{"id":74562,"date":"2025-08-28T18:21:16","date_gmt":"2025-08-28T18:21:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/74562\/"},"modified":"2025-08-28T18:21:16","modified_gmt":"2025-08-28T18:21:16","slug":"gran-premio-di-pau-1955-la-gara-con-la-tragedia-tenuta-nascosta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/74562\/","title":{"rendered":"Gran Premio di Pau 1955, la gara con la tragedia tenuta nascosta"},"content":{"rendered":"<p>            <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"696\" height=\"470\" class=\"entry-thumb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/AT-2025-08-29-GP-Pau-Alborghetti-1-696x470.jpg\"   alt=\"Pau Alborghetti\" title=\"AT 2025 08 29 GP Pau Alborghetti 1\"\/>Lo schianto fatale di Mario Alborghetti al GP di Pau del 1955<\/p>\n<p>11 aprile 1955, circuito cittadino di <a href=\"https:\/\/www.dive-bomb.com\/article\/uncovering-the-story-of-the-pau-grand-prix-s-slow-decline\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pau<\/a>, quasi tre chilometri di pista tortuosi e difficili. Qui la Formula 1 scrive una pagina drammatica che pochi conoscono.<\/p>\n<p>Infatti, una tragedia investe il <a href=\"https:\/\/www.autotecnica.org\/gran-premio-belgio-2025-piastri-doppietta-mclaren\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gran Premio<\/a> e colpisce il giovane debuttante Mario Alborghetti.<\/p>\n<p>Il tutto mentre il pilota francese Jean Behra conquista una delle sue numerose vittorie su una monoposto di Formula 1 \u2013 ben dieci, peraltro tutte ottenute in gare non valide per il campionato mondiale \u2013 al volante di una Maserati 250F.<\/p>\n<p><strong>Il Gran Premio di Pau<\/strong><\/p>\n<p>Pau \u00e8 una cittadina al confine con la Spagna, a ridosso dei Pirenei.<\/p>\n<p>La gara che si corre nelle sue vie rappresenta negli anni Cinquanta una delle gare extra-campionato pi\u00f9 prestigiose del calendario internazionale.<\/p>\n<p>Nel 1955 la competizione si preannuncia particolarmente aperta e combattuta (pur con l\u2019assenza della scuderia ufficiale Ferrari) in quanto corrono sia le favorite Maserati e Lancia, sia un paio di comprimari francesi, le Simca Gordini e le Deutsch-Bonnet.<\/p>\n<p>Anche la lista dei piloti partecipanti \u00e8 di tutto rispetto: oltre a Jean Behra \u2013 pilota di punta della Maserati che arriva a Pau con la determinazione di chi sa di avere tra le mani una monoposto competitiva \u2013 sono iscritti driver come Ascari, Castellotti, Villoresi, Musso, Rosier, de Portago, Mieres\u2026<\/p>\n<p>Il circuito cittadino francese, caratterizzato da curve impegnative e corti rettilinei, richiede ai piloti una precisione assoluta e senza compromessi. Ma la Maserati 250F si \u00e8 gi\u00e0 dimostrata una vettura vincente e Behra possiede l\u2019esperienza e l\u2019abilit\u00e0 per sfruttarne appieno le potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Fuoriclasse mancati e pionieri dimenticati<\/strong><\/p>\n<p>A questa gara non partecipano solo fuoriclasse, ci sono anche piloti che sognano la gloria ma che partecipano solo a un pugno di gare senza riuscire a mettersi in mostra.<\/p>\n<p>\u00c8 il caso di \u201cgente\u201d come Jean Lucas, Jacques Pollet, Claude Storez ed \u00c9lie Bayol che poche volte salgono a bordo di una monoposto di Formula 1, e lo fanno senza incidere troppo.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-114058\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/AT-2025-08-29-GP-Pau-Alborghetti-3-1024x565.jpg\" alt=\"Pau Alborghetti\" width=\"696\" height=\"384\"  \/>Il circuito di Pau<\/p>\n<p>\u00c8 anche il caso di Mario Alborghetti, nato a Milano il 23 ottobre 1928, che rappresenta l\u2019archetipo del gentleman driver degli anni Cinquanta.