{"id":75592,"date":"2025-08-29T09:05:17","date_gmt":"2025-08-29T09:05:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/75592\/"},"modified":"2025-08-29T09:05:17","modified_gmt":"2025-08-29T09:05:17","slug":"italia-e-un-2024-bis-sinner-musetti-cobolli-darderi-e-il-lato-non-scontato-delle-teste-di-serie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/75592\/","title":{"rendered":"Italia, \u00e8 un 2024 bis. Sinner, Musetti, Cobolli, Darderi e il lato non scontato delle teste di serie"},"content":{"rendered":"<p><strong>Grand\u2019Italia a New York in campo maschile, questo si pu\u00f2 tranquillamente dire<\/strong>. E il discorso si pu\u00f2 estendere anche ben oltre i confini americani. Limitandoci al settore maschile, va rimarcato il dato che emerge dai primi due turni degli US Open: ci sono quattro italiani al terzo turno. <strong>Tre di loro, vale a dire Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Flavio Cobolli, ci erano arrivati anche nel 2024; il solo nome diverso \u00e8 quello di Luciano Darderi al posto di Matteo Arnaldi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un rendimento, quello tricolore, che per\u00f2 non \u00e8 cos\u00ec inusuale dalle parti di Flushing Meadows.<\/strong> Negli ultimi 10 anni, infatti, solo in un\u2019occasione (2018) non si sono visti azzurri al terzo turno, e andando pi\u00f9 indietro ancora non \u00e8 stato raro trovarli in match di spicco. Vale per tutti il ricordo di<strong> Davide Sanguinetti<\/strong> e delle sue 4 ore e 24 minuti contro il thailandese Paradorn Srichaphan, o ancora il pi\u00f9 noto dei tempi, quello di <strong>Fabio Fognini<\/strong> e della sua rimonta spettacolo della notte dell\u2019Ashe contro Rafael Nadal nel 2015. New York, in breve, \u00e8 stata in certa misura decifrata dal contingente tricolore gi\u00e0 prima dell\u2019era attuale, con <strong>una semifinale e due quarti di Matteo Berrettini<\/strong> e quel che si sa e ancora non \u00e8 possibile sapere, perch\u00e9 le macchine del tempo non le hanno ancora inventate, di <strong>Jannik Sinner<\/strong>. In questo resoconto non ci si occupa del <strong>settore femminile<\/strong>, ma vale la pena ricordare anche quanto accaduto su quel fronte dal 2008 al 2016: 2010 a parte, c\u2019\u00e8 sempre stata un\u2019italiana in grado di andare almeno ai quarti di finale, con l\u2019indimenticato e clamoroso picco del 2015 con la finale tra<strong> Flavia Pennetta e Roberta Vinci.<\/strong><\/p>\n<p>Sono diverse le prospettive per ciascuno degli azzurri di scena nel terzo turno. Per Sinner c\u2019\u00e8 un<strong> Denis Shapovalov<\/strong> in discreta condizione, ma che ha sempre avuto uno storico difetto: incidere molto raramente con i big, e quella \u00e8 una questione che s\u2019incentra sul lato mentale. Oltretutto, rispetto al 2021, sono anche cambiati i rapporti di forza, il che va a tutto vantaggio di Jannik. Di converso, quest\u2019oggi per Darderi sar\u00e0 molto dura con <strong>Carlos Alcaraz<\/strong>, che non ha nessuna intenzione di rallentare il proprio cammino al fine di dimenticare definitivamente l\u2019incidente di percorso, nella sua visione delle cose, datato 2024.<\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 il derby. Quello tra <strong>Lorenzo Musetti e Flavio Cobolli<\/strong>, quello che dai campi del Lemon Bowl, lo storico torneo giovanile che ha Roma come culla, si trasferisce sui campi dello USTA National Tennis Center intitolato a Billie Jean King. Di confronti tricolori negli Slam ce ne sono stati diversi, alcuni (elencati di seguito) anche a New York, ma mai nessuno con i due coinvolti che partivano da una base cos\u00ec alta, le teste di serie rispettivamente numero 10 e 24. Musetti ha schivato l\u2019ostacolo <strong>Mpetshi Perricard<\/strong> e con<strong> Goffin<\/strong> ha avuto pochi problemi, e pian piano sta riuscendo a tenere a bada il mai troppo amato duro newyorkese, Cobolli si \u00e8 invece spinto su un\u2019altra scia di miglioramento e ha retto l\u2019urto di un <strong>Jenson Brooksby<\/strong> ben pi\u00f9 che intenzionato a riprendersi il proprio posto nel panorama tennistico. E, come al solito, ha mostrato notevoli doti di carattere, quelle che non gli sono mai mancate nella sua inesorabile scalata verso la zona della top 20.