{"id":86676,"date":"2025-09-04T03:15:14","date_gmt":"2025-09-04T03:15:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/86676\/"},"modified":"2025-09-04T03:15:14","modified_gmt":"2025-09-04T03:15:14","slug":"metti-sul-tg4-omaggio-a-emilio-fede-che-costrui-il-telegiornale-a-sua-immagine-e-somiglianza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/86676\/","title":{"rendered":"&#8220;Metti sul Tg4&#8221;. Omaggio a Emilio Fede, che costru\u00ec il telegiornale a sua immagine e somiglianza"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nCondividi  &#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n              &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n       &#13;<\/p>\n<p>Poi arrivavano le sette di sera e in molte abitazioni la richiesta era esclusivamente una: \u201cMetti su Rete 4\u201d. A sintonizzarsi sul Tg4 erano soprattutto avversari, nemici, gente che quel telegiornale lo detestava. Basterebbe questo per raccontare Emilio Fede, attrattore come pochi, capace di trasformare il suo piccolo notiziario in un vasto palcoscenico quotidiano.<\/p>\n<p>Parliamoci chiaro: nessuno lo cercava per informarsi. La curiosit\u00e0 stava tutta in ci\u00f2 che avrebbe detto e come lo avrebbe detto, magari dopo uno scivolone o una sconfitta elettorale di Berlusconi.<\/p>\n<p>Il suo Tg4 fu un caso pi\u00f9 unico che raro e smise di essere tale quando venne normalizzato, dopo il doloroso divorzio del 2012. Perch\u00e9 Fede era il sole, la stella lucente che ti irradiava a prescindere da come la pensassi.<\/p>\n<p>Iper-partigiano, schieratissimo e al limite della macchietta, Emilio era ipnotico<\/p>\n<p>Iper-partigiano, schieratissimo e al limite della macchietta, Emilio era ipnotico, oltre ad essere munito di un talento straordinario. Conduceva in piedi, da uno studio privo di scenografia, con il solo videowall alle spalle chiamato a mandare le foto dei personaggi di cui si stava discutendo. Cos\u00ec facendo, Berlusconi appariva sempre sorridente e ringiovanito, mentre Prodi in pose orribili, puntualmente imbronciato.<\/p>\n<p>Poco importava, perch\u00e9 il centro del mondo era lui, con il suo sguardo, la sua mimica, le sue pause e i nomi dei rivali astutamente sbagliati e storpiati. Come quando ai tempi del G8 di Genova i contestatori Agnoletto e Casarini vennero ribattezzati \u201cAgnolotto\u201d e \u201cCasareccio\u201d.<\/p>\n<p>Gli scontri con Nanni Moretti e Roberto Benigni<\/p>\n<p>Nel 2002 Nanni Moretti dal palco di piazza Navona lo defin\u00ec \u201csquadrista che picchia in testa alle persone che guardano la tv\u201d. Il regista si giustific\u00f2 affermando che si trattava di \u201cuna frase metaforica\u201d e Fede, da eccellente uomo di spettacolo qual era, imbast\u00ec tutto un telegiornale dando dell\u2019\u201cimbecille\u201d a Moretti, salvo aggiungere ogni volta un \u201cmetaforicamente parlando\u201d.<\/p>\n<p>Moretti che, nel film \u201cAprile\u201d, aveva raccontato la sua prima canna, fumata la sera del trionfo di Berlusconi nel 1994, mentre in tv guardava proprio Fede. Non fu tenero nemmeno Roberto Benigni, che nel formidabile show teatrale \u201cTuttoBenigni 1995-1996\u201d ci and\u00f2 gi\u00f9 duro: \u201cNon faccio battute su Emilio Fede, \u00e8 come sparare sulla Croce Rossa. Gli voglio bene come se fosse normale. Lui non \u00e8 un giornalista qualsiasi, \u00e8 direttore del Tg4\u201d. E alla domanda sul perch\u00e9 fosse l\u00ec, si diede da solo la risposta: \u201cSecondo me Silvio l\u2019ha messo l\u00ec per aiutare tutti quei bambini con problemi di sviluppo e depressi: \u2018Mamma non diventer\u00f2 mai nessuno\u2019. Allora la mamma alle 19 si sintonizza su Rete 4: \u2018Guarda, figlio mio, quello l\u00ec \u00e8 direttore\u2019. A quel punto uno si sente autorizzato a montarsi la testa\u201d.<\/p>\n<p>Prima dell\u2019approdo alla Fininvest, Fede era stato tante altre cose<\/p>\n<p>Tuttavia, prima dell\u2019approdo alla Fininvest, Fede era stato tantissime altre cose, spesso ignorate o dimenticate dall\u2019onda travolgente che lui contribu\u00ec a far montare negli anni novanta. Assunto giovanissimo in Rai, ci rimase fino al 1987. Inviato speciale in Africa per otto anni (da qui il soprannome \u2018Sciupone l\u2019Africano\u2019 per i costi delle sue trasferte), conduttore e direttore del Tg1. Fu lui a concepire la diretta no-stop di 18 ore da Vermicino per documentare il dramma di Alfredino Rampi. \u201cNon \u00e8 mai stato capito che nacque per esaltare la solidariet\u00e0, non la disperazione\u201d, spieg\u00f2 tempo dopo. \u201cVolevamo raccontare le lacrime, le preghiere, il desiderio di salvare la vita, far capire la speranza, il dovere e quindi la gioia di salvare\u201d.<\/p>\n<p>Il rapporto con la Tv di Stato si concluse bruscamente a seguito di un processo per gioco d\u2019azzardo da cui usc\u00ec completamente assolto. Rimasto a spasso, accett\u00f2 prima l\u2019offerta di Rete A, dove fond\u00f2 il primo tg privato nazionale della televisione italiana e, successivamente, si lasci\u00f2 corteggiare dal Cavaliere.<\/p>\n<p>Da direttore di Studio Aperto, la notte tra il 16 e il 17 gennaio 1991 azzer\u00f2 per sempre il monopolio dei tg della Rai. Il programma, nato il giorno prima come approfondimento giornalistico sulla crisi nel Golfo, fece il colpaccio. \u201cPronto, pronto, hanno attaccato \u2013 url\u00f2 Silvia Kramar al telefono &#8211; il cielo di Baghdad \u00e8 pieno di fuochi\u201d. Il segreto fu l\u2019utilizzo del telefono, anzich\u00e9 del satellite, come al contrario faceva la Rai, costretta a fissare determinati orari per i collegamenti.