{"id":79499,"date":"2025-08-31T11:27:10","date_gmt":"2025-08-31T11:27:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/79499\/"},"modified":"2025-08-31T11:27:10","modified_gmt":"2025-08-31T11:27:10","slug":"la-valle-dei-sorrisi-recensione-del-film-con-michele-riondino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/79499\/","title":{"rendered":"La valle dei sorrisi, recensione del film con Michele Riondino"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nCondividi  &#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n              &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n       &#13;<\/p>\n<p>Classe 1993, Paolo Strippoli \u00e8 uno dei pi\u00f9 unici che rari giovani autori gi\u00e0 inseriti nel circuito cinematografico italiano. Un nome di riferimento nel campo da gioco dell\u2019horror nostrano, con all\u2019attivo un film per piattaforma, A Classic Horror Story (in regia con Roberto De Feo), un apprezzato incubo familiare come Piove, e adesso \u2013 mentre sta lavorando alla sua quarta pellicola, L\u2019estranea \u2013 una pellicola come \u201cLa valle dei sorrisi\u201d nel Fuori Concorso al Festival di Venezia 2025.<\/p>\n<p>Un\u2019opera, al cinema dal 17 settembre con Vision Distribution, che si posiziona sulle traiettorie del folk horror e dei racconti sull\u2019occulto, che non cerca lo shock facile ma lavora lentamente, subdola sottopelle.<\/p>\n<p>Di cosa parla La valle dei sorrisi<\/p>\n<p>Alla base della sceneggiatura di Strippoli, Jacopo Del Giudice e Milo Tissone c\u2019\u00e8 una grande intuizione: a Remis, un remoto paesino immerso tra le montagne del nord Italia, nessuno \u00e8 triste. \u201cA noi piacciono i sorrisi\u201d dice qualcuno (Romana Maggiora Vergano) a Sergio Rossetti (Michele Riondino), professore di educazione fisica ed ex campione di judo che arriva qui per una supplenza e con un trauma feroce sepolto nel passato.<\/p>\n<p>Un cancro emotivo che lo consuma e lo insudicia. Basta guardarlo, non si cambia d\u2019abito, si sente che puzza di sudore e di alcol. \u00c8 accolto con gli onori, ma non va a genio a tutti quanti. Soprattutto nel momento in cui questa sua tristezza cronica sembra mettere a repentaglio la serenit\u00e0 esibita delle persone del posto. \u201cA noi piacciono i sorrisi\u201d. Ma che vuol dire?<\/p>\n<p>Facendo rima alla condizione di estrema medicalizzazione della nostra societ\u00e0, che ambisce a vivere senza dolore, a performare la felicit\u00e0 ed esorcizzare il male scegliendosi panacee momentanee e distensioni di facciata, La valle dei sorrisi disvela il suo oggetto indecifrabile. \u00c8 un ragazzo, Matteo (Giulio Feltri, volto interessante), che si fa catalizzatore di tutti i mali. Basta toccarlo e il malessere di vita sfuma via. Perch\u00e9 se si pu\u00f2 stare bene, non si vuole di certo tornare a stare male.<\/p>\n<p>L\u2019orrore \u00e8 quello che striscia dentro<\/p>\n<p>Quello di Strippoli \u00e8 un orrore a basso voltaggio (niente jumpscare, semmai una latente angoscia), dove il regista lavora ancora sul rimosso, sulle cose che annegano dentro e trascinano gi\u00f9. L\u2019architrave \u00e8 nel rapporto tra padri e figli e infatti Sergio non impiegher\u00e0 molto ad avvicinarsi a Matteo (gli ricorda qualcuno), a prendersi pena per questo idolo che \u00e8 corpo sacrificale. Anche a costo di mettersi contro la rete di sfruttamento religioso-politica che su Matteo lucra, guidata dall\u2019untuoso padre del ragazzo (Paolo Pierobon), che fuma lo svapo e prende appuntamenti con audio su WhatsApp.<\/p>\n<p>Strippoli \u00e8 uno a cui piace mettere le cose sempre bene al centro dell\u2019inquadratura, per poi storcere gli angoli, squagliare gli orizzonti prossimi e intercettare lungo il racconto le ambiguit\u00e0 dei suoi protagonisti \u2013 per dire, anche Sergio \u201cutilizza\u201d i poteri miracolosi di Matteo. Forse cos\u00ec facendo, in particolar modo nella prima met\u00e0, guida un po\u2019 troppo lo spettatore, lo prende per mano e indirizza su chi \u00e8 cosa. Sotto un certo punto di vista \u00e8 come se non ci fosse davvero spazio per il mistero dentro il mistero. Anche nel momento in cui presenta la natura silenziosa e introflessa di Matteo, circoscrivendone ci\u00f2 che davvero pensa e che arriver\u00e0 a fare nella dimensione abbastanza trita di un&#8217;identit\u00e0 repressa.\u00a0<\/p>\n<p>Una scelta volta a razionalizzare (\u00e8 in fondo un dichiarato horror dei traumi, lo abbiamo detto), ma che come rovescio ha il depotenziare il portato di disturbo a cui un&#8217;opera tale avrebbe potuto ambire, soprattutto nel momento in cui si avvia verso un finale dove le cose si fanno davvero inquietanti e scomode.<\/p>\n<p>E pure in ambito risoluzione il film sconta il non lavorare in maniera chiara sulla chiusura, impantanandosi nel problema di scene conclusive che si susseguono con toni definitivi e contraddittori una dopo l\u2019altra. Il finale vero e proprio, nonostante sia apprezzabile per la capacit\u00e0 di rifuggire il conciliatorio, sgomita e si raccorda male a livello narrativo con ci\u00f2 che lo precede. Andando cos\u00ec a storcere in parte la portata dell\u2019impatto non da poco con cui si lascerebbe la felice, ma catatonica, valle di Remis.<\/p>\n<p>Voto: 6.5\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>undefined<\/p>\n<p>       &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n               &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n   &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n                  &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Condividi &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":79500,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[689,203,454,204,1537,90,89,59171,59172,1521,688,59173],"class_list":{"0":"post-79499","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-blog","9":"tag-entertainment","10":"tag-film","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-la-valle-dei-sorrisi","16":"tag-la-valle-dei-sorrisi-recensione","17":"tag-movies","18":"tag-opinioni","19":"tag-recensione-la-valle-dei-sorrisi"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79499","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=79499"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79499\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/79500"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79499"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=79499"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=79499"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}