{"id":72368,"date":"2025-08-27T14:59:17","date_gmt":"2025-08-27T14:59:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/72368\/"},"modified":"2025-08-27T14:59:17","modified_gmt":"2025-08-27T14:59:17","slug":"il-pafos-qualificato-in-champions-league-non-e-esattamente-una-favola-calcistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/72368\/","title":{"rendered":"Il Pafos qualificato in Champions League non \u00e8 esattamente una favola calcistica"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono voluti 100 minuti di una sfida infinita contro la Stella Rossa di Belgrado e un pareggio al minuto 89\u2032, siglato dal brasiliano Jaj\u00e1, per regalare ai ciprioti del Pafos FC la loro prima, storica, qualificazione al tabellone principale della Champions League. Non \u00e8 una prima volta assoluta per il calcio dell\u2019isola di Cipro, perch\u00e9 l\u2019APOEL di Nicosia ha ottenuto lo stesso risultato per due volte, raggiungendo addirittura i quarti di finale nel 2012, superata solamente dal Real Madrid di Cristiano Ronaldo. Ma l\u2019APOEL era ed \u00e8 una corazzata storica del calcio cipriota, una formazione che ha conquistato 29 volte il campionato, 21 la coppa nazionale e 15 la Supercoppa. Il Pafos, invece, \u00e8 un club che ha solamente undici anni di et\u00e0, essendo nata nel giugno 2014 dalla fusione l\u2019AEK Kouklion e l\u2019AEP Paphos. E solamente lo scorso anno ha vinto il suo primo titolo in A\u2019 Kat\u012bgoria (il massimo campionato di Cipro), dopo aver conquistato il suo primo trofeo in assoluto, la Kypello Kyprou (la coppa nazionale) del 2024, con il netto successo per 3-0 in finale contro l\u2019Omonia a Nicosia.<\/p>\n<p>Gli ingredienti per la perfetta favola sportiva ci sarebbero tutti, insomma. Se non fosse che le radici dei successi del Pafos e dell\u2019ingresso sul massimo palcoscenico del calcio europeo affondano pi\u00f9 nella finanza internazionale e nelle dinamiche geopolitiche che nel romanticismo calcistico. Per decenni, l\u2019isola di Cipro \u00e8 stata una vera e propria calamita per i capitali russi: tasse leggere, leggi societarie estremamente flessibili e \u2013 soprattutto \u2013 il programma dei passaporti d\u2019oro, che garantiva la cittadinanza europea a chi investiva ingenti somme nell\u2019isola, hanno attirato migliaia di imprenditori di Mosca.<\/p>\n<p>Oltre 2.800 cittadini russi approfittarono del programma. Citt\u00e0 come Limassol si trasformarono in veri e propri centri della vita russa sull\u2019isola, dappertutto spuntavano negozi, ristoranti, scuole e media in lingua russa. Dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina nel 2022 e le sanzioni dell\u2019Unione Europea, molti patrimoni sono stati congelati e i depositi bancari sono crollati, ma l\u2019isola resta comunque un partner economico strategico per la Russia. Anche perch\u00e9 continua a essere parte dell\u2019UE. Di conseguenza, molti investimenti importanti sono stati fatti anche nel calcio. E la propriet\u00e0 del Pafos FC parla russo. Sergei Lomakin e Roman Dubov, imprenditori con interessi che vanno ben oltre lo sport, hanno dato stabilit\u00e0 e visibilit\u00e0 al giovanissimo club, arrivando a ingaggiare un nome di fama mondiale come l\u2019iconico difensore brasiliano David Luiz, uno che la Champions League l\u2019ha vinta con il Chelsea.<\/p>\n<p>La figura di Sergei Lomakin \u00e8 a dir poco controversa. Partito come distributore di caff\u00e8 con la societ\u00e0 Felma, ha poi co-fondato diverse catene di supermercati, negozi di scarpe e abbigliamento. Successivamente ha venduto gran parte delle sue quote, ma continua a muovere affari di grande portata. Il suo patrimonio \u00e8 stimato in 1.7 miliardi di dollari, una cifra che lo colloca al 1951mo posto tra gli uomini pi\u00f9 ricchi del mondo. Lomakin ha potuto contare sull\u2019appoggio di Andrei Kostin, il potente presidente della banca VTB, uomo di fiducia di Putin e figura chiave del sistema finanziario russo. Sotto la sua guida, l\u2019istituto ha investito anche nei media, in Paesi dove Mosca cercava di allargare la propria influenza.