{"id":73429,"date":"2025-08-28T04:09:10","date_gmt":"2025-08-28T04:09:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/73429\/"},"modified":"2025-08-28T04:09:10","modified_gmt":"2025-08-28T04:09:10","slug":"i-film-assomigliano-sempre-di-piu-a-maratone-cinematografiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/73429\/","title":{"rendered":"I film assomigliano sempre di pi\u00f9 a maratone cinematografiche"},"content":{"rendered":"<p>Alla Mostra del Cinema di Venezia di quest\u2019anno molti dei titoli in concorso e fuori concorso si assestano ben oltre le due ore, con alcuni film che sfiorano o superano le tre. La grazia di Paolo Sorrentino \u2013 per citare un esempio \u2013 dura due ore e undici, Frankenstein di Guillermo del Toro due ore e ventinove, Silent Friend di Ildik\u00f3 Enyedi due ore e venticinque, Orphan di L\u00e1szl\u00f3 Nemes due ore e dodici. Non si tratta di casi isolati, ma l\u2019allungarsi della durata delle pellicole \u00e8 il riflesso di una tendenza ormai consolidata.<\/p>\n<p>I numeri lo confermano. L\u2019Economist <a href=\"https:\/\/www.economist.com\/culture\/2023\/10\/14\/why-films-have-become-so-ridiculously-long\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">ha condotto un\u2019analisi<\/a> su oltre centomila lungometraggi distribuiti a livello internazionale a partire dagli anni Trenta, gli albori dell\u2019et\u00e0 d\u2019oro di Hollywood. Osservando i dati contenuti nel database cinematografico IMDb \u00e8 emerso che la durata media delle produzioni \u00e8 aumentata di circa il trentadue per cento, passando da un\u2019ora e ventuno minuti negli anni Trenta a un\u2019ora e quarantasette minuti nel 2022. Un trend riscontrato soprattutto tra i blockbuster: per i dieci titoli di film pi\u00f9 recensiti su IMDb la durata media si \u00e8 attestata a circa due ore e mezza nel 2022, quasi il cinquanta per cento in pi\u00f9 rispetto agli anni Trenta.<\/p>\n<p>Le uscite pi\u00f9 recenti degli ultimi anni confermano il trend. Spider-Man: No Way Home (2021) arriva a due ore e ventotto, Avatar \u2013 La via dell\u2019acqua (2022) supera le tre ore, Oppenheimer (2023) di Christopher Nolan arriva a tre tonde. The Substance (2024) di Coralie Fargeat dura due ore e venti, Vermiglio di Maura Delpero, due; Queer di Luca Guadagnino, due ore e quindici.<\/p>\n<p>Nonostante questi dati possano giustificare una nuova consolidata tendenza, non \u00e8 ancora chiaro quali siano le motivazioni che hanno spinto registi e case di produzione a pensare che fosse una buona idea tenere spettatrici e spettatori incollati allo schermo per molte ore di seguito. Una delle spiegazioni possibili riguarda i rapporti interni all\u2019industria: se in passato produttori come Harvey Weinstein \u2013 soprannominato \u201cHarvey mani di forbice\u201d per la sua capacit\u00e0 di tagliare senza esitazione e imporre ritmo alla narrazione \u2013 avevano un ruolo decisivo nel contenere la lunghezza delle pellicole, oggi la bilancia pende pi\u00f9 verso i registi, che se minacciati da tagli alla loro opera posso facilmente ripiegare sulle piattaforme di streaming, dove in assenza di costrizioni temporali godono di una maggiore libert\u00e0 creativa. Ne \u00e8 un esempio Killers of the Flower Moon, il thriller di Martin Scorsese da tre ore e ventisei che dopo la sua uscita nelle sale nel 2023 ha fatto il suo debutto su Apple Tv, ed \u00e8 ora disponibile anche su piattaforme come Now o Prime Video.\u00a0<\/p>\n<p>Altri analisti cercano spiegazioni guardano invece al passato dei media. In un articolo <a href=\"https:\/\/edition.cnn.com\/2022\/02\/06\/entertainment\/movie-runtimes-longer-mcu-batman-oscar-bait-cec\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">pubblicato su CNN<\/a>, la giornalista Harmeet Kaur ricorda come negli anni Cinquanta, con la televisione che entrava nelle case, gli studios furono spinti a competere con produzioni epiche, che segnassero una netta distinzione tra il cinema e la televisione. La situazione cambi\u00f2 poi negli anni Settanta e Ottanta con l\u2019arrivo delle videocassette. Con il loro avvento \u00abHollywood inizi\u00f2 a fare pressione affinch\u00e9 i film fossero sufficientemente brevi da poter essere registrati su una normale cassetta VHS\u00bb, spiega nell\u2019articolo il media and entertainment analyst Daniel Lor\u00eda.<\/p>\n<p>Il vero spartiacque, secondo altri osservatori, \u00e8 da identificarsi nel 2009, anno dell\u2019uscita di Avatar, il film di James Cameron. Con una durata di due ore e quarantadue, il film riscosse un enorme successo, dimostrando all\u2019industria cinematografica che il pubblico non solo era ancora interessato al cinema, ma era anche disposto a rimanere in sala per ore. \u00abMentre piattaforme di streaming come Netflix iniziavano a crescere in popolarit\u00e0 \u2013 ricorda su CNN Erik Anderson, fondatore e caporedattore di AwardsWatch \u2013 l\u2019enorme successo commerciale di Avatar fece capire ai registi e agli studi cinematografici che le stravaganze spettacolari e ricche di effetti visivi potevano motivare gli spettatori a lasciare la comodit\u00e0 delle proprie case\u00bb.<\/p>\n<p>Da l\u00ec in avanti, i franchise hanno imposto nuovi standard, con la speranza che nuovi film \u201cevento\u201d \u2013 spettacolari e prolungati \u2013 attirassero il pubblico verso il grande schermo. Ed \u00e8 proprio quello che \u00e8 successo con Avengers: Endgame (2019), che con le sue tre ore di supereroi e stravaganza ha registrato un incasso record da 2,79 miliardi di dollari in tutto il mondo, superando Avatar.\u00a0<\/p>\n<p>Per il pubblico abituato a universi narrativi complessi e interconnessi, le due ore sembrano non bastare pi\u00f9. Come sintetizza l\u2019analista Lor\u00eda su CNN: \u00abSe vai in sala \u00e8 probabile che tu stia per vedere un film Marvel o DC che deve collegarsi a tre serie e due franchise, e inevitabilmente dura pi\u00f9 di due ore e mezza\u00bb. Il risultato \u00e8 che oggi i film non si limitano a raccontare una storia. Sono una vera e propria sfida per gli spettatori, ma anche per l\u2019industria, che deve convincerli che ogni minuto in pi\u00f9 passato in sala vale il prezzo del biglietto, e che soprattutto vale la pena di essere usciti di casa. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Alla Mostra del Cinema di Venezia di quest\u2019anno molti dei titoli in concorso e fuori concorso si assestano&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":73430,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[640,203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-73429","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-cinema","9":"tag-entertainment","10":"tag-film","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73429","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73429"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73429\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73430"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73429"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73429"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73429"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}