<\/p>\n<p>Ricco giovane proveniente da una famiglia di industriali milanesi, Mario ha deciso di investire parte della sua fortuna personale nel sogno della Formula 1, commissionando al designer Gianpaolo Volpini e all\u2019ingegnere Egidio Arzani la costruzione di una monoposto da Grand Prix.<\/p>\n<p>Il progetto Volpini-Arzani si basa su una Maserati 4CLT comprata dalla Scuderia Milano, ed equipaggiata con un motore Speluzzi. La monoposto viene revisionata, modificata con una nuova carrozzeria e dotata di un motore conforme ai regolamenti di Formula Uno allora in vigore.<\/p>\n<p><strong>Il sogno spezzato di un gentleman driver<\/strong><\/p>\n<p>Alborghetti ha partecipato solamente a quattro gare in categorie minori prima di decidere di fare il grande salto nella Formula 1.<\/p>\n<p>Si iscrive al Gran Premio del Valentino che si corre a Torino il 27 marzo 1955, ma la monoposto progettata da Volpini e Arzani non \u00e8 ancora pronta e il giovane non partecipa al GP.<\/p>\n<p>La gara torinese viene vinta da Ascari su Lancia, in quella che sar\u00e0 una delle ultime competizioni disputate dal pilota milanese, che avrebbe ancora vinto a Napoli l\u20198 maggio e si sarebbe ritirato al GP di Monaco.<\/p>\n<p>Dopo la delusione per la mancata partecipazione al Valentino, Alborghetti a 26 anni vede nella gara di Pau l\u2019opportunit\u00e0 per dimostrare il suo valore sulla scena internazionale.<\/p>\n<p>In prova incide poco, a causa della sua inesperienza e della scarsa competitivit\u00e0 della vettura, segnando il quindicesimo tempo su 16 concorrenti, con un crono di ben 19 secondi pi\u00f9 lento rispetto alla pole position.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-114060\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/AT-2025-08-29-GP-Pau-Alborghetti-2-989x1024.jpg\" alt=\"Pau Alborghetti\" width=\"696\" height=\"721\"  \/>Un\u2019altra inquadratura del drammatico incidente del pilota italiano<\/p>\n<p>L\u2019unico a qualificarsi peggio \u00e8 il parigino Claude Storez, di un anno pi\u00f9 anziano di Alborghetti, anche lui al debutto in quella che rester\u00e0 l\u2019unica sua gara in Formula 1. Morir\u00e0 a 31 anni il 7 febbraio 1959 partecipando a una gara di rally.<\/p>\n<p><strong>La superiorit\u00e0 di Lancia e Maserati in gara<\/strong><\/p>\n<p>Il Gran Premio si disputa su un totale di 110 giri per oltre 3 ore di sorpassi, spettacolo e tensione crescente.<\/p>\n<p>Alberto Ascari parte dalla pole position al volante della sua Lancia D50, con la quale un mese e mezzo dopo (il 22 maggio) sarebbe finito in acqua durante il GP di Monaco, solo 4 giorni prima di morire durante delle prove private a Monza, sulla Ferrari prestatagli dall\u2019amico Castellotti.<\/p>\n<p>Ma il ruolo di Ascari nella gara di Pau \u00e8 destinato a essere di poco peso (arriver\u00e0 quinto a un giro) ed \u00e8 invece Jean Behra che riesce a imporsi dopo 90 giri alle spalle dell\u2019italiano costretto a una lunga sosta ai box per una perdita di liquido dei freni.<\/p>\n<p>Behra bisser\u00e0 il successo due settimane dopo, il 24 aprile, sul circuito di Bordeaux, anche in questo caso una gara non valida per il campionato, mentre in competizioni ufficiale non ottiene mai nessun successo.<\/p>\n<p><strong>Un impatto tragico<\/strong><\/p>\n<p>La tragedia si consuma durante il ventesimo giro della gara.<\/p>\n<p>Mario Alborghetti \u2013 alla guida della sua Maserati 4CLT\/48 e gi\u00e0 doppiato di un giro \u2013 perde il controllo della vettura in uno dei tratti pi\u00f9 insidiosi del tracciato.<\/p>\n<p>Dopo tre pit-stop, \u00e8 molto indietro rispetto alla maggior parte dei concorrenti, e bada a guardare pi\u00f9 gli specchietti che la pista, ma si distrae al tornante per l\u2019avvicinarsi della Simca Gordini di Jacques Pollet, pronto a doppiarlo.<\/p>\n<p>A quel punto Alborghetti sembra abbia premuto per sbaglio il pedale dell\u2019acceleratore anzich\u00e9 quello del freno, finendo cos\u00ec fuori pista.