{"id":75387,"date":"2025-08-29T05:26:11","date_gmt":"2025-08-29T05:26:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/75387\/"},"modified":"2025-08-29T05:26:11","modified_gmt":"2025-08-29T05:26:11","slug":"le-nostre-parole-le-testimonianze-di-chi-chiede-risposte-concrete-per-la-salute-mentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/75387\/","title":{"rendered":"Le nostre parole: le testimonianze di chi chiede risposte concrete per la salute mentale"},"content":{"rendered":"<p>L e testimonianze che pubblichiamo compongono un coro dissonante eppure convergente. <strong>Dopo<a href=\"https:\/\/www.ilpiccolo.it\/cronaca\/giulia-bonin-trieste-salute-mentale-csm-basaglia-s0q78iwn\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> la fine tragica di Giulia Bonin<\/a> i cittadini riflettono, discutono.<\/strong> Raccontano al nostro giornale il loro incontro con il sistema psichiatrico, come familiari o amici di pazienti, come operatori o come intercettori casuali. Rivelano una verit\u00e0 che non compare nei documenti ma \u00e8 evidente a chiunque voglia vederla. \u00c8 il racconto della solitudine delle famiglie, abbandonate a gestire drammi; della scarsit\u00e0 di risorse; della frammentazione dei servizi, con i malati sospesi in un limbo senza prospettive.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>eredit\u00e0 di Franco Basaglia<\/strong> per alcuni \u00e8 una giusta rivoluzione tradita, per pochissimi (fortunatamente pochissimi) un&#8217;utopia da rimuovere, per altri ancora l&#8217;unica barriera contro il ritorno dei manicomi.<\/p>\n<p>A legare queste voci \u00e8 il peso dello stigma sociale, il silenzio che impedisce di riconoscere la malattia mentale come questione collettiva e urgente. <strong>Oggi quel silenzio lo frantumiamo, come deve fare un giornale immerso in una comunit\u00e0.<\/strong> Non mancano esperienze di accoglienza, competenza e umanit\u00e0, segno che un altro approccio \u00e8 possibile e reale, se sostenuto. Ma il quadro complessivo parla di un bisogno impellente: dare seriet\u00e0, continuit\u00e0, dignit\u00e0 e investimento alla cura, restituendo alla salute mentale un ruolo di cardine, come misura di civilt\u00e0 e responsabilit\u00e0 pubblica. Il modo in cui una comunit\u00e0 si prende cura dei pi\u00f9 fragili \u00e8 una questione di tenuta della democrazia. \u00c8 la verit\u00e0 ultima del patto sociale che ci tiene insieme<\/p>\n<p>Le riflessioni dei lettori<\/p>\n<p>Finalmente un articolo che mette in evidenza la gravissima situazione che si trascina da tantissimi anni e non riguarda solo la salute mentale, ma anche le tossicodipendenze e forse un po&#8217; meno l&#8217;alcologia!!! Tutto scaricato sui famigliari che, secondo loro dovrebbero essere capaci di gestire (non si sa con quali &#8220;mezzi&#8221;). Migliaia di tragedie simili che si potevano evitare&#8230;una vergogna tutta italiana.<\/p>\n<p>Tristissima verit\u00e0, vissuta sulle mie spalle e soprattutto della mia povera mami. Tutta la sua esistenza vissuta nel dramma e nel costante impegno nel rendere la vita di mia sorella pi\u00f9 dignitosa possibile.<\/p>\n<p>Dipende dalle scelte politiche e quindi dalle risorse che si investono nei servizi (non solo, evidentemente, di salute mentale). Se, tagli, tagli ed ancora tagli, magari per trovare nel privato qualcuno che lucra proprio perch\u00e9 convenzionato col pubblico, che comunque paga, dovrebbe essere chiaro a favore di chi si lavora. Che non sono le persone e le loro esigenze?<\/p>\n<p>Porto qui la mia testimonianza a proposito dell&#8217;efficienza del Cim: anni fa, in bus, sono stata aggredita da quello che poi ho saputo essere un assistito del Cim. Era vestito da scout, che a mio avviso \u00e8 ancora peggio, perch\u00e9 infonde un illusoria sensazione di fiducia alle persone. Senza nessunissima provocazione da parte mia mi ha dato un manrovescio sull&#8217;orecchio. Ho dovuto chiedere all&#8217;autista, impreparato e sbigottito quanto i pochi presenti in bus, di farlo scendere, cosa che il disagiato ha fatto senza problemi.