<\/p>\n<p>Il fiuto per la notizia e la capacit\u00e0 di arrivare davanti agli altri non sbiadirono nemmeno l\u201911 settembre del 2001. Alle 15.12 di quello che sembrava un anonimo e noioso marted\u00ec, Fede apparve in onda con addosso un improbabile giubbino color ocra. Dal secondo attacco alle Torri Gemelle erano passati appena nove minuti: \u201cGravissima sciagura, forse un attentato, ancora non si sa. Due aerei si sono schiantati contro il World Trade Center nel cuore di New York\u201d.<\/p>\n<p>Lo strappo con Mediaset<\/p>\n<p>Ma Emilio amava perdersi nel \u2018resto\u2019. Vittima perfetta di \u201cScherzi a parte\u201d, fu persino complice di brillanti beffe, come quella firmata a \u201cIl Grande Bluff\u201d ai danni di Natalia Estrada. Per non parlare dell\u2019\u201cIndagine sulla canzone truccata\u201d, finto speciale d\u2019inchiesta trasmesso nel febbraio del 1998 contro il Festival di Sanremo. In quella circostanza annunci\u00f2 l\u2019arresto di Iva Zanicchi, con le immagini del fermo commentate da Pupo, Giuliano Ferrara e Alba Parietti. Era tutto finto e la stessa Zanicchi dovette uscire anzitempo dai camerini per rassicurare i familiari a casa. A Mediaset scoppi\u00f2 una bufera interna e ad indignarsi furono in special modo i giornalisti dell\u2019azienda. Enrico Mentana parl\u00f2 di \u201cautogol\u201d, Michele Santoro (che su Italia 1 era al timone di \u201cMoby Dick\u201d) non us\u00f2 mezzi termini: \u201cUn&#8217;operazione di cabaret, con un intervento moralistico che ha generato effetti ridicoli, affidata a chi per mestiere dovrebbe farsi garante della bont\u00e0 delle notizie trasmesse. L&#8217;uso del medium, a differenza del celebre caso di Orson Welles e della sua cronaca sull&#8217;atterraggio dei marziani, non \u00e8 stato esaltato, ma limitato, povero e prevedibile. Il risultato, una specie di sberleffo all&#8217;indirizzo dei giudici\u201d.<\/p>\n<p>Ne usc\u00ec illeso, addirittura rafforzato. Miracolo che non si ripet\u00e9 il 29 marzo 2012, giorno del drastico e definitivo allontanamento. \u201cNon ho mai visto quest\u2019azienda licenziare qualcuno\u201d, dichiar\u00f2 con un ostentato sorriso sulle labbra. Non pot\u00e9 per\u00f2 nulla di fronte al freddo comunicato di Mediaset: \u201cDopo una trattativa per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro non approdata a buon fine, Emilio Fede lascia l\u2019azienda. Mediaset lo ringrazia per il lavoro svolto in tanti anni di collaborazione e per il contributo assicurato alla nascita dell\u2019informazione del gruppo\u201d.<\/p>\n<p>The end e titoli di coda su un sodalizio che sembrava indissolubile. Il coinvolgimento nel Ruby-gate, la condanna per favoreggiamento della prostituzione, un\u2019accusa di riciclaggio per il presunto tentativo di versare nella Banca di Lugano 2,5 milioni e una triste vicenda di fotomontaggi hot riguardanti i vertici di Mediaset, resero lo strappo profondo ed insanabile.<\/p>\n<p>A Mediaset non sarebbe pi\u00f9 riapparso, se non all\u2019interno dell\u2019unica puntata di \u201cRadio Belva\u201d, come inviato in una sede di Rifondazione Comunista, e di \u201cStriscia la Notizia\u201d, a cui Fede deve il dono dell\u2019eternit\u00e0. Rimarranno i suoi fuorionda, le sue sfuriate (assiduamente fomentate dalla sua redazione) e quel \u201cche figura di merda\u201d divenuto meme, praticamente perfetto nella timbrica, nella metrica e nell\u2019intonazione.<\/p>\n<p>Fede \u00e8 stato tanto, \u00e8 stato tutto, \u00e8 stato troppo.<\/p>\n<p>       &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n               &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n   &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n                  &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Condividi &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":86677,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[689,14,61257,8,1537,90,89,63224,7,15,82,9,83,10,688,63083,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-86676","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-blog","9":"tag-cronaca","10":"tag-emilio-fede","11":"tag-headlines","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-morto-emilio-fede","16":"tag-news","17":"tag-notizie","18":"tag-notizie-di-cronaca","19":"tag-notizie-principali","20":"tag-notiziedicronaca","21":"tag-notizieprincipali","22":"tag-opinioni","23":"tag-tg4","24":"tag-titoli","25":"tag-ultime-notizie","26":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","27":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","28":"tag-ultimenotizie","29":"tag-ultimenotiziedicronaca","30":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86676","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86676"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86676\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/86677"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86676"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86676"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86676"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}