{"id":76049,"date":"2025-08-29T13:43:13","date_gmt":"2025-08-29T13:43:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/76049\/"},"modified":"2025-08-29T13:43:13","modified_gmt":"2025-08-29T13:43:13","slug":"perche-le-donne-senza-fattori-di-rischio-hanno-lo-stesso-infarti-e-ictus-la-risposta-in-uno-studio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/76049\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 le donne senza fattori di rischio hanno lo stesso infarti e ictus? La risposta in uno studio"},"content":{"rendered":"<p>Colesterolo e glicemia sotto controllo. Pressione arteriosa nella norma. Niente fumo. Eppure\u2026. Eppure, soprattutto nelle donne, infarto e icstus arrivano lo stesso, anche fino alla met\u00e0 dei casi. Inattesi, visto che mancano i classici fattori di rischio. Bisogna cambiare marcia. E la ricerca propone nuove strade.<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/2025\/08\/25\/news\/diabete_e_cuore_chi_rischia_di_piu_per_gli_uomini_piu_pericoloso_il_tipo_2_per_le_donne_l_1-424806782\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Diabete e cuore, chi rischia di pi\u00f9: per gli uomini pi\u00f9 pericoloso il tipo 2, per le donne l\u20191<\/a><\/p>\n<p>\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/autori\/redazione_salute\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Redazione Salute<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t25 Agosto 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/2025\/08\/25\/news\/diabete_e_cuore_chi_rischia_di_piu_per_gli_uomini_piu_pericoloso_il_tipo_2_per_le_donne_l_1-424806782\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/132516268-c469c048-cbbe-4e46-8a49-59e9fd6296e9.jpg\" alt=\"Diabete e cuore, chi rischia di pi\u00f9: per gli uomini pi\u00f9 pericoloso il tipo 2, per le donne l\u20191\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/><\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p>Ora, infatti, per scoprire le donne comunque a rischio ma che non vengono identificate dagli attuali algoritmi che considerano i classici parametri, potrebbe arrivare un semplice esame del sangue con la misurazione della Proteina C Reattiva ad alta sensibilit\u00e0 che si riassume nella sigla hsCRP. Grazie a questo semplice test si potrebbero superare i limiti degli algoritmi che disegnano il rischio cardiovascolare e \u201cbeccare\u201d le donne \u201cinsospettabili\u201d che corrono i maggiori pericoli, con un anticipo di molti anni. Quindi, grazie al test, si potrebbe arrivare presto a scoprire gi\u00e0 intorno ai 40 anni chi seguire con maggior attenzione e studiare piani di prevenzione su misura. A disegnare questo futuro \u00e8 uno studio condotto dai ricercatori del Mass General Brigham di Boston, sulla base delle informazioni della banca dati \u201cWomen&#8217;s Health Study\u201d.<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/dossier\/sportello-cuore\/2025\/07\/17\/news\/diabete_tipo_2_scompenso_cardiaco_cuore_donne-424734274\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Diabete di tipo 2 e scompenso cardiaco, cos\u00ec il cuore femminile rischia in silenzio<\/a><\/p>\n<p>\t\tdi <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/autori\/federico_mereta\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Federico Mereta<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t17 Luglio 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/dossier\/sportello-cuore\/2025\/07\/17\/news\/diabete_tipo_2_scompenso_cardiaco_cuore_donne-424734274\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/113647964-e6b76073-039c-4bf4-8993-d1193796c2ff.jpg\" alt=\"Diabete di tipo 2 e scompenso cardiaco, cos\u00ec il cuore femminile rischia in silenzio\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/><\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p>L\u2019indagine ha scoperto che l&#8217;hsCRP, un marcatore di infiammazione, pu\u00f2 aiutare a identificare le donne a rischio ma che non vengono individuate dagli attuali algoritmi di screening. A fare la differenza, in particolare, sarebbe lo stato di infiammazione dell\u2019organismo, che viene valutato proprio grazie a questo semplice esame. I risultati dell\u2019indagine sono stati presentati al Congresso della Societ\u00e0 Europea di Cardiologia (ESC) di Madrid e pubblicati sullo European Heart Journal.