{"id":81598,"date":"2025-09-01T16:52:16","date_gmt":"2025-09-01T16:52:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/81598\/"},"modified":"2025-09-01T16:52:16","modified_gmt":"2025-09-01T16:52:16","slug":"10-magnifici-nuovi-libri-da-leggere-a-settembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/81598\/","title":{"rendered":"10 magnifici nuovi libri da leggere a settembre"},"content":{"rendered":"<p>Questa nostra rubrica, che si ispira all&#8217;esordio letterario di Edoardo Nesi, Fughe da fermo, vuole essere uno stimolo per ritrovare il piacere di leggere. Dunque, <a href=\"https:\/\/www.milanotoday.it\/social\/migliori-dieci-libri-luglio-25.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">una volta al mese<\/a>, insieme a Martina Fasola, vi suggeriamo 10 libri selezionati per i lettori di MilanoToday. Perch\u00e9 la magia di un romanzo \u00e8 anche quella di accompagnarti in altri mondi, di farti entrare in empatia con i suoi protagonisti. Di prenderti per mano e riconsegnarti altrove con la sensazione di aver vissuto un&#8217;esperienza nuova da conservare nel tempo. E allora buon viaggio tra le pagine di queste storie. Ovunque vi portino, anche a settembre.<\/p>\n<p>3 . Un gruista in paradiso . Arto Paasilinna<\/p>\n<p>Iperborea<\/p>\n<p><strong>Da leggere perch\u00e9. <\/strong>La spassosa storia di Pirjeri Ryyn\u00e4nen, gruista di Helsinki, sostituto divino di un Onnipotente stanco dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Sinossi<\/p>\n<p>Cosa faresti se fossi Dio? Pirjeri Ryyn\u00e4nen, gruista di Helsinki, una risposta l\u2019avrebbe trovata nei quotidiani monologhi di protesta che in cima alla sua gru rivolge all\u2019Onnipotente: eliminerebbe fame e povert\u00e0, proteggerebbe l\u2019ambiente e garantirebbe a tutti pace e felicit\u00e0. Ma il lavoro da fare \u00e8 infinito. Forse \u00e8 per questo che Dio \u00e8 cos\u00ec stanco e depresso: non ne pu\u00f2 pi\u00f9 dell\u2019umanit\u00e0, delle sue iniquit\u00e0 e delle sue guerre, e se non ha ancora distrutto la Terra \u00e8 solo perch\u00e9 \u00e8 tanto bella, e poi che colpa ne hanno gli altri animali? Magari gli basterebbe andare in vacanza e lasciare le divine responsabilit\u00e0 a un supplente terrestre, visto che san Pietro e l\u2019arcangelo Gabriele, che gli uomini li conoscono bene, non ne vogliono sapere. Cos\u00ec, dopo una lunga selezione basata su un profanissimo questionario delle risorse umane, la scelta del vicario cade proprio su Pirjeri, uomo a suo modo devoto e certo abituato ad ampie vedute. Il gruista, fresco di onnipotenza, rivoluzioner\u00e0 il paradiso, che somiglia tanto a un\u2019azienda, e lo sposter\u00e0 nella pagana e amena Finlandia. Ma tra iniziative strampalate, un attacco hacker del Maligno e l\u2019audace creazione di strani animali amazzonici a sei zampe, Pirjeri dovr\u00e0 riconoscere che non \u00e8 facile essere Dio. Non solo perch\u00e9 il Diavolo \u00e8 sempre in agguato, la Chiesa troppo conservatrice e c\u2019\u00e8 il rischio di pestare i piedi ad altre divinit\u00e0: anche un Onnipotente ha i suoi limiti. Con il suo humour paradossale e satirico, Paasilinna guarda il mondo dall\u2019altro di un paradiso mai esente da colpe, smascherando debolezze e ipocrisie di un\u2019umanit\u00e0 in attesa di un miracolo che la salvi da se stessa.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/gruista.jpg\" alt=\"gruista\" title=\"Un gruista in paradiso\"\/><\/p>\n<p>2 . Il ragazzo venuto dal mare . Garrett Carr<\/p>\n<p>Neri Pozza<\/p>\n<p>Attraverso vent\u2019anni cruciali di storia d\u2019Irlanda, Il ragazzo venuto dal mare racconta di uomini e donne che non sanno comprendere s\u00e9 stessi e di un popolo che nel senso di comunit\u00e0 trova la forza di contrastare un destino burrascoso.