{"id":76603,"date":"2025-08-29T19:19:10","date_gmt":"2025-08-29T19:19:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/76603\/"},"modified":"2025-08-29T19:19:10","modified_gmt":"2025-08-29T19:19:10","slug":"ecrire-la-vie-la-scuola-come-potrebbe-essere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/76603\/","title":{"rendered":"\u00c9crire la vie, la scuola come potrebbe essere"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019idea \u00e8 di<strong> Emmanuel Perreau<\/strong>, un produttore, che la propone a <strong>Claire Simon,<\/strong> una famosa documentarista francese, bravissima a stare accanto all\u2019infanzia e riprendere il mondo giovanile (ricordo un bellissimo documentario sul momento della ricreazione nel cortile di una scuola, pura contemplazione delle invenzioni dei bambini nel gioco libero). L\u2019idea, appunto, \u00e8 semplice: fare un giro per i licei francesi, in citt\u00e0 e aree periferiche, ad ascoltare le reazioni degli adolescenti alla lettura dei libri di Annie Ernaux, Nobel per la letteratura 2022. Nasce cos\u00ec\u00a0\u00c9crire la vie \u2013 Annie Ernaux racont\u00e9e par des lyc\u00e9ennes et des lyc\u00e9ens, presentato all\u201982\u00b0 Mostra del Cinema di Venezia. <\/p>\n<p>La grande domanda di fondo \u00e8 come reagiranno le ragazze e i ragazzi di oggi al racconto autobiografico duro, diretto \u2013 \u00abpiatto\u00bb \u00e8 l\u2019espressione ricorrente nel film \u2013 dell\u2019Ernaux. Ma pi\u00f9 prosaicamente, da pubblico italiano, viene da chiedersi prima di iniziare la visione se gli adolescenti davvero leggeranno mai quei libri, se le scuole sapranno mettere in pausa il programma per dedicarsi ad un\u2019autrice contemporanea. E soprattutto, potranno esserci dei dibattiti efficaci in classe, a partire da un confronto legato alla lettura di testi che affrontano temi come stupri e aborti, ecc. <strong>Ebbene, la risposta \u00e8 s\u00ec, a tutti i quesiti che vi vengono in mente.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1440\" height=\"1920\" alt=\"\" class=\"wp-image-490166 lazyload\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/102982-__CRIRE_LA_VIE_-_WRITING_LIFE_-_ANNIE_ERNAUX_THROUGH_THE_EYES_OF_HIGH_SCHOOL_STUDENTS_-_Direc.jpeg\"  data-eio-rwidth=\"1440\" data-eio-rheight=\"1920\"\/>La regista Claire Simon<\/p>\n<p>Ernaux parla alle nuove generazioni, eccome. Il tema delle classi sociali e dei salti, da una generazione all\u2019altra, calza perfettamente coi loro vissuti. Tutti hanno sentito a casa parlare di un tempo di forti privazioni e oggi sentono, a causa dei social, una continua comparazione fra i coetanei sulle possibilit\u00e0 materiali. <strong>Ma ancora di pi\u00f9 parla e colpisce la schiettezza del suo racconto sulla condizione femminile, l\u2019evidenza di un patriarcato vissuto sul proprio corpo. <\/strong>Oggi il tema \u00e8\u00a0mainstream\u00a0in adolescenza, ma sono le ragazze stesse a rimanere sorprese dall\u2019assenza di filtri e mediazioni, a ritrovarsi a pensare, mentre leggono, che \u00abs\u00ec, \u00e8 cos\u00ec come dice lei\u00bb su temi che oggi fanno parte dei dialoghi quotidiani fra amiche, ma non in modo cos\u00ec crudo.<\/p>\n<p>Ecco, qui si nota la diversa ricezione e sensibilit\u00e0 per appartenenza di genere, sono quasi sempre le ragazze a leggere e commentare i brani sulla condizione femminile, un paio di testimonianze maschili tradiscono la distanza da quei contenuti \u2013 come il racconto dell\u2019aborto \u2013 o da quei toni, per affezione ad uno stile pi\u00f9 romantico, poetico.<\/p>\n<p>Proprio sulla lingua c\u2019\u00e8 un passaggio molto bello, quando la difesa che l\u2019Ernaux fa in un suo libro del\u00a0patois\u00a0\u2013 l\u2019uso dei dialetti, potremmo dire in Italia \u2013\u00a0 diventa un gioco in classe a riscoprire i significati di alcune parole in creolo, fra le ragazze di origine creola presenti. <strong>Le reazioni di ragazze e ragazzi sorprendono per acume e spesso chiamano in causa un loro posizionamento sui temi:<\/strong> <strong>a volte questo risulta palesemente pi\u00f9 conservatore delle posizioni di Ernaux, com\u2019\u00e8 normale che sia per una generazione che non deve \u201cspingere\u201d, perch\u00e9 ha trovato strade gi\u00e0 battute proprio grazie alle battaglie di chi l\u2019ha preceduta.<\/strong><\/p>\n<p><video controls=\"\" src=\"https:\/\/www.vita.