<\/p>\n<p>Ho fatto denuncia contro ignoti. Qualche settimana dopo l&#8217;ho visto che vagava in piazza Goldoni. Ho prontamente chiamato i carabinieri comunicando che qualche settimana prima avevo fatto denuncia contro ignoti e che la persona che mi aveva aggredita era vicino a me e quindi se volevano potevano dare un nome a questo &#8220;ignoto&#8221;, sono venuti e nel momento in cui ci hanno messi a confronto lui mi ha guardata, mi ha riconosciuta e mi ha detto \u00abio scherzavo\u00bb(!). Siamo stati tradotti in caserma tutti quanti, assieme ad una donnina piccola, magra, e molto anziana che quasi si \u00e8 messa in ginocchio implorandomi di non farle avere problemi. Era la nonna, alla quale il Cim aveva affidato questo energumeno. Da un punto di vista fisico quest&#8217;uomo con un soffio avrebbe potuto buttarla per terra&#8230;. facile comprendere che lei non era in grado n\u00e9 di seguirlo nei suoi spostamenti, n\u00e9 tantomeno di vietarglieli. Di conseguenza questa persona era come una pistola con la pallottola in canna che vagava liberamente.<\/p>\n<p>Da questa vicenda ho ricavato un danno permanente al timpano e il consiglio spassionato di chi se ne intende di non denunciare il Cim, perch\u00e9 avrei solo speso soldi e tempo.<\/p>\n<p>La persona in questione l&#8217;ho vista recentemente salire e scendere dagli autobus. E il biglietto? Certo \u00e8 che se io vengo beccata senza biglietto mi viene comminata, giustamente, una multa, se lui viene beccato senza biglietto scende e sale su un altro autobus. Qua funziona cos\u00ec.<\/p>\n<p>Aggiungo che capisco la difficolt\u00e0 nella quale probabilmente si trovano gli operatori, costretti a lavorare con fondi che i nostri politici, sempre solleciti ad aumentarsi i gi\u00e0 lauti emolumenti, rendono sempre pi\u00f9 esigui.<\/p>\n<p>Secondo me, il Cim svolge un ruolo basilare e importantissimo per la comunit\u00e0, e i suoi operatori non dovrebbero essere costretti a lavorare male a causa della miopia di chi amministra la cosa pubblica.<\/p>\n<p>Un articolo non basterebbe a descrivere quello che una famiglia passa se viene toccata da certi avvenimenti. Ma una domanda che mi pongo sempre pi\u00f9 spesso \u00e8 che di salute mentale si parla poco perch\u00e9 sembra che tutti si vergognino di una fragilit\u00e0 e allora meglio mettere la testa sotto la sabbia. Ci vuole forza, consapevolezza e coscienza: inutile dare le colpe a qualcuno. Per la mia esperienza ho trovato accoglienza e professionalit\u00e0 e tanta tanta umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Quando succede un fatto di cronaca nera (in cui la persona malata resta vittima di se stessa o, peggio, commette azioni terribili su altri) puntualmente si invoca la riapertura dei manicomi. Puntualmente rabbrividisco. Ma non si pu\u00f2 certo chiudere gli occhi di fronte alle criticit\u00e0 che il Piccolo ha messo in fila in modo chiaro ed esaustivo: la permanenza dello stigma, la solitudine delle famiglie, le liste di attesa dei Dsm, i posti letti per le emergenze che mancano in ospedale. Spero che la morte di Giulia non sia vana, cos\u00ec come il dramma dei suoi genitori.<\/p>\n<p>La salute mentale fa sempre parte della Sanit\u00e0 e dal cervello parte tutto, quindi &#8220;dovrebbe&#8221; essere la pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>Grazie. Ai vari governi che non ci hanno pensato.<\/p>\n<p>Nulla da aggiungere al vostro articolo, se non che oggi pi\u00f9 dei tempi di Basaglia c&#8217;\u00e8 bisogno di un approccio serio, costante verso la malattia mentale. E questo bisogno resta sospeso, disatteso e lascia nella disperazione migliaia di malati e di famiglie mentre la societ\u00e0 amplifica il disagio.<\/p>\n<p>\u00c8 una questione di risorse economiche investite? S\u00ec. Ma \u00e8 anche questione di saperi, pratiche, competenze, orientamenti valoriali, che bisognerebbe riprendere in mano e sostenere, considerando l&#8217;inevitabile ricambio generazionale degli operatori della salute mentale.<\/p>\n<p>Un dramma nel dramma, sentirsi abbandonati da chi dovrebbe proteggerci con tutti i mezzi, lo Stato, i Comuni, le Regioni.