{"id":78773,"date":"2025-08-31T00:43:14","date_gmt":"2025-08-31T00:43:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/78773\/"},"modified":"2025-08-31T00:43:14","modified_gmt":"2025-08-31T00:43:14","slug":"le-droghe-nella-storia-e-nella-letteratura-tra-cannabis-cocaina-oracoli-e-visioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/78773\/","title":{"rendered":"Le droghe nella storia e nella letteratura, tra cannabis, cocaina, oracoli e visioni"},"content":{"rendered":"<p>Le <strong>droghe<\/strong> sono presenti da sempre nella storia e nella letteratura. E se pensiamo che siano stati i poeti maledetti a scoprire il richiamo di queste sostanze nell\u2019Ottocento, o ancora pi\u00f9 tardi musicisti degli anni Sessanta desiderosi di \u201caprire la mente\u201d, sbagliamo di grosso. <strong>Erodoto nel V secolo a.C. raccontava l\u2019uso che il popolo degli Sciti, nomadi delle steppe iraniche, faceva della cannabis<\/strong>: l\u2019intento era, secondo lo storico (anima candida), finalizzato all\u2019igiene personale, ma il risultato andava decisamente oltre. Per pulirsi il corpo, gli Sciti costruivano una specie di tenda con coperte di lana e al suo interno arroventavano pietre poste in una conca: \u00abdopo aver preso i semi di questa cannabis, si infilano sotto le coperte e poi gettano i semi sulle pietre roventi. Il seme gettato fa fumo ed emana un vapore tale che nessun bagno a vapore greco potrebbe vincerlo. Gli Sciti mandano urla di gioia, felici per questo bagno di vapore\u00bb.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 considerata <strong>la prima testimonianza letteraria dell\u2019uso della cannabis<\/strong> (il nome greco era lo stesso) per fini ricreativi. In realt\u00e0 la pianta era usata in Oriente, ma anche nel mondo classico, con scopi terapeutici; davvero curiosi sono gli usi suggeriti da <strong>Plinio il vecchio nella sua Naturalis Historia: \u00abSi dice che i semi di cannabis distruggano lo sperma.<\/strong> Il succo che si ricava da questa pianta fa espellere i piccoli vermi delle orecchie e qualunque altro parassita che si annidi in esse, ma provoca il mal di testa, ed ha tanta forza che versato nell\u2019acqua la fa coagulare; \u00e8 anche per questo che bevuto in acqua reca giovamento al ventre nelle bestie da soma. La radice, bollita in acqua, scioglie le articolazioni contratte, e cura la gotta, come pure attacchi simili. Sulle ustioni si applica cruda, ma cambiandola spesso, prima che si asciughi\u00bb. Meglio evitare di provare a casa. Non va dimenticato l\u2019oppio, il cui nome greco significa semplicemente \u201csucco\u201d: l\u2019estratto di papavero era usato spesso in medicina, ed \u00e8 alla base di <strong>quella nepente che Elena versa, secondo Omero, nei calici alla corte di Menelao per rilassare gli ospiti<\/strong>. E il papavero \u00e8 spesso raffigurato nelle mani di Morfeo, dio del sonno.<\/p>\n<p>Oracoli e visioni<\/p>\n<p>Ma forse prima ancora che come medicina, le droghe erano impiegate da sacerdoti, indovini e \u201cmaghi\u201d per vaticinare e facilitare la comunicazione con il divino. Cos\u00ec <strong>la Pizia, sacerdotessa di Apollo<\/strong>, secondo Plutarco, pronunciava i suoi responsi dopo essersi ritirata in una cella dove inalava un gas dolciastro, emanato da una sorgente sotterranea. Il gas provocava uno stato di trance talmente profondo da portare al delirio e, in alcuni casi, alla morte: <strong>si trattava, secondo alcuni, di etilene<\/strong>. Non era certo un caso isolato: pare che i Magi in Oriente assumessero l\u2019erba theangelis prima di divinare. Molto lontano da qui, nello spazio ma