporter palestinesi sono gli unici a poter testimoniare la devastazione e le uccisioni in corso, raccontandole al resto del mondo. Dal 7 ottobre 2023 sono stati uccisi circa 200 giornalisti in tutto il mondo. Quasi tutti erano palestinesi.  <\/p>\n<p>Fin dai primi giorni dell\u2019occupazione del 1967, Israele ha cercato di controllare l\u2019attivit\u00e0 dei mezzi d\u2019informazione in Palestina costruendo un apparato legale e militare per censurarli.  <\/p>\n<p>Nell\u2019agosto del 1967 l\u2019esercito eman\u00f2 l\u2019ordine militare 101 che di fatto criminalizzava le riunioni \u201cpolitiche\u201d e le pubblicazioni \u201cpropagandistiche\u201d nei Territori occupati.  <\/p>\n<p>Eppure, nonostante queste restrizioni, il giornalismo locale \u00e8 sopravvissuto ed \u00e8 cresciuto. All\u2019inizio degli anni ottanta i palestinesi dei Territori occupati pubblicavano tre quotidiani, cinque settimanali e quattro riviste. Le testate pi\u00f9 popolari avevano una tiratura che poteva raggiungere le quindicimila copie.  <\/p>\n<p>\tpubblicit\u00e0<\/p>\n<p>Ma tutte le pubblicazioni erano sottoposte alla censura militare israeliana. Ogni notte gli editori erano costretti a consegnare ai censori israeliani due copie di tutto quello che volevano stampare, compresi articoli, foto, annunci pubblicitari, previsioni del tempo e perfino i cruciverba.  <\/p>\n<p>Ogni singolo elemento che agli occhi dei censori aveva \u201cun significato politico\u201d doveva essere rimosso prima della pubblicazione. Gli editori che violavano queste regole o che erano accusati di appartenere a gruppi politici rischiavano l\u2019arresto e la deportazione. L\u2019eco di questi metodi \u00e8 percepibile ancora oggi ogni volta che Israele uccide i giornalisti e poi li accusa di aver collaborato con Hamas.  <\/p>\n<p>Opponendosi a queste e a molte altre restrizioni, a dicembre del 1987 i palestinesi lanciarono la prima intifada (rivolta) contro l\u2019occupazione israeliana. Durante il primo anno della ribellione, le forze israeliane incarcerarono 47 giornalisti palestinesi, fermarono la pubblicazione di otto giornali locali e regionali, revocarono le licenze di due riviste e chiusero definitivamente quattro uffici stampa.  <\/p>\n<p>Voleva essere una dimostrazione di forza, ma per i palestinesi fu solo la prova che Israele temeva i loro giornalisti e il modo in cui raccontavano la propria condizione.  <\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/magazine\/aluf-benn\/2025\/08\/21\/giochi-di-potere-tra-netanyahu-e-i-militari\" class=\"box-cta_art-title\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Giochi di potere tra Netanyahu e i militari<br \/>\n                <\/a><\/p>\n<p>\n                    Il premier israeliano non vuole fermare la guerra. Intanto a Gaza si muore di fame e l\u2019opinione pubblica israeliana guarda da un\u2019altra parte, scrive il direttore di Haaretz\n                <\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/magazine\/aluf-benn\/2025\/08\/21\/giochi-di-potere-tra-netanyahu-e-i-militari\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/303454-md.jpg\"\/><br \/>\n                <\/a><\/p>\n<p>Dopo gli accordi di Oslo \u2013 una serie di negoziati tra Israele e l\u2019Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) avviati formalmente nel 1993 \u2013 molti osservatori avevano sperato in un miglioramento della libert\u00e0 di stampa per i palestinesi. Ma non and\u00f2 cos\u00ec.  <\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 israeliane continuarono ad applicare una censura militare asfissiante su tutto ci\u00f2 che ritenevano legato alla \u201csicurezza\u201d, revocando le credenziali ai giornalisti che non seguivano la linea ufficiale e perseguitando i reporter sul campo.  <\/p>\n<p>Nel frattempo la neonata Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese, creata all\u2019interno del processo di Oslo per governare parzialmente e temporaneamente i Territori palestinesi, costruiva un suo apparato di censura, arrestando i giornalisti, sospendendo i permessi o chiudendo tutti i giornali che criticavano il suo operato in un modo giudicato eccessivo.  <\/p>\n<p>Negli anni duemila gli attacchi di Israele contro i giornalisti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza sono diventati pi\u00f9 spietati. Nel 2002 le forze israeliane hanno ucciso il fotografo <a href=\"https:\/\/cpj.org\/data\/people\/imad-abu-zahra\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Imad Abu Zahra<\/a> a Jenin, in Cisgiordania. Nel 2003 la stessa sorte \u00e8 toccata al regista britannico <a href=\"https:\/\/cpj.org\/data\/people\/james-miller\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">James Miller<\/a> a Rafah, e nel 2008 all\u2019operatore dell\u2019agenzia di stampa Reuters <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/world\/factbox-death-of-reuters-cameraman-fadel-shana-idUSGOR342283\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Fadel Shana<\/a> a Gaza.  <\/p>\n<p>Dal 2008, mentre gli scontri tra i soldati israeliani e le organizzazioni militanti palestinesi diventavano pi\u00f9 intensi, i rischi per i giornalisti sono cresciuti. I reporter sono stati uccisi anche in occasione di manifestazioni pacifiche. Nel 2018, durante le proteste della Grande marcia del ritorno, le forze israeliane hanno ucciso i giornalisti palestinesi <a href=\"https:\/\/cpj.org\/data\/people\/yaser-murtaja\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Yaser Murtaja<\/a> e <a href=\"https:\/\/cpj.org\/data\/people\/ahmed-abu-hussein\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ahmed Abu Hussein<\/a>. Entrambi indossavano gil\u00e8 con la scritta \u201cStampa\u201d ben visibile quando gli hanno sparato. Durante i sei giorni delle proteste sono stati feriti almeno 115 giornalisti.  <\/p>\n<p>                pubblicit\u00e0<\/p>\n<p>L\u2019uso letale della forza non si \u00e8 limitato ai palestinesi di Gaza. A maggio del 2022 la giornalista palestinese-statunitense Shireen Abu Akleh \u00e8 stata <a href=\"https:\/\/www.npr.org\/2022\/05\/11\/1098157067\/al-jazeera-shireen-abu-akleh-killed-israel\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">uccisa<\/a> nel campo profughi di Jenin. La morte di Abu Akleh, che era molto nota, ha spinto centinaia di migliaia di persone a manifestare in lutto, mentre la polizia israeliana ha picchiato brutalmente le persone che portavano la bara in spalla al funerale.  <\/p>\n<p>In base al diritto internazionale umanitario, i giornalisti sono civili e dunque non possono essere presi di mira durante i combattimenti. Questa garanzia si applica ai corrispondenti di guerra anche quando sono al lavoro protetti da un gruppo armato.  <\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/omer-bartov\/2025\/07\/25\/gaza-genocidio\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/299986-md.jpg\"\/><br \/>\n                <\/a><\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 israeliane sostengono che l\u2019esercito di Tel Aviv non prende di mira i giornalisti, ma si limita a obiettivi militari legittimi. Spesso hanno dichiarato che i militanti di Hamas si nascondono negli edifici civili o che i giornalisti uccisi facevano parte dell\u2019organizzazione islamista.  <\/p>\n<p>Ma sono accuse lanciate senza che ci siano prove verificabili da organizzazioni indipendenti. Nel 2018 Israele ha sostenuto che Murtaja era un militante di Hamas, ma non ha fornito alcuna prova.  <\/p>\n<p>Nel caso di Shireen Abu Akleh, le autorit\u00e0 israeliane all\u2019inizio hanno detto che la giornalista era stata uccisa dai militanti palestinesi. Poi hanno ammesso che esisteva una \u201calta probabilit\u00e0\u201d che i colpi fossero stati esplosi dalle forze israeliane, ma hanno aggiunto che la sua morte era stata un incidente e dunque non ci sarebbe stato un processo penale. Un documentario di recente <a href=\"https:\/\/www.npr.org\/2025\/05\/08\/nx-s1-5384894\/documentary-israeli-soldier-al-jazeera-journalist-shireen-abu-akleh\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ha smentito questa tesi<\/a> e ha identificato il soldato che ha ucciso intenzionalmente la giornalista.  <\/p>\n<p>Una cultura dell\u2019impunit\u00e0  <\/p>\n<p>Anche prima dell\u2019attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023, era evidente l\u2019impunit\u00e0 dei soldati israeliani che uccidevano i giornalisti, per errore o intenzionalemente. Un rapporto pubblicato a maggio del 2023 dal Committee to protect journalists sottolineava che Israele segue \u201cuno schema mortale\u201d nell\u2019uso della forza contro i giornalisti e lo accusava di non perseguire i responsabili.  <\/p>\n<p>Dopo gli attacchi del 2023, i giornalisti di Gaza hanno vissuto in condizioni perfino peggiori. Ancora oggi Israele continua a impedire alle testate internazionali di raccontare la guerra nella Striscia di Gaza. I giornalisti palestinesi, di conseguenza, sono spesso gli unici sul campo.  <\/p>\n<p>Oltre al rischio di morire, devono affrontare la campagna israeliana di diffamazione contro il loro lavoro e le minacce alle famiglie.  <\/p>\n<p>I giornalisti palestinesi si precipitano spesso nei luoghi dei bombardamenti, mentre la popolazione fugge. Questo li espone al rischio degli attacchi double tap (doppio colpo), in cui i droni e gli aerei da guerra bombardano di nuovo un\u2019area appena colpita, uccidendo i soccorritori e i giornalisti accorsi sul posto.  <\/p>\n<p>                pubblicit\u00e0<\/p>\n<p>Tutto questo crea una sofferenza insopportabile per tutti i giornalisti che continuano a lavorare a Gaza. Il 25 ottobre 2023 il direttore della sede locale di Al Jazeera Wael al Dahdouh stava trasmettendo in diretta quando ha ricevuto la notizia che un bombardamento israeliano aveva provocato la morte della moglie, di due figli e di un nipote. Il giorno successivo era di nuovo in onda.  <\/p>\n<p>La strage sembra inarrestabile. Il 10 agosto 2025, a Gaza, le forze armate israeliane hanno ucciso <a href=\"https:\/\/www.frontlinedefenders.org\/en\/profile\/anas-al-sharif\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Anas al Sharif<\/a>, un altro giornalista di primo piano di Al Jazeera che aveva continuato a raccontare la guerra sul campo per mesi, sotto i bombardamenti. Nello stesso attacco sono morti cinque suoi colleghi.  <\/p>\n<p>Il bombardamento del 25 agosto contro l\u2019ospedale Nasser \u00e8 soltanto l\u2019ultimo capitolo di questa storia di morte.  <\/p>\n<p>Tra i cinque giornalisti uccisi c\u2019erano tre freelance che lavoravano per la Reuters e l\u2019Associated Press, due agenzie di stampa internazionali che hanno manifestato pi\u00f9 volte la loro frustrazione per il rifiuto di Israele di consentire ai loro reporter di documentare la guerra a Gaza.  <\/p>\n<p>Nonostante gli enormi pericoli, le redazioni di tutto il mondo hanno invitato ripetutamente Tel Aviv ad aprire le porte di Gaza ai giornali indipendenti. Di recente una coalizione di 27 paesi ha cercato di fare pressione per ottenere l\u2019accesso alla Striscia.  <\/p>\n<p>Israele per\u00f2 continua a respingere al mittente tutte le richieste. I giornalisti palestinesi, dunque, sono ancora gli unici testimoni dell\u2019aggressione spietata contro la popolazione di Gaza. E per questo motivo sono uccisi. Resta da vedere se prima o poi la comunit\u00e0 internazionale si decider\u00e0 a mettere fine all\u2019impunit\u00e0 di Israele.  <\/p>\n<p><strong>Maha Nassar<\/strong> \u00e8 una studiosa di Medio Oriente e Nordafrica che insegna all\u2019universit\u00e0 dell\u2019Arizona, negli Stati Uniti.  <\/p>\n<p>(Traduzione di Andrea Sparacino)  <\/p>\n<p>Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo.<br \/>\n                Scrivici a: <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/maha-nassar\/2025\/08\/26\/mailto:posta@internazionale.it?subject=La feroce censura israeliana in Palestina dura da decenni\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">posta@internazionale.it<\/a>\n                <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tra le ventidue vittime degli attacchi condotti da Israele il 25 agosto 2025 contro l\u2019ospedale Nasser, nella Striscia&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":71376,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[13581,14,21235,77,8,72,1537,90,89,54113,7,15,82,9,83,10,76,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-71375","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-censura","9":"tag-cronaca","10":"tag-giornalismo","11":"tag-guerra","12":"tag-headlines","13":"tag-israele","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-maha-nassar","18":"tag-news","19":"tag-notizie","20":"tag-notizie-di-cronaca","21":"tag-notizie-principali","22":"tag-notiziedicronaca","23":"tag-notizieprincipali","24":"tag-palestina","25":"tag-titoli","26":"tag-ultime-notizie","27":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","28":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","29":"tag-ultimenotizie","30":"tag-ultimenotiziedicronaca","31":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71375","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71375"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71375\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71376"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71375"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71375"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71375"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}