{"id":77667,"date":"2025-08-30T08:59:23","date_gmt":"2025-08-30T08:59:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/77667\/"},"modified":"2025-08-30T08:59:23","modified_gmt":"2025-08-30T08:59:23","slug":"500-euro-a-settimana-cosi-i-clan-fanno-affari-doro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/77667\/","title":{"rendered":"500 euro a settimana, cos\u00ec i clan fanno affari d&#8217;oro"},"content":{"rendered":"<p>Gruppi che offrono servizi &#8211; cellulari e droga &#8211; a pagamento. Non accade in una delle tante piazze di spaccio della Capitale, ma all&#8217;interno del carcere di Regina Coeli, dove ai detenuti basta pagare 500 euro per avere in &#8220;affitto&#8221; uno smartphone per una settimana. Il cellulare arriva dall&#8217;esterno, tramite il &#8220;lancio&#8221; o i droni &#8211; ovviamente va pagato anche il corriere &#8211; e non si tratta pi\u00f9 dei piccoli telefoni che venivano portati fisicamente dai visitatori dei detenuti, ma di dispositivi con tanto di connessione internet, dotati di schede intestate a insospettabili. Sarebbero diversi i gruppi che si occupano della gestione dei traffici di droga e telefoni, trovati in grande quantit\u00e0, insieme ad armi rudimentali, durante una perquisizione di pochi giorni fa a Regina Coeli. A far partire le indagini della procura di Roma la denuncia di un detenuto picchiato e tenuto in ostaggio per due giorni da altri quattro carcerati, per essersi rifiutato di nascondere uno degli smartphone. L&#8217;uomo, che si trovava nel carcere romano perch\u00e9 sottoposto a misura cautelare, \u00e8 ora a piede libero in attesa del processo ma sotto choc per quanto subito.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;incubo.<\/strong> La vicenda risale allo scorso luglio. L&#8217;uomo sente altri detenuti parlare dell&#8217;arrivo \u00abdi cellulari e droga tramite lancio\u00bb e un detenuto di un&#8217;altra cella gli chiede di \u00abnasconderne uno (telefono, ndr)\u00bb. Lui si rifiuta e &#8211; spiega &#8211; quattro detenuti iniziano \u00aba colpirmi con schiaffi e pugni\u00bb. A quel punto avverrebbe, secondo il racconto dell&#8217;uomo agli agenti della penitenziaria, il tentativo di estorsione: una chiamata alla madre con la richiesta di soldi, ma la donna non cede. Gli aggressori \u00abhanno ricominciato a picchiarmi e a farmi dei tagli sulla gamba destra tramite coltelli rudimentali\u00bb, sostiene l&#8217;uomo nella denuncia aggiungendo che \u00abterminata la socialit\u00e0 le violenze si sono momentaneamente interrotte\u00bb. L&#8217;incubo per lui per\u00f2 non finisce, per tutta la notte in due lo avrebbero sorvegliato dopo averlo legato al letto con delle lenzuola. Poi ancora botte, \u00absia a mani nude che con bastoni nella gamba e soprattutto nella testa\u00bb. Sarebbe rimasto cos\u00ec, in balia dei suoi aggressori, anche la mattina dopo, senza poter andare in bagno, mangiare, bere, muoversi. Le violenze per\u00f2 non terminano: \u00abMi hanno inserito &#8211; sostiene &#8211; due dita nell&#8217;occhio destro e hanno spinto tantissimo, pensavo di averlo perso\u00bb. Addormentatosi dopo che \u00abmi hanno messo in gola le pasticche\u00bb, continua a far finta di dormire finch\u00e9, trascorsi due giorni e mezzo, entra nella cella un poliziotto della penitenziaria: \u00abHo preso coraggio &#8211; mette a verbale &#8211; e mi sono buttato dal letto con tutto il materasso per chiedere aiuto\u00bb. Quindi la denuncia e la visita al pronto soccorso dell&#8217;ospedale Santo Spirito. Saranno pi\u00f9 di 20 per lui i giorni di prognosi. Dura la reazione dell&#8217;avvocato che lo assiste, Marco Valerio Verni: \u00abQuello che \u00e8 accaduto al mio assistito \u00e8 assurdo. Il carcere pu\u00f2 avere funzione educativa o preventiva ma in ogni caso deve garantire l&#8217;incolumit\u00e0 fisica dei detenuti. Ed \u00e8 altrettanto assurdo il fatto che chi \u00e8 in carcere abbia libero accesso ai cellulari e possa in questo modo continuare ad avere contatti con l&#8217;esterno e a delinquere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le indagini. <\/strong>In seguito alla denuncia presentata dall&#8217;uomo la Procura di Roma ha acceso un faro sul fenomeno dei telefonini e della droga all&#8217;interno delle carceri capitoline. E gi\u00e0 dai primi riscontri sta emergendo uno scenario ampio, sul quale gli inquirenti stanno valutando anche l&#8217;aspetto associativo. In particolare, si \u00e8 avuta conferma di gruppi di detenuti che offrono &#8220;servizi&#8221; a pagamento, come droga e possibilit\u00e0 di effettuare telefonate, con un vero e proprio &#8220;tariffario&#8221;. \u00abLe carceri sono completamente fuori controllo e vi \u00e8 una gestione del malaffare che si concretizza anche attraverso lo smercio di telefonini\u00bb, ha commentato Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria. \u00abDa quando \u00e8 stato introdotto il reato di detenzione e introduzione dei telefoni cellulari in carcere, \u00e8 triplicato il valore di mercato del telefonino all&#8217;interno del carcere e sono decuplicati i casi di ritrovamento dei telefoni cellulari\u00bb, conclude De Fazio.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Ogni giorno alle 16:00 le notizie dal quartiere<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gruppi che offrono servizi &#8211; cellulari e droga &#8211; a pagamento. 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