{"id":85631,"date":"2025-09-03T15:31:09","date_gmt":"2025-09-03T15:31:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/85631\/"},"modified":"2025-09-03T15:31:09","modified_gmt":"2025-09-03T15:31:09","slug":"ucraina-putin-se-zelensky-e-pronto-puo-incontrarmi-a-mosca-la-fine-del-conflitto-e-possibile-oppure-combatteremo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/85631\/","title":{"rendered":"Ucraina, Putin: &#8220;Se Zelensky \u00e8 pronto, pu\u00f2 incontrarmi a Mosca. La fine del conflitto \u00e8 possibile, oppure combatteremo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Roma, 3 set. (Adnkronos Salute) &#8211; Nei pazienti con ipertensione arteriosa non controllata o resistente al trattamento che hanno ricevuto baxdrostat o placebo in aggiunta alla terapia standard, il farmaco a due dosaggi (2 mg e 1 mg) riduce in maniera statisticamente significativa e clinicamente rilevante la pressione arteriosa sistolica media in posizione seduta rispetto al placebo a 12 settimane di trattamento. Sono i risultati dello studio di fase 3 BaxHtn, presentati in una Hot Line session al Congresso della European Society of Cardiology (Esc) 2025 che si \u00e8 svolto in questi giorni a Madrid, e pubblicati contestualmente sul &#8216;New England Journal of Medicine&#8217;.<\/p>\n<p>Nello studio &#8211; informa una nota di Astra Zeneca &#8211; baxdrostat ha raggiunto l&#8217;endpoint primario e tutti gli endpoint secondari, garantendo una riduzione significativa e duratura della pressione arteriosa nei pazienti con ipertensione non controllata o resistente al trattamento. Alla settimana 12 la riduzione assoluta, rispetto al basale, della pressione arteriosa sistolica media in posizione seduta \u00e8 stata di 15,7 mmHg (intervallo di confidenza Ic 95%, -17,6 a -13,7) con una riduzione normalizzata per placebo di 9,8 mmHg (Ic 95%, -12,6 a -7,0; p\n<\/p>\n<p>Il farmaco \u00e8 risultato generalmente ben tollerato, senza evidenza di riscontri inattesi in termini di sicurezza e con bassi tassi di iperkaliemia confermata (&gt;6 mmol\/L in entrambi i gruppi di dosaggio, 1,1% ciascuno) rispetto al placebo (0,0%). Il profilo di sicurezza di baxdrostat \u00e8 risultato coerente con il meccanismo d&#8217;azione e la maggior parte degli eventi avversi \u00e8 risultata lieve. Lo studio ha raggiunto anche tutti gli endpoint secondari confermativi, tra i quali una riduzione duratura della pressione arteriosa con baxdrostat al dosaggio di 2 mg. Entrambi i dosaggi, 2 mg e 1 mg, hanno inoltre determinato una maggiore riduzione della pressione arteriosa diastolica e hanno quasi triplicato la probabilit\u00e0 di raggiungere il target di pressione arteriosa sistolica\n<\/p>\n<p>In una analisi esplorativa prespecificata di un sottogruppo di pazienti, confrontato con placebo &#8211; prosegue la nota &#8211; baxdrostat ha ridotto in modo significativo la pressione arteriosa sistolica nel monitoraggio dinamico delle 24 ore e in particolare nelle ore notturne, indicatori chiave di controllo duraturo della pressione arteriosa e riduzione del rischio cardiovascolare. Il dosaggio di 2 mg ha ridotto la pressione arteriosa sistolica misurata nelle 24 ore di 16,9 mmHg (Ic 95%, -25,6 a -8,3), e la combinazione dei due dosaggi da 2 mg e 1 mg ha ridotto la pressione arteriosa sistolica notturna di 11,7 mmHg (Ic 95%, -19,5 a -3,8). I risultati dello studio di fase 3, Bax24, disegnato per valutare gli effetti sulla misurazione della pressione arteriosa nelle 24 ore, sono attesi entro la fine dell&#8217;anno.