{"id":86819,"date":"2025-09-04T05:19:09","date_gmt":"2025-09-04T05:19:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/86819\/"},"modified":"2025-09-04T05:19:09","modified_gmt":"2025-09-04T05:19:09","slug":"tutto-il-suo-pudore-cedere-allinconfessabile-la-poesia-di-goliarda-sapienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/86819\/","title":{"rendered":"\u201cTutto il suo pudore\u201d. Cedere all\u2019inconfessabile: la poesia di Goliarda Sapienza"},"content":{"rendered":"<p>Il lutto confonde, agita, scuote. La fine di tutto genera inevitabilmente un nuovo inizio, almeno per chi resta. Paradossalmente, il lutto crea sempre vita nuova.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>\u201cNon ho potuto e in piedi\u00a0<br \/>sono rimasta. Difficile\u00a0<br \/>\u00e8 cadere\u201d.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Ci sono opere che trovano un posto nel panorama letterario non appena vengono concepite, altre invece devono aspettare decenni. Ogni libro ha il suo tempo. Quello di\u00a0<strong>Ancestrale<\/strong>\u00a0\u00e8 stato lungo: composto nel 1953 da Goliarda Sapienza, all\u2019epoca trentenne, vide la luce soltanto dopo pi\u00f9 di mezzo secolo, nel 2013, grazie alla cura di Angelo Pellegrino per La vita felice.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/poesia-e-teatro\/poesia\/ancestrale-goliarda-sapienza-9788806266721\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Nel 2025 Einaudi lo ripropone<\/a><\/strong>\u00a0in un\u2019edizione pi\u00f9 aggiornata ed estesa, arricchita con nuovi apparati critici \u2013 sempre a cura di Pellegrino, con\u00a0Postfazione\u00a0di Maria Grazia Calandrone.<\/p>\n<p>Si tratta \u201cdell\u2019atto di nascita dell\u2019esistenza letteraria\u201d della scrittrice siciliana. La sua prima raccolta poetica, primo grido della sua anima, febbrile e forte germoglio della sua voce nel mondo. Un atto fondativo, laboratorio di immagini e ossessioni che annuncia la sua futura scrittura, e che esploder\u00e0 poi nell\u2019Arte della gioia.<\/p>\n<p>Quest\u2019opera, pur meritando attenzione fin dagli anni Cinquanta, ricevette opinioni contrastanti dalla critica. Inizialmente annegata dall\u2019indifferenza e dal rigetto di alcuni, come Mario Alicata e Cesare Garboli, venne in seguito apprezzata da altri come Anna Banti e Roberto Longhi. Goliarda aveva ben compreso che la disapprovazione di Alicata \u2013 detentore dell\u2019egemonia culturale del partito \u2013 significava l\u2019esclusione da case editrici, riviste e giornali e da tutto un ambiente di sinistra di cui faceva parte, se non altro per origine familiare, anche se, gi\u00e0 a quel tempo, con posizioni fortemente critiche. I tentativi editoriali dunque cessarono in fretta, com\u2019era tipico per la scrittrice, la quale, stanca di lanciarsi all\u2019inseguimento degli editori, cominciava un nuovo lavoro.<\/p>\n<p>Nell\u2019Introduzione\u00a0al volume di Einaudi, Angelo Pellegrino racconta di come Goliarda avrebbe potuto, a quel tempo, farsi fare una plaquette per far circolare il testo tra amici e conoscenti, e invece non lo fece:\u00a0<strong>\u201cil suo pudore non poteva superare certi scogli. E questa raccolta era tutto il suo pudore\u201d.<\/strong>\u00a0L\u2019intera raccolta rimase nascosta, e le poesie diventarono cos\u00ec una forma di comunicazione destinata a rivelarsi soltanto agli amici. A lui, infatti, le offr\u00ec come un segreto, da custodire nell\u2019intimit\u00e0. E lo erano: erano il segreto del suo lutto, quello primario, quello che annienta e distrugge, apparentemente tutto, per portare alla luce qualcosa di nuovo. Gli inizi letterari di Goliarda Sapienza presero le prime forme dall\u2019esigenza di esprimersi dopo la morte della madre.