{"id":86324,"date":"2025-09-03T22:45:11","date_gmt":"2025-09-03T22:45:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/86324\/"},"modified":"2025-09-03T22:45:11","modified_gmt":"2025-09-03T22:45:11","slug":"manovra-le-promesse-di-meloni-sul-lavoro-detassazione-e-nuovo-welfare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/86324\/","title":{"rendered":"Manovra, le promesse di Meloni sul lavoro: detassazione e nuovo welfare"},"content":{"rendered":"<p>Il capitolo \u201clavoro\u201d della prossima <strong>Manovra<\/strong> potrebbe riservare diverse sorprese interessanti. Questo se si prendono per vero le parole della premier Giorgia Meloni, che al Meeting di Rimini ha posto particolare accento proprio sul ceto medio e la necessit\u00e0 di sostenere i salari. Certo, il cantiere si \u00e8 appena aperto e molto \u00e8 ancora da decidere e dipender\u00e0 da<strong> costi e coperture<\/strong> di ogni singola proposta.<\/p>\n<p>A fare muro potrebbe esserci proprio il ministro Giorgetti, sempre molto prudente. Si parla intanto di taglio dell\u2019Irpef, un importante rafforzamento del welfare e varie detassazioni tra lavoratori pubblici e privati.\n<\/p>\n<p>Il taglio dell\u2019Irpef<\/p>\n<p>La <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/manovra-2026-programma-meloni\/926514\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Manovra 2026<\/a> in preparazione porta con s\u00e9 la proposta di un nuovo <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/taglio-irpef-ceto-medio-manovra-2026\/926040\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">taglio dell\u2019Irpef<\/a>. L\u2019idea \u00e8 quella di ridurre di due punti l\u2019aliquota del secondo scaglione (33%) e allargare la fascia di applicazioni freno a 60.000 euro di reddito lordo.<\/p>\n<p>Meloni ha ribadito che il momento \u00e8 ormai arrivato e se il provvedimento passer\u00e0, dal 2026 le<strong> aliquote Irpef<\/strong> saranno strutturate in:<\/p>\n<ul>\n<li>23% fino a 28.000 euro di reddito lordo;<\/li>\n<li>33% dai 28 ai 60.000 euro di reddito lordo;<\/li>\n<li>43% oltre i 60.000 euro di reddito lordo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Si tratta esattamente della <strong>fascia media<\/strong> e il sostegno a questa serve per non farla scivolare verso il basso. La riforma non comporter\u00e0 cifre rivoluzionarie, ma \u00e8 un beneficio per molti. Non \u00e8 per\u00f2 senza costi e bisogner\u00e0 capire dove trovare le risorse.<\/p>\n<p>Un nuovo welfare<\/p>\n<p>Si pensa anche a il rafforzamento del <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lavoro\/a2a-piano-welfare-aziendale\/920154\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">welfare<\/a>. Secondo <strong>Paola Mancini<\/strong>, senatrice di fratelli d\u2019Italia e componente della Commissione lavoro di palazzo Madama, il secondo pilastro \u00e8 ancora poco conosciuto soprattutto dai giovani. Servir\u00e0 quindi, prosegue, incrementare i <strong>salari<\/strong> con una maggiore convenzione fiscale. Da qui l\u2019idea di innalzare il tetto della deducibilit\u00e0 dei versamenti alla previdenza complementare e di detassare gli aumenti contrattuali.<\/p>\n<p>Per Mancini infatti sarebbe fondamentale proseguire sulla strada della <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/fisco-tasse\/premi-produttivita-detassati\/875622\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">detassazione dei premi di produttivit\u00e0<\/a>. \u201cSono favorevole poi alla detassazione degli aumenti contrattuali, e a una tassazione agevolata del lavoro straordinario e festivo. Bisogna intervenire anche sui buoni pasto e sull\u2019indennit\u00e0 di trasferta perch\u00e9 entrambi vanno rafforzati\u201d, ha proseguito l\u2019esperta.<\/p>\n<p>I rinnovi contrattuali<\/p>\n<p>Sul tema del rinnovo contrattuale spinge il sottosegretario al lavoro <strong>Claudio Durigon<\/strong>. Il cCrroccio infatti propone che al momento della scadenza del contratto collettivo nazionale del lavoro, l\u2019aumento debba scattare a prescindere dei tempi dell\u2019effettivo rinnovo. A decidere l\u2019incremento dovr\u00e0 essere per\u00f2 la contrattazione.<\/p>\n<p>Si tratta di un tema sempre caldo: secondo l\u2019Istat, a fine giugno i <strong>contratti in attesa di rinnovo sono 31<\/strong> e coinvolgono 5,7 milioni di dipendenti. I maggiori ritardi sono nel settore terziario e nella pubblica amministrazione. Indietro soprattutto Istruzione ed enti locali, anche se uno spiraglio sembra essersi aperto dopo che la Uil si \u00e8 distaccata dalla Cgil e ha firmato il <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/lavoro\/aumento-stipendi-dirigenti-rinnovo-contratto-funzioni-centrali\/922616\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">rinnovo per i dirigenti<\/a> statali.<\/p>\n<p>Nel pubblico si punta al <strong>rinnovo ordinario<\/strong>, sfruttando il fatto che per una volta gli stanziamenti sono gi\u00e0 completi per le prossime due tornate. Alla Manovra invece, come racconta il sottosegretario, si guarda per le richieste \u201cstoriche\u201d. Cos\u00ec si punta alle <strong>detassazioni<\/strong> dei premi di produttivit\u00e0 e all\u2019esclusione delle risorse del welfare aziendale dal tetto di spesa per i salari accessori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il capitolo \u201clavoro\u201d della prossima Manovra potrebbe riservare diverse sorprese interessanti. 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