<\/p>\n<p>Il vostro \u00e8 il quadro obiettivo e drammatico della situazione attuale di chi soffre di malattie mentali. Troppe famiglie risultano abbandonate a loro stesse, costrette a sostenere e gestire problemi enormi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 da adesso; sono pi\u00f9 di 30 anni che il sistema non funziona.<\/p>\n<p>Il progetto di Basaglia era eccellente. Che poi sia morto ancora prima di veder messo in atto il suo programma \u00e8 un&#8217;altra cosa. Conosco a fondo la storia.<\/p>\n<p>A suo tempo una &#8220;certa&#8221; parte del governo ha fatto un&#8217;opposizione sfegatata alle riforme. Era pi\u00f9 facile, economicamente, buttar tutti in manicomio senza dignit\u00e0 alcuna, senza cure adeguate, con secondini al posto di infermieri per lo pi\u00f9.<\/p>\n<p>Difficile, invece, attuare l&#8217;ottimo sistema ideato da Franco Basaglia. Pi\u00f9 medici competenti, pi\u00f9 formazione, pi\u00f9 posti dove far vivere i malati bisognosi di assistenza continua, pi\u00f9 personale, eccetera eccetera.<\/p>\n<p>Morto Basaglia, la lotta \u00e8 sfumata, i governi se ne sono approfittati e il risultato \u00e8 una situazione di limbo. Ma i governi si son succeduti. I tagli alla sanit\u00e0 fatti negli ultimi dieci-quindici anni son stati pesantissimi. Ecco che i centri son costretti a lavorare come possono.<\/p>\n<p>Io mi trovo a strettissimo contatto con questa realt\u00e0. Posso dire che lavorano anche piuttosto bene nonostante siano con personale al minimo.<\/p>\n<p>A Udine ho avuto buona esperienza per mia figlia bipolare; non \u00e8 tutto da buttare ma per chi ha bisogno di ospitalit\u00e0 \u00e8 un problema.<\/p>\n<p>Non \u00e8 certo colpa di Basaglia se poi nessuno ha messo in atto il suo progetto. Vi sarebbe piaciuto essere &#8220;ospite&#8221; di un manicomio cos\u00ec come erano concepiti, dei lager? Giulia non \u00e8 stata seguita n\u00e9 aiutata ma non \u00e8 certo colpa di Basaglia. La famiglia aveva chiesto che fosse attuato un TSO, cosa che qualcuno non ha ritenuto necessario.<\/p>\n<p>E la colpa sarebbe di Basaglia?<\/p>\n<p>So di cosa parlo. E ci sono anche operatori che sanno fare il proprio lavoro.<\/p>\n<p><strong><strong><strong><strong>\u270d<\/strong><\/strong><\/strong>Vittoria\u00a0Cuoghi Costantini<\/strong><\/p>\n<p>La scelta dei Centri di Salute Mentale \u00e8 la scelta di base. La non ospedalizzazione delle persone ma centri di accoglienza diffusi sul territorio dove &#8220;la presa in carico&#8221; sia un progetto sulla persona, a partire certo dalle problematiche psicologiche e\/o psichiatriche, ma anche e soprattutto su dinamiche relazionali, di studio, lavorative.<\/p>\n<p>Se i Centri di Salute Mentale diventano solo &#8220;distributori&#8221; di farmaci falliscono nel loro mandato sul territorio. In ospedale esiste il reparto di Diagnosi e Cura.<\/p>\n<p><strong><strong><strong><strong><strong>\u270d<\/strong><\/strong><\/strong><\/strong>Barbara Della Polla Ferrante<\/strong><\/p>\n<p>Nessuno vuole luoghi protetti perch\u00e9 si ha paura della parole reparto psichiatrico, psichiatria, struttura protetta ossia nuovi termini per indicare manicomio.<\/p>\n<p>Sulla carta l&#8217;idea basagliana era buona ma non viene messa totalmente in pratica. Mancano risorse, pi\u00f9 personale qualificato che segua con regolarit\u00e0 i pazienti e con validi progetti. Tso per chi non vuole essere seguito ed \u00e8 pericoloso socialmente, senza esitazione; esce solo quando completamente guarito. E aggiungiamo anche l&#8217;abolizione del manicomio giudiziario; quindi le persone incapaci d&#8217;intendere e volere autrici di reati (anche gravi) finiscono nelle Rems, ossia strutture pari ai Cim, senza dovuti controlli.<\/p>\n<p>Rinunciare a Basaglia? Ma neanche per scherzo, ha rivoluzionato un mondo sommerso, possiamo solo ringraziarlo!<\/p>\n<p>\u00c8 proprio questo il problema: nessuno ha voluto attuare il progetto Basaglia.<\/p>\n<p>Ci siamo chiesti quanti posti letto totali hanno i Csm di Trieste? A quale utenza sono destinati i posti letto? Posso ottenere il ricovero per un lungo periodo (3-4 settimane) di un depresso grave che deve fare una cura farmacologica impossibile da fare a casa?