{"id":71436,"date":"2025-08-27T04:25:11","date_gmt":"2025-08-27T04:25:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/71436\/"},"modified":"2025-08-27T04:25:11","modified_gmt":"2025-08-27T04:25:11","slug":"serve-un-sistema-sanitario-piu-equo-e-proattivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/71436\/","title":{"rendered":"serve un sistema sanitario pi\u00f9 equo e proattivo"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa ostacola l\u2019accesso equo e tempestivo alle cure? Quali sono le disuguaglianze che impattano maggiormente sui cittadini e sui pazienti? Parte da queste domande il secondo <a href=\"https:\/\/issuu.com\/raffaelecreativagroupcom\/docs\/patient_access_monitor_7-2025?fr=sNzYxMDgzNDY4MDE\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Patient Access Journey Monitor<\/a> promosso dal Patient Access Think Tank con la Senatrice Daniela Sbrollini.<\/p>\n<p>Il report, presentato a Roma nel mese di luglio, intende fornire gli strumenti per promuovere un <strong>cambiamento culturale e operativo<\/strong> nella gestione dei bisogni di salute.\u00a0<\/p>\n<p>Frutto di un lavoro congiunto tra accademici, societ\u00e0 scientifiche, istituzioni e associazioni civiche e di pazienti, il Report 2025 \u2013 dal titolo Patient Access \u2013 From Journey to System \u2013 affronta criticit\u00e0 trasversali: dalla cronicit\u00e0 all\u2019innovazione digitale, dalle malattie rare alla salute mentale, dall\u2019equit\u00e0 di genere alle nuove vulnerabilit\u00e0 sociali. Con un approccio operativo, il documento propone modelli predittivi, interventi comportamentali e soluzioni pratiche pronte a essere messe in campo.\u00a0<\/p>\n<p>Che cos\u2019\u00e8 il Patient Access<\/p>\n<p>Quando parliamo di Patient Access non intendiamo semplicemente l\u2019accesso del paziente: \u00abNon si tratta solo di un fatto di advocacy giusta per il paziente, ma di una modalit\u00e0 che coinvolge tutto il sistema, dalla governance sanitaria, agli aspetti clinici fino a quelli sociali e imprenditoriali \u2013 ha ricordato <strong>Federico Serra<\/strong>, Chairman del Patient Access Think Thank promosso da BHave -. Serve un sistema unico attorno all\u2019accesso alle cure, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che \u00e8 silos nella sanit\u00e0 significa esclusione\u00bb.<\/p>\n<p>Il termine fu introdotto dall\u2019Affordable Care Act, la riforma sanitaria voluta dall\u2019allora presidente statunitense Barack Obama: l\u2019implementazione quadriennale del programma includeva tra le altre cose una serie di disposizioni per l\u2019accesso a opzioni di assicurazione accessibili.<\/p>\n<p>Il Patient Access significa infatti garantire a ogni persona, indipendentemente da condizione sociale, genere, luogo di residenza o patologia, la possibilit\u00e0 concreta di accedere, nel momento giusto, alle cure appropriate, superando barriere strutturali, economiche, culturali e comportamentali.\u00a0<\/p>\n<p>Integrare nel SSN unit\u00e0 comportamentali<\/p>\n<p><strong>Andrea Lenzi<\/strong>, professore emerito di Endocrinologia all\u2019Universit\u00e0 La Sapienza, presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio dei Ministri e neo-presidente del CNR, ha affermato: \u00abQuesto Monitor non \u00e8 solo una raccolta dati: ci sono delle piattaforme strategiche di raccomandazioni operative che sono molto utili a chi le voglia intercettare e applicare. Si tratta di un volume di <strong>evidence-based patient access<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Il Patient Access Monitor 2025 propone, tra le altre cose, l\u2019istituzione di <strong>unit\u00e0 comportamentali <\/strong>integrate nel sistema sanitario nazionale, per migliorare l\u2019aderenza terapeutica e ottimizzare l\u2019efficacia degli interventi preventivi. Questo tipo di approccio si basa sul riconoscimento che molte decisioni sanitarie sono influenzate da bias cognitivi, barriere procedurali e fattori contestuali che possono essere modificati attraverso interventi mirati. Le unit\u00e0 comportamentali, infatti, sono team multidisciplinari specializzati nell\u2019applicazione delle scienze comportamentali alle politiche pubbliche.