{"id":80993,"date":"2025-09-01T09:56:09","date_gmt":"2025-09-01T09:56:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/80993\/"},"modified":"2025-09-01T09:56:09","modified_gmt":"2025-09-01T09:56:09","slug":"lazzardo-non-e-un-gioco-ma-gli-spot-mirano-ai-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/80993\/","title":{"rendered":"L\u2019azzardo non \u00e8 un gioco. Ma gli spot mirano ai giovani"},"content":{"rendered":"<p>Paul-Emmanuel Bassieres, 24 anni, ha piazzato la sua prima scommessa a soli 16 anni. Quel giorno, spinto dalla curiosit\u00e0 e dai suoi amici, decise di puntare dieci euro su una partita di calcio. La fortuna fu dalla sua parte: Bassieres vinse quella prima scommessa. Cos\u00ec continu\u00f2 a giocare,\u00a0e a vincere. Entro la fine della giornata, quei dieci euro erano diventati 350.<\/p>\n<p>\u00abFu una sensazione incredibile. Per la prima volta nella mia vita mi sono sentito finalmente ricco\u00bb, ricorda. \u00c8 seduto su una panchina fuori dall\u2019universit\u00e0 Sorbonne-Paris-Nord di Saint-Denis, bevendo una birra con un amico in un gioved\u00ec pomeriggio.<\/p>\n<p>Per molti anni, Bassieres ha scommesso solo occasionalmente. Ogni tanto pubblicava le sue vittorie sui social media, e cos\u00ec le persone iniziarono a contattarlo per chiedergli consigli su dove puntare i propri soldi. Persino sua madre inizi\u00f2 a chiedergli di scommettere per suo conto. \u00abSe \u00e8 in difficolt\u00e0 mi d\u00e0 20 o 30 euro e mi chiede di scommettere. Si fida di me\u00bb, spiega.<\/p>\n<p>Bassieres ha continuato a giocare sempre pi\u00f9 spesso, fino a cadere nella dipendenza all\u2019inizio dei suoi vent\u2019anni. Arrivava a scommettere fino a 600 euro alla volta, e vincere non era pi\u00f9 un piacere: era diventato una necessit\u00e0.<\/p>\n<p> Dietro le pubblicit\u00e0<\/p>\n<p>In Italia le pubblicit\u00e0 al gioco d\u2019azzardo sono illegali dal 2018, quando fu introdotto il decreto Dignit\u00e0. Al contrario, in <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/francia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Francia<\/a> queste pubblicit\u00e0 sono legali e possono essere trovate praticamente ovunque. Le societ\u00e0 del settore aumentano le spese dedicate alle campagne di marketing, con poche restrizioni sul volume di pubblicit\u00e0 e sui tipi di media dove queste possono essere trasmesse.<\/p>\n<p>Le restrizioni principali riguardano i contenuti dei messaggi trasmessi dagli operatori. Dal 2020 \u00e8 vietato presentare il gioco d\u2019azzardo come un modo per guadagnarsi da vivere o ottenere successo sociale, cos\u00ec come utilizzare minori o, pi\u00f9 in generale, fare riferimento al loro \u2018universo\u2019 nelle campagne pubblicitarie.<\/p>\n<p>Eppure uno studio pubblicato dall\u2019Osservatorio francese sulle droghe e le tendenze additive (Ofdt), che ha analizzato oltre 100 pubblicit\u00e0 diffuse dopo il 2020, evidenzia che la legalit\u00e0 di alcuni contenuti pubblicitari \u00abpu\u00f2 essere messa in discussione\u00bb. In alcuni casi, secondo lo studio, il gioco viene ancora presentato come un \u00abmezzo per ottenere successo sociale\u00bb; in altri sono presenti riferimenti a videogiochi o cartoni animati.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 particolarmente evidente nella Seine-Saint-Denis, il dipartimento con il pi\u00f9 alto tasso di povert\u00e0 nella Francia continentale. Secondo un recente studio, un terzo dei giovani del dipartimento di et\u00e0 compresa tra i 13 e i 25 anni ha gi\u00e0 scommesso. Tra i 13 e i 17 anni, l\u201984 per cento\u00a0ha dichiarato di essere stato recentemente esposto a pubblicit\u00e0 sul gioco d\u2019azzardo.<\/p>\n<p>\u00abLa sensazione di essere poco protetti \u00e8 molto forte tra i giovani\u00bb\u00a0afferma Thomas Amadieu, professore alla scuola di commercio Essca di Parigi e autore dello studio. \u00abLa stragrande maggioranza pensa che ci siano troppe pubblicit\u00e0. Pensano di essere male informati\u00bb,\u00a0spiega il ricercatore.<\/p>\n<p> Vincere e perdere<\/p>\n<p>Lancelot Di Matteo, 25 anni, \u00e8 seduto accanto a Bassieres con una birra in mano. Alcuni anni fa, ispirato dalle vincite del suo amico, ha trascorso un mese a scommettere compulsivamente, convinto di poter vincere anche lui.<\/p>\n<p>Eppure Di Matteo non \u00e8 stato altrettanto fortunato. Alla fine di quel mese aveva perso 150 euro, senza vincere nemmeno una scommessa. \u00abHo capito che non ci avrei mai guadagnato, e ho smesso subito\u00bb, dice.