{"id":85130,"date":"2025-09-03T10:09:09","date_gmt":"2025-09-03T10:09:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/85130\/"},"modified":"2025-09-03T10:09:09","modified_gmt":"2025-09-03T10:09:09","slug":"come-sta-andando-litalia-a-eurobasket-ultimo-uomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/85130\/","title":{"rendered":"Come sta andando l&#8217;Italia a Eurobasket \u2013 Ultimo Uomo"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 forse un\u2019immagine che, pi\u00f9 di tutte, racconta molto delle prime quattro partite dell\u2019Italia a EuroBasket 2025, chiuse con tre vittorie consecutive &#8211; diversissime tra loro &#8211; dopo l\u2019iniziale ko contro la Grecia di Giannis Antetokounmpo. Un\u2019istantanea che non descrive bene solo la squadra di Pozzecco ma l\u2019intero ciclo di questa nazionale, nata con Meo Sacchetti e la <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/www.ultimouomo.com\/italia-basket-olimpiadi-belgrado-serbia\" rel=\"nofollow noopener\">clamorosa qualificazione a Tokyo 2020<\/a> e proseguita poi sotto la gestione dell&#8217;attuale CT. <\/p>\n<p>\u00c8 quella di Gabriele Procida, 0 minuti in tutto l\u2019Europeo (non senza polemiche sui social) prima del secondo tempo contro la Spagna, che si tuffa per due volte contro De Larrea e Puerto su una palla vagante a centrocampo per tenere il possesso azzurro.<\/p>\n<p>Un tuffo da parte del dodicesimo &#8211; lo dicono i minuti giocati &#8211; uomo di questa squadra, a testimoniare di esserci e di voler dire la sua anche soltanto per un singolo possesso. \u00abAvevo tantissima voglia, sin dal primo giorno. Sapevo di essere pronto e l\u2019avevo detto al Poz, anche a un minuto dalla fine. Mi sono fatto trovare pronto e sono contento\u00bb, ha detto il neo giocatore del Real Madrid a Sky a fine partita, con Pozzecco che l\u2019ha elogiato (\u00ab\u00c8 stato molto bravo dopo tre partite in panchina\u00bb) rivendicando anche la legittimit\u00e0 delle proprie decisioni: \u00abAlleno io, le scelte le faccio io. Solo i miei assistenti mi possono condizionare\u00bb.<\/p>\n<p>Il doppio tuffo di Procida \u00e8 la copertina perfetta per raccontare le prime quattro partite dell\u2019Italia a Limassol &#8211; la sfida di gioved\u00ec 4 contro una Cipro gi\u00e0 eliminata e mai competitiva determiner\u00e0 il nostro piazzamento, con (almeno) il secondo posto certo in caso di vittoria &#8211; perch\u00e9 dimostra come questa sia una squadra che non molla mai. Su nessun possesso, in nessuna situazione di gioco. Non \u00e8 accaduto nei momenti pi\u00f9 difficili, come il primo o il terzo quarto con la Grecia, il secondo parziale con la Georgia o il 13-0 iniziale della Spagna, come non \u00e8 mai accaduto nemmeno nei tornei degli ultimi anni.<\/p>\n<p><strong>IDENTIT\u00c0 E CAPACIT\u00c0 DI ADATTAMENTO<br \/><\/strong>Non sono state quattro partite semplici, quelle che hanno aperto l\u2019Europeo azzurro. A partire dall\u2019esordio contro la testa di serie del girone, quella allenata da Vassilis Spanoulis. Una Grecia che ha approcciato l\u2019impegno contro di noi con la dichiarata intenzione di non concedere mai la transizione offensiva, rinunciando del tutto alla possibilit\u00e0 di andare a rimbalzo offensivo &#8211; soltanto quattro in 40\u2019, di cui due in una singola azione (chiave) di Thanasis Antetokounmpo &#8211; per anestetizzare del tutto ogni possibilit\u00e0 di contropiede azzurro. La scelta di Spanoulis ha pagato dividendi perch\u00e9 contro la Grecia abbiamo sempre inseguito, ma senza mai uscire del tutto dalla partita.<\/p>\n<p>Da un lato le situazioni di gioco, per esempio i pick&amp;roll giocati da Spagnolo che hanno esposto i limiti della frontline greca (la risposta di Spanoulis di partire col duo Antetokounmpo, Kostas-Giannis, sotto canestro a inizio ripresa ha indirizzato la sfida per la Grecia), dall\u2019altro le risposte dei singoli elementi. Lo stesso playmaker brindisino, il cui livello \u00e8 sceso col passare delle partite anche per le maggiori attenzioni riservategli dalle difese avversarie, ma soprattutto Saliou Niang. La storia, indubbiamente, dell\u2019Europeo azzurro: una continua ascesa che con la Spagna ha toccato il livello finora pi\u00f9 alto, ma che ha avuto singoli grandi momenti in ognuna delle quattro partite.