<\/p>\n<p>Sinossi<\/p>\n<p>1973, Contea di Donegal, Irlanda: un barile di plastica blu, di quelli in cui si conserva il pesce salato, si arena sulla spiaggia di Killybegs, un villaggio di pescatori sulla costa nordoccidentale dell\u2019isola. Dentro, ben avvolto, c\u2019\u00e8 un neonato roseo, i grandi occhi spalancati sul grigio del cielo. In un posto come Killybegs, una manciata di case abbarbicate alla costa, la venuta del bambino appare come un prodigio e tutti si sentono responsabili per le sorti del piccolo. Anche se ad accoglierlo saranno i Bonnar, Ambrose e sua moglie Christine; loro che hanno gi\u00e0 un figlio di due anni, Declan; loro che hanno cos\u00ec poco da condividere e che al ragazzo venuto dal mare scelgono di dare il nome Brendan, come il santo navigatore d\u2019Irlanda. Solo Declan fin da subito intuisce in modo oscuro che nulla per lui sar\u00e0 pi\u00f9 come prima. Cresce masticando invidia, mentre Brendan si trasforma in un giovane amato da tutti, il cui carisma appare come un dono che non \u00e8 di questo mondo. Ma pap\u00e0 Ambrose non pu\u00f2 preoccuparsi di loro, non pu\u00f2 distogliersi dal lavoro sempre pi\u00f9 brutale che li tiene tutti in vita, assediato da una modernit\u00e0 vorace che li lascia indietro. A Killybegs, quello che succede a una famiglia succede a tutti e cos\u00ec, mentre il tempo corre, i suoi abitanti si convincono che la venuta di Brendan possa avere un significato luminoso.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/mare-3.jpg\" alt=\"mare-3\" title=\"Il ragazzo venuto dal mare\"\/><\/p>\n<p>3 . Mille donne prima di noi . Asha Thanki<\/p>\n<p><strong>Einaudi<\/strong><\/p>\n<p><strong>Da leggere perch\u00e9.<\/strong> Tra l\u2019India del passato e la New York di oggi, le vicissitudini di tre donne legate dal sangue, dall\u2019arte, dal dolore. E, soprattutto, da un arazzo ricamato capace di intervenire magicamente sul tempo e custodire la memoria per generazioni<\/p>\n<p>Sinossi<\/p>\n<p>Ayukta, una giovane artista che vive a Brooklyn, decide di rivelare alla moglie Nadya qualcosa che non ha mai confessato a nessuno. Da secoli le donne della sua famiglia ereditano un drappo che conferisce loro uno straordinario potere, quello di tramandare i ricordi e modellare il mondo in base ai propri desideri. Per le due inizia cos\u00ec un racconto fantastico che ripercorre interi decenni di amore, perdita, sofferenza e rinascita: dall\u2019infanzia di Amla, la nonna di Ayukta, cresciuta felice a Karachi e poi emigrata in Gujarat durante la Spartizione, alle vicende di Arni, sua figlia, vissuta in un periodo di profonde disuguaglianze, distinzioni di classe e lotte studentesche. Ma ripercorrendo quella processione di antenate, reali o mitiche, l\u2019arazzo, come tutti gli oggetti incantati, si rivela allo stesso tempo un dono meraviglioso e una maledizione straziante.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/mille.jpg\" alt=\"mille\" title=\"Mille donne prima di noi\"\/><\/p>\n<p>4 . Polo Nord . Erling Kagge<\/p>\n<p>Einaudi<\/p>\n<p><strong>Da leggere perch\u00e9. <\/strong>Un libro su quel manipolo di visionari che ha inseguito un sogno magnifico e su un universo magico ma fragilissimo che sta mutando forse per sempre.