{"id":79593,"date":"2025-08-31T12:55:10","date_gmt":"2025-08-31T12:55:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/79593\/"},"modified":"2025-08-31T12:55:10","modified_gmt":"2025-08-31T12:55:10","slug":"scuola-in-italia-nove-edifici-su-dieci-non-sono-in-regola-con-le-certificazioni-di-sicurezza-la-denuncia-del-dossier-di-tuttoscuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/79593\/","title":{"rendered":"Scuola, in Italia nove edifici su dieci non sono in regola con le certificazioni di sicurezza: la denuncia del dossier di Tuttoscuola"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Gian Antonio Stella<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Sono 3.588 le strutture scolastiche non a norma, prive quindi dell&#8217;adeguata documentazione. A questi edifici mancano le credenziali di sicurezza per i rischi sismici e idrogeologici ma anche i certificati di agibilit\u00e0 e i piani di evacuazione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abZero tituli\u00bb. Eccole qui, per dirla con Jos\u00e9 Mourinho,<b> le credenziali sulla sicurezza sismica e idrogeologica che offrono 3.588 edifici dove studiano o lavorano 700 mila italiani<\/b>. Per legge dovrebbero fornire tutti cinque certificazioni: 1) Documento di valutazione dei rischi. 2) Certificato di agibilit\u00e0. 3) Omologazione della caldaia termica. 4) Certificato di prevenzione incendi. 5) Piano di evacuazione. Ma quasi una su dieci non ci ha mai pensato. Peggio ancora: <b>nove su dieci, denuncia un agghiacciante dossier di Tuttoscuola, non hanno le carte in regola.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non si tratta di polverosi moduli burocratici: si tratta di sicurezza. Di salute pubblica. Di rischi sulla pelle di bimbi e adolescenti, maestre e professori, bidelli e segretarie. <b>In un Paese che ha il primato assoluto europeo delle frane (636.430) e ha registrato sul solo Appennino<\/b>, nell\u2019ultimo secolo, 37 <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/opinioni\/16_agosto_31\/terremoti-norme-palude-regole-regolette-67e53018-6eeb-11e6-adac-6265fc60f93f.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">terremoti<\/a> superiori a 5,5 gradi della scala Richter. Un paese ad alto rischio governato troppo spesso in modo spensierato. Basti ricordare che quattro scuole su dieci si trovano in zona a media o elevata sismicit\u00e0 eppure nell\u201985% dei casi sono state tirate su senza criteri antisismici nonostante i primi ammonimenti di Pirro Ligorio risalgano al 1570. O che una su cinque (il 21,4%) <b>\u00absi trova in zona a rischio idrogeologico\u00bb<\/b>.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sono decenni che chi ha la testa sul collo lo sa. Lo scriveva nel lontano 1977 (\u00abL&#8217;Italia annega nell&#8217;imprevidenza\u00bb) il nostro Antonio Cederna: \u00ab<b>Mentre si fa il bilancio dei danni e si cerca di correre ai ripari, l\u2019ennesima catastrofica alluvione d\u2019autunno suggerisce un\u2019osservazione elementare<\/b>: lo sfascio dell\u2019Italia ha la sua causa vera nell\u2019impermeabilit\u00e0 dei politici, governanti e amministratori locali ai problemi della difesa del suolo e dell\u2019ambiente, cos\u00ec come il suolo d\u2019Italia \u00e8 stato reso impermeabile dal dissennato disboscamento, dall\u2019indiscriminata cementificazione e asfaltatura di pianure, litorali, colline, e quindi non \u00e8 pi\u00f9 in grado di assorbire e smaltire le piogge\u00bb. <b>Per non dire, appunto, delle \u00abinquietudini\u00bb sismiche.