<\/p>\n<p>Attenzione alle donne \u201cSmurf-less\u201d<\/p>\n<p>I numeri lo dicono. Molti casi di infarti ed ictus si verificano in persone apparentemente sane, senza i classici &#8220;fattori di rischio modificabili standard&#8221; che i medici spesso chiamano &#8220;SMuRF&#8221;. Per questo si presta grande attenzione alle donne &#8220;SMuRF-Less&#8221;, visto che fin dalla prevenzione le donne sono spesso sottodiagnosticate e sottotrattate. E quindi non vengono inserite in protocolli di prevenzione mirata. &#8220;Le donne che soffrono di infarto e ictus ma non presentano fattori di rischio modificabili standard non vengono identificate dalle equazioni di rischio che i medici utilizzano nella pratica quotidiana \u2013 conferma il coordinatore dello studio <b>Paul Ridker<\/b>, del Mass General Brigham&#8217;s Heart and Vascular Institute. Eppure i nostri dati mostrano chiaramente che le donne apparentemente sane che presentano infiammazione sono a rischio sostanziale nel corso della vita. Dovremmo identificare queste donne intorno ai 40 anni, quando possono iniziare la terapia preventiva, non aspettare che la malattia si manifesti a 70 anni, quando spesso \u00e8 troppo tardi per fare una vera differenza&#8221;.<\/p>\n<p>Il peso dell\u2019infiammazione <\/p>\n<p>Lo studio ha preso in esame 12.530 donne inizialmente sane senza fattori di rischio modificabili standard, a cui \u00e8 stato misurato il biomarcatore infiammatorio hsCRP all&#8217;inizio dello studio. Poi, le donne coinvolte sono state seguite per trent\u2019anni. Cosa emerge? Nonostante l&#8217;assenza dei classici elementi di rischio, le donne con infiammazione definita da livelli di hsCRP superiore a 3 milligrammi per decilitro hanno mostra un rischio aumentato del 77% di malattia coronarica, del 39% di ictus e del 52% di qualsiasi evento cardiovascolare maggiore nel corso della vita. L\u2019esame hsCRP misura i livelli della proteina C reattiva prodotta dal fegato in risposta all&#8217;infiammazione nel corpo. L\u2019esame pu\u00f2 quindi aiutare a riconoscere infiammazioni croniche del tutto silenti (non registrabili con il test standard per la Proteina C Reattiva) che, stando allo studio, possono essere associate a un rischio cardiovascolare aumentato, anche in assenza di altri sintomi evidenti.<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/dossier\/sportello-cuore\/2025\/05\/20\/news\/fibrillazione_atriale_per_lui_tachicardia_per_lei_cosi_il_genere_incide_sul_ritmo_del_cuore-424343035\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Fibrillazione atriale per lui, tachicardia per lei: cos\u00ec il genere incide sul ritmo del cuore<\/a><\/p>\n<p>\t\tdi <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/autori\/federico_mereta\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Federico Mereta<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t20 Maggio 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/dossier\/sportello-cuore\/2025\/05\/20\/news\/fibrillazione_atriale_per_lui_tachicardia_per_lei_cosi_il_genere_incide_sul_ritmo_del_cuore-424343035\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/132723603-9859173e-8f43-4171-8f87-e713e7cc20f1.jpg\" alt=\"Fibrillazione atriale per lui, tachicardia per lei: cos\u00ec il genere incide sul ritmo del cuore\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/><\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p>Una conferma per la prevenzione di genere<\/p>\n<p>Lo studio conferma una precedente ricerca dello stesso gruppo, coordinata da Paul Ridker, che associava tre diversi parametri per definire il rischio al femminile. Lo studio \u00e8 stato pubblicato sul New England Journal of Medicine. In questo caso, oltre a hsRCP, sono stati considerati anche Colesterolo LDL e Lp (a) o lipoproteina (a). Valutando questi indici una sola volta, e senza aspettare l\u2019arrivo della menopausa, secondo l\u2019indagine si pu\u00f2 sapere come e quanto una donna potr\u00e0 essere esposta al rischio di infarto, ictus ed altre serie problematiche cardiovascolari nei trent\u2019anni successivi. L\u2019obiettivo rimane quello della prevenzione personalizzata, grazie ad un intervento aggressivo e mirato (sulla scorta di questo screening semplice) per prevenire infarti, ictus e non solo nelle donne, ancora troppo spesso sottodiagnosticate su questo fronte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Colesterolo e glicemia sotto controllo. Pressione arteriosa nella norma. Niente fumo. Eppure\u2026. 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