{"id":81353,"date":"2025-09-01T14:09:40","date_gmt":"2025-09-01T14:09:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/81353\/"},"modified":"2025-09-01T14:09:40","modified_gmt":"2025-09-01T14:09:40","slug":"genova-ritrovato-affresco-di-giovanni-andrea-carlone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/81353\/","title":{"rendered":"Genova, ritrovato affresco di Giovanni Andrea Carlone"},"content":{"rendered":"<p>                        di<br \/>\n\t\t\t\t                    <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/1846p_redazione-finestre-sull-arte.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Redazione <\/a><br \/>\n\t\t\t\t\t, scritto il 29\/08\/2025<br \/>\n\t\t<br \/>Categorie:  <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/flash-news\/11c-arte-antica.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte antica<\/a> \t\t\t                \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/genova.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Genova<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/seicento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Seicento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-antica.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte antica<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-barocca.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">arte barocca<\/a> <\/p>\n<p>\n\t\t\t\tA Genova \u00e8 stato ritrovato un prezioso frammento di un affresco di Giovanni Andrea Carlone distrutto nell\u2019Ottocento: \u00e8 l\u2019unico superstite di una spettacolare volta che decorava il Salone degli Esercizi letterari del Collegio dei Gesuiti, oggi Aula Magna dell\u2019Universit\u00e0 di Genova. La scoperta \u00e8 merito dello storico dell\u2019arte Giacomo Montanari.            <\/p>\n<p>A <strong>Genova <\/strong>\u00e8 stato riscoperto un importante <strong>frammento di affresco <\/strong>raffigurante <strong>sant\u2019Ignazio<\/strong>, opera di <strong>Giovanni Andrea Carlone <\/strong>(Genova, 1639 \u2013 1697): questo prezioso rinvenimento rappresenta un significativo sviluppo negli studi sulla pittura barocca genovese del tardo Seicento. L\u2019opera, appartenente a un privato, si trova attualmente alla galleria <strong>Goldfinch Fine Arts <\/strong>dove \u00e8 stata studiata dallo storico dell\u2019arte genovese <strong>Giacomo Montanari <\/strong>che l\u2019ha riconosciuta come un autografo. Lo studio \u00e8 stato pubblicato sulla rivista scientifica Storia dell\u2019Arte e identifica questo frammento come <strong>l\u2019unica testimonianza sopravvissuta<\/strong> di una delle opere pi\u00f9 importanti di Carlone, un affresco monumentale perduto nel <strong>Collegio dei Gesuiti di Genova<\/strong>. Questa identificazione non solo arricchisce la conoscenza dell\u2019artista, ma riconferma anche la sua statura e il suo ruolo di ponte tra l\u2019ambiente artistico romano e quello genovese nella seconda met\u00e0 del XVII secolo.<\/p>\n<p>L\u2019opera da cui proviene il frammento \u00e8 la Gloria di Sant\u2019Ignazio, un vasto affresco che Giovanni Andrea Carlone realizz\u00f2 per la volta del Salone degli Esercizi letterari del Collegio dei Gesuiti di Genova nel 1683. Questo affresco costituiva il <strong>culmine narrativo e compositivo<\/strong> di un ambizioso programma iconografico, ideato da Carlone stesso dopo il suo definitivo ritorno nella citt\u00e0 natale nel 1677, a seguito di un\u2019intensa e fruttuosa esperienza a Perugia e Roma. La complessa iconografia, secondo Montanari, teneva conto dei testi delle prediche di <strong>Giovanni Paolo Oliva<\/strong>, gesuita genovese che aveva ricoperto il ruolo di Generale della Compagnia di Ges\u00f9 fino alla sua scomparsa nel 1681. Non abbiamo immagini che ci attestino quale fosse l\u2019aspetto della Gloria di Sant\u2019Ignazio, ma esistono descrizioni scritte: sappiamo dunque che dall\u2019affresco \u201cs\u2019irradiava quella forza\u201d, scrive Montanari, \u201ce quella luce capace di costruire \u2013 attraverso le discipline dello studio \u2013 il percorso con cui i giovani potevano giungere a ricevere i doni dello Spirito Santo, efficacemente raffigurati e \u2018gesuitizzati\u2019 nei monumentali monocromi che scandiscono ritmicamente le pareti dell\u2019aula, sui lati corti della quale fanno la loro comparsa \u2013 dal lato dell\u2019altare \u2013 Ignazio