{"id":79909,"date":"2025-08-31T17:32:15","date_gmt":"2025-08-31T17:32:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/79909\/"},"modified":"2025-08-31T17:32:15","modified_gmt":"2025-08-31T17:32:15","slug":"gli-usa-hanno-gia-tutto-il-necessario-ma-lo-gettano-nei-rifiuti-lo-studio-della-rivista-science","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/79909\/","title":{"rendered":"gli USA hanno gi\u00e0 tutto il necessario ma lo gettano nei rifiuti. Lo studio della rivista &#8216;Science&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019approvvigionamento di <strong>minerali critici<\/strong> \u00e8 diventato uno degli aspetti centrali per la sicurezza economica e tecnologica delle nazioni moderne. Tra questi, minerali come<strong> litio, cobalto, gallio e terre rare,<\/strong> tra cui <strong>neodimio<\/strong> e <strong>ittrio,<\/strong> sono essenziali per la produzione di batterie per veicoli elettrici, dispositivi elettronici, tecnologie difensive, e per l\u2019energia rinnovabile. Ma un nuovo studio condotto dalla Colorado School of Mines ha rivelato una realt\u00e0 sconvolgente: gli Stati Uniti hanno gi\u00e0 a tiro tutte le risorse minerarie necessarie per soddisfare la domanda interna di questi materiali, ma non le stanno sfruttando. Anzi: le abbandonano come scarti.<\/p>\n<p>L\u2019analisi, \u201cBy-product recovery from US metal mines could reduce import reliance for critical minerals\u201d, pubblicata nella rivista Science, ha preso in considerazione le operazioni minerarie americane ora attive, concentrandosi sui sottoprodotti che vengono attualmente scaricati e abbandonati a breve distanza dalle miniere. A partire dalle estrazioni di metalli come oro e zinco, il team di ricercatori ha costruito un database che incrocia la produzione annuale con la concentrazione geochimica dei minerali critici nei materiali estratti.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 sorprendente: ogni anno, una quantit\u00e0 significativa di minerali critici finisce tra i \u201ctailings\u201d (scarti) delle miniere, senza essere recuperata, ma con questa gli Stati Uniti potrebbero facilmente evitare importazioni estere di questi stessi minerali. <strong>Elizabeth Holley,<\/strong> professoressa associata di ingegneria mineraria alla Colorado School of Mines e principale autrice dello studio, ha spiegato che il problema non \u00e8 la carenza di risorse, ma la difficolt\u00e0 di recuperarle: \u201c\u00c8 come estrarre il sale dall\u2019impasto del pane; abbiamo bisogno di molta pi\u00f9 ricerca e sviluppo per rendere il recupero di questi minerali economicamente fattibile\u201d.<\/p>\n<p>I minerali critici ignorati<\/p>\n<p>Tra i minerali critici di maggiore interesse, il <strong>cobalto,<\/strong> utilizzato principalmente nelle batterie per veicoli elettrici, emerge come uno dei pi\u00f9 emblematici. Il cobalto \u00e8 un sottoprodotto delle miniere di nichel e rame, ma solo una piccola percentuale di esso viene effettivamente recuperata. Se si riuscisse a estrarre anche solo il 10% del cobalto attualmente scartato e non recuperato, gli <strong>Stati Uniti<\/strong> avrebbero sufficiente materiale per soddisfare l\u2019intero mercato delle batterie americane. Altri minerali importanti, come il <strong>germanio<\/strong> (impiegato in elettronica e per le ottiche infrarosse, tra cui sensori per missili e satelliti), potrebbero essere recuperati da miniere di <strong>zinco<\/strong> e <strong>molibdeno.<\/strong> Se si riuscisse a recuperare meno dell\u20191% del germanio attualmente scartato, gli Stati Uniti non avrebbero bisogno di importarne per soddisfare le necessit\u00e0 dell\u2019industria. L\u2019analisi si \u00e8 concentrata su 70 elementi utilizzati in applicazioni che spaziano dall\u2019elettronica di consumo (come i telefoni cellulari) ai dispositivi medici, ai satelliti, all\u2019energia rinnovabile e ai jet da combattimento. I risultati mostrano che gli unici due metalli che l\u2019industria mineraria degli Stati Uniti non avrebbe a sufficienza per soddisfare la domanda interna sono platino e palladio, che dovrebbero comunque essere importati.<\/p>\n<p>Implicazioni economiche, geopolitiche e ambientali<\/p>\n<p>Ampliando lo sguardo sul resto del pianeta, il recupero di minerali critici dai <strong>\u201ctailings\u201d<\/strong> potrebbe non solo ridurre la dipendenza di ciascun Paese dagli approvvigionamenti esteri, ma anche produrre effetti positivi sull\u2019intero ambiente. I \u201ctailings\u201d minerari sono sempre fonte di contaminazione ambientale, quindi, invece di gettarli a breve distanza dalle miniere, il recupero di minerali critici ridurrebbe l\u2019impatto ambientale, mentre i residui rimanenti potrebbero essere riutilizzati in altri settori industriali, come quello delle costruzioni. Tuttavia, come sottolineato da <strong>Holley,<\/strong> l\u2019adozione di tecnologie di recupero pi\u00f9 efficienti richiede significativi investimenti in ricerca, sviluppo e politiche adeguate: \u201cOra che sappiamo quali siti hanno il potenziale di recupero pi\u00f9 efficace e meno costoso, dobbiamo condurre analisi dettagliate dei minerali e testare le tecnologie di recupero specifiche per ciascuno di essi\u201d. Per rendere questi progetti economicamente vantaggiosi, \u00e8 cruciale anche che le politiche incentivino gli operatori minerari a integrare infrastrutture di trattamento aggiuntive. Oggi, il valore di mercato di questi minerali potrebbe non essere sufficiente a giustificare gli investimenti, se non vi \u00e8 un adeguato supporto politico.