{"id":84051,"date":"2025-09-02T21:22:10","date_gmt":"2025-09-02T21:22:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/84051\/"},"modified":"2025-09-02T21:22:10","modified_gmt":"2025-09-02T21:22:10","slug":"the-smashing-machine-e-la-fragilita-di-un-gigante-the-rock-punta-alloscar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/84051\/","title":{"rendered":"\u2018The Smashing Machine\u2019 e la fragilit\u00e0 di un gigante: The Rock punta all\u2019Oscar"},"content":{"rendered":"<p>Faccio subito un coming out genitoriale: negli ultimi mesi ho visto i due cartoon di Oceania cos\u00ec tante volte da saper cantare a memoria You\u2019re Welcome e Can I Get a Chee Hoo?, e recitare tutte le battute di Maui, il semidio tatuato con i riccioli che sembra un wrestler (chi sa, sa). Ho pure il pupazzetto a casa. Ecco, ritrovarmelo davanti in versione live action \u2014 Dwayne \u201cThe Rock\u201d Johnson, la stessa montagna di muscoli trasformata in action figure vivente \u2014 prima sullo schermo in The Smashing Machine (dal 19 novembre al cinema con I Wonder Pictures) e poi vederlo piangere a dirotto durante la standing ovation della Sala Grande (quindici minuti, per chi crede ancora all\u2019applausometro da festival; anche se l\u2019affetto era reale) \u00e8 stata una visione quasi mitologica: il semidio Disney che si fa mortale, fragile, davanti al pubblico di Venezia.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/reel\/DOE2vXakf10\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<p>Il film di Benny Safdie (per la prima volta senza il fratello Josh) racconta la parabola vera di Mark Kerr, pioniere e leggenda dell\u2019UFC, la pi\u00f9 grande organizzazione di arti marziali miste, oggi fabbrica di milioni. Sul ring \u00e8 una macchina da pugni e calci, fuori prova a non perdere il controllo. Finch\u00e9 non succede l\u2019impensabile: perde un incontro. E diventa la materia perfetta per il cinema dei Safdie: un loser.<\/p>\n<p>\u00c8 la presenza fisica del personaggio a ipnotizzare. Denti bianchissimi, riccioli neri (!), sopracciglia che sembrano scivolare direttamente nella fronte, un corpo talmente iper-muscolato da risultare quasi ingobbito. E non \u00e8 solo estetica: Kerr parla come uno che ha imparato a esprimersi a un seminario motivazionale, con una gentilezza calibrata, da manuale, anche nel salotto di casa. \u00c8 un\u2019esteta, un pignolo, un precisino: a un certo punto taglia personalmente con un coltello un\u2019escrescenza del suo cactus saguaro nel giardino perch\u00e9 deve assomigliare a quelli dei cartoni di Willy il Coyote. Un uomo che sembra la caricatura dell\u2019\u201call-American god-jock\u201d e che invece diventa materia tragica.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 qui che Johnson sorprende, e punta (giustamente) direttissimo all\u2019Oscar: meno wrestler di plastica e pi\u00f9 corpo dolente, quasi irriconoscibile, come se i suoi bicipiti fossero stati costretti a indossare la fragilit\u00e0 di Mickey Rourke in The Wrestler, ma senza mai strafare. The Smashing Machine ha un po\u2019 della stessa cupezza, della malinconia da fine corsa. Ma dialoga anche con la grammatica dello sport movie, a partire da Rocky: l\u00ec il sudore era redenzione, qui \u00e8 tossina che corrode. Eppure, il bello del film \u00e8 la sua antiretorica di fronte al genere. Ci sono tutti gli ingredienti che ti aspetti da un lungometraggio sportivo: la dipendenza, l\u2019avversario stronzo, la caduta, la bromance con un collega, la risalita, la relazione tossica con la compagna (una tamarrissima Emily Blunt). Ma ogni clich\u00e9 viene smorzato, riportato a terra. Nessuna agiografia, niente epica: solo realt\u00e0 aumentata, fatta di lividi, silenzi, stanchezza.<\/p>\n<p>Blunt, nei panni di Dawn, non \u00e8 la spalla di The Rock ma la controforza feroce che gli scava dentro pi\u00f9 dei colpi sul ring: le loro scene sono scontri verbali che pesano quanto i pugni. La cinepresa di Maceo Bishop incolla i corpi ma registra anche i vuoti, i gesti, le pause, la fatica che cala come un sipario.<\/p>\n<p>\u00c8 la prima regia di Safdie da solo, e si sente: meno isteria da Diamanti grezzi, pi\u00f9 controllo, pi\u00f9 ossessione per il dettaglio. Forse meno fuochi d\u2019artificio, ma pi\u00f9 maturit\u00e0. Good Time aveva trasformato Robert Pattinson da vampiro teen a attore serio, Uncut Gems aveva fatto lo stesso con Adam Sandler, da comico a volto d\u2019auteur. Qui la metamorfosi \u00e8 ancora pi\u00f9 clamorosa: The Rock, il jock pop per eccellenza, diventa interprete drammatico. \u00c8 il cinema umanistico dei Safdie, che prende i corpi pi\u00f9 improbabili e li schiaccia contro la realt\u00e0, fino a rivelarne l\u2019anima.<\/p>\n<p>Alla fine, The Smashing Machine non racconta una vittoria ma la lotta disperata di un uomo che combatte contro gli avversari, certo, ma prima di tutto contro se stesso. E che perde, spesso. \u00c8 questo che resta: non la gloria, ma la fragilit\u00e0 dietro il gigante. Il resto sono applausi, lacrime e un The Rock che, per una volta, sembra davvero umano.<\/p>\n<p><script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Faccio subito un coming out genitoriale: negli ultimi mesi ho visto i due cartoon di Oceania cos\u00ec tante&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":84052,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521,47495],"class_list":{"0":"post-84051","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies","15":"tag-venezia-82"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84051","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=84051"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84051\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/84052"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=84051"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=84051"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=84051"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}