{"id":75255,"date":"2025-08-29T03:45:27","date_gmt":"2025-08-29T03:45:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/75255\/"},"modified":"2025-08-29T03:45:27","modified_gmt":"2025-08-29T03:45:27","slug":"belles-rives-a-cap-dantibes-il-capolavoro-art-deco-dove-vissero-francis-scott-fitzgerald-e-sua-moglie-zelda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/75255\/","title":{"rendered":"Belles Rives a Cap d\u2019Antibes: il capolavoro Art D\u00e9co dove vissero Francis Scott Fitzgerald e sua moglie Zelda"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 qui, forte del successo de <strong>Il Grande Gatsby,<\/strong> pubblicato l\u2019anno prima, che F. Scott Fitzgerald, seduto davanti alla luce dorata del Mediterraneo, si immerse nella scrittura di nuovi racconti e diede vita alle prime pagine di quello che sarebbe diventato il suo romanzo pi\u00f9 intimo: <strong>Tenera \u00e8 la notte.<\/strong> La sua stanza preferita era la numero 50, al primo piano, l\u2019unica di tutto l\u2019hotel con una terrazza arredata. Facile immaginarselo l\u00ec, intento a leggere, prendere appunti, creare. Rigorosamente vista mare. Alla fine dell\u2019estate, i Fitzgerald lasciarono la Riviera. Non sarebbero pi\u00f9 tornati. Ma il ricordo di quella villa sul mare, della luce morbida di Antibes e del battito lento di un\u2019estate perfetta, li avrebbe accompagnati per sempre. Un piccolo, incantato paradiso \u2014 sospeso nel tempo. Oggi la <strong>Zelda Suite<\/strong> e la <strong>Scott Suite<\/strong> custodiscono quell\u2019eco creativa, tra carta da parati Herm\u00e8s, tende e balconi da cui respirare poesia e orizzonti marini.<\/p>\n<p>Courtesy Ho\u0302tel Belles Rives<\/p>\n<p>Le Photographe du Dimanche<\/p>\n<p>Courtesy Ho\u0302tel Belles Rives<\/p>\n<p>Le Photographe du Dimanche<\/p>\n<p>L\u2019incontro fatale che cambi\u00f2 tutto (alla fermata del bus!)<\/p>\n<p>Riavvolgiamo il nastro. Prima dei Fitzgerald, i nonni dell\u2019attuale proprietaria, <strong>Marianne Est\u00e8ne\u2011Chauvin<\/strong>, si incontrarono per caso a una fermata del bus: lui, <strong>Boma<\/strong>, emigrato russo diretto a New York; lei, <strong>Simone<\/strong>, francese di famiglia albergatrice, che lo ospit\u00f2 per la notte. Boma non prosegu\u00ec: si innamor\u00f2 del luogo, della donna e della C\u00f4te d\u2019Azur. Nel 1929 acquistarono la villa, trasformandola nel primo <strong>hotel \u201c<a href=\"https:\/\/www.ad-italia.it\/article\/ristoranti-sul-mare-pieds-dans-leau-italia-puglia-taormina-indirizzi-turismo\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">les pieds dans l\u2019eau<\/a>\u201d<\/strong> della Costa Azzurra. Durante la Seconda Guerra Mondiale l\u2019hotel fu chiuso: alla riapertura, i tetraedri antinbarco tedeschi furono utilizzati come fondazione per la spiaggia e la jet\u00e9e. Trent\u2019anni dopo, Marianne \u2014 alla spalle una carriera nell\u2019arte contemporanea \u2014 raccolse l\u2019eredit\u00e0. Consapevole del valore Art D\u00e9co, collabor\u00f2 con lo zio Casimir. In qualit\u00e0 di Presidente, apr\u00ec l\u2019hotel tutto l\u2019anno, diede al ristorante il nome <strong>La Passag\u00e8re<\/strong>, e ottenne il riconoscimento dell\u2019hotel come <strong>bene del patrimonio del XX secolo<\/strong>. Seguirono: l\u2019acquisizione dell\u2019<strong>H\u00f4tel Juana<\/strong>, la fondazione del <strong>Belles Rives Group<\/strong> (2006), l\u2019apertura del <strong>Bistro Terrasse<\/strong>, la riqualificazione della spiaggia con ristorante aperto tutto il giorno e i celebri <strong>DJ set Villa