<\/p>\n<p>Per esempio, come fermare un 13-0 nei 7\u2019 iniziali.<\/p>\n<p>Il <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/www.ultimouomo.com\/saliou-niang-nba-draft-come-trento-virtus\" rel=\"nofollow noopener\">neo giocatore della Virtus Bologna<\/a> sta vivendo un 2025 da sogno, iniziato con uno spazio sempre pi\u00f9 crescente con Trento &#8211; con tanto di <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/www.ultimouomo.com\/coppa-italia-basket-vittoria-trento\" rel=\"nofollow noopener\">Coppa Italia<\/a> vinta in Finale su Milano &#8211; e passato anche per una chiamata al Draft NBA e una positiva Summer League con i Cleveland Cavaliers, che sembra aver fatto tanto soprattutto dal punto di vista della consapevolezza e della fiducia nei propri mezzi. Anche nei momenti migliori Niang ha dimostrato il suo essere un diamante grezzo, un giocatore istintivo dalle doti atletiche evidenti ma che necessita ancora di una maggiore lucidit\u00e0 nelle scelte e nella capacit\u00e0 di lettura delle situazioni di gioco.<\/p>\n<p>\u00c8 per questo che il ruolo cucitogli addosso dallo staff azzurro, quello dell\u2019elemento che porta energia e versatilit\u00e0 &#8211; con la capacit\u00e0 di giocare e difendere su tre ruoli &#8211; in uscita dalla panchina sembra perfetto. Le prossime saranno ore d\u2019attesa per saperne di pi\u00f9 sul problema alla caviglia destra accusato su una situazione senza contatto: dopo l\u2019impegno con Cipro gli azzurri voleranno a Riga dove giocheranno domenica il loro ottavo di finale, contro un\u2019avversaria da definire in quanto la situazione di classifica nel gruppo di Katowice (come quello di Limassol) \u00e8 estremamente fluida. Le prime dichiarazioni riportate da Sky, per\u00f2, autorizzano un timido ottimismo.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 di trovare soluzioni e risorse &#8211; oltre allo Spagnolo delle prime partite e a Niang \u00e8 impossibile non citare Momo Diouf, che col passare dei minuti in campo \u00e8 stato sempre pi\u00f9 prezioso sotto canestro contro avversari di pedigree NBA &#8211; per far fronte alle difficolt\u00e0 viste nell\u2019attacco a met\u00e0 campo \u00e8 una dimostrazione di come il punto di partenza di questa squadra sia la propria identit\u00e0, la consapevolezza nei propri mezzi e delle proprie caratteristiche. Elementi che hanno portato l\u2019Italia a reinventarsi rispetto al suo recente passato, andando oltre la necessit\u00e0 di fare affidamento eccessivo sul tiro da tre punti e sulla volont\u00e0 di correre il campo, aumentando i giri della circolazione di palla.<\/p>\n<p>Momo Diouf ha sempre risposto presente.<\/p>\n<p>Come la Grecia, anche Georgia e Bosnia hanno tentato &#8211; con limiti difensivi pi\u00f9 evidenti rispetto agli ellenici &#8211; di snaturarci e allontanarci dai percorsi a noi pi\u00f9 congeniali e non \u00e8 un caso che gli azzurri siano una delle ultime squadre (la quintultima) per numero di possessi medi. In queste due occasioni l\u2019Italia \u00e8 stata capace di sapere soffrire, superando i momenti pi\u00f9 complessi soprattutto con le coperture sotto canestro su Bitadze prima e Nurki\u0107 poi, continuando a giocare la sua pallacanestro adattata alle circostanze presentate dall\u2019avversaria di giornata. Con i georgiani la chiave di volta \u00e8 stata la line-up composta contemporaneamente da Alessandro Pajola e Darius Thompson: non solo i nostri migliori difensori sugli esterni, ma anche due giocatori poliedrici e versatili che sanno assumersi responsabilit\u00e0 in campo. Il 29-6 di parziale contro i georgiani potrebbe essere ricordato come punto di svolta non solo di quella partita, ma del nostro intero EuroBasket, anche perch\u00e9 da quel momento le rotazioni sono cambiate sensibilmente, riflettendo meglio le necessit\u00e0 della propria (nostra) squadra prima di adattarci sugli altri.