{"id":71430,"date":"2025-08-27T04:20:15","date_gmt":"2025-08-27T04:20:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/71430\/"},"modified":"2025-08-27T04:20:15","modified_gmt":"2025-08-27T04:20:15","slug":"il-racconto-dei-fatti-e-la-narrazione-della-menzogna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/71430\/","title":{"rendered":"Il racconto dei fatti e la narrazione della menzogna"},"content":{"rendered":"<p>Mentre ci avviciniamo al settecentesimo giorno di genocidio, Israele sposta ancora pi\u00f9 in fondo la linea dell\u2019abisso. E lo fa sul versante della propaganda, cercando con mezzi sconcertanti di annientare il racconto dei fatti per esaltare la narrazione della menzogna. Difficile anche immaginarle, certe soluzioni narrative. Nel giro di tre giorni, prima abbiamo visto dieci influencer americani e israeliani accompagnati a Gaza.<\/p>\n<p>All\u2019interno di quella Striscia dove dall\u2019inizio di questo furioso eccidio non \u00e8 permesso l\u2019ingresso alla stampa. Sono andati per raccontare la \u201cverit\u00e0\u201d circa la distribuzione di cibo e aiuti, e siamo rimasti a bocca aperta vedendo gente che non ha alcuna dimestichezza con l\u2019informazione e la sua correttezza girare sorridente sotto un elmetto per svergognare chi \u00e8 attonito di fronte all\u2019orrore. Poi abbiamo assistito quasi in diretta all\u2019ennesimo massacro degli unici giornalisti che continuano a fare il loro lavoro a Gaza, ossia gli unici che l\u00ec possono aggirarsi perch\u00e9 l\u00ec sono nati: i palestinesi. Sono pi\u00f9 di duecentosettanta quelli uccisi in questi mesi indicibili. Un numero record che da solo pretenderebbe una riflessione se anche non dovessimo inserirlo nel contesto di contro-narrazione messo a punto da Israele.<\/p>\n<p>In effetti, nessuno scrittore di distopie potrebbe mai utilizzare il materiale che stanno offrendo in questi mesi gli stratagemmi di sistematica manipolazione della verit\u00e0 messi a punto dagli autori del genocidio. Nessuno potrebbe credere possibile che si arrivi a tanto e qualunque lettore riterrebbe la storia esageratamente fantasiosa. Ma la realt\u00e0 supera sempre l\u2019immaginazione e per questo essa non risulta credibile in letteratura. La strategia di comunicazione messa a punto da chi ripete che \u00e8 un\u2019invenzione la carestia e la fame, nega ogni responsabilit\u00e0, ripete di continuo che uomini e donne uccisi sono terroristi o scudi umani, mette in discussione ogni numero, contesta la veridicit\u00e0 di un\u2019immagine e arriva al punto di contraddire anche il parere scientifico di un medico che stila un certificato di morte, \u00e8 una strategia talmente assurda e ridicola che si stenta a credere al suo successo. E invece di successo ne ha.<\/p>\n<p>Si potrebbe chiamare in causa una volta ancora quel \u201cgenio\u201d della comunicazione capace di spiegare che una menzogna, ripetuta all\u2019infinito, diventa verit\u00e0, ma in un certo senso non basterebbe. L\u2019idea di colpire con un secondo attacco l\u2019ospedale dove medici e paramedici tentano di salvare vite umane mentre giornalisti arrivano per raccontarlo, eppoi dire che si \u00e8 trattato di un errore non pu\u00f2 rientrare neppure tra le prese in giro pi\u00f9 assurde e folli. \u00c8 semplicemente la conseguenza dell\u2019impunit\u00e0 completa che \u00e8 stata concessa a Israele.<br \/>Questa \u00e8 la storia da raccontare. Una storia molto lunga, lunga decenni, ma che, limitata al genocidio in corso, si struttura in due tempi.<\/p>\n<p>Il primo, quello dei mesi iniziali, in cui era impossibile far circolare lo sdegno: i social mettevano nell\u2019angolo i post riferiti all\u2019argomento (tanto che per pubblicare anche una blanda riflessione era necessario ricorrere a tattiche ridicole) mentre la stampa occidentale si presentava come un monolite con rarissime eccezioni ovviamente considerate \u201cdi parte\u201d. Era il tempo in cui si rischiava di essere criminalizzati e chi si permetteva l\u2019uso di certe parole doveva prima dichiarare la propria lontananza dal terrorismo islamico. Poi \u00e8 arrivato il tempo in cui anche le barriere degli algoritmi hanno ceduto alla marea del disgusto. Ma il silenzio dei primi mesi aveva ormai fatto il suo effetto e l\u2019impunit\u00e0 era cosa acclarata.<\/p>\n<p>Oggi sembra impossibile fermare il massacro. Nessun governo occidentale ha la forza delle grandi decisioni. E a giustificare tanto immobilismo c\u2019\u00e8 l\u2019onda di un\u2019opinione che accetta, crede e d\u00e0 spazio alle menzogne pi\u00f9 indecorose, con l\u2019aggressivit\u00e0 tipica di chi si diverte a spargere violenza in rete. \u00c8 qui il trionfo della propaganda israeliana, la famosa hasbara, su cui investimenti cospicui hanno scommesso per far fuori ogni possibilit\u00e0 di informazione corretta. Perch\u00e9 nulla \u00e8 pi\u00f9 potente dell\u2019incredibile. Soprattutto quando brilla di luce plumbea sul silenzio di chi \u00e8 morto per quel mestiere straordinario di cui noi occidentali ci ritenevamo maestri: raccontare i fatti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Mentre ci avviciniamo al settecentesimo giorno di genocidio, Israele sposta ancora pi\u00f9 in fondo la linea dell\u2019abisso. 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