<\/p>\n<p>L\u2019impatto contro le balle di paglia e le transenne di protezione \u00e8 devastante.<\/p>\n<p>Il pilota milanese riporta fratture alle vertebre cervicali e ferite fatali al torace e alla testa. L\u2019urto \u00e8 cos\u00ec violento da spaccare il casco e, dopo l\u2019inutile intervento dei medici, Alborghetti spira quasi subito.<\/p>\n<p><strong>Il protocollo del silenzio<\/strong><\/p>\n<p>Il fatto pi\u00f9 agghiacciante della giornata \u00e8 la decisione degli organizzatori di non annunciare la morte di Alborghetti fino al termine della gara.<\/p>\n<p>I piloti continuano a correre senza sapere nulla e Jean Behra conquista la vittoria ed esulta sul podio senza sapere della morte del collega.<\/p>\n<p>Questo comportamento era frequente negli anni Cinquanta e lo sarebbe stato ancora per un paio di decenni, riflettendo la mentalit\u00e0 di un\u2019epoca in cui lo spettacolo deve continuare nonostante tutto.<\/p>\n<p>Nell\u2019incidente di Alborghetti rimangono feriti anche undici spettatori, due dei quali in modo grave, a dimostrazione delle carenze in termini di sicurezza dei circuiti dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>E questa mancanza di sicurezza viene ribadita due mesi dopo, l\u201911 giugno, con la tragedia alla 24 ore di Le Mans che causa 84 morti e 120 feriti: l\u2019incidente pi\u00f9 grave nella storia dell\u2019automobilismo sportivo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019eredit\u00e0 tecnica e umana<\/strong><\/p>\n<p>La morte di Mario Alborghetti rappresenta la fine prematura di un progetto abbastanza ambizioso.<\/p>\n<p>Il sogno di un gentleman driver di affermarsi nella Formula 1 si spegne cos\u00ec insieme con la sua vita.<\/p>\n<p>La Volpini-Arzani avrebbe dovuto partecipare al Gran Premio d\u2019Italia 1955 \u2013 che si correr\u00e0 esattamente 5 mesi dopo, l\u201911 settembre \u2013 affidata a un altro milanese, il pilota Luigi Piotti.<\/p>\n<p>Viene iscritta ma non si schiera al via, il programma viene cancellato per sempre e la vettura scompare nel nulla.<\/p>\n<p>Per Jean Behra, la vittoria di Pau rappresenta uno dei momenti pi\u00f9 alti della sua carriera, anche se il pilota nizzardo ricorder\u00e0 sempre con amarezza le circostanze che hanno accompagnato quel successo.<\/p>\n<p>Behra morir\u00e0 tragicamente quattro anni dopo, il 1\u00b0 agosto 1959, durante una gara sull\u2019Avus di Berlino, vittima anche lui delle precarie condizioni di sicurezza dell\u2019epoca.<\/p>\n<p><strong>Lezioni dal passato<\/strong><\/p>\n<p>Il Gran Premio di Pau del 1955 rimane quindi nella storia dell\u2019automobilismo per un fatto tragico dimenticato da quasi tutti.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019esempio perfetto di come trionfo e tragedia si sono spesso (troppe volte) intrecciati nel mondo delle corse.<\/p>\n<p>Oggi, quando vediamo i piloti di Formula 1 uscire illesi da incidenti che settant\u2019anni fa sarebbero stati fatali, dovremmo sempre ricordare chi \u2013 come Alborghetti, Behra, Ascari, Storez e molti, troppi altri \u2013 ha pagato con la vita l\u2019amore per la velocit\u00e0 e per la competizione.<\/p>\n<p>Le loro storie non sono solo tragica cronaca sportiva, ma lezioni di sport che devono spingere tecnici, progettisti e organizzatori di gare verso un futuro costantemente pi\u00f9 sicuro nel rispetto di chi ha la passione e il coraggio per sfidare i propri limiti e quelli di un\u2019auto da corsa.<\/p>\n<p>Le immagini di questo articolo sono tratte dal web e apparentemente libere da diritti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Lo schianto fatale di Mario Alborghetti al GP di Pau del 1955 11 aprile 1955, circuito cittadino 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