Rosa<\/strong> del gioved\u00ec. Nel 2016 <strong>La Passag\u00e8re<\/strong> conquist\u00f2 la <strong>sua prima stella Michelin<\/strong>, grazie al talento di <strong>Aur\u00e9lien V\u00e9quaud<\/strong> e <strong>Steve Moracchini<\/strong>. Nel 2017 entr\u00f2 in gioco la quarta generazione, suo figlio <strong>Antoine Est\u00e8ne\u2011Chauvin<\/strong>, oggi Presidente: nel 2023 guid\u00f2 i due progetti chiave \u2014 il restyling del <strong>Fitzgerald Bar<\/strong> e l\u2019apertura di <strong>Paseo<\/strong>, ristorante conviviale dal d\u00e9cor botanico e contemporaneo.<\/p>\n<p>Courtesy Ho\u0302tel Belles Rives<\/p>\n<p>Le Photographe du Dimanche<\/p>\n<p>Courtesy Ho\u0302tel Belles Rives<\/p>\n<p>Le Photographe du Dimanche<\/p>\n<p>\u201cCos\u00ec come gli artisti esprimono la propria storia e le proprie esperienze attraverso l\u2019arte, anch\u2019io mi sono ispirata alla mia storia personale per creare l\u2019H\u00f4tel Belles Rives. \u00c8 l\u00ec che mi sento a casa, e i nostri ospiti vivono con questa propriet\u00e0 un legame unico, costruendo i propri racconti di felicit\u00e0 attraverso il prisma dei ricordi di vacanza\u201d.<\/p>\n<p><strong>Marianne Est\u00e8ne-Chauvin<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019architettura del Belles Rives, preziosa testimonianza Art D\u00e9co<\/p>\n<p>All\u2019origine fu una villa privata. Costruita nel 1903 in stile neo-normanno su progetto dell\u2019architetto Paul Mouren, la <strong>Villa Saint\u2011Louis<\/strong> guardava la baia di Juan-les-Pins come un rifugio tranquillo, discreto. Ma fu solo tra il 1930 e il 1931, dopo la sua trasformazione in hotel, che assunse l\u2019identit\u00e0 architettonica che ancora oggi la definisce. A firmare l\u2019intervento fu <strong>C\u00e9sar Cavallin<\/strong>, che aggiunse un piano e una nuova ala, imprimendo all\u2019edificio il segno inconfondibile dello <strong>stile Art D\u00e9co<\/strong>, con geometrie sobrie e dettagli preziosi. Ancora oggi, il Belles Rives custodisce <strong>elementi originali<\/strong> dell\u2019epoca: i lampadari e le plafoniere in alabastro e bronzo, gli arredi firmati <strong>Victor Gillino<\/strong>, le grandi finestre proiettate verso l\u2019orizzonte. Ogni ambiente rivela un\u2019attenzione puntuale alla composizione degli spazi e alla luce naturale, tra proporzioni eleganti e materiali nobili. Nel corso dei decenni, il lavoro di aggiornamento \u00e8 stato affidato ad architetti come <strong>Emmanuel Copello<\/strong>, <strong>Marcel Guilgot<\/strong> e <strong>Christian Mac\u00e9<\/strong>, che tra il 1946 e il 1995 hanno reinterpretato reception, bar, sala da pranzo e fumoir con discrezione e rispetto. L\u2019essenza Art D\u00e9co \u00e8 rimasta intatta: <strong>marmi chiari<\/strong>, <strong>volte argentate<\/strong>, <strong>mosaici veneziani<\/strong> e una facciata in pietra scolpita con un raro motivo a \u201cscaglie di tartaruga\u201d restituiscono l\u2019atmosfera autentica degli anni Trenta. Alcuni mobili d\u2019epoca, realizzati in legni rari da un ebanista di Nizza, sono ancora oggi in uso, parte viva di una narrazione che attraversa il tempo.