{"id":76579,"date":"2025-08-29T19:00:11","date_gmt":"2025-08-29T19:00:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/76579\/"},"modified":"2025-08-29T19:00:11","modified_gmt":"2025-08-29T19:00:11","slug":"whatsapp-se-mandi-questi-messaggi-commetti-un-reato-gravissimo-la-legge-ti-punisce-allistante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/76579\/","title":{"rendered":"WhatsApp, se mandi questi messaggi commetti un REATO gravissimo | La legge ti punisce all&#8217;istante"},"content":{"rendered":"<p><strong>La legge italiana pu\u00f2 punirti se invii determinati messaggi su Whatsapp, un caso emblematico per avvertire dei rischi del social<\/strong><\/p>\n<p><strong>WhatsApp<\/strong> \u00e8 diventato l\u2019app di messaggistica che ha rivoluzionato il modo di rapportarsi con le persone care e rispetto agli altri social network tradizionali, unisce la funzione gratuita di invio di messaggi a funzionalit\u00e0 tipiche di altre app, consentendo la connessione con utenti e un\u2019ampia interazione.<\/p>\n<p>La legge non valuta solo il contenuto ma anche <strong>la modalit\u00e0 di comunicazione<\/strong>. Il Tribunale di Torre Annunziata ha emesso una sentenza che ha fatto molto discutere.<\/p>\n<p>Tutto nasce dal conflitto inerente l\u2019utilizzo di una casa estiva. Una donna, irritata in quanto modificato l\u2019accordo su chi fosse beneficiario dell\u2019immobile in un dato periodo, ha inviato alla cognata 70 messaggi vocali nel giro di circa mezz\u2019ora.<\/p>\n<p>La destinataria ha percepito tale comportamnto come molesto e ha deciso di sporgere denuncia. Il giudice ha sottolineato che l\u2019insistenza possa crea un disagio equiparabile a molestie, a prescindere se il contenuto \u00e8 offensivo o meno.<\/p>\n<p>Un dissidio familiare \u00e8 diventato un reato<\/p>\n<p>Ogni volta che il telefono della vittima riceveva la notifica di un nuovo vocale, la pressione psicologica aumentava, al punto da configurarsi come una molestia. Un diverbio si \u00e8 trasformato in un illecito penale, senza valutare cosa fosse stato detto in essi.<\/p>\n<p>L\u2019aggressione digitale \u00e8 considerata alla pari di una persecuzione nel mondo reale. La motivazione, sacrosanta o meno, di chi ha inviato in modo compulsivo tali messaggi, evidenzia quanto i conflitti familiari possano intensificarsi tramite la tecnologia, che trasformano una semplice lite in qualcosa di ben pi\u00f9 grave.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-86534 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"Il logo di Whatsapp su un cellulare - Foto Pixabay - Emmepresse.com\" width=\"740\" height=\"493\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Il-logo-di-Whatsapp-su-un-cellulare-Foto-Pixabay-Emmepresse.com_.jpg\"\/>Il logo di Whatsapp su un cellulare \u2013 Foto Pixabay \u2013 Emmepress.com<br \/>\nUna sentenza che ha stupito molti ma che deve servire come monito<\/p>\n<p>La sentenza rappresenta un monito per chi utilizza i social senza tenere conto delle possibili ripercussioni a livello penale, con ogni azione digitale che ha un peso e con il rispetto degli altri alla base di una convivenza pacifica nel mondo virtuale.<\/p>\n<p><strong>Un caso che potrebbe fare strada<\/strong> e spronare a spargere ulteriori denunce, strumento fondamentale per tutelare la propria serenit\u00e0 di fronte a condotte petulanti e ossessive. Educare all\u2019uso corretto della tecnologia deve iniziare dalle scuole ma chi \u00e8 adulto spesso si comporta peggio di un bambino, catapultato in una realt\u00e0 scoperta da poco e che ha generato anche delle dipendenze.<\/p>\n<p>\t\tContinua a leggere<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La legge italiana pu\u00f2 punirti se invii determinati messaggi su Whatsapp, un caso emblematico per avvertire dei rischi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":76580,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-76579","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76579","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76579"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76579\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/76580"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76579"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76579"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76579"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}