{"id":75403,"date":"2025-08-29T05:48:09","date_gmt":"2025-08-29T05:48:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/75403\/"},"modified":"2025-08-29T05:48:09","modified_gmt":"2025-08-29T05:48:09","slug":"trapianto-a-martina-nasoni-vincitrice-grande-fratello-16","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/75403\/","title":{"rendered":"Trapianto a Martina Nasoni, vincitrice Grande Fratello 16"},"content":{"rendered":"<p>            <a href=\"https:\/\/www.ecodibergamo.it\/publisher\/Cronaca\/section\/\" alt=\"Cronaca\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cronaca<\/a><\/p>\n<p>                \/<br \/>\n                <a href=\"https:\/\/www.ecodibergamo.it\/publisher\/bergamo-citta\/section\/\" alt=\"Bergamo Citt\u00e0\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Bergamo Citt\u00e0<\/a><\/p>\n<p>                Venerd\u00ec 29 Agosto 2025<\/p>\n<p class=\"mb-0\">\n            AL \u00abPAPA GIOVANNI\u00bb.  La 27enne umbra, vincitrice dell\u2019edizione del 2019 e oggi speaker radiofonica, aveva una patologia ereditaria. L\u2019\u00e9quipe medica che l\u2019ha seguita: \u00abQui ogni paziente ha un percorso su misura\u00bb.\n        <\/p>\n<p>Un nuovo cuore, un nuovo futuro. <strong class=\"nero\">La vita di Martina Nasoni, 27enne umbra vincitrice della sedicesima edizione del Grande Fratello nel 2019, oggi speaker radiofonica, ricomincia grazie a un trapianto avvenuto al \u00abPapa Giovanni\u00bb di Bergamo<\/strong>. Quello resosi necessario a causa di una cardiomiopatia ipertrofica, una patologia ereditaria (anche sua madre, ha raccontato Martina, aveva ricevuto un trapianto di cuore) che porta a un progressivo ispessimento del muscolo cardiaco, sino a renderlo ipertrofico e a comprometterne la regolare funzionalit\u00e0. A raccontare la malattia era stata proprio lei, da ultimo con un post su Instagram il 19 agosto, all\u2019avvicinarsi del giorno pi\u00f9 atteso: \u00abQuando tutto sembra finito, in realt\u00e0 sta solo ricominciando\u00bb.<\/p>\n<p>  \u00abPapa Giovanni\u00bb centro d\u2019eccellenza <\/p>\n<p> L\u2019intervento <strong class=\"nero\">\u00e8 perfettamente riuscito<\/strong>, la paziente si trova ora in reparto per il decorso post-operatorio. A rendere possibile questo trapianto di cuore, come di consueto, \u00e8 stato un ampio lavoro di \u00e9quipe che ha coinvolto le <strong class=\"nero\">diverse professionalit\u00e0 del \u00abPapa Giovanni\u00bb, centro di riferimento nazionale per la cardiomiopatia ipertrofica <\/strong>e ospedale abilitato al trapianto di cuore, tra i pochi in Italia con l\u2019autorizzazione sia per gli adulti sia per i pazienti pediatrici. Una storia iniziata proprio quarant\u2019anni fa, la notte del 23 novembre 1985, quando gli allora Riuniti realizzarono il primo trapianto di cuore, il terzo in Italia. Oggi la vocazione per la ricerca prosegue, e a caratterizzare la modalit\u00e0 operativa del Dipartimento Cardiovascolare \u2013 diretto da<strong class=\"nero\"> Michele Senni <\/strong>\u2013 \u00e8 <strong class=\"nero\">il modello dell\u2019\u00abHeart Team\u00bb, un approccio multidisciplinare <\/strong>che studia il singolo caso per giungere a un percorso su misura per ciascun paziente.<\/p>\n<p>  Percorso su misura per ogni paziente <\/p>\n<p> I pazienti con cardiomiopatia ipertrofica vengono cos\u00ec seguiti sin dalla diagnosi, secondo un percorso clinico che pu\u00f2 prevedere una terapia farmacologica o chirurgica, l\u2019impianto di un defibrillatore o pacemaker, fino \u2013 nei casi pi\u00f9 gravi \u2013 al trapianto. \u00abOgni trapianto \u2013 spiegano <strong class=\"nero\">Amedeo Terzi e Maurizio Merlo<\/strong>, rispettivamente direttore del Centro trapianti di Cuore e direttore della Cardiochirurgia dell\u2019Asst Papa Giovanni XXIII \u2013 richiede il lavoro coordinato e in sincrono di decine e decine di professionisti: cardiochirurghi, medici cardiologi, anestesisti, tecnici e perfusionisti, infermieri di sala e di reparto e altre figure specializzate. Interventi come questi hanno l\u2019obiettivo di salvare una vita a pazienti affetti da malformazioni cardiache, cardiopatie congenite o acquisite o progressive e di origine genetica. <strong class=\"nero\">I trapianti sono possibili solo grazie al gesto di estrema generosit\u00e0 di un donatore o dei suoi familiari<\/strong>. La scelta di esprimersi a favore della donazione degli organi offre infatti un\u2019opportunit\u00e0 di cura a chi non ha pi\u00f9 alternative n\u00e9 speranza di sopravvivere\u00bb.<\/p>\n<p> <strong class=\"nero\"> La tradizione si coniuga con l\u2019innovazione<\/strong>. Nel solco di questa storia, per mettere a disposizione dei pazienti delle terapie sempre pi\u00f9 aggiornate e promuovere la ricerca sulle malattie cardiache di origine genetica, da circa un anno all\u2019interno del \u00abPapa Giovanni\u00bb \u00e8 stato avviato il nuovo Centro per le cardiomiopatie familiari: l\u2019obiettivo, spiegano dall\u2019ospedale, \u00e8 \u00abintercettare precocemente i soggetti a rischio, attraverso il monitoraggio delle famiglie interessate, e all\u2019occorrenza offrire percorsi diagnostici e terapeutici personalizzati\u00bb. <\/p>\n<p class=\"articolo-riservato\">\n                            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cronaca \/ Bergamo Citt\u00e0 Venerd\u00ec 29 Agosto 2025 AL \u00abPAPA GIOVANNI\u00bb. 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