<\/p>\n<p>Sinossi<\/p>\n<p>Il racconto epico di un luogo quasi ultraterreno, dove il sole resta alto nel cielo per sei mesi all\u2019anno e si eclissa nella distesa di ghiaccio per altri sei. Per chiunque, guardando l\u2019orizzonte, si sia chiesto che cosa succede se si continua a camminare verso Nord. Pochi luoghi sulla Terra suscitano da sempre l\u2019inquietudine e il fascino esercitati dal Polo Nord. Per millenni, da Erodoto in avanti, viaggiatori, cartografi, scienziati si sono interrogati sul punto pi\u00f9 settentrionale del pianeta. E fu soltanto con le prime, leggendarie spedizioni guidate da Fridtjof Nansen e Robert Peary all\u2019inizio del Novecento che molti misteri vennero svelati. Erling Kagge, che al Polo Nord ci \u00e8 arrivato a piedi nella primavera del 1990, ricostruisce le principali esplorazioni tra i ghiacci e restituisce la suggestione del silenzio, il bagliore, l\u2019incanto di un luogo mitico.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/polo.jpg\" alt=\"polo\" title=\"Polo Nord\"\/><\/p>\n<p>5 . La morte di Auguste . Georges Simenon<\/p>\n<p>Adelphi<\/p>\n<p><strong>Da leggere perch\u00e9.<\/strong> Con un\u2019acutezza che ricorda quella di Zola, e perfino di C\u00e9line, Simenon descrive al tempo stesso la disgregazione di una famiglia e la fine di un mondo \u2013 quello intorno alle vecchie Halles.<\/p>\n<p>Sinossi<\/p>\n<p>Arrivato cinquant\u2019anni prima dalla nativa Alvernia senza un soldo in tasca, Auguste Mature, che muore, schiantato da un ictus, all\u2019inizio di questo romanzo, \u00e8 riuscito a trasformare il piccolo bistrot di rue de la Grande-Truanderie, dove andavano a bere un caff\u00e8 corretto o a mangiare un boccone i lavoratori dei mercati generali \u2013 il \u00abventre di Parigi\u00bb, come li chiamava \u00c9mile Zola \u2013, in un ristorante che, pur conservando i vecchi tavoli di marmo e il classico bancone di stagno, \u00e8 ora frequentato dal Tout-Paris. Gli \u00e8 sempre stato accanto il figlio Antoine, il quale, prima ancora che la camera ardente sia stata allestita, deve fare i conti \u2013 alla lettera \u2013 con il fratello maggiore, un giudice istruttore aizzato da una moglie arcigna, e con quello minore, un cialtrone semialcolizzato che millanta fumosi progetti immobiliari e sopravvive spillando soldi al mite, generoso Antoine. Lo stesso Antoine contro cui ora si accanisce, sospettandolo di aver sottratto il testamento del padre e di volersi appropriare di un \u00abmalloppo\u00bb sicuramente nascosto da qualche parte. Simenon, anche questa volta, si rivela magistrale nel mettere in scena un dramma familiare, portando alla luce, come lui solo sa fare, attriti, risentimenti, menzogne. Sullo sfondo, l\u2019imminente fine dell\u2019universo \u2013 di facce, di odori, di rituali \u2013 dove i tre fratelli sono cresciuti: quelle Halles che nel giro di pochi anni spariranno, insieme a un pezzo dell\u2019anima della citt\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/morte.jpg\" alt=\"morte\" title=\"La morte di Auguste\"\/><\/p>\n<p>6 . La radice del male . Adam Rapp<\/p>\n<p>NNE<\/p>\n<p><strong>Da leggere perch\u00e9.<\/strong> Adam Rapp indaga le piccole crepe che segnano il destino di una famiglia perbene; solchi che possono diventare abissi o aprirsi alla luce, se si trova il coraggio di chiedere aiuto.