<\/p>\n<p><strong>Voleva fare l\u2019attrice; non la scrittrice. Ma, si sa, le emozioni pi\u00f9 forti cedono il passo all\u2019inconfessabile,<\/strong>\u00a0e spesso \u00e8 il trauma della perdita a spalancare le porte dell\u2019arte, a far fiorire ci\u00f2 che resta inespresso quando le ossa si spezzano. La madre di Goliarda, Maria Giudice, mor\u00ec nel freddo e corto mese di febbraio del \u201953. Fu accudita dalla figlia, che rinunci\u00f2 a molte tourn\u00e9e teatrali per starle vicino, e che quando scopr\u00ec che alla donna, gravemente diabetica, non rimanevano pi\u00f9 di sei mesi di vita, le apr\u00ec un conto nella pasticceria pi\u00f9 vicina. Questo il loro rapporto.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>\u201cMi muore il giorno<\/strong><br \/><strong>e il gesto s\u2019\u00e8 perduto<\/strong><br \/><strong>fra il fumo e il lampadario<\/strong><br \/><strong>Un segno nero<\/strong><br \/><strong>gi\u00e0 traccia intorno a me<\/strong><br \/><strong>cupo abbandono\u201d<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Ancestrale\u00a0si compone di una natura cos\u00ec intima che fa quasi paura. Dur\u00f2 un decennio l\u2019elaborazione di questo grave lutto, al quale si aggiunsero nuove perdite, altre mancanze. L\u2019abbandono di molte idee e speranze trasmesse dai genitori, il distacco dalla Sicilia, l\u2019impossibilit\u00e0 di fare teatro o di recitare nel cinema, e la crisi del suo rapporto affettivo, nata dall\u2019incomprensione, dalla percezione di non essere vista. Si tratta di una delle raccolte poetiche pi\u00f9 personali che si possano leggere, un viaggio all\u2019interno delle emozioni, che prendono contatto con ogni parte dell\u2019autrice, svelandone drammi, sofferenze, contraddizioni, desideri e bugie.<\/p>\n<p>Questa silloge diventa una storia, una fiaba dove si racconta che i morti e i vivi danzano in cerchio, dove la luna mente, e si ha paura di ricordare. In questo \u201cfare disfare ancora rifare\u201d, \u201c[\u2026] un lutto stretto\/ avvolge i tetti del mare\u201d, scava tra i tendini, come un verme, si nutre del sangue nelle vene e raggela i sentimenti. Il dolore annulla ogni certezza, tutto ci\u00f2 che resta \u00e8 la consapevolezza di soffrire, di vedere l\u2019irrefrenabile sgretolarsi della vita attorno a noi: \u201cNon c\u2019\u00e8 niente che possa rallentare \/ questo certo dissolversi di medusa\/ aggrappata alla sabbia\/ lontana dal mare\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"631\" height=\"1024\" alt=\"\" class=\"wp-image-104782 lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/978880626672HIG-631x1024.jpg\"  data-\/><\/p>\n<p>\u201cVerr\u00e0 a me e non pu\u00f2 mancare\u201d: scrivere poesia \u00e8 esigenza, non si arresta. Goliarda Sapienza lo fa con un linguaggio essenziale, puro e a tratti crudo. Sono versi spogli, privi di aggettivi, senza fronzoli, che prediligono i verbi all\u2019infinito:\u00a0<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>\u201cSeparare congiungere\u00a0<br \/>spargere all\u2019aria\u00a0<br \/>racchiudere nel pugno\u00a0<br \/>trattenere\u00a0<br \/>fra le labbra il sapore\u00a0<br \/>dividere\u00a0<br \/>i secondi dai minuti\u00a0<br \/>discernere nel cadere\u00a0<br \/>della sera\u00a0<br \/>questa sera da ieri\u00a0<br \/>da domani\u201d.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Una scrittura primordiale, nascente, che arriva nel punto pi\u00f9 profondo: \u00e8 questo che impone il lutto, il dolore \u2013 il niente. Non chiede altro, le priorit\u00e0 si ristabiliscono, tutto ci\u00f2 che prima era necessario pare superfluo, il sole e le stelle si spengono, e ci si sente vuoti. \u00c8 una scrittura ridotta all\u2019osso, quella di Sapienza, e allo stesso tempo \u00e8 precisa come un bisturi \u2013 emozionale, magmatica, sembra seguire i battiti del cuore.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>\u201c\u00c8 compiuto. \u00c8 concluso. \u00c8 terminato.<br \/>\u00c8 consumato l\u2019incendio. S\u2019\u00e8 fermato.