e Francesco Saverio e \u2013 sul fondo \u2013 Re Salomone, che ebbe la lungimiranza di chiedere a Dio come suo dono solamente la capacit\u00e0 di discernere con giustizia\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Andrea Carlone, Sant\u2019Ignazio (1683; affresco staccato, 55 x 73 cm; Genova, Collezione privata)\" title=\"Giovanni Andrea Carlone, Sant\u2019Ignazio (1683; affresco staccato, 55 x 73 cm; Genova, Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giovanni-andrea-carlone-s-ignazio.jpg\" class=\"lazy\" width=\"750\" height=\"980\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Andrea Carlone, Sant\u2019Ignazio (1683; affresco staccato, 55 x 73 cm; Genova, Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p>Le<strong> fonti storiche<\/strong>, inclusa l\u2019edizione delle Vite di Raffaele Soprani aggiornata poi da Carlo Giuseppe Ratti, attribuiscono esplicitamente l\u2019affresco a Carlone, descrivendolo come una rappresentazione del \u201cNome Santissimo di Ges\u00f9, della Beatissima Vergine, di S. Ignazio e di varie immagini alludenti all\u2019Istituto della Compagnia\u201d. Un manoscritto del 1683 documenta inoltre l\u2019incarico per la pittura della facciata dell\u2019altare e della grande volta della sala, che fu portata a termine prima del bombardamento francese su Genova del 1684. Sebbene gran parte dell\u2019apparato decorativo, per quanto ridipinto, si sia conservato, l\u2019apice figurativo della volta era rimasto, come detto, privo di qualunque testimonianza visiva.<\/p>\n<p>La distruzione dell\u2019affresco di Carlone \u00e8 infatti il <strong>risultato di una sequenza di eventi drammatici <\/strong>che hanno interessato l\u2019edificio, oggi <strong>Aula Magna dell\u2019Universit\u00e0 di Genova<\/strong>. Il Collegio si trovava in via Balbi, una posizione esposta che lo rese bersaglio del bombardamento delle truppe sabaude nel 1849. Quest\u2019azione, ordinata dal generale Alfonso La Marmora per reprimere i moti cittadini contro l\u2019egemonia piemontese, caus\u00f2 gravi danni all\u2019area circostante. Tuttavia, le conseguenze sull\u2019edificio non furono immediatamente evidenti. Fu solo diciannove anni dopo, il 29 dicembre 1868, che la Gazzetta di Genova riport\u00f2 il <strong>crollo rovinoso<\/strong> del soffitto della grande Aula Magna, causato dai danni strutturali mai riparati dal bombardamento del 1849. Fortunatamente, il collasso del soffitto non caus\u00f2 feriti, ma rese necessario un intervento di ripristino, affidato a Giuseppe Isola, che nel 1871 realizz\u00f2 il Trionfo della Scienza dei Liguri. Quest\u2019opera di Isola, a sua volta distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale e sostituita nel 1959 dall\u2019Allegoria sacra, ovvero l\u2019affresco di Francesco Menzio ancor oggi visibile, non rappresentava il completamento originale del programma iconografico, ma una soluzione successiva ai crolli.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Palazzo dell\u2019Ateneo, Aula Magna dell\u2019Universit\u00e0 di Genova - Ex Collegio della Compagnia di Ges\u00f9\" title=\"Palazzo dell\u2019Ateneo, Aula Magna dell\u2019Universit\u00e0 di Genova - Ex Collegio della Compagnia di Ges\u00f9\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/aula-magna-ateneo-unige-palazzo.jpg\" class=\"lazy\" width=\"750\" height=\"696\"\/>&#13;<br \/>\nPalazzo dell\u2019Ateneo, Aula Magna dell\u2019Universit\u00e0 di Genova &#8211; Ex Collegio della Compagnia di Ges\u00f9&#13;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Francesco Menzio (oculo centrale), Allegoria sacra (1959); Giovanni Andrea Carlone, Allegorie delle discipline insegnate presso il Collegio (1683), Genova, Palazzo dell\u2019Ateneo, Aula Magna\" title=\"Francesco Menzio (oculo centrale), Allegoria sacra (1959); Giovanni Andrea Carlone, Allegorie delle discipline insegnate presso il Collegio (1683), Genova, Palazzo dell\u2019Ateneo, Aula Magna\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/francesco-menzio-allegoria-sacra.jpg\" class=\"lazy\" width=\"750\" height=\"1125\"\/>&#13;<br \/>\nFrancesco Menzio (oculo centrale), Allegoria sacra (1959); Giovanni Andrea Carlone, Allegorie delle discipline insegnate presso il Collegio (1683), Genova, Palazzo dell\u2019Ateneo, Aula Magna &#13;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giuseppe Isola, Allegoria della Scienza dei Liguri (1871, distrutto), Genova, Centro DocSAI, neg. n\u00b0 19327, Regia Universita\u0300, Soffitto dell\u2019Aula Magna\" title=\"Giuseppe Isola, Allegoria della Scienza dei Liguri (1871, distrutto), Genova, Centro DocSAI, neg. n\u00b0 19327, Regia Universita\u0300, Soffitto dell\u2019Aula Magna\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giuseppe-isola-allegoria-scienza-liguri.jpg\" class=\"lazy\" width=\"750\" height=\"953\"\/>&#13;<br \/>\nGiuseppe Isola, Allegoria della Scienza dei Liguri (1871, distrutto), Genova, Centro DocSAI, neg. n\u00b0 19327, Regia Universita\u0300, Soffitto dell\u2019Aula Magna&#13;<\/p>\n<p>Il frammento di affresco oggetto della ricerca di Montanari, che raffigura una testa e misura 55&#215;73 cm, \u00e8 riemerso dopo un lungo oblio, apportando una nuova prospettiva allo studio delle opere perdute di Carlone. Le sue dimensioni suggeriscono che facesse parte di quel ciclo pittorico di grande scala, con figure a grandezza pi\u00f9 che naturale, tipico di una decorazione parietale o di una volta. L\u2019iconografia \u00e8 chiaramente quella di <strong>sant\u2019Ignazio di Loyola<\/strong>, identificabile sia dai tratti fisiognomici sia dall\u2019abito sacerdotale. Sebbene sconosciuto agli studi specialistici contemporanei, il frammento non \u00e8 completamente inedito, essendo apparso in un articolo del Corriere della Liguria del 1\u00b0 dicembre 1954. In quell\u2019occasione, l\u2019allora proprietario, l\u2019ingegner <strong>Edoardo Montagna<\/strong>, ne raccont\u00f2 la storia.<\/p>\n<p>Secondo il resoconto di Edoardo Montagna del 1954, il frammento proveniva dal coro della chiesa della Pace demolito. Sempre stando al racconto, il padre dell\u2019ingegnere, Carlo Montagna, a suo dire incaricato della demolizione \u201csettant\u2019anni prima\u201d del racconto, avrebbe visto il dipinto tra i frammenti crollati e lo avrebbe portato a casa, identificandolo con l\u2019effige del suo santo eponimo, ovvero san Carlo Borromeo. Giacomo Montanari rileva tuttavia due <strong>significative incongruenze<\/strong> in questo racconto. La prima \u00e8 cronologica: la demolizione del coro della chiesa di Santa Maria della Pace non avvenne settant\u2019anni prima del 1954, ma molto tempo pi\u00f9 tardi, e cio\u00e8 a partire dal 1906. Questo implica che il ricordo del padre di Montagna sarebbe dovuto essere pi\u00f9 nitido, anche considerando che Edoardo Montagna, nato nel 1877, commission\u00f2 una perizia del frammento nel 1935. La seconda incongruenza riguarda l\u2019iconografia: l\u2019abito indossato dal santo nel frammento non corrisponde a quello di san Carlo Borromeo, come erroneamente ipotizzato da Montagna (avrebbe dovuto portare infatti l\u2019abito cardinalizio: evidentemente fu confuso con san Carlo per via dei lineamenti pronunciati, che sono tipici anche del santo milanese), bens\u00ec a quello di sant\u2019Ignazio, come evidenziato dalle evidenti caratteristiche. Inoltre, le campagne fotografiche precedenti la distruzione della chiesa di Santa Maria della Pace non documentano alcun affresco di Carlone in quel luogo francescano.<\/p>\n<p>L\u2019analisi stilistica e tecnica condotta da Giacomo Montanari ha consentito un\u2019attribuzione certa del frammento a Giovanni Andrea Carlone. Questo risultato \u00e8 stato ottenuto tramite un confronto approfondito con altre opere affrescate dell\u2019artista, in particolare la <strong>Cappella Negrone<\/strong> al <strong>Ges\u00f9 di Roma<\/strong>. Nel medaglione che illustra la Predica di San Francesco Saverio in quella cappella, il volto rivolto verso l\u2019alto di un personaggio vestito di un drappo rosso presenta una sovrapponibilit\u00e0 pressoch\u00e9 esatta con il frammento. Sono analoghi il profilo delle labbra, la resa in scorcio dell\u2019occhio e del naso, allungati e allargati secondo lo stile peculiare di Carlone. Dettagli tecnici come le pennellate incrociate che danno colore alla guancia, l\u2019estensione della \u201cgiornata\u201d che delimita la testa e le incisioni di riporto dal cartone confermano ulteriormente la paternit\u00e0 dell\u2019opera, fornendo prove tangibili a corollario dei dati stilistici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"L'articolo del 1954\" title=\"L'articolo del 1954\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/articolo-g-a-carlone-s-ignazio-1954.jpg\" class=\"lazy\" width=\"750\" height=\"619\"\/>&#13;<br \/>\nL\u2019articolo del 1954&#13;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Andrea Carlone, Storie di San Francesco Saverio (1674; affreschi; Roma, Chiesa del Ges\u00f9, Cappella Negrone)\" title=\"Giovanni Andrea Carlone, Storie di San Francesco Saverio (1674; affreschi; Roma, Chiesa del Ges\u00f9, Cappella Negrone)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giovanni-andrea-carlone-storie-s-francesco-saverio.jpg\" class=\"lazy\" width=\"750\" height=\"1105\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Andrea Carlone, Storie di San Francesco Saverio (1674; affreschi; Roma, Chiesa del Ges\u00f9, Cappella Negrone)&#13;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Andrea Carlone, La Trinit\u00e0 incorona San Francesco Saverio (1674; affresco; Roma, Chiesa del Ges\u00f9, Cappella Negrone)\" title=\"Giovanni Andrea Carlone, La Trinit\u00e0 incorona San Francesco Saverio (1674; affresco; Roma, Chiesa del Ges\u00f9, Cappella Negrone)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giovanni-andrea-carlone-trinita-incorona-s-francesco-saverio.jpg\" class=\"lazy\" width=\"750\" height=\"519\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Andrea Carlone, La Trinit\u00e0 incorona San Francesco Saverio (1674; affresco; Roma, Chiesa del Ges\u00f9, Cappella Negrone)&#13;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Andrea Carlone, Predica di San Francesco Saverio, dettaglio (1674; Roma, Chiesa del Ges\u00f9, Cappella Negrone)\" title=\"Giovanni Andrea Carlone, &lt;em&gt;Predica di San Francesco Saverio, dettaglio (1674; Roma, Chiesa del Ges\u00f9, Cappella Negrone)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giovanni-andrea-carlone-predica-s-francesco-saverio-det.jpg\" class=\"lazy\" width=\"750\" height=\"851\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Andrea Carlone, Predica di San Francesco Saverio, dettaglio (1674; affresco; Roma, Chiesa del Ges\u00f9, Cappella Negrone)&#13;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Andrea Carlone, Predica di San Francesco Saverio (1674; affresco; Roma, Chiesa del Ges\u00f9, Cappella Negrone)\" title=\"Giovanni Andrea Carlone, Predica di San Francesco Saverio (1674; affresco; Roma, Chiesa del Ges\u00f9, Cappella Negrone)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giovanni-andrea-carlone-predica-s-francesco-saverio.jpg\" class=\"lazy\" width=\"750\" height=\"498\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Andrea Carlone, Predica di San Francesco Saverio (1674; affresco; Roma, Chiesa del Ges\u00f9, Cappella Negrone)&#13;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Battista Gaulli, Gloria di Sant\u2019Ignazio di Loyola (1674; affresco; Roma, Chiesa del Ges\u00f9, Cappellone di Sant\u2019Ignazio)\" title=\"Giovanni Battista Gaulli, Gloria di Sant\u2019Ignazio di Loyola (1674; affresco; Roma, Chiesa del Ges\u00f9, Cappellone di Sant\u2019Ignazio)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giovanni-battista-gaulli-gloria-s-ignazio.jpg\" class=\"lazy\" width=\"750\" height=\"467\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Battista Gaulli, Gloria di Sant\u2019Ignazio di Loyola (1674; affresco; Roma, Chiesa del Ges\u00f9, Cappellone di Sant\u2019Ignazio)&#13;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Giovanni Battista Gaulli, Gloria di Sant\u2019Ignazio di Loyola, dettaglio (1674; affresco; Roma, Chiesa del Ges\u00f9, Cappellone di Sant\u2019Ignazio)\" title=\"Giovanni Battista Gaulli, Gloria di Sant\u2019Ignazio di Loyola, dettaglio (1674; affresco; Roma, Chiesa del Ges\u00f9, Cappellone di Sant\u2019Ignazio)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/giovanni-battista-gaulli-gloria-s-ignazio-det.jpg\" class=\"lazy\" width=\"750\" height=\"701\"\/>&#13;<br \/>\nGiovanni Battista Gaulli, Gloria di Sant\u2019Ignazio di Loyola, dettaglio (1674; affresco; Roma, Chiesa del Ges\u00f9, Cappellone di Sant\u2019Ignazio)&#13;<\/p>\n<p>L\u2019attribuzione a Carlone e l\u2019inconfutabile iconografia ignaziana del frammento aprono, come osservato da Montanari, uno <strong>scenario di grande interesse sulla sua provenienza<\/strong>. A Genova, le fonti documentarie e le testimonianze storiche registrano un solo affresco monumentale raffigurante Sant\u2019Ignazio realizzato da Carlone, che \u00e8 andato perduto. Le dimensioni del frammento (una testa di circa 40 cm di altezza