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Ripensare i modelli organizzativi<\/p>\n<p>Il potenziamento della sanit\u00e0 territoriale e un\u2019assistenza sempre pi\u00f9 decentrata sono tra gli obiettivi del PNRR e del DM77. Tuttavia, spesso questa trasformazione \u00e8 chiara sulla carta, ma quando deve essere messa in pratica si scontra con una serie di criticit\u00e0, tra cui l\u2019<strong>assenza di dati <\/strong>sui costi evitati e i risparmi (non solo economici) di questo cambio di setting.<\/p>\n<p>\u00abIl sistema sanitario nazionale dovrebbe modificare il paradigma di accesso, alla luce dei cambiamenti che hanno interessato la platea cui si rivolge \u2013 ha affermato il senatore <strong>Guido Quintino Liris<\/strong>, Presidente dell\u2019Intergruppo parlamentare sulla prevenzione e le emergenze sanitarie nelle aree interne -. La nostra sanit\u00e0 dovrebbe essere pi\u00f9 performante e accessibile, in grado di plasmarsi in maniera dinamica a partire dalle suggestioni che arrivano dal <strong>territorio<\/strong>\u00bb. <\/p>\n<p>Tra i casi presi in considerazione nel Patient Monitor 2025 c\u2019\u00e8 quello delle <strong>isteroscopie<\/strong>, una procedura che oggi viene erogata per la maggior parte in ambito ospedaliero. I dati, tuttavia, hanno dimostrato che l\u2019approccio ambulatoriale ridurrebbe fino al 60% i tempi di attesa, abbattendo del 70% i costi diretti. Inoltre, l\u2019approccio \u201csee and treat\u201d che consente diagnosi e trattamento in un\u2019unica seduta eviterebbe oltre la met\u00e0 dei ricorsi a ulteriori procedure in sala operatoria, oltre a una riduzione delle giornate lavorative perse rispetto all\u2019erogazione della prestazione in ospedale.<\/p>\n<p>\u00abNella sola Lombardia, che pure \u00e8 una Regione virtuosa, lo shift di una parte dei trattamenti permetterebbe un risparmio di 58 milioni all\u2019anno\u00bb, ha affermato <strong>Claudia Georgia Banella<\/strong>, Direttrice Generale e Amministratrice Delegata di Karl Storz Endoscopia Italia.<\/p>\n<p>In Lombardia infatti ci sono circa 227.000 isteroscopie ogni anno. Di queste, il 68% avviene in sala operatoria. Il risparmio citato da Georgia Banella riguarda lo spostamento della met\u00e0 degli interventi da sala operatoria a ambulatorio, che libererebbe ogni anno 116.000 ore di sala operatoria, che potrebbe essere utilizzata per altre patologie. Secondo la letteratura scientifica infatti il 75-80% delle isteroscopie potrebbero essere gestite al di fuori della sala operatoria.<\/p>\n<p>Combattere il ritardo diagnostico<\/p>\n<p>L\u2019accesso alle cure \u00e8 ancora pi\u00f9 problematico quando si parla di una malattia rara, dove i pazienti sono pochi e i medici non vedono spesso i sintomi delle patologie. Il ritardo diagnostico \u00e8 tra gli ostacoli pi\u00f9 rilevanti a un servizio sanitario davvero equo.\u00a0<\/p>\n<p>Tra gli esempi citati nel Patient Monitor c\u2019\u00e8 quello dell\u2019<strong>esofagite eosinofila<\/strong> (EoE), il cui ritardo diagnostico in Italia <a href=\"https:\/\/www.dldjournalonline.com\/article\/S1590-8658(21)00268-1\/abstract\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">ha una mediana<\/a> di 36 mesi, ma pu\u00f2 anche superare i 6 anni.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019EoE, come molte patologie, \u00e8 per\u00f2 progressiva e, se non trattata adeguatamente, pu\u00f2 portare a complicanze anche serie, come la stenosi esofagea, che <a href=\"https:\/\/journals.lww.com\/ajg\/abstract\/2018\/06000\/the_natural_course_of_eosinophilic_esophagitis_and.14.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">aumenta del 9%<\/a> per ogni anno di ritardo diagnostico, con gravi ripercussioni sulla salute e sulla qualit\u00e0 di vita del paziente.<\/p>\n<p>\u00abPer migliorare l\u2019accesso, occorre innanzitutto lavorare sull\u2019awareness della patologia \u2013 afferma <strong>Giuseppe Isoni<\/strong>, General Manager Dr. Falk Pharma Italia -. I pazienti vanno aiutati, sia nella fase di diagnosi, nella diffusione della conoscenza sulla malattia, sia dopo, con incontri, diffusione di materiali e l\u2019<a href=\"https:\/\/trendsanita.it\/eseo-italia-ddl-su-giornata-nazionale-dellesofagite-eosinofila-grande-risultato-per-migliaia-di-pazienti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">istituzione<\/a> di una Giornata dedicata alla patologia, tutti aspetti che supportano il paziente non solo nella gestione farmacologica, ma in quella di una malattia cronica\u00bb.