{"id":77623,"date":"2025-08-30T08:31:10","date_gmt":"2025-08-30T08:31:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/77623\/"},"modified":"2025-08-30T08:31:10","modified_gmt":"2025-08-30T08:31:10","slug":"spesa-militare-nato-oltre-il-2-tutti-i-dati-dal-2014-al-2025-il-fatto-quotidiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/77623\/","title":{"rendered":"Spesa militare NATO oltre il 2%: tutti i dati dal 2014 al 2025 | Il Fatto Quotidiano"},"content":{"rendered":"<p>Prima la guerra in <strong>Ucraina nel 2022<\/strong>, poi il secondo mandato di <strong>Donald Trump<\/strong> alla Casa Bianca iniziato nel <strong>2024<\/strong>: sono questi i due elementi chiave che porteranno per la prima volta tutti i paesi Nato a <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/08\/28\/spesa-difesa-nato-obiettivo-raggiunto-notizie\/8107440\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">superare la soglia del 2% del Pil per la spesa militare nel 2025<\/a>. I dati, pubblicati senza alcun commento dalla stessa Alleanza, restituiscono con molta chiarezza la direzione politica presa dai Paesi del Trattato atlantico, spinti in parte dal conflitto (come i paesi Baltici e la Polonia) e in parte dalle minacce Usa di disimpegno militare. La spesa per la Difesa nell\u2019anno in corso arriver\u00e0 quindi a <strong>1.587 miliardi<\/strong> di dollari, con un balzo di 130 miliardi in un solo anno. Numeri a cui vanno aggiunti i dati della <strong>Germania<\/strong> che, <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/03\/04\/germania-riarmo-900-miliardi-friedrich-merz-forze-armate\/7900389\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sotto la guida del cancelliere Friedrich Merz<\/a> ha promesso un gigantesco piano di riarmo: decine di miliardi di investimenti, nuovi stabilimenti per equipaggiamento e munizioni, 80mila soldati in pi\u00f9. I dati di Berlino, tuttavia, non sono ricompresi nelle statistiche Nato, chiuse il 3 giugno e pubblicate il 28 agosto.<\/p>\n<p>Lo sono invece quelli italiani: dopo anni di sostanziale stallo, Roma dovrebbe chiudere il <strong>2025<\/strong> con spese per la Difesa pari a 48,8 miliardi di dollari contro i <strong>35,3<\/strong> del 2024. Non \u00e8 chiaro per\u00f2 \u2013 e il dato Nato non aiuta a sciogliere il dubbio \u2013 se questo balzo sia frutto di un <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/05\/16\/spese-per-la-difesa-litalia-arriva-al-2-del-pil-si-con-pensioni-e-la-guardia-di-finanza-e-forse-nel-calcolo-entra-pure-il-ponte\/7989430\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u201cbluff\u201d contabile figlio di un diverso modo di ripartire spese gi\u00e0 previste<\/a> e persino una parte della spesa per il Ponte sullo Stretto o effettivo incremento della spesa. I dati ufficiali dicono solo che l\u2019Italia spende per il proprio personale quasi il 43% del bilancio complessivo destinato alla difesa, una cifra comunque decisamente pi\u00f9 alta di molti degli altri paesi Nato.<\/p>\n<p>Del resto, per quanto la cifra in s\u00e9 sia enorme \u2013 soprattutto se comparata alle proporzioni dell\u2019economia italiana e delle manovre di bilancio dei governi \u2013 l\u2019Italia non \u00e8 certamente il primo Paese n\u00e9 per spesa assoluta, n\u00e9 per aumento percentuale: <strong>+97,37%<\/strong> dal 2014. Anzi, si trova abbastanza in basso nella classifica chiusa da <strong>Usa<\/strong>, <strong>Francia<\/strong> e <strong>Regno Unito<\/strong> che in un decennio hanno aumentato la loro spesa militare rispettivamente solo del <strong>13%<\/strong>, <strong>27%<\/strong> e <strong>29%<\/strong>. All\u2019estremo opposto, come \u00e8 facile vedere dal grafico successivo (le cui colonne sono ordinabili in modo ascendente e discendente) ci sono invece i <strong>paesi baltici<\/strong> e il Nord-est dell\u2019Europa il cui riarmo, ben prima della politica americana, deriva dalla percezione della <strong>minaccia russa<\/strong> alle porte. Non \u00e8 un caso quindi che i primi per variazione di spesa e proporzione in rapporto al Pil, guardando ai dati di un decennio fa, siano oggi <strong>Polonia<\/strong>, <strong>Lituania<\/strong>, <strong>Lettonia<\/strong>, <strong>Estonia<\/strong> e <strong>Norvegia<\/strong>. Tutti e cinque hanno gi\u00e0 ampiamente superato il <strong>3% del Pil<\/strong> in spesa militare. E i primi tre hanno gi\u00e0 oltrepassato il <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/06\/22\/nato-spesa-militare-target-pil-news\/8035783\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">3,5%, step intermedio nella ascesa al 5 per cento varata dal nuovo segretario <strong>Mark Rutte<\/strong><\/a> e salutata dal plauso di Trump.