<\/p>\n<p>&#8220;I risultati del trial BaxHtn, al quale anche l&#8217;Istituto Auxologico di Milano ha partecipato, rappresentano un vero progresso per una popolazione che ha ancora un importante unmet medical need &#8211; commenta Gianfranco Parati, professore onorario di Medicina cardiovascolare, universit\u00e0 degli Studi Milano-Bicocca, direttore scientifico dell&#8217;Istituto Auxologico italiano Irccs Milano e presidente della World Hypertension League &#8211; Nonostante la politerapia, infatti, molti pazienti ipertesi non riescono a raggiungere i target pressori raccomandati dalle linee guida e restano esposti a un rischio significativo di eventi cardiovascolari e renali. Lo studio BaxHtn ha raggiunto l&#8217;endpoint primario e tutti gli endpoint secondari evidenziando come baxdrostat, in aggiunta alla terapia standard, determini una significativa e sostenuta riduzione della pressione arteriosa sistolica, fino a 15,7 mmHg rispetto al basale, offrendo una risposta terapeutica di elevata rilevanza clinica in una popolazione ampia e rappresentativa di pazienti non controllati o resistenti. Raggiungere una riduzione di pressione di tale entit\u00e0 &#8211; sottolinea lo specialista &#8211; si associa a un rischio significativamente inferiore di infarto, ictus, scompenso cardiaco e malattia renale. Grazie a questa nuova strategia terapeutica, un numero sempre maggiore di pazienti potr\u00e0 raggiungere un controllo pressorio ottimale, con un impatto concreto sugli esiti clinici a lungo termine per milioni di persone&#8221;.<\/p>\n<p>Aggiunge Bryan Williams, Chair of Medicine presso University College London e Principal Investigator dello studio BaxHtn: &#8220;Raggiungere una riduzione di quasi 10 mmHg della pressione arteriosa sistolica con baxdrostat, nello studio, rappresenta un risultato davvero significativo, considerato che questo livello di riduzione \u00e8 associato a un rischio significativamente inferiore di infarto, ictus, scompenso cardiaco e malattia renale. Questi dati evidenziano come l&#8217;aldosterone, nell&#8217;ipertensione non controllata o resistente al trattamento, giochi un ruolo pi\u00f9 rilevante rispetto a quanto precedentemente riconosciuto, sottolineando l&#8217;importanza del meccanismo d&#8217;azione innovativo di baxdrostat e il suo potenziale impatto per milioni di persone che vivono con ipertensione non controllata o resistente al trattamento, nonostante la terapia con multipli farmaci ipertensivi&#8221;.<\/p>\n<p>Per Sharon Barr, Executive Vice President, BioPharmaceuticals R&amp;D, AstraZeneca, &#8220;i risultati dello studio dimostrano il potenziale di baxdrostat nel rispondere a una delle sfide pi\u00f9 importanti in ambito cardiovascolare, ossia l&#8217;ipertensione difficile da controllare nonostante terapie multiple. Nei prossimi mesi &#8211; evidenzia &#8211; intendiamo proseguire l&#8217;iter di sottomissione regolatoria di baxdrostat alle autorit\u00e0 regolatorie, parallelamente al rapido avanzamento di un robusto programma di sviluppo clinico nelle indicazioni in cui l&#8217;aldosterone svolge un ruolo chiave, incluse la prevenzione della malattia renale cronica e dello scompenso cardiaco&#8221;.<\/p>\n<p>Nel mondo, 1,3 miliardi di persone convivono con l&#8217;ipertensione, patologia che colpisce circa il 30% della popolazione italiana, ricorda la nota. Un crescente numero di evidenze indica come la disregolazione dell&#8217;aldosterone rappresenti uno dei principali meccanismi biologici alla base dell&#8217;ipertensione, contribuendo ad aumentare il rischio cardiovascolare e renale. Un&#8217;ampia metanalisi ha dimostrato che una riduzione di 10 mmHg della pressione arteriosa sistolica pu\u00f2 ridurre il rischio di eventi cardiovascolari maggiori di circa il 20%, sottolineando la necessit\u00e0 di nuovi trattamenti che agiscano sui meccanismi biologici alla base dell&#8217;ipertensione. Baxdrostat \u00e8 un inibitore altamente selettivo dell&#8217;aldosterone sintasi (Asi), un potenziale &#8216;first-in-class&#8217; che agisce sulla sintesi dell&#8217;aldosterone, ormone responsabile dell&#8217;elevata pressione arteriosa e dell&#8217;aumento del rischio cardiovascolare e renale. Attualmente il farmaco \u00e8 oggetto di studio in trial clinici che stanno arruolando oltre 20mila pazienti a livello globale, da solo, in aggiunta ad altre terapie, per il trattamento dell&#8217;ipertensione arteriosa e dell&#8217;aldosteronismo primario, e in combinazione con dapagliflozin per la malattia renale cronica e la prevenzione dello scompenso cardiaco in pazienti ipertesi ad alto rischio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Roma, 3 set. 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