{"id":77179,"date":"2025-08-30T02:43:08","date_gmt":"2025-08-30T02:43:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/77179\/"},"modified":"2025-08-30T02:43:08","modified_gmt":"2025-08-30T02:43:08","slug":"vaccini-il-tempo-tra-le-dosi-puo-fare-la-differenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/77179\/","title":{"rendered":"Vaccini: il tempo tra le dosi pu\u00f2 fare la differenza"},"content":{"rendered":"<p><strong>Uno studio del Cnr dimostra come la gestione dell\u2019intervallo tra la prima dose di vaccino (primer) e quella di richiamo (booster) sia un fattore determinante per l\u2019esito della diffusione epidemica. <\/strong><\/p>\n<p>La ricerca \u00e8 stata pubblicata su\u00a0Physical Review Research.<\/p>\n<p>L\u2019intervallo tra la prima dose di vaccino (primer) e quella di richiamo (booster) \u00e8 un fattore determinante nel contenimento di un\u2019epidemia. In contesti di risorse limitate, la scelta della tempistica pu\u00f2 influenzare in modo decisivo l\u2019evoluzione del contagio. \u00c8 quanto emerge da uno studio condotto dal Consiglio nazionale delle ricerche con l\u2019Istituto dei sistemi complessi (Cnr-Isc) e l\u2019Istituto per le applicazioni del calcolo (Cnr-Iac), che ha utilizzato un approccio matematico per analizzare diversi scenari di distribuzione delle dosi e valutare l\u2019impatto delle diverse strategie a livello di popolazione.<\/p>\n<p>Lo studio \u00e8 pubblicato sulla rivista\u00a0Physical Review Research.\u00a0\u201cI risultati mostrano che, quando le risorse sono scarse e i tempi di attesa per le dosi sono lunghi, l\u2019approccio pi\u00f9 efficace \u00e8 dare priorit\u00e0 assoluta alla prima dose, cos\u00ec da aumentare rapidamente la copertura vaccinale iniziale\u201d, afferma Francesca Colaiori, ricercatrice del Cnr-Isc. \u201cAl contrario, in presenza di un tasso di vaccinazione pi\u00f9 elevato e di una maggiore disponibilit\u00e0 di dosi, \u00e8 vantaggioso cominciare a somministrare anche seconde dosi mentre ancora una parte della popolazione \u00e8 in attesa della prima, con una priorit\u00e0 relativa che dipende dalle risorse disponibili\u201d. Lo studio identifica anche il punto in cui al variare delle risorse disponibili c\u2019\u00e8 la transizione tra i due regimi ottimali e diventa vantaggioso somministrare parallelamente le seconde dosi. \u201cUna corretta strategia ha l\u2019effetto di spostare la soglia epidemica e dunque in alcune circostanze pu\u00f2 perfino sopprimere del tutto epidemie che, con una pianificazione sub-ottimale, sarebbero invece esplose\u201d, aggiunge Colaiori.<\/p>\n<p>Dallo studio emerge che, in caso di risorse limitate, l\u2019intervallo ottimale per l\u2019immunit\u00e0 del singolo individuo potrebbe non coincidere con quello pi\u00f9 vantaggioso a livello di popolazione. \u201cDurante l\u2019epidemia di Covid-19, molti Paesi si sono trovati a dover decidere come allocare scorte limitate di vaccini\u201d, spiega Colaiori. \u201cAlcuni paesi hanno scelto di prolungare l\u2019intervallo tra le dosi, dando priorit\u00e0 alla somministrazione della prima dose al maggior numero possibile di individui idonei, seguendo le raccomandazioni del Joint Committee on Vaccination and Immunisation (JCVI). Il JCVI riteneva infatti che ridurre al minimo la popolazione \u2018vaccino-na\u00efve\u2019 (cio\u00e8, priva di immunit\u00e0 vaccinale) avrebbe ridotto significativamente il rischio di malattie gravi e ricoveri ospedalieri a breve termine. Altri paesi, invece, si sono attenuti alle indicazioni iniziali dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (WHO), che raccomandava un intervallo pi\u00f9 breve tra le dosi\u201d. <\/p>\n<p><strong>com.unica, 29 agosto 2025 <\/strong><\/p>\n<p>Fonte Cnr<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Uno studio del Cnr dimostra come la gestione dell\u2019intervallo tra la prima dose di vaccino (primer) e quella&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":77180,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1512],"tags":[57671,239,1537,90,89,240,197,2189,2188,2187],"class_list":{"0":"post-77179","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-vaccini","8":"tag-ambiente-salute","9":"tag-health","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-salute","14":"tag-scienza","15":"tag-vaccine","16":"tag-vaccines","17":"tag-vaccini"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77179","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77179"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77179\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77180"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77179"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77179"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}