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/23595-__CRIRE_LA_VIE_-_WRITING_LIFE_-__ANNIE_ERNAUX_THROUGH_THE_EYES_OF_HIGH_SCHOOL_STUDENTS_-_Official_clip_SUB_ENG_.mp4\"\/><\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 sorprendente del film \u00e8 per\u00f2 il <strong>metodo<\/strong>, che credo sia estraneo all\u2019esperienza diretta e indiretta \u2013 che sia da studente o da genitore \u2013 del pubblico italiano. E per la verit\u00e0 lo \u00e8 anche alla stessa Ernaux \u2013 presente in sala a Venezia insieme alla Simon \u2013 che per dieci anni ha insegnato al liceo in Francia, ma ha confidato di non aver mai fatto lezione in quel modo. <strong>Si tratta di conversazioni, dialoghi, non lezioni. <\/strong>L\u2019insegnante ha precedentemente assegnato i libri da leggere e le riprese avvengono a libri letti, con studenti e studentesse che hanno in mano le loro copie, sottolineate, piene di segnalibri.<\/p>\n<p>Non sono scuole modello o classi fortunate, questo l\u2019ha sottolineato Simon. E non sono mai classi intere, ma sottogruppi, di 3, 5, 8 persone. Si trovano in classe, in biblioteca, in riva al mare, in giro. L\u2019insegnante fa una domanda o rilancia domande, non commenta, tutto il tempo di parola \u00e8 degli studenti. <\/p>\n<p>Pi\u00f9 spesso la domanda \u00e8 accompagnato dall\u2019invito a leggere o rileggere insieme alcuni passaggi, e commentare a caldo. <strong>Il ragionamento \u00e8 collettivo, compositivo, ogni tanto c\u2019\u00e8 un confronto fra opinioni, ma pi\u00f9 spesso si costruisce l\u2019interpretazione insieme.\u00a0<\/strong> A volte non c\u2019\u00e8 nemmeno l\u2019insegnante, \u00e8 puro confronto libero dentro un gruppo spontaneo. Si parte dal testo e poi si arriva a s\u00e9, alle risonanze emotive, alle riflessioni di senso o ai riferimenti autobiografici. <strong>Perch\u00e9 tutte e tutti convergono sul fatto che quei libri, cos\u00ec dichiaratamente autobiografici, parlano di noi.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1920\" height=\"1080\" alt=\"\" class=\"wp-image-490167 lazyload\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/102984-__CRIRE_LA_VIE_-_WRITING_LIFE_-_ANNIE_ERNAUX_THROUGH_THE_EYES_OF_HIGH_SCHOOL_STUDENTS_-_Offic.jpeg\"  data-eio-rwidth=\"1920\" data-eio-rheight=\"1080\"\/><\/p>\n<p>In sala il pubblico italiano, esterrefatto dalla qualit\u00e0 di questi dialoghi, chiede a Claire Simon come abbia fatto ad ottenere questo risultato. <strong>E lei, in ottimo italiano e con una simpatia che ti rapisce, risponde: \u00abMa io amo i giovani. Mi piace quello che dicono, lo trovo sempre interessantissimo, e loro lo vedono, lo sentono\u00bb. Ecco il segreto affinch\u00e9 ragazze e ragazzi diano il meglio si s\u00e9.\u00a0 \u00a0 <\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Le immagini dell\u2019articolo sono del press kit del documentario Writing Life, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il 29 agosto da Rosebud Productions e Giornate degli Autori.<\/p>\n<p>                17 centesimi al giorno sono troppi?<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 di un euro a settimana, un caff\u00e8 al bar o forse meno. 60 euro l\u2019anno per tutti i contenuti di VITA, gli articoli online senza pubblicit\u00e0, i magazine, le newsletter, i podcast, le infografiche e i libri digitali. Ma soprattutto per aiutarci a raccontare il sociale con sempre maggiore forza e incisivit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019idea \u00e8 di Emmanuel Perreau, un produttore, che la propone a Claire Simon, una famosa documentarista francese, bravissima&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":76604,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[2101,1608,640,203,7937,204,1537,90,89,1609,2061],"class_list":{"0":"post-76603","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-adolescenti","9":"tag-books","10":"tag-cinema","11":"tag-entertainment","12":"tag-femminismo","13":"tag-intrattenimento","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-libri","18":"tag-scuola"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76603","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76603"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76603\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/76604"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76603"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76603"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76603"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}