{"id":77139,"date":"2025-08-30T02:13:11","date_gmt":"2025-08-30T02:13:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/77139\/"},"modified":"2025-08-30T02:13:11","modified_gmt":"2025-08-30T02:13:11","slug":"cosa-prevede-lo-snapback-e-perche-russia-e-cina-protestano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/77139\/","title":{"rendered":"cosa prevede lo snapback e perch\u00e9 Russia e Cina protestano"},"content":{"rendered":"<p>Embargo sulle <strong>armi<\/strong> convenzionali, restrizioni allo sviluppo di <strong>missili <\/strong>balistici, <strong>congelamento<\/strong> dei beni, <strong>divieti<\/strong> sui <strong>viaggio<\/strong> e sulla produzione di tecnologia legata al <strong>nucleare<\/strong>. Sono alcune delle <strong>sanzioni<\/strong> che <strong>l\u2019Onu<\/strong> imponeva all\u2019Iran prima che venisse raggiunto l\u2019accordo sul nucleare (Jcpoa) nel 2015. E che <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/08\/28\/sanzioni-iran-snapback-europa-russia-news\/8107890\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">potrebbero tornare in auge dopo l\u2019attivazione del meccanismo \u201c<strong>snapback<\/strong>\u201d da parte di Francia, Germania e Regno Unito, attraverso il quale i tre Paesi reintrodurranno le sanzioni contro Teheran<\/a>. Misure che secondo <strong>Russia<\/strong> e <strong>Cina<\/strong> porteranno a \u201cconseguenze irreparabili e a una nuova <strong>tragedia<\/strong>\u201c. La prima, secondo le agenzie iraniane, riguarda il piano gi\u00e0 avviato da Teheran per uscire dall\u2019accordo di non proliferazione. Il Parlamento iraniano, scrivono, ha iniziato a redigere un piano per ritirarsi dal Trattato.<\/p>\n<p>\u201cAgendo al di <strong>fuori del quadro giuridico<\/strong> e incitando altri Stati a seguire la via dell\u2019arbitrariet\u00e0, i paesi europei partecipanti al Jcpoa non fanno altro che peggiorare la loro posizione di violatori. Li esortiamo a rinsavire e a riconsiderare le loro decisioni errate prima che portino a conseguenze irreparabili e a una nuova tragedia. Siamo convinti che<strong> la loro linea di scontro con Teheran non abbia alcuna prospettiva<\/strong>\u201c, ha commentato il ministero degli Esteri russo, <strong>Sergej Lavrov<\/strong>.<\/p>\n<p>In base al Joint Comprehensive Plan of Action (Jpcoa), l\u2019Iran ha accettato di <strong>limitare l\u2019arricchimento dell\u2019uranio<\/strong> ai livelli necessari per l\u2019energia nucleare civile, in cambio della revoca delle sanzioni economiche. L\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica (<strong>Aiea<\/strong>) era stata incaricata di <strong>monitorare il programma nucleare iraniano<\/strong>. Lo scopo del meccanismo di ripristino, lo \u201csnapback\u201d, \u00e8 quello di <strong>reimporre rapidamente tutte le sanzioni<\/strong> precedenti all\u2019accordo, evitando il veto dei membri del Consiglio di sicurezza Onu, compresi i membri permanenti quali Russia e Cina. Durante i colloqui di luglio, i tre Paesi europei avevano offerto all\u2019Iran un rinvio dello snapback se Teheran avesse soddisfatto tre condizioni: riprendere i <strong>negoziati con gli Stati Uniti<\/strong> sul suo programma nucleare, consentire agli <strong>ispettori nucleari<\/strong> dell\u2019Onu l\u2019accesso ai suoi siti e rendere conto degli oltre <strong>400 chilogrammi di uranio altamente arricchito<\/strong> che, secondo l\u2019agenzia di controllo delle Nazioni Unite, possiede.<\/p>\n<p>Teheran, che ora arricchisce l\u2019uranio a livelli vicini a quelli utilizzabili per <strong>scopi militari<\/strong>, ha respinto la proposta. Usa e Iran avevano cercato di raggiungere un nuovo accordo nucleare all\u2019inizio di quest\u2019anno, ma i colloqui non sono pi\u00f9 ripresi dopo i <strong>12 giorni di bombardamenti israeliani<\/strong> sui siti nucleari e militari iraniani, nonch\u00e9 dopo l\u2019attacco Usa del 22 giugno. L\u2019iter per la ripresa delle sanzioni \u00e8 iniziato il 28 agosto, quando Francia, Germania e Uk hanno formalmente notificato all\u2019Onu \u201cil significativo mancato rispetto degli impegni\u201d da parte dell\u2019Iran. Ci\u00f2 d\u00e0 il via a un periodo di <strong>30 giorni<\/strong> durante il quale deve essere adottata una <strong>nuova risoluzione<\/strong>, un nuovo accordo, che permetta di alleviare le sanzioni. Opzione improbabile visto che Usa, Regno Unito e Francia porrebbero il <strong>veto<\/strong>. \u00c8 molto probabile quindi che, passati i 30 giorni, le sanzioni entrino automaticamente in vigore. In questa fase, infatti, non \u00e8 necessaria alcuna ulteriore votazione: nessun membro del Consiglio di sicurezza Onu pu\u00f2 bloccare la reintroduzione delle sanzioni.<\/p>\n<p>All\u2019inizio di quest\u2019anno, I Paesi europei avevano concordato con gli Stati Uniti di fissare la fine di agosto come <strong>termine ultimo<\/strong> per l\u2019attivazione del meccanismo di ripristino delle sanzioni, qualora non fosse stato raggiunto un accordo con l\u2019Iran. Gli Usa non possono attivare il ripristino delle sanzioni poich\u00e9 il presidente <strong>Donald Trump ha ritirato unilateralmente<\/strong> il suo Paese <strong>dall\u2019accordo nucleare<\/strong> nel 2018, durante il suo primo mandato alla presidenza. I tre Paesi dovevano sbrigarsi: la possibilit\u00e0 di attivare lo snapback scadeva il 18 ottobre, dunque dopo tale data le sanzioni avrebbero potuto essere bloccate da parte di Cina e Russia, che in passato hanno fornito sostegno all\u2019Iran. Inoltre, a velocizzare i tempi c\u2019era il fatto che a ottobre la Russia prender\u00e0 la <strong>presidenza del Consiglio di sicurezza<\/strong>, succedendo alla Corea del Sud. Sebbene la Russia non possa porre il veto alla reintroduzione delle sanzioni nell\u2019ambito del meccanismo di snapback, i diplomatici sostengono che Mosca potrebbe ricorrere a <strong>tattiche<\/strong> <strong>procedurali<\/strong> <strong>dilatorie<\/strong> fino alla scadenza dell\u2019accordo nucleare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Embargo sulle armi convenzionali, restrizioni allo sviluppo di missili balistici, congelamento dei beni, divieti sui viaggio e sulla&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":77140,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-77139","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77139","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77139"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77139\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77140"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77139"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77139"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77139"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}