<\/p>\n<p>Siamo lontani dall\u2019essere un prodotto finito in situazioni di ritmo lento e pochi possessi, ma la traccia di partenza \u00e8 importante e i risultati arrivati dopo la sfuriata di Giannis Antetokounmpo nella giornata inaugurale stanno l\u00ec a testimoniarlo. La prova di maturit\u00e0 sar\u00e0 sicuramente la fase a eliminazione diretta, ma rispetto al passato \u00e8 pacifico sostenere come ci approcceremo alla situazione di partite senza un domani. Anche perch\u00e9 in tutto questo scenario di novit\u00e0 c\u2019\u00e8 un punto focale a cui possiamo sempre agganciarci: la nostra difesa. Mai oltre gli 80 punti subiti &#8211; siamo quinti per Defensive Rating a 97.9, e a differenza delle migliori quattro non abbiamo ancora affrontato squadre a secco di vittorie in questo Europeo &#8211; e sempre in controllo a livello mentale, \u00e8 nella met\u00e0 campo difensiva che abbiamo sempre trovato il ritmo necessario per mutare il nostro vestito offensivo.<\/p>\n<p><strong>TANTO (MA NON TUTTO), COMUNQUE, PARTE DA FONTECCHIO E MELLI<br \/><\/strong>Ovvero i due giocatori pi\u00f9 attesi e discussi di questa squadra, elementi di categoria superiore e non soltanto perch\u00e9 parliamo di uno che gioca in NBA da anni e di un altro fresco di vittoria dell\u2019Eurolega. Simone Fontecchio vanta una gara da leggenda, i 39 punti alla Bosnia &#8211; migliore prestazione di sempre per un giocatore italiano nelle fasi finali di un Europeo, a -6 dal record assoluto di Antonello Riva &#8211; e tre partite segnate da difficolt\u00e0 marcate al tiro, per poco ritmo in primis ma anche per efficaci e aggressive difese avversarie.<\/p>\n<p>Fontecchio ha per\u00f2 avuto pazienza, forzando poche conclusioni e in generale lasciando che la partita potesse venire a lui. Al di l\u00e0 degli storici 39 punti segnati contro la Bosnia, il neo giocatore dei Miami Heat si \u00e8 segnalato quindi per ottimi spunti difensivi: il migliore di questi, senza ombra di dubbio, \u00e8 stato quello contro un giocatore decisivo nella vittoria contro la Spagna nel turno inaugurale, ovvero Sandro Mamukelashvili. Dopo il lavoro di sacrificio e abnegazione sul giocatore degli Spurs &#8211; pure in una nuova serata dove il tiro dall\u2019arco non entrava, con Fontecchio che si \u00e8 comunque reso utile in attacco con diverse soluzioni vicine al ferro &#8211; \u00e8 arrivato l\u2019exploit contro Nurki\u0107 e compagni, i 39 punti che hanno fatto il giro del mondo.<\/p>\n<p>Simone ha superato i 36 punti messi a segno da Bargnani nell\u2019edizione 2011 contro la Lettonia, una delle spedizioni pi\u00f9 amare nella recente storia azzurra.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che i nostri destini in questa competizione sono legati a un miglioramento delle percentuali di tiro di Fontecchio (al momento della scrittura di questo articolo siamo al 38.5% complessivo dal campo, su 13 tentativi di media), ma la capacit\u00e0 di essere maggiormente finalizzatore di una manovra offensiva non costruita da lui, di limitare i momenti in cui costruire per se stesso &#8211; non tanto per caratteristiche sue, quanto per come questo aspetto lo esponga a una maggiore aggressivit\u00e0 difensiva degli avversari &#8211; possa pagare ottimi dividendi a lungo andare. \u00c8 stato importante, poi, vivere momenti in cui gli altri elementi del roster hanno saputo a turno prendersi maggiori responsabilit\u00e0 offensive.<\/p>\n<p>Un esempio \u00e8 quello del capitano, <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/www.ultimouomo.com\/intervista-melli-fenerbache-milano-final-four-eurolega\" rel=\"nofollow noopener\">Nicol\u00f2 Melli<\/a>. Togliendo dall\u2019equazione la proverbiale virgola con cui si \u00e8 chiusa la sfida alla Spagna (0\/3 al tiro in una serata difficile anche per problemi di falli), il giocatore fresco di titolo europeo col Fenerbahce ha flirtato con la doppia cifra di media, con il punto pi\u00f9 alto rappresentato dai 15 punti segnati alla Grecia, partita che ha messo in scena diversi momenti di brillantezza offensiva propri di un\u2019altra fase della carriera del lungo reggiano, che nel suo CV vanta anche una delle migliori prestazioni messe a segno in una Finale di Eurolega.<\/p>\n<p>Quei 28 punti non bastarono per conquistare un titolo poi raggiunto 7 anni dopo.