<\/p>\n<p>Verso un futuro pi\u00f9 autosufficiente \u2026 e meno bellicoso?<\/p>\n<p>Il recupero dei <strong>minerali critici<\/strong> non \u00e8, quindi, solo una questione di efficienza economica, ma una questione di sicurezza nazionale e indipendenza geopolitica. Con il mondo sempre pi\u00f9 dipendente da questi materiali per alimentare l\u2019industria delle tecnologie avanzate e della difesa, gli <strong>Stati Uniti<\/strong> potrebbero, se solo ottimizzassero il recupero dei minerali gi\u00e0 estratti, ridurre drasticamente la propria vulnerabilit\u00e0 nei confronti di paesi come la <strong>Cina,<\/strong> che attualmente detiene il predominio sulle forniture globali di<strong> terre rare. <\/strong>Oggi la stragrande maggioranza del <strong>litio<\/strong> consumato in USA proviene da<strong> Australia, Cile<\/strong> e <strong>Cina,<\/strong> mentre il <strong>cobalto<\/strong> proviene principalmente dalla<strong> Repubblica Democratica del Congo<\/strong>. Sebbene garantire una fornitura domestica di materiali rari o critici sia stato un obiettivo di politica degli Stati Uniti per decenni, la spinta per ottenere questa autosufficienza si \u00e8 intensificata negli ultimi anni. La storica legislazione sul clima dell\u2019ex presidente<strong> Joe Biden<\/strong>, l\u2019<strong>Inflation Reduction Act del 2022,<\/strong> includeva incentivi per la produzione nazionale di minerali critici, e quest\u2019anno, l\u2019attuale presidente e \u201cfuturo Nobel per la pace\u201d ha firmato un ordine esecutivo che invoca addirittura i poteri di guerra, permettendo una maggiore concessione di terreni e l\u2019estrazione di minerali su terreni federali.<\/p>\n<p>\u201cLa nostra sicurezza nazionale ed economica \u00e8 ora minacciata in modo acuto dalla nostra dipendenza dalla produzione mineraria di potenze straniere ostili\u201d, recita l\u2019ordine. \u201c\u00c8 imperativo per la nostra sicurezza nazionale che gli Stati Uniti intraprendano azioni immediate per facilitare la produzione mineraria domestica al massimo livello possibile\u201d. Trump ha reso i minerali critici una pietra angolare del suo ricatto verso <strong>l\u2019Ucraina<\/strong> ma anche delle sue mire espansionistiche verso il <strong>Canada<\/strong> e la <strong>Groenlandia.<\/strong> Anche se, forse, minacciare di annetterli agli USA non \u00e8 il miglior biglietto da visita per candidarsi al Nobel. Nel frattempo, la <strong>Russia<\/strong> \u2013 a prescindere dai 18 pacchetti di sanzioni europee che l\u2019hanno presa di mira \u2013 si guarda bene dall\u2019esportare quantit\u00e0 significative di minerali critici alla UE ed all\u2019 Occidente. In parallelo, la <strong>Cina<\/strong> ha recentemente ampliato i controlli sulle esportazioni di<strong> metalli<\/strong> e<strong> terre rare<\/strong>, sottolineando la natura precaria del mercato globale.<\/p>\n<p>In conclusione, la chiave per il futuro dell\u2019approvvigionamento di<strong> minerali critici <\/strong>degli <strong>Stati Uniti<\/strong> \u00e8 nelle loro mani. Il prossimo passo sarebbe un impegno serio in ricerca e politiche pubbliche per garantire che questi minerali vengano recuperati in modo efficiente e sostenibile. Con queste azioni, gli USA potrebbero soddisfare la propria domanda interna e diventare un attore geopolitico ancora pi\u00f9 forte e meno dipendente da importazioni strategiche. Le <strong>lobbies minerarie<\/strong> che influenzano profondamente l\u2019Amministrazione, stanno valutando con che velocit\u00e0 recupererebbero gli investimenti connessi con questi progetti, che chiaramente oggi non godrebbero di alcun incentivo ambientale. Se il risultato sar\u00e0 positivo, si tratter\u00e0 di adulare e pilotare Donald fino alla firma di un conveniente ordine esecutivo.<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" alt=\"Avatar photo\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/WhatsApp-Image-2025-06-05-at-12.40.14.webp.webp\"  class=\"avatar avatar-80 photo\" height=\"80\" width=\"80\" decoding=\"async\"\/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/p>\n<p>Chimico industriale, Chimico teorico, Giornalista, Comunicatore scientifico con una grande passione per la storia e per la ricerca in campo energetico. Autore di 900 analisi, saggi, articoli di divulgazione e di circa 100 articoli scientifici, brevetti, conferenze, contributi a congressi, 2 libri.<\/p>\n<p class=\"copyright-notice\">\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\tLuca Longo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019approvvigionamento di minerali critici \u00e8 diventato uno degli aspetti centrali per la sicurezza economica e tecnologica delle nazioni&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":79910,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,59471,1537,90,89,36963,410],"class_list":{"0":"post-79909","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-cobalto","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-minerali","15":"tag-usa"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79909","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=79909"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79909\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/79910"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79909"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=79909"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=79909"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}