<\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 Persone con fragilit\u00e0 psicologiche di varia natura e sempre meno supporto e cura per esser di aiuto a loro e alle loro famiglie. C&#8217;\u00e8 il fatto di chiudere i Csm nonostante ci siano operatori disposti a lavorarci dentro; ma l&#8217;azienda sanitaria non assume. Stanno mandando il sistema sanitario pubblico al collasso, solo per portare tutti alle strutture private. Tempi e costi fanno la differenza ormai, non pi\u00f9 umanit\u00e0 e persone.<\/p>\n<p>Nella mia esperienza personale ho potuto vedere che le risorse non sono sufficienti e oltretutto che quelle che ci sono vengono mal gestite. Per esempio ti fanno rimbalzare da uno psicologo o da uno psichiatra all&#8217;altro nel giro di pochissimo tempo, uno gi\u00e0 \u00e8 sconvolto e in difficolt\u00e0, che beneficio pu\u00f2 trarne? Gli utenti avrebbero tante idee su come migliorare i servizi, ma se nessuno \u00e8 interessato ad ascoltarli, a poco serve. Grazie al giornalista per i toni contenuti e poco sensazionalistici che di questi tempi vanno per la maggiore, come se aizzare la gente fosse etico!<\/p>\n<p><strong><strong><strong><strong><strong>\u270d<\/strong><\/strong><\/strong><\/strong>Tiziana De Guerrini Zajc<\/strong><\/p>\n<p>Mi pare che il problema sia la necessit\u00e0 di maggiori strutture sul territorio, posti letto per le emergenze, centri di ascolto e prevenzione con supporto psicologico. Io non credo che le critiche ai Centri di Salute Mentale siano costruttive se non per denunciare carenza di risorse. E non credo che i manicomi siano una soluzione: le famiglie vogliono i loro cari che tornino a sorridere alla vita, non vegetali da andare a trovare una volta al mese. Tagli e chiusure non aiutano certo.<\/p>\n<p>Per i disagi psicologici serve da parte del medico una presa in carico empatica e fatta su misura.<\/p>\n<p>Non serve a niente la &#8220;terapia&#8221; se non si \u00e8 in condizioni (tempistiche e umane) tali da dare spazio e voce a quel dolore che ha spezzato l&#8217;esistenza del malato. Bisogna implementare l&#8217;organico degli specialisti (psicologi, psicoterapeuti) che possano offrire un servizio pubblico non necessariamente presso il Csm ma presso il proprio studio. Cos\u00ec come avviene per esempio per la fisioterapia, convenzionata e mutuabile a seguito del riconoscimento di una patologia. L&#8217;essere umano \u00e8 un tutt&#8217;uno fatto di corpo e psiche.<\/p>\n<p>Paura della stigmatizzazione. A volte. Situazioni molto diverse.<\/p>\n<p>Ebbene s\u00ec. Il pensiero geniale di Basaglia si \u00e8 scontrato con una realt\u00e0 dura da accettare. Non so perch\u00e9 ma le famiglie in cui c&#8217;\u00e8 una persona con disturbi mentali sono lasciate sole, nella incapacit\u00e0 di gestire situazioni patologiche gravi e pericolose. Non solo in Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p>Sicuramente \u00e8 un problema di risorse, che quando sono scarse ti mettono davanti alla scelta di chi merita di essere seguito e chi dopotutto no.<\/p>\n<p>Ma non solo; anche di gestione e impostazione dei servizi, senza contare che raggiunta la maggior et\u00e0 del soggetto la famiglia, che di fatto \u00e8 care-giver, praticamente non ha titolo per essere coinvolta e ascoltata e pu\u00f2 pure implorare aiuto rasentando lo stalking, ma si trover\u00e0 davanti a porte chiuse e silenzi lunghissimi.<\/p>\n<p>Se ne parler\u00e0 forse quando il &#8220;dopo&#8221; diventer\u00e0 troppo rumoroso.<\/p>\n<p>La psichiatria basagliana \u00e8 un&#8217;utopia. Tanto fumo poco arrosto, tante idee geniali ma di fatto inattuabili se non a dei costi insostenibili in una sanit\u00e0 con risorse finite, non infinite. Forse dopo 50 anni da ripensare.<\/p>\n<p>Iniziamo fin da piccoli? Iniziamo a seguire veramente problemi dei bimbi del neuro sviluppo o adolescenti in forte difficolt\u00e0 in maniera seria e dedicata? Tutte queste domande sarebbero da portare con dati alla mano ai due vertici di Asugi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L e testimonianze che pubblichiamo compongono un coro dissonante eppure convergente. 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