<\/p>\n<p>Sulla copertina del libro di EuroBasket di Melli c\u2019\u00e8 finora il matchup difensivo con Toko Shengelia, totalmente tolto dai giochi nella sfida con la Georgia al di l\u00e0 dello stato di forma deficitario dell\u2019ex giocatore della Virtus Bologna. Una sfida nella sfida che si \u00e8 pi\u00f9 volte riproposta negli ultimi anni &#8211; soprattutto in Finale Scudetto tra le Vu Nere e l\u2019Olimpia Milano &#8211; e che ha reso Melli una sorta di kriptonite del giocatore georgiano, spesso rebus di difficile soluzione per le difese europee. Non c\u2019\u00e8 solo il rendimento sul parquet, per\u00f2. Parliamo di un punto di riferimento focale per tutto il gruppo, di un leader che ha saputo indirizzare anche l\u2019amalgama tra coloro che sono veterani pi\u00f9 avvezzi alle logiche di questa squadra &#8211; il pensiero va a due elementi come Ricci e Spissu, cresciuti tanto con l\u2019avanzare dell\u2019Europeo &#8211; ai nuovi innesti, che questi siano giovani o pi\u00f9 esperti come Thompson o Gallinari. Un gruppo sano, che gioca per un obiettivo non solo sportivo (la \u201cpresenza\u201d di Achille Polonara \u00e8 meno \u201cdichiarata\u201d rispetto alla preparazione, ma c\u2019\u00e8) ed \u00e8 il risultato delle scelte del suo allenatore.<\/p>\n<p><strong>CHIUNQUE HA UN&#8217;OPINIONE SU GIANMARCO POZZECCO<br \/><\/strong>Non \u00e8 mai stato sbagliato definire il CT azzurro come <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/www.ultimouomo.com\/coach-gianmarco-pozzecco\" rel=\"nofollow noopener\">l\u2019unica vera rockstar della pallacanestro italiana<\/a>. Da sempre generatore e alimentatore di pensieri esterni, opinioni, pareri e pregiudizi, Gianmarco Pozzecco \u00e8 sempre stato discusso. Lo \u00e8 stato da giocatore, in una carriera vincente ed esaltante che forse avrebbe meritato maggiori soddisfazioni e considerazioni, lo \u00e8 da allenatore in un percorso che in un decennio abbondante ha riservato pi\u00f9 luci che ombre. \u00abOggi io alleno esattamente come avrei voluto essere allenato\u00bb: la frase che Pozzecco ci diceva in un\u2019intervista qualche anno fa \u00e8 indubbiamente attuale, e non \u00e8 un caso come tutti i suoi gruppi abbiano il minimo comune denominatore di una connessione profonda con l\u2019appassionato e competente <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/www.ultimouomo.com\/mondiali-basket-italia-coaching-staff\" rel=\"nofollow noopener\">staff che lo accompagna<\/a>.<\/p>\n<p>Tra le cose che fanno discutere maggiormente di Pozzecco sui social e sui media ci sono le sue interviste post partita, indubbiamente inusuali se pensiamo allo standard degli allenatori. Ma che dicono molto, in realt\u00e0, dell\u2019intensit\u00e0 con cui vive le partite e fanno trasparire una sorta di svuotamento emotivo appena queste finiscono, un essere esausto.<\/p>\n<p>Un punto di merito di Pozzecco \u00e8 stato l\u2019aver saputo inserire i nuovi elementi senza forzarne l\u2019ingresso nelle geometrie &#8211; e nelle gerarchie &#8211; di squadra. Pensiamo a Darius Thompson, elemento entrato in punta di piedi nel gruppo e con un rendimento non esaltante nelle amichevoli di preparazione, come anche nella partita contro la Grecia. L\u2019americano, azzurro per amore, ha saputo aspettare il suo momento che \u00e8 arrivato nel secondo tempo contro la Georgia. Non tanto per il rendimento offensivo (quello \u00e8 risultato pi\u00f9 evidente nei numeri contro la Bosnia, e pure contro la Spagna Thompson ha trovato canestri importanti), quanto per le sue capacit\u00e0 difensive e le abilit\u00e0 da handler sui pick&amp;roll, punto dolente dell\u2019attacco azzurro: nelle prime due partite l\u2019Italia ha viaggiato ad appena 0.39 punti per possesso nelle 18 situazioni in cui un p&amp;r \u00e8 stato concluso dal creatore di gioco.<\/p>\n<p>La situazione \u00e8 migliorata col passare delle partite e non soltanto per l\u2019apporto crescente dal punto di vista offensivo di Diouf, quanto per una crescita del rendimento di Thompson e Spissu &#8211; oltre a un consolidamento in fase di creazione di Pajola, forse meno brillante difensivamente rispetto agli altissimi livelli a cui ci ha abituato con la maglia della Virtus ma sicuramente pi\u00f9 propositivo e attivo in fase di creazione. Sono state molto discusse, in giro, le scelte a livello di rotazione del nostro CT. Una possibile spiegazione, a ripensare ai 160\u2019 effettivi trascorsi sul parquet, sta nella necessit\u00e0 dell\u2019Italia di avere in campo due creatori di gioco in pressoch\u00e9 ogni momento quando ci ritroviamo a giocare a ritmi bassi e a met\u00e0 campo: situazione che ha portato al \u201cgioco delle coppie\u201d per quanto riguarda Pajola, Thompson, Spissu e Spagnolo (in ordine di minuti giocati).