<\/p>\n<p>Courtesy Ho\u0302tel Belles Rives<\/p>\n<p>Le Photographe du Dimanche<\/p>\n<p>Courtesy Ho\u0302tel Belles Rives<\/p>\n<p>Le Photographe du Dimanche<\/p>\n<p>Anche il ristorante gourmet dell\u2019hotel, <strong>La Passag\u00e8re<\/strong>, \u00e8 un omaggio all\u2019eleganza. Recentemente rinnovato dal designer <strong>Olivier Antoine<\/strong>, gi\u00e0 noto per il suo lavoro con i Thermes Marins di Monte-Carlo, lo spazio alterna linee pure e materiali naturali. Il pavimento in <strong>marmo di Carrara<\/strong> incornicia un vivace mosaico centrale; i grandi <strong>lampadari in vetro soffiato<\/strong> diffondono una luce calda e avvolgente. Sulle tavole, <strong>porcellane Bernardaud dipinte a mano<\/strong> con scene ispirate al paesaggio mediterraneo dialogano con lo sfondo marino visibile dalle vetrate. Il <strong>foyer<\/strong> conserva murales Art D\u00e9co originali, testimoni silenziosi di un\u2019epoca fatta di eleganza sobria e spirito mondano.<\/p>\n<p>Oggi l\u2019Ho\u0302tel Belles Rives di Cap d\u2019Antibes conserva la sua magnifica atmosfera d\u2019antan e un po\u2019 fan\u00e9 tipica degli hotel che custodiscono storie senza cancellarle, in tutte le sue <strong>43 camere e suite<\/strong> con balcone affacciato sui giardini o sul mare. Gli arredi originali dialogano con complementi pi\u00f9 contemporanei disegnati sempre da <strong>Olivier Antoine<\/strong>: l\u2019ascensore a gabbia, i vetri colorati, i tappeti a righe e l\u2019arte astratta \u2014 dettando un presente sospeso tra passato e modernit\u00e0. Scordatevi televisori hi tech e domotica, per intenderci. Qui il tempo si \u00e8 fermato.<\/p>\n<p>Ritorno alla Riviera dei sogni<\/p>\n<p>Last but not least: <strong>Belles Rives<\/strong> si unisce oggi a <strong>Le Proven\u00e7al<\/strong>, il celebre ex grand hotel rinato come residenza privata. Appena qualche passo separa le due propriet\u00e0 su Boulevard Edouard Baudoin. Un tempo testimoni dell\u2019et\u00e0 dorata della Riviera, quando Fitzgerald e Zelda danzavano tra gin fizz e risate, mentre <a href=\"https:\/\/www.ad-italia.it\/gallery\/picasso-mostra-milano-2024\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>Picasso<\/strong><\/a> osservava le ombre allungarsi sul mare, ora, grazie a questa sinergia, gli inquilini di Le Proven\u00e7al non acquistano semplicemente una propriet\u00e0: entrano in un <strong>ecosistema di bellezza e servizio<\/strong>. La concierge del Belles Rives non si limita a prenotare tavoli o auto con driver. Offre accesso privilegiato a cene sotto le stelle a <strong>La Passag\u00e8re<\/strong>, giornate in spiaggia al <strong>Bar Fitzgerald<\/strong>, rituali di benessere nel corner spa <strong>Valmont<\/strong>. Ogni richiesta \u2013 dalla lezione di danza per i bambini al noleggio di una Bentley \u2013 \u00e8 accolta. Nel cuore di Le Proven\u00e7al, completamente restaurato secondo i codici pi\u00f9 puri del gusto Art D\u00e9co, si cela un mondo privato: spa con piscine mosaicate, hammam, cinema per sedici ospiti, giardini profumati di pini e lavanda, e attici panoramici dove la vista che arriva fino a Montecarlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 qui, forte del successo de Il Grande Gatsby, pubblicato l\u2019anno prima, che F. Scott Fitzgerald, seduto davanti&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":75256,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,17701,2216],"class_list":{"0":"post-75255","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-luxury-hotel","20":"tag-ristoranti"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75255","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=75255"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75255\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/75256"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=75255"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=75255"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=75255"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}