<\/p>\n<p>Sinossi<\/p>\n<p>Elmira, New York, estate 1951. Myra Larkin, tredici anni, dopo la messa accetta un passaggio da un ragazzo affascinante che dice di essere Mickey Mantle, la giovane promessa degli Yankees. Quella notte, i vicini di casa di Myra vengono brutalmente assassinati, e i sospetti ricadono su uno sconosciuto molto simile al suo nuovo amico. \u00c8 il primo di una serie di episodi di cronaca nera che incrociano la vita dei Larkin, mentre ognuno di loro insegue a suo modo il sogno americano. Myra, che cresce da sola il figlio Ronan dopo che il marito ha avuto una crisi psicotica, \u00e8 l\u2019unica a tenere i contatti con la famiglia: con Lexy, donna in carriera, e Fiona, eterna ribelle e attrice mancata a Broadway; e con Alec, ombroso e sfuggente, tormentato dai fantasmi di un\u2019infanzia segnata dagli abusi e dall\u2019indifferenza della madre, la cattolicissima Ava. E quando proprio Ava inizia a ricevere inquietanti cartoline anonime, presagio di eventi terribili, soltanto Myra, con l\u2019aiuto del figlio, avr\u00e0 la forza di affrontare quel male oscuro che sta inghiottendo la sua famiglia. La radice del male racconta un\u2019America dove la quotidianit\u00e0 \u00e8 intrisa di violenza, e la casa \u00e8 insieme rifugio e pericolo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/male.jpg\" alt=\"male\" title=\"La radice del male\"\/><\/p>\n<p>7 . I venti . Mario Vargas Llosa<\/p>\n<p>Einaudi<\/p>\n<p><strong>Da leggere perch\u00e9. <\/strong>In una Madrid surreale un anziano ha dimenticato l&#8217;indirizzo di casa. Solo, confuso, afflitto da terribili venti \u00abinopportuni\u00bb, vaga smarrito in una citt\u00e0 in cui i luoghi di cultura e di incontro sono ormai virtuali. Tra ricordi frammentati e rimpianti di un grande amore, l&#8217;anziano continua a perdersi, pensando al mondo che \u00e8 stato, e al mondo che verr\u00e0. Con I venti Mario Vargas Llosa affida ai suoi lettori un ultimo ironico e malinconico commiato.<\/p>\n<p>Sinossi<\/p>\n<p>\u00abInguaribile conservatore\u00bb: cos\u00ec l\u2019amico Osorio definisce il centenario narratore di questo romanzo. Che da buon nostalgico, insieme a pochi altri \u00abrelitti\u00bb come lui, non poteva mancare alla manifestazione contro la chiusura del cinema Ideal, una delle ultime sale ancora attive a Madrid. L\u2019evento si \u00e8 svolto nell\u2019indifferenza generale: del resto alle nuove generazioni non interessa la scomparsa di quel luogo obsoleto, insieme a musei, librerie, biblioteche, teatri. Ormai basta uno schermo per avere il mondo a portata di mano, e l\u2019arte assume la forma di una meraviglia digitale. Appare lontanissima l\u2019epoca in cui leggere un classico o ammirare un dipinto dal vero davano quell\u2019appagamento profondo che il narratore rimpiange. Cos\u00ec come avverte la mancanza dell\u2019ex moglie Carmencita, abbandonata per un folle amore passeggero. Sono queste, e tante altre, le riflessioni sul passato e sul presente in cui si perde l\u2019anziano mentre, dopo la manifestazione, vaga alla ricerca di casa sua. Non gli \u00e8 mai successo, ma ora proprio non riesce a ricordare l\u2019indirizzo. Solo, smarrito, in preda alle terribili flatulenze di cui soffre da tempo, l\u2019anziano passa e ripassa per strade e piazze che distingue a malapena, fermandosi ogni tanto su una panchina a riposare, intrappolato nel centro labirintico di una Madrid surreale, ma perfettamente riconoscibile. Si fa sempre pi\u00f9 tardi, e si profila l\u2019idea angosciante della notte all\u2019addiaccio, e la mattina seguente il telefono che squiller\u00e0 a vuoto quando Osorio chiamer\u00e0 per il consueto controllo reciproco di esistenza in vita, e tutti quei venti che metterebbero a dura prova chiunque\u2026 Quali sorprese riserva ancora questa giornata complicata per lo smemorato narratore? Pu\u00f2 forse mancare l\u2019incontro con il destino?