anche nel tempo, si collocano le visioni dei <strong>Nativi Americani<\/strong>: il peyote, per esempio, derivato da un cactus, stimolava attraverso la mescalina una sensazione di benessere accompagnata spesso da allucinazioni. Allucinazioni erano provocate, durante il medioevo, in Europa, da erbe stupefacenti, dalla <strong>segale cornuta alla cicuta, dalla belladonna al papavero<\/strong>: queste, spesso mischiate tra loro, erano sovente connesse agli episodi di \u201cstregoneria\u201d, utilizzate nei sabba e nei raduni delle streghe. Ma proprio nei cosiddetti \u201csecoli bui\u201d, che bui non erano poi tanto, l\u2019attivit\u00e0 dei monaci port\u00f2 a conoscere pi\u00f9 a fondo le propriet\u00e0 di queste ed altre sostanze. Gli studi dei frati sono descritti in maniera puntuale da <strong>Umberto Eco ne Il nome della rosa:<\/strong> Severino, l\u2019erborista del convento, illustra a Guglielmo e al giovane Adso le propriet\u00e0 medicinali e curative di molte piante. E non solo quelle. Alla domanda del ragazzo che gli chiede quali erbe provocano cattive visioni, Severino risponde: \u00abeh eh, il nostro novizio vuole sapere troppo. Queste sono cose che deve sapere solo l\u2019erborista, <strong>se no qualsiasi sconsiderato potrebbe andare in giro a somministrar visioni, ovvero a mentire con le erbe<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>I grandi autori<\/p>\n<p>Dalle <strong>visioni rituali all\u2019ispirazione artistica il passo \u00e8 breve<\/strong>. Cos\u00ec nell\u2019Ottocento romantico si diffuse tra scrittori e poeti una vera e propria moda: <strong>Baudelaire, Verlaine, Coleridge, Poe, Shelley, Keats, Scott<\/strong> sono solo alcuni dei nomi pi\u00f9 illustri che si possono ricollegare all\u2019uso di stupefacenti, senza dimenticare l\u2019italianissimo D\u2019Annunzio. E se i \u201cpoeti maledetti\u201d <strong>ricorrevano all\u2019oppio e all\u2019assenzio per creare i loro \u201cparadisi artificial<\/strong>i\u201d, i romanzieri hanno voluto inserire nella loro opera personaggi che, in modo pi\u00f9 o meno palese, fanno uso di droghe. Cos\u00ec Dumas racconta come il Conte di Montecristo, reduce da anni di viaggi in Oriente, avesse imparato non solo a servirsi di erbe, medicamenti e veleni, ma anche <strong>a domare i propri demoni con l\u2019aiuto dell\u2019hashish<\/strong>. Un altro famosissimo personaggio letterario ha grossi problemi di dipendenza: <strong>Sherlock Holmes aiuta la sua brillante mente con l\u2019uso della cocaina<\/strong>, che gli porta per\u00f2 allucinazioni e periodi di completa apatia. L\u2019uso di droga era, secondo alcuni commentatori, alla base delle trasformazioni del dottor Jekyll in Mr. Hyde: la pozione che beveva altro non era che un allucinogeno. Di certo a fare uso di sostanze era il suo creatore, Stevenson. Non c\u2019era consapevolezza di quanto le droghe potessero far male. Ma ci furono anche autorevoli voci capaci di denunciare i pericoli delle droghe. Tra queste, quella di <strong>Balzac<\/strong>, che nel Voyage de Paris \u00e0 Java cos\u00ec scriveva: \u00abL\u2019oppio assorbe tutte le energie umane, le convoglia in un punto solo, <strong>le prende, le sviluppa al quadrato o al cubo, le eleva a non saprei quale potenza<\/strong>, e consente a tutto l\u2019essere una creativit\u00e0 nel vuoto. Fa conferire a ogni senso il maggior piacere possibile, lo stimola, lo stanca, lo consuma; pertanto l\u2019oppio \u00e8 una morte certa\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le droghe sono presenti da sempre nella storia e nella letteratura. 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