<\/p>\n<p>La difficolt\u00e0 nella presa in carico<\/p>\n<p>Le malattie allergiche respiratorie sono in crescita a livello globale: secondo l\u2019OMS, nel mondo ne soffrono 350 milioni di persone. In Italia, interessano circa il <strong>15-20% della popolazione<\/strong>, con un impatto particolarmente significativo sui bambini: il 10% degli under14 soffre di asma e nell\u201980% dei casi la causa \u00e8 allergica.<\/p>\n<p>L\u2019onere sociale ed economico \u00e8 importante: si calcola che i costi diretti rappresentino circa l\u20191-2% della spesa sanitaria totale, mentre i costi indiretti, come l\u2019assenteismo scolastico e lavorativo, in molti casi superano il 50% dei costi complessivi.\u00a0<\/p>\n<p>\u00abNonostante questi dati, ancora oggi una delle problematiche principali legate alle malattie allergiche e respiratorie \u00e8 la loro banalizzazione: spesso si associa l\u2019allergia a una rinite o a un raffreddore da fieno, mentre spesso nella stessa persona convivono pi\u00f9 condizioni patologiche che vanno dall\u2019asma alla rinite allergica, alla dermatite atopica\u00bb, riporta <strong>Sandra Frateiacci<\/strong>, Presidente ALAMA APS e Dipartimento Salute OPES APS; Vicepresidente FederASMA e ALLERGIE Odv.<\/p>\n<p>Anche alla luce di questi dati, \u00e8 stato elaborato in Italia il <a href=\"https:\/\/www.pollinieallergia.net\/news_pdf\/442.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Manifesto dei diritti delle persone con allergie respiratorie<\/a>, che punta i riflettori \u2013 tra le altre cose \u2013 sulla parit\u00e0 di accesso all\u2019informazione, sulla prevenzione e sull\u2019educazione terapeutica.\u00a0<\/p>\n<p>\u00abLa persona con allergia respiratoria \u00e8 un testimone della grande disparit\u00e0 che esiste, a livello di sistema sanitario italiano, di esigibilit\u00e0 della terapia \u2013 rileva <strong>Sabrina De Federicis<\/strong>, Country Manager HAL Allergy -. Soprattutto per quanto riguarda la terapia desensibilizzante, che \u00e8 l\u2019unica riconosciuta dall\u2019OMS come terapia curativa e non sintomatica, esiste una disparit\u00e0 assoluta poich\u00e9 questa non \u00e8 rimborsata dal Servizio sanitario nazionale, ma \u00e8 a discrezione delle Regioni. La Lombardia per esempio da sempre la rimborsa interamente, il Piemonte lo fa al 50%, mentre in Lazio, Calabria o Sicilia il paziente la paga di tasca sua\u00bb.<\/p>\n<p>I Centri allergologici, a livello nazionale, sono pochi e \u00abquando i medici vanno in pensione, spesso gli ambulatori vengono chiusi \u2013 dice Frateiacci -. Le famiglie si ritrovano a inseguire i singoli specialisti, ricevendo anche indicazioni diverse. C\u2019\u00e8 quindi anche un problema di riconciliazione terapeutica, ovvero occorre capire che tipo di farmaci sono meglio per la situazione del singolo paziente\u00bb.<\/p>\n<p>I vuoti normativi<\/p>\n<p>La mancanza di definizione legislativa interessa diversi aspetti nel nostro Paese, tra cui quello della <strong>nutraceutica<\/strong>. \u00abDa un lato il comparto \u00e8 in forte crescita, con molti investimenti in ricerca e sviluppo, dall\u2019altro manca di un riconoscimento normativo specifico e questi prodotti sono relegati nella categoria generica degli integratori alimentari, a cui tuttavia possono essere riconosciute solo propriet\u00e0 nutritive o fisiologiche, non terapeutiche \u2013 spiega <strong>Valeria Curti<\/strong>, R&amp;D, Medical, Quality and Regulatory Manager Kolinpharma -. L\u2019Italia \u00e8 leader per quanto riguarda la ricerca e ha una tradizione importante di consumo e di utilizzo. Per questo potrebbe accompagnare l\u2019Europa nella costruzione di una legislazione comunitaria che coinvolga istituzioni pubbliche, mondo accademico e professionisti del settore\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Che cosa ostacola l\u2019accesso equo e tempestivo alle cure? 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