<\/p>\n<p>Il desiderio di guadagnare soldi rapidamente \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/fatti\/ludopatia-giovani-y9o6nez1\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">una delle motivazioni principali tra i giovani giocatori<\/a> nel dipartimento, assieme alla speranza di cambiare vita e diventare ricchi. Questa narrativa pu\u00f2 essere alimentata anche dalle pubblicit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 cos\u00ec facile scommettere che le persone iniziano molto presto, quando hanno 15 o 16 anni, a volte anche 14. A poco a poco, il gioco diventa la loro unica fonte di reddito\u00bb\u00a0spiega M\u00e9lanie Longby, 19 anni e residente a Saint-Denis. Insieme all\u2019associazione Je suis l\u2019Autre e ai suoi compagni del liceo professionale Bartholdi, Longby ha prodotto due video parodici per sfidare questa narrativa.<\/p>\n<p>Cofinanziate dal dipartimento della Seine-Saint-Denis e diffuse nel 2024, le parodie sono diventate una campagna di sensibilizzazione chiamata Loosamax, un gioco di parole sul nome del sito di scommesse francese Winamax, le cui pubblicit\u00e0 hanno ispirato i video.<\/p>\n<p>Longby sa bene che le pubblicit\u00e0 possono raggiungere anche i pi\u00f9 giovani. Suo fratello di 17 anni ha iniziato a scommettere quando ne aveva 15, ed \u00e8 convinta che le pubblicit\u00e0 abbiano avuto un ruolo chiave nel farlo avvicinare al gioco d\u2019azzardo. \u00ab\u00c8 un problema stupido. Si potrebbe evitare facilmente, ma c\u2019\u00e8 cos\u00ec tanta pubblicit\u00e0 ingannevole che finisci inevitabilmente per essere esposto\u00bb, dice.\u00a0Winamax e Betclic, le cui pubblicit\u00e0 sono state analizzate nello studio dell\u2019Ofdt, hanno declinato l&#8217;invito a un&#8217;intervista.<\/p>\n<p> A confronto<\/p>\n<p>All\u2019interno del suo studio, Thomas Amadieu cita restrizioni o il divieto assoluto di pubblicit\u00e0 come una possibile soluzione al problema. \u00abPenso che ci sia una strada intrapresa da molti paesi europei, che \u00e8 quella del divieto o comunque di una forte restrizione\u00bb, spiega il ricercatore.<\/p>\n<p>Oltre all\u2019Italia altri paesi europei hanno introdotto limiti alle pubblicit\u00e0, come il Belgio, i Paesi Bassi e la Spagna. Il caso italiano \u00e8 al momento tra i pi\u00f9 restrittivi nell\u2019Unione Europea, ma potrebbe esserlo ancora per poco. Lo scorso 5 marzo, la commissione Cultura e Sport del Senato ha approvato una risoluzione di Fratelli d\u2019Italia che cancellerebbe il divieto imposto nel 2018, nell\u2019ambito della pi\u00f9 ampia riforma del mondo del calcio.<\/p>\n<p>L\u2019efficacia del divieto \u00e8 comunque dibattuta: da quando \u00e8 stato approvato, la spesa totale dei giocatori italiani \u00e8 aumentata, fino a toccare i 150 miliardi di euro nel 2023. La spesa per il 2025 \u00e8 stimata intorno ai 180 miliardi.\u00a0<\/p>\n<p>Di recente, sono usciti anche i dati di uno studio di Bonus Finder, secondo cui il totale dei\u00a0ricavi effettivi del gioco d\u2019azzardo\u00a0in Italia \u00e8 di oltre 13 miliardi di dollari, tra casin\u00f2, lotterie e scommesse. Il Belpaese si attesta in quinta posizione in Europa. Primo il Regno Unito, poi Germania, Francia e Germania.<\/p>\n<p> Limiti<\/p>\n<p>L\u2019Associazione Francese del Gioco Online (Afjel), che rappresenta la maggior parte delle grandi societ\u00e0 francesi del settore, ha risposto al rapporto dell\u2019Ofdt con un comunicato stampa. L\u2019associazione ha dichiarato che \u00able societ\u00e0 di gioco online e scommesse sportive assicurano il rigoroso rispetto del divieto di gioco da parte dei minori\u00bb.<\/p>\n<p>Il comunicato sottolinea che il gioco tra adolescenti \u00e8 diminuito nel complesso, passando dal 38,5 per cento\u00a0nel 2011 al 27 per cento\u00a0nel 2022. Tuttavia, non menziona l\u2019aumento osservato nel gioco online: solo il 14,7 per cento\u00a0dei diciassettenni lo aveva praticato almeno una volta nel 2011, contro il 27,9 per cento\u00a0nel 2022.<\/p>\n<p>Da qualche mese Bassieres ha deciso di darsi un budget mensile di 50 euro per scommettere, dopo che alcune grosse perdite gli hanno fatto capire il vero costo del gioco. Una lezione che il suo amico Di Matteo aveva gi\u00e0 imparato molto prima. \u00abIl gioco \u00e8 solo per i poveri. Perch\u00e9 mai dovresti scommettere soldi se li hai gi\u00e0?\u00bb\u00a0conclude.<\/p>\n<p>\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Paul-Emmanuel Bassieres, 24 anni, ha piazzato la sua prima scommessa a soli 16 anni. 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