{"id":83702,"date":"2025-09-02T17:38:09","date_gmt":"2025-09-02T17:38:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/83702\/"},"modified":"2025-09-02T17:38:09","modified_gmt":"2025-09-02T17:38:09","slug":"la-ferrari-e-larte-perfetta-di-sopravvalutarsi-e-le-supercazzole-di-vasseur","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/83702\/","title":{"rendered":"La Ferrari e l&#8217;arte perfetta di sopravvalutarsi (e le supercazzole di Vasseur)"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nCondividi  &#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n              &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n       &#13;<\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 una qualit\u00e0 che <a href=\"https:\/\/www.today.it\/tag\/ferrari\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ferrari<\/a> ha saputo affinare nel corso degli ultimi anni \u00e8 quella di trasformare ogni barlume di speranza in un disastro annunciato. Il 2025, che doveva essere l\u2019anno della rinascita \u2013 con l\u2019arrivo di Lewis Hamilton, aggiornamenti promessi a ogni curva e un Leclerc rinnovato fino al 2026 \u2013 si sta rivelando uno dei capitoli pi\u00f9 desolanti nella storia recente della Scuderia. In direzione ostinata e contraria rispetto a quello che tutte le altre scuderie hanno impostato nel corso degli ultimi anni, e dunque piloti giovani e affamati e non vecchie glorie che magari saranno utili a vendere negli autosaloni ma non portano nulla in termini di risultati e progressi in pista, la Ferrari sta addirittura arrivando al perfezionamento dei disastri: perch\u00e9 ogni mossa correttiva \u00e8 se possibile di gran lunga peggiore di ci\u00f2 che andrebbe corretto.<\/p>\n<p>La presentazione di gennaio, in uno sforzo di marketing non indifferente, ci aveva ancora una volta illusi che il gap con McLaren e Red Bull poteva se non essere colmato quanto meno essere considerevolmente ridotto. E invece\u2026<\/p>\n<p>Saluti da Zandvoort<\/p>\n<p>E invece da Zandvoort ci arriva una cartolina che assomiglia davvero a qualcosa di tremendamente definitivo. Il meme dei tifosi della Mercedes \u00e8 spietato: Hamilton che pianta un ombrellone sulla sabbia del bordopista e al posto dell\u2019asciugamano stende il musetto della Rossa.<\/p>\n<p>Lewis Hamilton \u2013 il pilota esperto che avrebbe dovuto portare esperienza e carisma \u2013 \u00e8 finito miseramente contro le barriere alla curva 3. Complice una pista bagnata e una macchina che sembra disegnare trappole pi\u00f9 che traiettorie. Un errore che, per carit\u00e0, \u00e8 umano quando si guida, o meglio, si cerca di interpretare un bestione che in pi\u00f9 di un\u2019occasione quest\u2019anno lo stesso Leclerc ha definito ingovernabile sul bagnato. L\u2019immagine di Hamilton che raccoglie i cocci del musetto della SG-25, con uno sconsolato quanto comprensibile riflesso condizionato, \u00e8 quanto di peggio si possa illustrare. In quella immagine c\u2019\u00e8 tutto il disastro della Ferrari. Ma anche l\u2019assoluta incapacit\u00e0 di Hamilton di risollevare il destino di una macchina la cui immagine negli archivi di questa stagione \u00e8 quella di un bolide spiaggiato a bordo pista.<\/p>\n<p>Ma quando anche Leclerc finisce nella ghiaia dopo un contatto evitabile con Antonelli, capisci che il problema non \u00e8 episodico. \u00c8 sistemico. E non si pu\u00f2 costantemente andare alla ricerca di un colpevole che non sia qualcun altro. Quando gli stessi piloti non traducono le proprie azioni in gioia di guidare un bolide ma nel terrore di fare la cosa sbagliata al momento sbaglio. Cosa che in Olanda \u00e8 puntualmente accaduta.<\/p>\n<p>Una macchina fragile e nervosa<\/p>\n<p>Il disastro di quest\u2019anno parte da una vettura nata male e cresciuta peggio. Secondo quanto analizzato da ingegneri ed esperti che stanno cercando di dare un\u2019identit\u00e0 ancora pi\u00f9 che una soluzione a questo sprofondo rosso, la Ferrari 2025 soffre di un problema strutturale al fondo vettura, che costringe il team a tenere un&#8217;altezza da terra maggiore rispetto ai rivali per evitare di danneggiare il plank. Questo si traduce in una perdita cronica di carico aerodinamico nelle curve veloci, dove Red Bull, McLaren e Mercedes, cronometro alla mano, fanno il vuoto.<\/p>\n<p>Il paradosso? Gli aggiornamenti promessi \u2013 come la sospensione posteriore rivisitata \u2013 sono arrivati con il contagocce e sembrano spalmare il problema pi\u00f9 che correggerlo. Fred Vasseur, team principal sempre pi\u00f9 solo e con lo sguardo perso nel vuoto, da mesi considerato l\u2019ennesimo capro espiatorio, si arrampica sugli specchi: \u201cIl problema non \u00e8 la macchina, \u00e8 l\u2019esecuzione del weekend\u201d. Sembra una gigantesca supercazzola. Ma non fa ridere.<\/p>\n<p>I piloti: frustrazione e sarcasmo<\/p>\n<p>Leclerc, da tempo sfiduciato, ha alternato team radio impazienti a silenzi eloquenti, quelli di chi non ha pi\u00f9 nulla da dire. Dopo il contatto con Kimi Antonelli in Olanda, Leclerc ha fatto autocritica. Ma anche ha lasciato buttato l\u00ec un messaggio eloquente\u2026 \u201cc\u2019\u00e8 qualcosa non torna nel modo in cui prepariamo le gare\u201d. Il suo sorriso, gi\u00e0 raro, \u00e8 ora sparito del tutto. Hamilton, da parte sua, ha ammesso candidamente che \u201cnon si diverte\u201d e che \u201cmolte cose devono cambiare\u201d. Prima della pausa estiva era arrivato addirittura a rimettere il suo contratto nelle mani di Vasseur: della serie \u201cMagari il problema sono io\u2026\u201d. Non esattamente il tono di un sette volte campione appena arrivato in una scuderia storica per rilanciarla.