<br \/>S\u2019\u00e8 chiuso il cerchio pietrificato.<br \/>Il tempo s\u2019\u00e8 fermato. \u00c8 consumato<br \/>il delitto. S\u2019\u00e8 bruciato<br \/>il ricordo. L\u2019ansia \u00e8 cessata.<br \/>Una coltre di lava ha sigillato<br \/>ogni cranio ogni orbita svuotata.<\/strong><\/p>\n<p><strong>S\u2019\u00e8 chiuso il cerchio. Niente osa varcare<br \/>il silenzio di lava. Le formiche<br \/>girano intorno al rogo spento impazzite\u201d.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Sono versi taglienti, ricchi di sangue, immagini contraddittorie, alimentati dal paradosso. Perch\u00e9 \u00e8 paradossale vivere un sentimento che non si riesce a esprimere (\u201c[\u2026] Non sapevo il dolore d\u2019esser muta\/ il dolore di piangere e gridare\/ senza voce\/ contro un muro danzante di sorrisi\u201d), per cui non si trovano parole (\u201cAscolta non c\u2019\u00e8 parola per questo\/ non c\u2019\u00e8 parola per seppellire una voce\/gi\u00e0 fredda nel suo sudario\/ di raso e gelsomino\u201d). \u00c8 paradossale continuare a cercare chi non pu\u00f2 pi\u00f9 rispondere \u2013 chi non riesce a sentire, chi \u00e8 troppo lontano: \u201cVedi non ho parole eppure resto\/ a te accanto. Non ho voce eppure\/ muovo le labbra. Non ho fiato eppure\/ vivo e ti guardo. E forse \u00e8 questo\/ che volevo da te, muta restare\/ al tuo fianco ascoltando la tua voce\/ il tuo passo scandire le mie ore\u201d. Restare fedeli a un recinto sacro, eppure vuoto.<\/p>\n<p>L\u2019intimit\u00e0 di questa raccolta \u00e8 disarmante: un continuo dialogo tra un \u201cio\u201d e un \u201ctu\u201d inconciliabili, eppure indistinguibili, per questo indivisibili. La prima persona singolare contraddistingue la maggior parte dei componimenti, e in molti di essi \u00e8 proprio presente in funzione di quel \u201ctu\u201d. \u00c8 questo che accade quando il dolore arriva senza bussare: la nostra vita ci pare impossibile da affrontare. Cos\u00ec l\u2019assenza diviene viva presenza, il vuoto \u00e8 insostenibile: strenuamente, con le unghie e con i denti lottiamo per riempirlo con la nostalgia per qualcosa che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, abbandonandoci totalmente all\u2019altro \u2013 a chi non ci pu\u00f2 pi\u00f9 guidare, sostenere, accarezzare.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>\u201cVorrei all\u2019ombra del tuo<\/strong><br \/><strong>sguardo<\/strong><br \/><strong>sostare e con la<\/strong><br \/><strong>mano disegnare<\/strong><br \/><strong>la tua voce<\/strong><br \/><strong>che cala verso<\/strong><br \/><strong>me a raccontare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Vorrei al ritmo<\/strong><br \/><strong>del verso<\/strong><br \/><strong>abbandonarmi ma<\/strong><br \/><strong>il tempo stringe<\/strong><br \/><strong>e devo correre<\/strong><br \/><strong>ancora\u201d.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Quando perdiamo un amore \u2013 una madre, un padre, un compagno, un cane \u2013 perdiamo una parte di noi, per sempre. Bisogna ricostruire: si sente, in sottofondo, una grande consapevolezza di s\u00e9 nei versi di Sapienza. Del proprio corpo, delle proprie contraddizioni, dei propri sentimenti. Della nuova direzione che occorre prendere, anche se ancora non la si conosce: \u201cHo camminato sul ciglio\/ dei miei sogni. Sbattuta\/ dall\u2019onda nera delle tue occhiaie.\/ Risucchiata\/ dal gorgo del tuo fiato\/ Non posso tornare\u201d.<\/p>\n<p>Il titolo di questa raccolta \u00e8 la chiave della sua intera lettura, secondo Pellegrino. Inizialmente doveva essere\u00a0Informazione biologica, poi\u00a0I luoghi ancestrali della memoria. Certo, \u00e8 evidente la volont\u00e0, per Goliarda, di un ritorno all\u2019ancestralit\u00e0 attraverso le proprie origini come i genitori e la terra, ma anche la necessit\u00e0 di costruire un nuovo mondo a partire da queste origini. Un mondo solo suo, composto in dieci anni, con sofferenza, memoria, distacco e sentimento.