{"id":71411,"date":"2025-08-27T04:01:10","date_gmt":"2025-08-27T04:01:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/71411\/"},"modified":"2025-08-27T04:01:10","modified_gmt":"2025-08-27T04:01:10","slug":"berruto-cosi-alleno-lia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/71411\/","title":{"rendered":"Berruto &#8220;Cos\u00ec alleno l\u2019IA&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>di Doriano<\/p>\n<p>Rabotti<\/p>\n<p>Mauro Berruto, ex ct della nazionale italiana di pallavolo, oggi senatore con particolare attenzione al mondo dello sport, \u00e8 stato uno dei primi a sperimentare con l\u2019intelligenza artificiale nello sport. Ha l\u2019esperienza e le idee chiare per cercare di orientarsi tra le possibili applicazioni dell\u2019IA in questo mondo.<\/p>\n<p>DIFFIDENZA <\/p>\n<p>Con una premessa: &#8220;L\u2019IA nello sport si pu\u00f2 usare in tantissimi modi, ma \u00e8 giusto affrontare la questione della diffidenza di chi poi la dovrebbe usare. Io verifico con mio rammarico una certa resistenza su questi strumenti, come se sminuissero l\u2019allenatore togliendogli autonomia&#8221;.<\/p>\n<p>ETICA <\/p>\n<p>&#8220;Nello sport il dilemma etico che pu\u00f2 nascere in altri ambiti di applicazione io non lo vedo. Pi\u00f9 di dieci anni fa mi portarono su una pista di test di Quattroruote vicino a Pavia e mi fecero vedere una moto che si guidava da sola. Il punto gi\u00e0 allora non era la tecnologia, ma le scelte etiche: come si risolve il dilemma di una macchina che si trova a non poter evitare un impatto e deve scegliere se colpire un anziano o un bambino, un barbone o un manager, dicevano gli esempi immaginari proposti dal sito The Ethical Machine? Perch\u00e9 gli algoritmi che alimentano l\u2019IA vengono comunque costruiti dall\u2019uomo. \u00c8 un esempio che d\u00e0 il senso della complessit\u00e0 delle scelte&#8221;.<\/p>\n<p>I CAMPI<\/p>\n<p>&#8220;Nello sport \u2013 continua Berruto \u2013 secondo me ci sono temi pi\u00f9 semplici, due in particolare: il miglioramento della performance dell\u2019allenamento e la previsione degli infortuni&#8221;.<\/p>\n<p>ALLENAMENTO<\/p>\n<p>&#8220;Sul piano del miglioramento del gesto tecnico, si pu\u00f2 costruire un modello personalizzato per ogni atleta e lavorare sulle caratteristiche specifiche, non solo provare ad insegnare come eseguire la battuta in salto ideale per i manuali. Non ragioni pi\u00f9 su un modello di esecuzione tecnica ideale, ma lo fai con un atleta che ha le sue caratteristiche fisiche e tecniche uniche&#8221;.<\/p>\n<p>INFORTUNI<\/p>\n<p>&#8220;Allo stesso modo, con la mole di dati che i preparatori hanno a disposizione, si pu\u00f2 provare una terapia prima sul modello e vedere come reagisce, se funziona. Sugli infortuni per esempio ci sono fattori che possono dare indicazioni certe. Poter evitare infortuni diventa un vantaggio di prestazione, ma anche economico. E magari una societ\u00e0 come il mio Torino potrebbe evitare di comprare giocatori che si rompono subito&#8221;.<\/p>\n<p>IL TERZO OBIETTIVO<\/p>\n<p>&#8220;C\u2019\u00e8 un altro orizzonte molto affascinante \u2013 spiega Berruto \u2013 del quale ho esperienza diretta. Nel 2013-2014, di nascosto dal presidente della Federvolley che non credeva nell\u2019uso del computer, in collaborazione con Moxoff, uno spin-off del Politecnico di Milano che lavorava su modelli algoritmici, feci rilevare una serie di dati per arrivare a prevedere le scelte degli avversari in tempo reale. Avevamo chiamato questo prototipo \u2019il gobbo\u2019, nel senso del suggeritore a teatro. Quando gli avversari attaccavano riuscivamo ad escludere un terzo dello spazio di rete, cosa che aiuta moltissimo il muro. Eravamo arrivati ad una precisione di previsione del 90 per cento, poi sono sorti problemi ancora attuali con l\u2019IA&#8221;.<\/p>\n<p>LA PIGRIZIA<\/p>\n<p>&#8220;Non potevamo usare lo strumento in tempo reale, nel caos di un palasport. E poi c\u2019era un aspetto umano, perch\u00e9 paradossalmente quei pochissimi errori di scelta pesavano pi\u00f9 delle scelte azzeccate, nella percezione degli atleti che si sentivano privati delle proprie capacit\u00e0 di lettura. Abbandonammo il modello e ci inventammo un modo rivoluzionario di preparazione della partita. Ogni atleta il giorno prima aveva una serie di situazioni selezionate su cui doveva fare le sue scelte come in un videogame. E questo aveva capovolto la percezione di depotenziamento individuale, aumentando l\u2019autostima mentre si azzeccavano le decisioni. Anche da quella esperienza alla fine \u00e8 nato il Virtual Coach del calcio, che usano in Premier League e anche in tantissime societ\u00e0 italiane&#8221;.<\/p>\n<p>LA DELEGA<\/p>\n<p>Berruto, che cosa ci dice del rischio di perdere il fattore umano che nello sport \u00e8 fondamentale? &#8220;Esiste, affidandosi troppo a scelte fredde si pu\u00f2 perdere la capacit\u00e0 di lettura del contesto. Negli sport con la palla questa complessit\u00e0 \u00e8 maggiore e sviluppa capacit\u00e0 tattiche diverse. Oggi potremmo avere una indicazione istantanea pi\u00f9 precisa di quella di mille assistenti tecnici, ma a forza di delegare questa possibilit\u00e0 si pu\u00f2 atrofizzare. E sappiamo che le statistiche servono per leggere le scelte dei giocatori scarsi, con quelli pi\u00f9 bravi \u00e8 pi\u00f9 difficile&#8221;.<\/p>\n<p>EMPATIA? <\/p>\n<p>Usare l\u2019IA fa perdere anche la forza emotiva e l\u2019energia del gruppo? &#8220;Non voglio sembrare un boomer, ma questo \u00e8 un pericolo che vedo gi\u00e0 nella societ\u00e0 ed \u00e8 indipendente dall\u2019IA. Un certo tipo di isolamento acustico sensoriale, tutti chiusi nelle loro cuffie, nei loro social, nei loro strumenti, \u00e8 gi\u00e0 presente. Ma \u00e8 vero anche il contrario: l\u2019IA \u00e8 uno strumento, se impari ad usarlo bene acquisti fiducia e anche la responsabilit\u00e0 nei confronti dei tuoi compagni&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Doriano Rabotti Mauro Berruto, ex ct della nazionale italiana di pallavolo, oggi senatore con particolare attenzione al&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":71412,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1474],"tags":[25265,54128,17198,1537,90,89,245,244,1869],"class_list":{"0":"post-71411","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-volley","8":"tag-alleno","9":"tag-berruto","10":"tag-cosi","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-sport","15":"tag-sports","16":"tag-volley"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71411","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71411"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71411\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71412"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71411"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71411"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71411"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}