<\/p>\n<p>E siccome la fortuna \u00e8 cieca, ma nel caso della Ferrari la sfiga ci vede perfettamente, ecco che a Montreal, persino un incontro una marmotta &#8211; simpatico animaletto che tradizionalmente di vista ne ha poca &#8211; ha contribuito a rovinargli la gara: ha colpito l\u2019animale a inizio corsa, danneggiando il fondo e perdendo 20 punti di carico aerodinamico. Quando anche la fauna locale si mette contro di te, forse \u00e8 il caso di riflettere.<\/p>\n<p>Gli errori si sommano, la concorrenza ringrazia<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 la Ferrari non perde solo punti. Sta perdendo in autorevolezza e credibilit\u00e0: e questo per un marchio del genere \u00e8 imperdonabile. Il pensiero \u00e8 all\u2019ingegnere, a quello che star\u00e0 vedendo e soffrendo\u2026 \u201cPerch\u00e9 non dimenticatevi che tutti vogliono una Ferrari, ma il cognome Ferrari \u00e8 il mio\u2026 \u201d, diceva ai tecnici quando la macchina sembrava non performare all\u2019altezza di quelle che erano le sue aspettative. Il tutto mentre McLaren piazza regolarmente entrambe le vetture sul podio, Mercedes rinasce con aggiornamenti ben mirati grazie anche all\u2019entusiasmo incosciente di un pilotino che fa le scuole superiori, e Red Bull resta estremamente competitiva pur riducendo il budget e tentando \u2013 anche per proprio stesso interesse \u2013 di mantenere vita la competizione. Senza massacrarla come accadeva fino a tre anni fa.<\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 la Ferrari oggi\u2026<\/p>\n<p>Ogni weekend \u00e8 un d\u00e9j\u00e0-vu: prove libere disastrose, qualifiche buttate via per strategie discutibili o errori dei piloti, gare compromesse da scelte tattiche al limite dell\u2019autolesionismo. Ma il problema pi\u00f9 profondo \u00e8 probabilmente anche di identitario. Cos\u2019\u00e8 la Ferrari oggi? Una scuderia che punta al titolo? Una squadra che dovrebbe far crescere dei giovani? Una vetrina di marketing per il brand? Nessuno sembra saperlo con chiarezza. Gli obiettivi cambiano a ogni intervista, e anche la comunicazione del team \u00e8 schizofrenica: si passa dai proclami di fiducia assoluta agli ammiccamenti velati a futuri cambi di rotta.<\/p>\n<p>La sensazione dominante \u00e8 che si navighi a vista. E a farne le spese non sono solo i piloti, ma i tifosi. Quelli veri. Quelli che anche questa settimana prenderanno d\u2019assalto Monza nella speranza che\u2026 \u201cAlmeno questa sia la volta buona\u201d. Sono gli stessi che oggi si chiedono se Hamilton abbia fatto la scelta giusta, o se non fosse meglio ritirarsi da re a bordo della Mercedes.<\/p>\n<p>In coda: la questione industriale<\/p>\n<p>Sul fronte industriale, Ferrari spa continua a macinare utili e record di vendite. Il Cavallino rampante sulle auto di serie \u00e8 in splendida forma. Ma ci\u00f2 che accade in pista, da tempo, sembra quasi imbarazzare chi lavora a Maranello sulle supercar. Perch\u00e9 se il marchio corre, la Scuderia arranca. E l\u2019idea che le due realt\u00e0 possano convivere su binari separati sta diventando sempre pi\u00f9 concreta. E pericolosissima: da sempre Ferrari considerava il successo delle sue auto direttamente proporzionali a quelli della Formula 1. Intanto, Red Bull si prepara gi\u00e0 al 2026 permettendosi il lusso di valutare se Verstappen sia un lusso o una necessit\u00e0, Mercedes rinnova Russell, e Ferrari resta l\u00ec, ferma, con due piloti confusi e inappagati, una macchina scostante, e una direzione tecnica che sembra pi\u00f9 brava a difendere l\u2019indifendibile che a progettare un futuro credibile.<\/p>\n<p>E allora, mentre si avvicina Monza \u2013 che dovrebbe essere la festa \u2013 il rischio \u00e8 che il Gran Premio d\u2019Italia di quest\u2019anno diventi un funerale sportivo. Perch\u00e9 la Ferrari 2025, al momento, \u00e8 l\u2019emblema perfetto dell\u2019Italia che crede di essere grande, ma che ha dimenticato come si fa a vincere.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>       &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n               &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n   &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n                  &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Condividi &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":83703,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1454],"tags":[689,1770,368,683,1771,3345,1537,90,89,688,245,244],"class_list":{"0":"post-83702","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-f1","8":"tag-blog","9":"tag-f1","10":"tag-ferrari","11":"tag-formula-1","12":"tag-formula1","13":"tag-gp","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-opinioni","18":"tag-sport","19":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83702","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=83702"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83702\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/83703"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=83702"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=83702"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=83702"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}