{"id":71741,"date":"2025-08-27T08:13:11","date_gmt":"2025-08-27T08:13:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/71741\/"},"modified":"2025-08-27T08:13:11","modified_gmt":"2025-08-27T08:13:11","slug":"in-svizzera-sulle-tracce-del-giovane-le-corbusier-a-60-anni-dalla-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/71741\/","title":{"rendered":"In Svizzera sulle tracce del giovane Le Corbusier a 60 anni dalla morte"},"content":{"rendered":"<p>Arrivare a <strong>La Chaux-de-Fonds<\/strong>, attraversando la catena del Giura, ha un effetto straniante. Dalle immagini da cartolina dell\u2019immaginario elvetico \u2013 animali al pascolo, prati curatissimi, foreste, fattorie sparse qua e l\u00e0 \u2013 si viene improvvisamente proiettati in un universo urbano fatto di condomini a schiera, filobus, traffico, urbanismo a scacchiera, addirittura grattacieli. A mille metri di altitudine, La Chaux-de-Fonds si presenta oggi come una citt\u00e0 che tenta di mantenere il suo ruolo nello scenario economico mondiale: era arrivata ad avere quasi 44mila abitanti nel periodo d\u2019oro dell\u2019<strong>industria dell\u2019orologeria <\/strong>(oggi sono circa 36 mila), quando da qui partiva la met\u00e0 della produzione mondiale. Dopo essere stata inserita nel 2009 nel <strong>Patrimonio mondiale dell\u2019UNESCO<\/strong>, che ha riconosciuto la citt\u00e0 assieme alla vicina localit\u00e0 di <strong>Le Loche<\/strong> come simbolo dell\u2019industrializzazione del Giura, sar\u00e0 nel 2027 la prima Capitale della cultura elvetica. Era gi\u00e0 stato Karl Marx, quasi 150 prima, a descrivere nel Capitale La Chaux-de-Fonds come una <strong>\u201cgrande citt\u00e0-officina\u201d<\/strong> con la tipica urbanizzazione a scacchiera e ad analizzare la divisione del lavoro tipica di quel settore industriale.\u00a0<\/p>\n<p>Per punti<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"#la-citta-natale-di-charles-edouard-jeanneret-il-futuro-le-corbusier\">La citt\u00e0 natale di Charles-\u00c9douard Jeanneret, il futuro Le Corbusier\u00a0<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#litinerario-sulle-tracce-del-giovane-le-corbusier\">L\u2019itinerario sulle tracce del giovane Le Corbusier\u00a0<\/a>\n<ul>\n<li><a href=\"#villa-jeanneret-perret-maison-blanche-chemin-de-pouillerel-12\">Villa Jeanneret-Perret Maison Blanche, Chemin de Pouillerel, 12\u00a0\u00a0<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#villa-fallet-chemin-de-pouillerel-1\">Villa Fallet, Chemin de Pouillerel, 1\u00a0<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#villa-jaquemet-e-villa-stotzer-chemin-de-pouillerel-1-e-6\">Villa Jaquemet e Villa Stotzer, Chemin de Pouillerel, 1 e 6\u00a0<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#villa-schwob-villa-turca-rue-de-doubs-167\">Villa Schwob \u2013 Villa Turca, rue de Doubs, 167\u00a0<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#villa-favre-jacot-cote-des-billodes-6-le-loche\">Villa Favre-Jacot, C\u00f4te des Billodes, 6 Le Loche\u00a0<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#cinema-scala-rue-de-la-serre-52\">Cin\u00e9ma Scala, rue de la Serre, 52\u00a0<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#musee-des-beaux-arts-rue-des-musees-33\">Mus\u00e9e des Beaux-Arts, rue des Mus\u00e9es, 33\u00a0<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li><a href=\"#altre-opere-di-le-corbusier-in-svizzera\">Altre opere di Le Corbusier in Svizzera\u00a0<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/svizzera-la-chaux-de-fonds-veduta-dallalto-c-photo-dario-bragaglia-1024x683.jpg\" alt=\"Svizzera. La Chaux de Fonds. Veduta dall'alto \u00a9 Photo Dario Bragaglia\" class=\"wp-image-1177012\"  \/>Svizzera. La Chaux de Fonds. Veduta dall\u2019alto \u00a9 Photo Dario Bragaglia<strong>La citt\u00e0 natale di Charles-\u00c9douard Jeanneret, il futuro Le Corbusier<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>La Chaux-de-Fonds offre un altro grande motivo di interesse, in particolare per gli appassionati di storia dell\u2019architettura. \u00c8 qui che nel 1887, in rue de la Serre 38 (una targa lo ricorda) nacque Charles-\u00c9douard Jeanneret, <strong>l\u2019uomo destinato a rivoluzionare l\u2019architettura del Novecento<\/strong> con il nome di <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/artista-mostre-biografia\/le-corbusier\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/artista-mostre-biografia\/le-corbusier\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Le