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 tanto mare, in questo mondo. Ci sono alghe, meduse, ci sono gli scogli, il sole e la luna. C\u2019\u00e8 la Sicilia, quella terra per lei madre: alla fine del libro \u00e8 presente una raccolta intitolata\u00a0Siciliane\u00a0\u2013 pubblicata per la prima volta da Il Girasole edizioni nel 2012 \u2013, in cui troviamo poesie composte soltanto nel dialetto isolano. Sono, a coronare il tutto, l\u2019espressione di un\u2019anima pura, libera dai pregiudizi, sola nel suo vibrante coraggio. Con\u00a0Ancestrale, Goliarda Sapienza non recita solo un dolore, ma fonda una voce che ancora oggi non smette di bruciare.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>\u201cE va beni. Facemu cuntu<br \/>ca\u2019 un ni canuscemu.<br \/>Comu si\u2019 un avissimu jucatu<br \/>nsemmula nna rina.<br \/>Eppuru lu sai ca m\u2019aiutasti<br \/>a scavari na fossa<br \/>finu a quannu tuccammu<br \/>l\u2019acqua nnu funnu.<br \/>L\u2019acqua du mari\u201d.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Anna Taravella\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>***<\/strong><\/p>\n<p><strong>A mia madre<\/strong><\/p>\n<p>Quando torner\u00f2<br \/>sar\u00e0 notte fonda<br \/>Quando torner\u00f2<br \/>saranno mute le cose<br \/>Nessuno m\u2019aspetter\u00e0<br \/>in quel letto di terra<br \/>Nessuno m\u2019accoglier\u00e0<br \/>in quel silenzio di terra<\/p>\n<p>Nessuno mi consoler\u00e0<br \/>per tutte le parti gi\u00e0 morte<br \/>che porto in me<br \/>con rassegnata impotenza<br \/>Nessuno mi consoler\u00e0<br \/>per quegli attimi perduti<br \/>per quei suoni scordati<br \/>che da tempo<br \/>viaggiano al mio fianco e fanno denso<br \/>il respiro, melmosa la lingua<\/p>\n<p>Quando verr\u00f2<br \/>solo una fessura<br \/>baster\u00e0 a contenermi e nessuna mano<br \/>spianer\u00e0 la terra<br \/>sotto le guance gelide e nessuna<br \/>mano si opporr\u00e0 alla fretta<br \/>della vanga al suo ritmo indifferente<br \/>per quella fine estranea, ripugnante<\/p>\n<p>Potessi in quella notte<br \/>vuota posare la mia fronte<br \/>sul tuo seno grande di sempre<br \/>Potessi rivestirmi<br \/>del tuo braccio e tenendo<br \/>nelle mani il tuo polso affilato<br \/>da pensieri acuminati<br \/>da terrori taglienti<br \/>potessi in quella notte<br \/>risentire<br \/>il mio corpo lungo il tuo possente<br \/>materno<br \/>spossato da parti tremendi<br \/>schiantato da lunghi congiungimenti<\/p>\n<p>Ma troppo tarda<br \/>la mia notte e tu<br \/>non puoi aspettare oltre<br \/>E nessuno spianer\u00e0 la terra<br \/>sotto il mio fianco<br \/>nessuno si opporr\u00e0 alla fretta<br \/>che prende gli uomini<br \/>davanti a una bara.<\/p>\n<p><strong>Goliarda Sapienza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il lutto confonde, agita, scuote. La fine di tutto genera inevitabilmente un nuovo inizio, almeno per chi resta.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":86820,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[63286,1608,203,63287,204,1537,90,89,44528,1609,5272],"class_list":{"0":"post-86819","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-anna-taravella","9":"tag-books","10":"tag-entertainment","11":"tag-goliarda-sapienza","12":"tag-intrattenimento","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-letteratura-italiana","17":"tag-libri","18":"tag-poesia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86819","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86819"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86819\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/86820"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86819"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86819"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86819"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}