<\/p>\n<p>Gli <strong>Stati Uniti<\/strong>, per parte loro, sono praticamente l\u2019unico paese in controtendenza: la spesa in rapporto al Pil \u00e8 calata dal <strong>3,71%<\/strong> del 2014 al <strong>3,22%<\/strong> del 2025 e, pur costantemente in vetta con un mega bilancio da <strong>980 miliardi<\/strong> di dollari destinato alla Difesa, vivono ora un sostanziale stallo dopo il ritorno alla Casa Bianca di <strong>Donald Trump<\/strong>. Di contro, alla ascesa del tycoon corrisponde l\u2019impennata delle spese di chi si era mostrato fin qui cauto verso le politiche di riarmo. <strong>L\u2019Italia<\/strong>, come detto, ma anche <strong>Belgio<\/strong>, <strong>Portogallo<\/strong> e <strong>Spagna<\/strong>. Il risultato complessivo \u00e8 che la spesa dell\u2019intera Nato (esclusi gli Stati Uniti) \u00e8 passata in tre anni dall\u2019<strong>1,6% del Pil<\/strong> del 2022 al <strong>2,27<\/strong>% atteso alla fine di quest\u2019anno.<\/p>\n<p>Come questo si traduca sulla vita di tutti i giorni dei cittadini europei e sulla capacit\u00e0 di spesa dei loro governi in politiche sociali \u00e8 visibile a occhio guardando il grafico successivo. Fatti <strong>costanti i prezzi<\/strong> del <strong>2021<\/strong>, in Italia la spesa militare pro capite \u00e8 passata dai <strong>392,7 dollari<\/strong> del <strong>2014<\/strong> ai <strong>793,3<\/strong> di quest\u2019anno. Il nostro Paese \u00e8 in buona compagnia: quasi tutti i governi hanno pi\u00f9 che raddoppiato l\u2019esborso, con baltici e nordici, neanche a dirlo, a guidare. Complessivamente, la Difesa dei <strong>32 Paesi Nato<\/strong> costava mediamente <strong>1.118 dollari<\/strong> a cittadino nel 2014. Ne coster\u00e0 <strong>1423<\/strong> e rotti alla fine del <strong>2025<\/strong>.<\/p>\n<p>Alla spesa non corrisponde tuttavia un incremento evidente del personale militare sul campo. Al contrario. Fatta eccezione per i soliti baltici e per il loro riarmo repentino, i paesi dell\u2019Europa centrale e mediterranea hanno gli stessi eserciti di dieci anni fa. Quello <strong>italiano<\/strong>, cos\u00ec come quello <strong>francese<\/strong>, <strong>spagnolo<\/strong> e <strong>britannico \u2013 <\/strong>cio\u00e8 il grosso della Difesa europea \u2013 sono calati per numero di effettivi.<\/p>\n<p>Fa eccezione la Germania, cresciuta di poco. Per mantenere costante il numero complessivo bisogna spostarsi ad <strong>Ankara<\/strong>: quello turco \u00e8 il secondo esercito per numeri assoluti dell\u2019Alleanza ed \u00e8 cresciuto in un decennio di 60mila unit\u00e0 fino a 481mila militari. Ma chi ha fatto un balzo ancora maggiore \u00e8 la <strong>Polonia. <\/strong>I militari sotto il comando di Varsavia sono pi\u00f9 che raddoppiati: da 99mila a 216mila. Complessivamente, quindi, l\u2019Alleanza atlantica poteva contare su 3,4 milioni di soldati alla fine del 2024. Di questi, 1,3 sono americani, di gran lunga il maggiore contingente. Poi come detto ci sono Turchia e Polonia. Un domani, stando agli annunci, Berlino dovrebbe superare quota 200mila militari e arrivare almeno a <strong>260mila<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Prima la guerra in Ucraina nel 2022, poi il secondo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca iniziato&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":77624,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-77623","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77623","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77623"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77623\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77624"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77623"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77623"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77623"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}