<\/p>\n<p>Lo si pu\u00f2 dire senza timor di smentita: <strong>tutti gli italiani chiamati a far bene, per stato di forma o per status raggiunto, finora non hanno tradito le attese<\/strong>. Quattro le teste di serie, tutti e quattro al terzo turno. E, considerando che di giocatori facenti parte del seeding ne sono \u201csaltati\u201d gi\u00e0 ben 14, \u00e8 facile capire come sia oggi un\u2019impresa non facile mantenere il proprio status. Certo, per qualcuno \u00e8 pi\u00f9 facile (Sinner, Alcaraz, lo stesso Zverev finora poco propenso a regali, ed \u00e8 particolare per lui che qualcosa concede sempre in avvio di Slam), ma bisogna pur sempre rimarcarlo: <strong>confermare la testa di serie \u00e8 difficile.<\/strong> Per fare un confronto, quest\u2019anno a Wimbledon al terzo turno ne erano gi\u00e0 uscite 19, al Roland Garros 17 e agli Australian Open 11. E c\u2019\u00e8 anche un dato numerico curioso: 14 sono anche le teste di serie uscite agli US Open 2024 nei primi due turni. Non di pi\u00f9, non di meno. Per trovare meno di 10 facenti parte del seeding usciti prima dei sedicesimi bisogna risalire agli Australian Open 2024 (9).<\/p>\n<p>Vale infine la pena ricordare<strong> come siano andati gli ultimi tre Slam<\/strong>, quelli del 2025, per i colori azzurri: agli Australian Open Sinner vittorioso e Sonego ai quarti, al Roland Garros Sinner in finale e Musetti in semifinale (battuti dallo stesso uomo), a Wimbledon Sinner vittorioso e Cobolli ai quarti. Adesso la chance \u00e8 di avere un quarto di finale italiano, perch\u00e9 Jannik \u00e8 favorito sia contro Shapovalov che contro chiunque sia tra Bublik e Paul, mentre il vincitore di Musetti-Cobolli avr\u00e0 il favore del pronostico contro uno tra Munar e Bergs. E la rotta di collisione \u00e8 quella.<\/p>\n<p>Questi i derby italiani che si sono tenuti agli US Open:<\/p>\n<p><strong>1994, 1\u00b0 turno: Gianluca Pozzi-Renzo Furlan 6-2 6-4 6-4.<\/strong> Pozzi, che si era qualificato, arriv\u00f2 poi fino agli ottavi contro il tedesco Bernd Karbacher, che pochi giorni prima aveva chiuso la carriera di Ivan Lendl (anche se nessuno ancora lo sapeva: l\u2019avrebbe annunciato a fine anno).<\/p>\n<p><strong>2017, 1\u00b0 turno: Stefano Travaglia-Fabio Fognini 6-4 7-6(8) 3-6 6-0.<\/strong> Match famoso, questo, non solo perch\u00e9 Travaglia batt\u00e9 Fognini da qualificato contro numero 22 del seeding, ma anche perch\u00e9 il taggiasco prese a insulti la giudice di sedia, la svedese Louise Engzell, e pochi giorni dopo fin\u00ec multato ed espulso dal torneo, compreso il doppio che stava disputando con l\u2019incolpevole Simone Bolelli.<\/p>\n<p><strong>2017, 3\u00b0 turno: Paolo Lorenzi-Thomas Fabbiano 6-2 6-4 6-4.<\/strong> Il pugliese fu abile a passare due turni con corridoio favorevole, il senese sconfisse il portoghese Joao Sousa e il lussemburghese Gilles Muller allora 19 del mondo. Poi fu proprio il toscano a vincere il derby e finanche a mancare delle opportunit\u00e0 nella sconfitta in quattro set con il sudafricano Kevin Anderson, che poi perse in finale contro Nadal.<\/p>\n<p><strong>2023, 2\u00b0 turno: Jannik Sinner-Lorenzo Sonego 6-4 6-2 6-4.<\/strong> Sinner, al tempo numero 6 del seeding, stava costruendo le basi per quella che sarebbe diventata la sua esplosione definitiva ai piani alti. Con Sonego ha sempre vinto, ma quell\u2019anno sub\u00ec la dolorosa sconfitta agli ottavi, al quinto set, contro Zverev.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Grand\u2019Italia a New York in campo maschile, questo si pu\u00f2 tranquillamente dire. 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