<\/p>\n<p>Nel calcio, Lomakin ha puntato su un progetto di investimenti globali, fondando la Total Sports Investment. Vale a dire un fndo che, oltre ai ciprioti del Pafos FC, controlla il Rodina Mosca, lo United FC negli Emirati Arabi e i lettoni del Riga FC, Eppure, Lomakin in Lettonia non pu\u00f2 entrare: i servizi di sicurezza lo hanno bandito come minaccia per l\u2019ordine nazionale, un divieto prorogato fino a tutto il 2025 e confermato nonostante i numerosi ricorsi. Questo non gli ha impedito di continuare a fare affari in riva al Baltico, dalla catena di discount Fix Price (che ha sedi anche il Bielorussia, Georgia e Russia) allo stesso Riga Football Club. La squadra, fondata nel 2014 proprio come il Pafos, ha il budget pi\u00f9 alto del calcio baltico, ma i suoi risultati sono stati decisamente sotto le aspettative.<\/p>\n<p>Lo scorso anno, il magnate russo aveva presentato un\u2019offerta per acquistare l\u2019Udinese, ma la famiglia Pozzo ha risposto che il club non \u00e8 in vendita. Il piano di Lomakin sembra chiaro, comunque: costruire una rete internazionale di squadre di calcio, una sorta di conglomerata (potenzialmente) concorrente al City Football Group e alla divisione calcistica della Red Bull. Rispetto a Lomakin, il suo socio Roman Dubov rimane pi\u00f9 defilato. Nato in Ungheria, cittadino britannico dal 1999 e lontano dalla Russia da oltre trent\u2019anni, nel 2011 \u00e8 stato tra i proprietari del Portsmouth, costruendo poi una fitta rete di contatti nel calcio inglese che arriva fino a Daniel Levy, presidente del Tottenham. \u00c8 soprattutto grazie a lui se Total Sports Investment ha messo piede in pi\u00f9 mercati. Dubov ama definirsi il \u201cministro degli Esteri\u201d del gruppo: strategie, relazioni, progetti giovanili, rapporti con Federazioni e istituzioni internazionali. Non gestisce l\u2019ordinario, ma garantisce ci\u00f2 che serve di pi\u00f9: relazioni e credibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Tornando al campo, l\u2019allenatore della squadra \u00e8 lo spagnolo Juan Carlos Carcedo, a lungo assistente di Unai Emery nelle sue esperienze all\u2019Arsenal, al PSG, al Siviglia. La sua prima avventura da tecnico in prima risale al 2020, quando fu assunto dall\u2019UD Ibiza, club della terza divisione spagnola; dopo aver condotto la formazione delle Baleari alla sua prima promozione in Segunda B, \u00e8 passato al Real Saragozza, ma \u00e8 stato esonerato. Dal 2023 \u00e8 l\u2019allenatore del Pafos. A cui ha portato, come detto, i primi trofei della sua storia.<\/p>\n<p>E c\u2019\u00e8 anche un po\u2019 d\u2019Italia nel Pafos che ha conquistato un posto in Champions League: dall\u2019ottobre 2023, infatti, il direttore sportivo del club cipriota \u00e8 Cristiano Giaretta, per anni a lavoro per il gruppo Pozzo tra Udine e Watford. Dall\u2019Udinese ha portato proprio l\u2019idea di acquistare un mare di giocatori stranieri, scandagliando in lungo e in largo il mercato internazionale: dei 24 giocatori attualmente in rosa, solo tre sono ciprioti. Per il resto, la formazione di Carcedo \u00e8 una vera e propria multinazionale: oltre alla stella David Luiz, un altro nome noto \u00e8 quello del centrocampista di Timisoara, Vlad Dragomir, che ha giocato tre anni in Italia tra Perugia ed Entella, dopo altrettante stagioni nell\u2019Arsenal di Wenger (senza, per\u00f2, mai scendere in campo). I tifosi del Pafos, intanto, si godono la festa. Ci\u00f2 che rester\u00e0 \u00e8 la notte dello stadio Stelios Kyriakidis, quando un club nato appena undici anni fa ha portato l\u2019isola di Afrodite sul palcoscenico pi\u00f9 luminoso d\u2019Europa. Geopolitica e finanza hanno disegnato la cornice di questa storia, ma sar\u00e0 sempre il pallone a scriverne il destino. Perch\u00e9 il calcio, alla fine, \u00e8 molto pi\u00f9 che calcio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ci sono voluti 100 minuti di una sfida infinita contro la Stella Rossa di Belgrado e un pareggio&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":72369,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1452],"tags":[721,1740,1537,90,89,1739,245,244],"class_list":{"0":"post-72368","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-calcio","8":"tag-calcio","9":"tag-football","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-soccer","14":"tag-sport","15":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72368","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72368"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72368\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72369"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72368"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=72368"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72368"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}