in un lacerto di 55&#215;73 cm) sono compatibili con un\u2019opera di tale scala. Le indicazioni temporali, seppur imprecise, fornite dalla famiglia Montagna riguardo alla rimozione del frammento attorno agli anni Settanta dell\u2019Ottocento, coincidono con il periodo del crollo inatteso della porzione centrale della volta dell\u2019ex Collegio della Compagnia di Ges\u00f9 avvenuto nel 1868. Montanari ipotizza che il Sant\u2019Ignazio di Carlone, finora scomparso senza lasciare traccia, potesse essere tra le <strong>parti lesionate e pericolanti rimosse per consentire l\u2019integrazione dell\u2019ovale centrale<\/strong> da parte di Giuseppe Isola tra il 1868 e il 1871. Il racconto del padre di Montagna che si port\u00f2 via un \u201cricordo\u201d del suo impegno professionale \u00e8 a questo punto ritenuto plausibile nel contesto di un complesso decorativo danneggiato. Sebbene sia difficile avere certezza della presenza di Carlo Montagna nel cantiere dell\u2019Aula Magna tra il 1868 e il 1871, l\u2019indiscutibile paternit\u00e0 artistica riconosciuta a Carlone, l\u2019iconografia ignaziana (confrontabile direttamente con la raffigurazione del santo di Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio, artista genovese di nascita ma romano di cultura, al Ges\u00f9 di Roma) e la corrispondenza con le fonti disponibili rendono altamente probabile che questo frammento sia a oggi riconoscibile come<strong> l\u2019unico elemento superstite di quel tragico crollo<\/strong>.<\/p>\n<p>La riscoperta di questo frammento, seppur parziale, costituisce un importante risarcimento per lo studio della decorazione pi\u00f9 significativa, sia dal punto di vista artistico che iconografico, realizzata da Carlone per il Collegio genovese. Anche questo lacerto conferma l\u2019elevatissima qualit\u00e0 dell\u2019opera di Carlone, una qualit\u00e0 che nelle porzioni ancora conservate in loco \u00e8 purtroppo offuscata da numerosi e successivi rifacimenti, conseguenza dei profondi sconvolgimenti che quello spazio monumentale ha subito. L\u2019acquisizione di questa testimonianza perduta riaccende pertanto una <strong>traccia di grande interesse per la pittura barocca genovese<\/strong>, e pi\u00f9 in generale per l\u2019arte dell\u2019ultimo quarto del Seicento. Giovanni Andrea Carlone si afferma, in questo contesto, come un riferimento pittorico solido per la Compagnia di Ges\u00f9, secondo solo ad Andrea Pozzo. Il frammento permette di riconoscere la qualit\u00e0 degli affreschi genovesi di Carlone, in continuit\u00e0 con le sue prove al Ges\u00f9 di Perugia, dove si distinse come maestro autonomo, e la sua autorevole realizzazione della Cappella Negrone a Roma, sintesi dell\u2019eredit\u00e0 cortonesca e risposta al berninismo di Gaulli. Questa scoperta mette pertanto in luce il ruolo determinante dell\u2019ultimo grande frescante della stirpe dei Carlone di Rovio, artista genovese del secondo Seicento che forse fu il pi\u00f9 apprezzato al di fuori dei confini regionali, e oggi meritevole di un attento recupero conoscitivo da parte degli studi specialistici e non solo.<\/p>\n<p><\/p>\n<p>\t\t\t\tSe ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n\t\t\t        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Redazione , scritto il 29\/08\/2025 Categorie: Arte antica \/ Argomenti: Genova &#8211; Seicento &#8211; Arte antica &#8211;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":81354,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1657,60157,1613,1614,1611,1610,1612,203,14162,204,1537,90,89,6052],"class_list":{"0":"post-81353","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-antica","10":"tag-arte-barocca","11":"tag-arte-e-design","12":"tag-arteedesign","13":"tag-arts","14":"tag-arts-and-design","15":"tag-design","16":"tag-entertainment","17":"tag-genova","18":"tag-intrattenimento","19":"tag-it","20":"tag-italia","21":"tag-italy","22":"tag-seicento"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81353","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=81353"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81353\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/81354"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=81353"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=81353"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=81353"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}