Corbusier<\/a><\/strong>. In citt\u00e0 si possono seguire i primi passi del giovane architetto. Nel 1902 intraprende gli studi di artigianato e arte presso la locale \u00c9cole d\u2019arts appliqu\u00e9s per diventare incisore (una specializzazione richiesta dall\u2019industria orologiera), ma \u00e8 uno dei suoi professori, Charles L\u2019Eplattenier, che lo orienta verso lo studio dell\u2019architettura. Jeanneret approfondisce la conoscenza della materia attraverso <strong>stage a Berlino e Parigi<\/strong>, quest\u2019 ultimo nello studio di <strong>Auguste Perret<\/strong> (1874-1954) che sar\u00e0 uno dei suoi maestri di riferimento. Nello stesso tempo, L\u2019Eplattenier gli affida, affiancandolo prima al pi\u00f9 esperto Ren\u00e9 Chapallaz e poi ad altri allievi, la progettazione di alcune ville a La Chaux-de-Fonds. Nel periodo di formazione sono importanti anche due <strong>viaggi<\/strong>. Il primo, avviene nel 1910, quando su incarico della stessa Scuola si reca in Germania per uno studio sulle arti decorative; il secondo, nel 1911, verso i Balcani, la Grecia, la Turchia e l\u2019Italia, fonte d\u2019ispirazione per una sua nota pubblicazione, <strong>Voyage d\u2019Orient<\/strong>.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"707\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/svizzera-la-chaux-de-fonds-villa-jeanneret-perret-maison-blanche-c-guillaume-perret-maison-blanche-2.jpeg\" alt=\"Svizzera. La Chaux de Fonds. Villa Jeanneret-Perret Maison Blanche \u00a9 Guillaume Perret, Maison blanche\" class=\"wp-image-1177015\"  \/>Svizzera. La Chaux de Fonds. Villa Jeanneret-Perret Maison Blanche \u00a9 Guillaume Perret, Maison blanche<strong>La villa progettata per i genitori<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019anno successivo, ormai diventato professore presso la Scuola d\u2019arte, apre il suo <strong>primo studio indipendente di architettura<\/strong> e di decorazione. Una targa in rue Numa-Droz 54 ricorda anche questo momento nella vita professionale dell\u2019architetto franco-svizzero. Siamo a due passi da quella che \u00e8 oggi la Biblioteca comunale di La Chaux-de-Fonds e che a cavallo fra fine Ottocento e inizio Novecento era la sede proprio dell\u2019\u00c9cole d\u2019Arts Appliqu\u00e9s. Nella biblioteca sono conservati importanti fondi d\u2019archivio relativi al periodo chaux-de-fonni\u00e8re dell\u2019architetto. Il 1912 \u00e8 anche importante perch\u00e9 in quell\u2019anno progetta per i genitori la <strong>Villa Jeanneret-Perret<\/strong>, la prima opera realizzata in veste di architetto indipendente e laboratorio di prove per le sue tecniche di costruzione. Qualche anno pi\u00f9 tardi, nel 1916, progetter\u00e0 per un ricco industriale dell\u2019orologeria e con ulteriore consapevolezza delle sue idee, <strong>Villa Schwob<\/strong>, ribattezzata la Ville Turque. Sar\u00e0 l\u2019ultima realizzazione di Charles-\u00c9douard Jeanneret nella sua citt\u00e0 natale. Nel 1917 si trasferir\u00e0 definitivamente a<strong> Parigi<\/strong>, pronto di l\u00ec a poco a firmare i suoi progetti con il nome di Le Corbusier (abbiamo raccontato alcuni degli edifici parigini <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/progettazione\/architettura\/2020\/07\/le-corbusier-parigi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">qui<\/a>). Il 27 agosto cadono i <strong>60 anni dalla sua morte<\/strong> avvenuta nelle acque della Costa Azzurra, davanti al famoso <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/progettazione\/architettura\/2024\/03\/storia-villa-e1027-costa-azzurra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Cabanon<\/a>.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong>L\u2019itinerario sulle tracce del giovane Le Corbusier<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019Ufficio del turismo di La Chaux-de-Fonds organizza ogni venerd\u00ec (ore 14) fino a settembre delle visite guidate dal titolo \u201cLes premi\u00e8res villas de Le Corbusier\u201d. L\u2019itinerario si pu\u00f2 fare anche individualmente, meglio se muniti della mini-guida gratuita disponibile presso lo stesso ufficio (Espacit\u00e9 1).