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Eppure solo trent\u2019anni fa, nel gennaio \u201896, fu varata la legge che imponeva un\u2019anagrafe dell\u2019edilizia scolastica. E altri vent\u2019anni quasi passarono perch\u00e9 questa arrivasse faticosamente a compimento. <b>Rileggiamo in Storia d\u2019Italia e delle catastrofi i ricordi di Erasmo d\u2019Angelis e Mauro Grassi<\/b>, di Italia Sicura, sulla loro esperienza di \u00abmenefreghismo e pressapochismo\u00bb mentre cercavano \u00abi fondi stanziati per l\u2019edilizia scolastica\u00bb: \u00abBallava persino il numero degli edifici scolastici presenti sul territorio nazionale. <b>Erano diversi da una fonte istituzionale all\u2019altra<\/b>. Se l\u2019Istat ne segnalava 49.990, l\u2019indagine della Commissione VII della Camera dei Deputati si fermava a 42.000, il Ministero dell\u2019Istruzione garantiva che fossero un migliaio in meno, la Protezione Civile si fermava a 34.000\u00bb. L\u2019unica \u00abcertezza su cui tutti concordavano era la cifra dell\u2019investimento complessivo che serviva per metterle al sicuro: 13 miliardi di euro\u00bb. Allora. Ma adesso? Con i vecchi edifici ancor pi\u00f9 invecchiati? <b>E con gli investimenti specifici calati dal 2,7% complessivo dei primi anni Duemila all\u20191,4%? <\/b>Qual \u00e8 il quadro generale se il XXIII Rapporto sicurezza, qualit\u00e0, accessibilit\u00e0 in asili nido, scuole, universit\u00e0 in uscita di Cittadinanza Attiva segnala negli ultimi due anni 138 crolli (mai cos\u00ec tanti) di soffitti e calcinacci nelle aule italiane?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSono oltre sette milioni gli alunni delle scuole statali di ogni ordine e grado che tra pochi giorni riempiranno di vita i 39.993 (per la prima volta meno di 40 mila) edifici scolastici italiani\u00bb, scrive Tuttoscuola: \u00ab<b>Vi trascorreranno oltre duecento giorni, per un totale in media di mille ore. <\/b>Con loro (e per loro), sotto lo stesso tetto, un milione tra docenti, dirigenti, personale amministrativo e collaboratori\u00bb. Otto milioni di persone. Quanto \u00aba rischio\u00bb? Boh&#8230; Questo \u00e8 il punto.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Scuola, in Italia nove edifici su dieci non sono in regola con le certificazioni sismiche: la denuncia del dossier di Tuttoscuola\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/68b425b7479ef.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/68b425b7479ef.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Spulciando gli Open Data dell\u2019Anagrafe nazionale edilizia scolastica che analizzano \u00abper la prima volta la situazione a livello di singolo edificio\u00bb, infatti, Giovanni Vinciguerra e il suo staff hanno accertato che \u00ab36.088 edifici scolastici (cio\u00e8 9 su 10) sono privi di una o pi\u00f9 certificazioni obbligatorie. <b>Insomma, o non sono stati fatti i collaudi (oppure, peggio, non sono stati superati), o non sono stati elaborati i piani che valutano i rischi e stabiliscono le regole d\u2019evacuazione<\/b>\u00bb. E ci\u00f2 a fronte d\u2019una \u00abanzianit\u00e0 media che s\u2019avvicina a sessant\u2019anni\u00bb degli immobili che in 1.526 casi \u00absono stati costruiti prima del 1920\u00bb magari per altri usi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I pi\u00f9 \u00abdiscoli\u00bb (per usare un termine che suona scolastico) cio\u00e8 quelli che se ne sono infischiati di tutti ma proprio tutti i certificati pretesi, sono con lodevoli eccezioni un po\u2019 ovunque ma \u00ab<b>per due terzi si concentrano nel Mezzogiorno, dove \u00e8 situato solo il 38% del totale degli edifici scolastici<\/b>\u00bb. Pi\u00f9 sorprendente, per\u00f2, \u00e8 che spesso l\u2019essere pi\u00f9 esposti a a questo o quel pericolo non pare aver spinto i responsabili di quelle strutture, comunali o provinciali a seconda del tipo di scuola, ad avere una consapevolezza di questi rischi, a farsene carico e a dotarsi dei documenti indispensabili. Cosa che ogni cittadino presumibilmente farebbe se solo volesse farsi una polizza d\u2019assicurazione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00ab<b>A 23 anni dalla tragedia di San Giuliano di Puglia, a 16 anni dal <a href=\"\">terremoto de L\u2019Aquila<\/a> e a 9 da quello di Amatrice, qual \u00e8 lo stato delle certificazioni antisismiche negli edifici scolastici italiani?