<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/venti.jpg\" alt=\"venti\" title=\"I venti\"\/><\/p>\n<p>8 . La parte inventata . Rodrigo Fres\u00e0n<\/p>\n<p>LiberAria<\/p>\n<p><strong>Da leggere perch\u00e9.<\/strong> Dotato di una maestria che ricorda Nabokov, Pynchon, Gaddis e i maestri del postmodernismo, lo scrittore argentino offre al lettore una potente difesa della letteratura, ma soprattutto una celebrazione gioiosa della lettura e della scrittura, e di quelle parti inventate delle nostre vite, le storie che ci raccontiamo per dare forma al mondo.<\/p>\n<p>Sinossi<\/p>\n<p>&#8220;Era parecchio tempo che non utilizzava i molti muscoli necessari per sorridere. Ci vogliono quattrocentotrenta muscoli per accendere un sorriso, mentre per i preliminari della rabbia o della tristezza, per aggrottare la fronte, servono soltanto trentaquattro muscoli. La matematica non mente e i calcoli sono esatti: si fa pi\u00f9 fatica a essere felici che invelici.&#8221; In un mondo impazzito, dove gli autori non contano pi\u00f9 molto, uno scrittore anziano e disilluso tenta di scomparire nel modo pi\u00f9 definitivo possibile: viaggiando verso l&#8217;Hadron Collider, per fondersi con la particella di Dio e trasformarsi in una divinit\u00e0 onnipresente \u2013 quasi un Meta-Scrittore \u2013 capace di Riscrivere Tutto, la sua vita, i suoi ricordi. Con umorismo pungente e uno stile brillante e ricercato, mescolando romanzo, autofiction e saggio pop, Rodrigo Fres\u00e1n conduce il lettore in un viaggio fantasmagorico tra le sue ossessioni, in un frenetico tour de force tra genio e follia, famiglie spezzate e realt\u00e0 parallele, esplorando i temi, a lui cari, dell&#8217;infanzia, della perdita e della memoria. La parte inventata \u00e8 la nuova, affascinante sfida letteraria della nostra contemporaneit\u00e0, al pari di Infinite Jest, 2666 e L&#8217;arcobaleno della gravit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/parte.jpg\" alt=\"parte\" title=\"La parte inventata\"\/><\/p>\n<p>8 . Una questione di famiglia . Claire Lynch<\/p>\n<p>NNE<\/p>\n<p><strong>Da leggere perch\u00e9.<\/strong> Nel suo romanzo d&#8217;esordio, un libro delicato e toccante, Claire Lynch imbastisce una storia sull&#8217;essere figli e genitori, sulla sessualit\u00e0, sui rapporti intergenerazionali e familiari; le sue sono pagine bellissime che raccontano legami comuni, quasi scontati eppure preziosi, vite fatte di routine, di incertezze, di ferite passate e piccole gioie quotidiane.<\/p>\n<p>Sinossi<\/p>\n<p>\u00c8 il 1982 e Dawn, ad appena ventitr\u00e9 anni, ha gi\u00e0 una figlia, Maggie, e un marito, Heron, che pianifica il loro futuro. Un futuro che, per quanto modesto, sembra avviato su binari sicuri. Finch\u00e9 Dawn non incontra una donna, Hazel, e quasi senza accorgersene se ne innamora. Decide di parlarne con il marito, convinta che lui, un uomo mite e benevolo, capir\u00e0. Non \u00e8 cos\u00ec. Gli avvocati a cui l&#8217;uomo si rivolge gli consigliano di chiedere la custodia esclusiva di Maggie: donne \u201cdepravate\u201d come sua moglie non possono occuparsi dei figli. Durante la dolorosa udienza in tribunale, Dawn viene dipinta come una figura pericolosa, una donna incapace di prendersi cura della sua bambina. \u00c8 quindi costretta ad allontanarsi e a lasciare la piccola con il padre. Nel 2022 Maggie, ormai adulta, \u00e8 madre di due figli, ha un marito dolce e premuroso e coltiva con il padre un rapporto quotidiano inossidabile: nel corso della sua infanzia e dell&#8217;adolescenza lui \u00e8 stato tutta la sua famiglia. Alla figlia il padre ha sempre raccontato che sua madre l&#8217;ha abbandonata dopo averlo tradito. Null&#8217;altro. Quando per\u00f2 Heron scopre di avere il cancro e inizia a mettere mano ai documenti accumulati in una vita, Maggie trova le carte che raccontano la vera storia di sua madre e, scoperta finalmente la verit\u00e0, decide di provare a rintracciarla.