\u00a0<\/p>\n<p><strong>Villa Jeanneret-Perret Maison Blanche, Chemin de Pouillerel, 12\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 senza dubbio l\u2019indirizzo pi\u00f9 interessante. Riflette tutti gli stimoli che il giovane architetto aveva assorbito nei suoi viaggi: influenza dell\u2019architettura tedesca contemporanea, elementi neoclassici e della tradizione greco-romana, rimandi vernacolari allo stile balcanico. I genitori abitarono la villa solo per pochi anni, perch\u00e9 il padre fu costretto a venderla per problemi finanziari nel 1919. Completamente restaurata nel 2005 in base allo spirito del progetto originale, offre informazioni e aneddoti grazie alla gestione di un\u2019associazione di volontari.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Villa Fallet, Chemin de Pouillerel, 1<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Di circa 6 anni precedente a Villa Jeanneret-Perret \u00e8 una sorta di manifesto degli allievi di Charles L\u2019Eplattenier che provano a definire uno stile regionalista influenzato dall\u2019Art Nouveau. Verr\u00e0 definito \u201cStyle Sapin\u201d (Stile Abete) per via delle forme triangolari. Charles-\u00c9douard Jeanneret fu incaricato di redigere il progetto e di dirigere il cantiere con l\u2019aiuto dell\u2019architetto Ren\u00e9 Chapallaz. Anche questa villa \u00e8 visitabile.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Villa Jaquemet e Villa Stotzer, Chemin de <\/strong><strong>Pouillerel, 1<\/strong><strong> e 6<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Due ville costruite nel 1908 per i cognati di Louis Fallet, proprietario dell\u2019omonima villa. Furono progettate da Jeanneret mentre si trovava in viaggio a Vienna e sono espressione dello stesso stile regionalista di Villa Fallet. Si possono vedere solo dall\u2019esterno.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Villa Schwob \u2013 Villa Turca, rue de Doubs, 167<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019opera pi\u00f9 compiuta di questo periodo: consta di una struttura in cemento, con musi di riempimento in mattoni. Il piano simmetrico del progetto e le proporzioni degli spazi risentono dell\u2019influenza modernista dei fratelli Perret che Jeanneret aveva gi\u00e0 frequentato a Parigi. Ma non mancano rimandi alla tradizione neoclassica e all\u2019architettura ottomana scoperta durante il viaggio in Oriente. Visibile solo dall\u2019esterno.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Villa Favre-Jacot, C\u00f4te des Billodes, 6 Le Loche<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Questa lussuosa villa fu progettata e costruita nel 1912 per l\u2019industriale Favre-Jacot, fondatore del marchio di orologi Zenith nella vicina localit\u00e0 di Le Loche. Anche qui l\u2019influsso neoclassico \u00e8 evidente. Visibile solo dall\u2019esterno.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Cin\u00e9ma Scala, rue de la Serre, 52<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Costruito da Jeanneret nel 1916 in stile neoclassico \u00e8 stato parzialmente distrutto da un incendio nel 1971. Della costruzione originale \u00e8 sopravvissuta solo la facciata posteriore.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Mus\u00e9e des Beaux-Arts, rue des Mus\u00e9es, 33<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Edificio Art-D\u00e9co con influenze neoclassiche realizzato nel 1926 da Charles L\u2019Eplattenier e Ren\u00e9 Chapallaz. Nel 1957 ospit\u00f2 la prima mostra dedicata a Le Corbusier dalla citt\u00e0 natale, che ebbe modo di visitarla. Di quell\u2019esposizione il museo conserva un insieme di incisioni e un arazzo.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Altre opere di Le Corbusier in Svizzera<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Chi volesse approfondire le opere dell\u2019architetto in territorio elvetico o appena oltre la frontiera francese (in un raggio di circa 150 chilometri), pu\u00f2 annotarsi questi indirizzi:\u00a0<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Villa \u201cLe Lac\u201d, Corseaux (Vaud)\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Immeuble Clart\u00e9, Ginevra\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Pavillon Le Corbusier (Zurigo)\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Cappella di Notre-Dame du Haut, Ronchamp (Francia)\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<p>Dario Bragaglia\u00a0<br \/>\u00a0<br \/><strong>Libri consigliati:<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>(Grazie all\u2019affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)\u00a0<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Arrivare a La Chaux-de-Fonds, attraversando la catena del Giura, ha un effetto straniante. 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