<\/p>\n<p>Tutto questo, con l\u2019esplosione di Niang che ha conquistato i minuti alle spalle (ma anche al fianco) di Fontecchio ha ridotto lo spazio per il tanto invocato Procida, giocatore dal sicuro avvenire ma dalle caratteristiche da un lato troppo simili allo stesso Niang e dall\u2019altro difficile da gestire col pallone in mano. La partita contro Cipro pu\u00f2 servire in questo senso (anche alla luce di un possibile rodaggio, se non proprio mancato impiego, dell\u2019ala della Virtus dopo il problema alla caviglia accusato con la Spagna), a fare entrare definitivamente in ritmo Procida in vista della fase a eliminazione diretta. Pozzecco \u00e8 poi finito nell\u2019occhio del ciclone anche per i falli tecnici rimediati nel corso del torneo: indubbiamente tanti, col picco dell\u2019espulsione per doppia penalit\u00e0 ricevuta contro la Bosnia, due occasioni di invasione di campo immediatamente ravvisate dalla terna arbitrale.<\/p>\n<p>Per quanto le decisioni in s\u00e9 siano difficilmente discutibili, \u00e8 altrettanto vero che il metro arbitrale sul nostro CT \u00e8 sicuramente meno permissivo rispetto a quello adottato su altri allenatori, dallo status maggiore, pure in questo Europeo. L\u2019eventuale pregiudizio arbitrale \u00e8 sicuramente inferiore, per\u00f2, a quello che si legge sui social network dove \u00e8 indubbiamente rilevante (e forse pure maggioritario) il coro di critiche che accompagna ogni sua osservazione, dichiarazione, perfino inquadratura quando esulta per un canestro azzurro o reagisce a un errore o gestisce un minuto di sospensione. Gianmarco Pozzecco polarizza la discussione attorno a questa squadra molto di pi\u00f9 di quanto non sia in grado di fare qualsiasi allenatore del basket italiano &#8211; forse le ultime annate difficili della Milano di Ettore Messina ci si avvicinano &#8211; e questa situazione fa perdere di vista uno degli aspetti pi\u00f9 importanti per capire e comprendere questa squadra.<\/p>\n<p>L\u2019Italia che da domenica giocher\u00e0 partite senza un domani per inseguire una medaglia che manca dal 2004 &#8211; e che spera di rompere la secca nella stessa estate in cui ci \u00e8 riuscita la squadra femminile &#8211; \u00e8 competitiva e coinvolgente perch\u00e9 \u00e8 diretta conseguenza delle caratteristiche tecniche e identitarie del suo allenatore. Una squadra che riesce sempre a trovare un modo, attingendo a risorse presenti ma che talvolta sembra non essere del tutto consapevole di avere. Perch\u00e9 tutti sono in grado di prendersi responsabilit\u00e0 in pi\u00f9 alla bisogna, di fornire il proprio apporto e semplicemente di dare tutto, come il doppio tuffo di Procida esemplifica in un gesto. Credete davvero che sarebbe possibile con un allenatore qualsiasi, con dei leader qualunque in termini di gruppo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 forse un\u2019immagine che, pi\u00f9 di tutte, racconta molto delle prime quattro partite dell\u2019Italia a EuroBasket 2025, chiuse&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":85131,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,8,1537,90,89,7,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-85130","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-headlines","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-notizie-di-cronaca","16":"tag-notizie-principali","17":"tag-notiziedicronaca","18":"tag-notizieprincipali","19":"tag-titoli","20":"tag-ultime-notizie","21":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","22":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotiziedicronaca","25":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85130","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=85130"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85130\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/85131"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=85130"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=85130"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=85130"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}