{"id":85118,"date":"2025-09-03T10:03:09","date_gmt":"2025-09-03T10:03:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/85118\/"},"modified":"2025-09-03T10:03:09","modified_gmt":"2025-09-03T10:03:09","slug":"le-spese-per-curarsi-sono-sempre-piu-legate-ai-redditi-non-e-una-buona-notizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/85118\/","title":{"rendered":"Le spese per curarsi sono sempre pi\u00f9 legate ai redditi. Non \u00e8 una buona notizia"},"content":{"rendered":"<p>                <img itemprop=\"image\" loading=\"lazy\" data-original=\"https:\/\/www.avvenire.it\/c\/2025\/PublishingImages\/17c6e654b9f345e1af6bd284390b4be1\/cure-assistenza.jpg?width=1024\" src-max=\"https:\/\/www.avvenire.it\/c\/2025\/PublishingImages\/17c6e654b9f345e1af6bd284390b4be1\/cure-assistenza.jpg\" title=\"Le spese per curarsi sono sempre pi\u00f9 legate ai redditi. Non \u00e8 una buona notizia\" alt=\"Le spese per curarsi sono sempre pi\u00f9 legate ai redditi. Non \u00e8 una buona notizia\"\/><\/p>\n<p>In un sistema sanitario veramente universale e \u201cperfetto\u201d la domanda di cura \u00e8 soddisfatta da parte della sanit\u00e0 pubblica, entro limiti ragionevoli di tempo, senza costi per i cittadini. In un sistema siffatto la spesa sanitaria out of pocket (del privato che ci mette risorse proprie) \u00e8 confinata entro ambiti molto limitati (come il pagamento di ticket secondo criteri di progressivit\u00e0 fiscale) ed \u00e8 dunque funzione delle condizioni di salute oggettive e soggettive dichiarate e non dipende dal livello del reddito.<br \/>Quando invece i dati ci dicono che la spesa sanitaria privata, al crescere del reddito, trova spazio per crescere (ovvero identificano una correlazione positiva e significativa tra spesa sanitaria privata e livello del reddito) ci\u00f2 implica che chi ha livelli di reddito bassi non spende in sanit\u00e0 quanto vorrebbe (non si cura come dovrebbe) e solo una crescita del suo reddito gli consente di poter spendere di pi\u00f9 e curarsi meglio. Questo fenomeno \u00e8 definito in letteratura scientifica come razionamento delle cure sanitarie.<br \/><b>Su un campione rappresentativo di circa 3.000 italiani e su dati 2025 per una ricerca sviluppata in occasione del Festival Nazionale dell\u2019Economia Civile le nostre stime trovano che chi dichiara tra i 50 e i 70mila euro lordi spende di tasca propria mediamente 300 euro in pi\u00f9 al mese per cure sanitarie rispetto a chi dichiara livelli di reddito pi\u00f9 bassi. Ci\u00f2 al netto dell\u2019influenza di tutte le altre variabili rilevanti considerate come patologie dichiarate, stato di salute soggettiva percepito, genere, et\u00e0, livello d\u2019istruzione, condizione familiare, area geografica in cui vive.Il fatto singolare \u00e8 che i cittadini con pi\u00f9 alto reddito che spendono di pi\u00f9 dichiarano di avere meno patologie e una salute migliore<\/b>. \u00c8 pertanto ragionevole pensare che i 300 euro siano una soglia inferiore del vero razionamento che \u00e8 di fatto superiore se sommiamo le spese di assicurazione privata (presumibilmente maggiori per i pi\u00f9 ricchi che in proporzione maggiore scelgono di stipularla) e consideriamo il differenziale di salute a favore dei ricchi. Ossia i meno abbienti non possono spendere ogni anno una somma importante di denaro per investire nella propria salute con effetti negativi su salute futura e aspettativa di vita. <b>Nel Rapporto sul Benvivere, che verr\u00e0 presentato il prossimo 4 ottobre all\u2019interno del Programma del Festival Nazionale dell\u2019Economia Civile, approfondiremo anche alcune delle conseguenze delle differenze territoriali sulla speranza di vita legate alla qualit\u00e0 del sistema sanitario, al di l\u00e0 del dato aggregato nazionale di razionamento<\/b>.<br \/>Due caveat a questi risultati che richiedono ulteriore approfondimento sono la componente di maggiore progressivit\u00e0 fiscale sui ticket dei pi\u00f9 ricchi che rappresenta soddisfacimento e non negazione del principio di equit\u00e0 e le spese sanitarie \u201cvoluttuarie\u201d (es. trattamenti estetici sempre pi\u00f9 diffusi dove siamo tra i paesi con spesa pi\u00f9 elevata) che non rappresentano violazione del principio di equit\u00e0. Molto importante dunque scorporare queste due voci dal vero e proprio razionamento sanitario che invece viola quel principio.<br \/><b>Il nostro sistema formalmente universale consentirebbe in principio ai meno abbienti di curarsi pubblicamente a costo zero o quasi ma, come sappiamo, l\u2019eccesso di domanda di sanit\u00e0 pubblica (alimentato anche dai pi\u00f9 ricchi) crea lunghissime file d\u2019attesa che rendono di fatto l\u2019eguaglianza di accesso alle cure tra ricchi e poveri un\u2019illusione. Il razionamento delle cure sanitarie alimenta purtroppo molto spesso circoli viziosi per i quali i meno abbienti rinunciano a cure o diagnostica che avrebbero sostenuto a proprie spese nel privato finendo per far aggravare le proprie condizioni ed aumentando il fabbisogno e i costi delle cure future<\/b>.<br \/>Fenomeni come quelli dei viaggi della salute per cure dentarie nei paesi dell\u2019Est Europa sono tentativi di aggirare il razionamento delle cure abbassando di fatto il costo del proprio fabbisogno. La migrazione sanitaria misurata in termini di notti in ospedale fuori regione determina invece nei meno abbienti un potenziale aggravio di razionamento delle cure sanitarie aumentando, a parit\u00e0 di prestazioni, il costo delle stesse che si carica anche dei viaggi di trasporto. Se i nostri dati danno una misura del fenomeno da una determinata prospettiva le possibili risposte di policy, tenuto conto dei vincoli di bilancio, non sono semplici. Le direzioni da seguire sono quelle di favorire la medicina di territorio (case di comunit\u00e0) per ridurre il congestionamento dei pronto soccorso e degli ospedali, ridurre il problema del sottodimensionamento del personale sanitario, di coinvolgere il privato non solo nelle parti pi\u00f9 remunerative del trattamento sanitario e di valorizzare il fattore relazionale che \u00e8 un elemento invisibile ma fondamentale per il successo nelle cure.<br \/>\u00a9 riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In un sistema sanitario veramente universale e \u201cperfetto\u201d la domanda di cura \u00e8 soddisfatta da parte della sanit\u00e0&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":85119,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-85118","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85118","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=85118"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85118\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/85119"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=85118"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=85118"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=85118"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}