<\/b>\u00bb, si chiede Tuttoscuola. E risponde: \u00abIl Certificato di collaudo statico (o certificato di idoneit\u00e0 statica, CIS) attesta la sicurezza di un fabbricato dal punto di vista strutturale: \u00e8 posseduto da poco pi\u00f9 della met\u00e0 degli edifici. Se la media nazionale \u00e8 del 53%, ci si aspetterebbe che nelle scuole delle zone 1 e 2, pi\u00f9 a rischio, la media sia molto superiore. E invece meno della met\u00e0 possiedono il certificato di collaudo statico\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Pochi dati illuminanti: \u00abSolo il 37,2% degli edifici scolastici dispone del certificato di agibilit\u00e0\u00bb con punte di eccellenza in Val d\u2019Aosta (87,8% di edifici agibili) e di insipienza nelle isole e nel Lazio (12,7%). <b>\u00abSolo il 33,8% delle scuole dispone del certificato di prevenzione incendi\u00bb<\/b>. Per non dire del \u00abprogetto antisismico\u00bb cio\u00e8 \u00abla carta d\u2019identit\u00e0 strutturale di un edificio costruito in zona sismica\u00bb che \u00abserve a dimostrare che la scuola sar\u00e0 in grado di resistere a un terremoto secondo le normative vigenti: ne dispongono il 12,7% degli edifici scolastici (circa 5 mila su 40 mila) ma in Abruzzo\u00bb, terra di storici terremoti ad Avezzano o L\u2019Aquila, \u00absolo il 10,8%\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel report, chiude la rivista di Vinciguerra, <b>\u00abci sono alcuni \u201ccarotaggi\u201d in zone in cui l\u2019allarme sismico \u00e8 particolarmente forte con evidenze che fanno rabbrividire\u00bb<\/b>. Esempio: nell\u2019area vesuviana, su 130 edifici che ospitano 279 scuole, quelli che hanno la certificazione di collaudo statico sulle condizioni di sicurezza delle strutture portanti sono solo 40. Tutti gli altri, \u00abpari quasi al 70%, ne sono privi\u00bb. In bocca al lupo&#8230;<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">***Riceviamo e pubblichiamo<br \/>Fonti ministeriali fanno notare che i dati di Tuttoscuola sono presi dall&#8217;anagrafe dell&#8217;edilizia scolastca e fanno riferimento al 2023 2024: non tengono conto dell&#8217;enorme lavoro in atto su oltre 10 mila edifici scolastici, grazie ai fondi Pnrr a cui sono stati aggiunti importanti fondi ministeriali (circa 1\/3 del totale degli interventi di messa in sicurezza) per il pi\u00f9 grande piano di intervento mai fatto per la scuola italiana. In sostanza sono state avviate opere sul 22% del patrimonio edilizio scolastico per recuperare una incuria che dura da 60 anni, i risultati saranno misurabili solo tra qualche anno. Inoltre le fonti ministeriali ricordano che la responsabilit\u00e0 degli interventi antisismici ecc sulle scuole \u00e8 degli Enti locali.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">***N\u00e9 Tuttoscuola n\u00e9 il Corriere hanno addebitato la situazione indecorosa al ministro attuale- replica Stella- Del resto viene citato un articolo di Cederna scritto quando Valditara faceva l\u2019asilo. Certo: sono problemi antichi dei quali si sono occupati per decenni (male) governi e ministri di destra e di sinistra. Quanto ai dati 2023\/2024 erano gli unici completi, peraltro forniti dal ministero solo il 14 luglio scorso. Praticamente ieri mattina. Non dubitiamo dell\u2019\u00abenorme lavoro su oltre 10.000 edifici scolastici\u00bb su citati che richiedono tempo: quando si vedranno i risultati, evviva. A proposito delle cinque certificazioni monche, comunque, due competono agli organi periferici che fanno capo al ministero. Se ricevessero una spintarella d\u2019incoraggiamento\u2026 (G.A.S.)<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-08-31T14:54:21+02:00\">31 agosto 2025 ( modifica il 31 agosto 2025 | 14:54)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Gian Antonio Stella Sono 3.588 le strutture scolastiche non a norma, prive quindi dell&#8217;adeguata documentazione. 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