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/famiglia-3.jpg\" alt=\"famiglia-3\" title=\"Una questione di famiglia\"\/><\/p>\n<p>3 . La grammatica del bianco . Angelo Carotenuto<\/p>\n<p>Einaudi<\/p>\n<p><strong>Da leggere perch\u00e9. <\/strong>Un bellissimo romanzo sul tennis e insieme una tenera storia di formazione. Pagine piene di garbo esplorano i pensieri di due atleti all&#8217;apice della loro maestria e quelli di un ragazzo molto speciale alle prese con il duro, ma sorprendente, cammino della crescita. Una lettura intensa, pura, che commuove fuori da ogni retorica.<\/p>\n<p>Sinossi<\/p>\n<p>Una epica sfida di tennis, la finale del torneo di Wimbledon del 1980 tra Bj\u00f6rn Borg e John McEnroe. L&#8217;Orso e il Genio, due stili di gioco e di vita a confronto, si fronteggiano in ore di avvincente tensione. A far su e gi\u00f9 nel campo assieme ai due giganti c&#8217;\u00e8 un giovane raccattapalle. Warren ha undici anni, una spiccata sensibilit\u00e0, un amore per la lettura, un legame speciale con Micol la bibliotecaria. Vive con la madre ginecologa, del padre non sa nulla. \u00c8 un campione di anagrammi, ma a scuola non ha buoni risultati e i compagni ridono di lui. Il sospetto di una sindrome, forse un deficit di attenzione, spinge la maestra a consigliare alla madre di Warren di iscriverlo al corso per raccattapalle al torneo di Wimbledon. Inizia cos\u00ec la sua avventura in campo che passa da un addestramento molto duro, allo sport e alla vita. Attraverso la cronaca dell&#8217;incontro tra Borg e McEnroe, che si fa avvincente duello di prodezze ed emozioni, il ragazzo ripercorre le tappe della propria crescita e insieme la storia del tennis, destinata quel giorno ad essere riscritta. Partita dopo partita Warren approda anche lui alla finale mentre osserva da vicino i giocatori, ne scruta ammirato ogni gesto e passo, tecnico o scaramantico. Tra i passaggi in campo, le chiacchiere piene di umanit\u00e0 con Damien, uno dei preparatori, e la scoperta di un primo amore, Warren impara dal tennis, \u00abun gioco che ha previsto la possibilit\u00e0 di sbagliare addirittura nel regolamento\u00bb, a rompere ogni indugio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/bianco-2.jpg\" alt=\"bianco-2\" title=\"La grammatica del bianco\"\/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Questa nostra rubrica, che si ispira all&#8217;esordio letterario di Edoardo Nesi, Fughe da fermo, vuole essere uno stimolo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":81599,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,14995,1609],"class_list":{"0":"post-81598","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-letture","15":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81598","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=81598"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81598\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/81599"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=81598"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=81598"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=81598"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}