{"id":74151,"date":"2025-08-28T12:17:13","date_gmt":"2025-08-28T12:17:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/74151\/"},"modified":"2025-08-28T12:17:13","modified_gmt":"2025-08-28T12:17:13","slug":"piastra-e-il-grande-fratello-pochi-applausi-pioggia-di-critiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/74151\/","title":{"rendered":"Piastra e il &#8220;Grande fratello&#8221;. Pochi applausi, pioggia di critiche"},"content":{"rendered":"<p>A Settimo Torinese non si muove foglia senza che una telecamera la riprenda. Almeno cos\u00ec vorrebbe farci credere <b>Elena Piastra<\/b>, che come da tradizione inaugura i lavori di installazione di nuovi occhi elettronici con il solito doppio annuncio: prima il post istituzionale del Comune, poi il copia-incolla sul suo profilo personale, condito da ringraziamenti, parole altisonanti e la sfilza di luoghi in cui presto compariranno gli impianti.<\/p>\n<p>Peccato che da un po\u2019 di mesi a questa parte i \u201clike\u201d scarseggino. Solo critiche. Tante critiche. Una marea di critiche.\u00a0 A difendere il fortino, manco fosse un bodyguard,\u00a0questa volta, ci pensa l\u2019assessore <b>Angelo Barbati<\/b>, promosso sul campo a social media manager. Lei annuncia, lui replica. Lei raccoglie i consensi che non ci sono, lui si prende sonori schiaffi. Una divisione dei ruoli che, pi\u00f9 che a un\u2019amministrazione comunale, fa pensare a un numero da avanspettacolo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u201cNel 2019 avevamo circa 100 telecamere, oggi quasi 260. Uno strumento capillare, determinante, utile alle Forze dell\u2019Ordine\u201d. Parole che sembrano uscite da un manuale di marketing piuttosto che da una valutazione concreta dei bisogni della citt\u00e0. Perch\u00e9 va bene parlare di deterrente, va bene elencare via Buonarroti, via Falcone e Borsellino, il sottopasso dell\u2019autostrada, Villaggio Olimpia e via Matteotti. Va bene dire che la Prefettura ha dato un contributo e che alcune spese le copre il Comune. Ma la sostanza \u00e8 un\u2019altra: le telecamere spesso non funzionano, e quando funzionano servono pi\u00f9 a fare scena che a garantire sicurezza. E la gente lo sa, perch\u00e9 troppe volte si \u00e8 sentita rispondere \u201cquella telecamera era spenta\u201d.<\/p>\n<p>Il risultato? Uno sfogatoio pubblico. C\u2019\u00e8 chi ricorda che le promesse di una centrale operativa attiva sono rimaste sulla carta per anni, chi fa notare che in certi quartieri la corrente salta di continuo e che in via Verdi le luminarie natalizie sono spente da anni. E poi c\u2019\u00e8 chi ironizza, chiedendo di mettere le telecamere direttamente dentro l\u2019ospedale o vicino ai cassonetti dove i topi fanno pi\u00f9 paura dei ladri. Insomma, altro che microcriminalit\u00e0: la gente \u00e8 esasperata dai problemi quotidiani, quelli veri, che nessuna telecamera potr\u00e0 mai risolvere.<\/p>\n<p>In mezzo a questa valanga di osservazioni concrete, arriva la risposta di Barbati, il soldatino fedele: \u201cLa centrale \u00e8 operativa, le telecamere collegate in tempo reale, i Carabinieri hanno accesso diretto\u201d. Una formula rassicurante, quasi recitata a memoria, che per\u00f2 non convince nessuno. Perch\u00e9 la citt\u00e0 \u00e8 fatta di esperienze vissute, non di slogan. E quando ti rubano la bicicletta e ti dicono che la telecamera non funzionava, puoi sentirti raccontare mille volte che \u201ctutto \u00e8 operativo\u201d, ma la fiducia se ne va.<\/p>\n<p>La sindaca, intanto, non risponde, non replica, non si abbassa a discutere. Troppo rischioso: meglio lasciare che sia qualcun altro a fare da parafulmine. Cos\u00ec resta la scena surreale di un Comune che celebra se stesso per avere installato centinaia di occhi elettronici e di una popolazione che invece si sente sempre pi\u00f9 trascurata nei bisogni reali. Perch\u00e9 una citt\u00e0 non vive di telecamere, ma di strade sicure da percorrere, lampioni che funzionano, piazze curate, marciapiedi a prova di anziano.<\/p>\n<p>Insomma, moltiplicare gli annunci, aumentare i numeri, giocare la carta della percezione della sicurezza non basta pi\u00f9. Le telecamere possono dissuadere, forse. Possono aiutare le Forze dell\u2019Ordine, a volte. Ma non possono sostituire politiche serie di prevenzione, di cura del territorio, di manutenzione. E soprattutto non possono sostituire il dialogo vero con i cittadini, quello che parte dall\u2019ascolto e non dal proclama.<\/p>\n<p>La differenza la capiscono tutti: una telecamera pu\u00f2 anche riprendere un ladro, ma non impedirgli di agire. Una telecamera pu\u00f2 registrare un gradino lasciato in mezzo a una strada asfaltata male, ma non lo toglie. Una telecamera pu\u00f2 immortalare la scritta \u201cguasto\u201d su un impianto elettrico, ma non lo ripara. E allora, a cosa serve tutto questo teatro? A raccontare una citt\u00e0 che non c\u2019\u00e8, a trasformare la sicurezza in spettacolo e i social in palcoscenico.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 che a Settimo non \u00e8 pi\u00f9 il Grande Fratello a guardare i cittadini. Sono i cittadini a guardare il Comune, e a non credere pi\u00f9 a ci\u00f2 che vedono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A Settimo Torinese non si muove foglia senza che una telecamera la riprenda. 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