{"id":87308,"date":"2025-09-04T10:29:13","date_gmt":"2025-09-04T10:29:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/87308\/"},"modified":"2025-09-04T10:29:13","modified_gmt":"2025-09-04T10:29:13","slug":"batailles-e-rassegne-vaccinazioni-quasi-concluse-si-attende-la-ripartenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/87308\/","title":{"rendered":"Batailles e rassegne, vaccinazioni quasi concluse. Si attende la ripartenza"},"content":{"rendered":"<p>La campagna sanitaria contro la dermatite nodulare bovina negli alpeggi e nelle stalle valdostane sta per volgere al termine: l\u2019ultimo bollettino ufficiale di venerd\u00ec scorso, 29 agosto, riportava che nelle prime tre settimane erano state vaccinate <strong>l\u201982% delle circa 35mila bovine presenti sul territorio regionale<\/strong>. Prima della giornata di ieri, mercoled\u00ec 3 settembre, mancavano per\u00f2 all\u2019appello appena <strong>600 animali<\/strong>, ovvero l\u20191,7% del campione da sottoporre a vaccinazione. Un risultato importante, che fa il paio con la recente via libera del Ministero della Salute <strong><a href=\"https:\/\/aostasera.it\/notizie\/economia\/dermatite-nodulare-bovina-il-latte-delle-zone-di-sorveglianza-puo-ora-essere-utlizzato-in-valle-e-in-italia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">a movimentare latte e prodotti a latte crudo<\/a> (Fontina e toma)<\/strong> provenienti da allevamenti situati in zona di sorveglianza.<\/p>\n<p>Tutto risolto dunque? Neanche per sogno. Perch\u00e9 in attesa delle inoculazioni degli ultimi capi di bestiame \u2013 spesso di propriet\u00e0 di allevatori che sin dall\u2019inizio di questa vicenda non hanno nascosto la loro contrariet\u00e0 alla vaccinazione obbligatoria dei bovini \u2013 resta ancora l\u2019incertezza relativa a quando (e come) potr\u00e0 riprendere la normale attivit\u00e0 degli allevatori. Che non \u00e8 fatta solo della gestione primaria dei loro animali, ma anche di valorizzazione di questo \u201ccapitale\u201d: una valorizzazione che ha necessariamente bisogno di poter spostare i bovini e di mostrargli agli addetti ai lavori.<\/p>\n<p><strong>Mercati, rassegne e combats potranno ripartire?<\/strong><br \/>\n<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-378618 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2011_10_23__MK14188-Copia.jpg\" alt=\"Ai combats e alle rassegne si discutono le compravendite di bestiame\" width=\"1920\" height=\"1278\"  \/>Ai combats e alle rassegne si discutono le compravendite di bestiame<\/p>\n<p>Il 9 agosto scorso sono stati somministrati i primi vaccini alla mandria di <strong>Davide Ramires di Quart<\/strong>, che gestisce un alpeggio al colle del Piccolo San Bernardo. Il siero contro la dermatite nodulare bovina diventa efficace dopo 28 giorni (ergo, sabato 6 settembre), o perlomeno dopo questo lasso di tempo \u00e8 consentita la movimentazione degli animali. Servir\u00e0 necessariamente questo \u201cvia libera\u201d per ripartire con le manifestazioni zootecniche del settore:<strong> batailles de reines, ma anche rassegne zonali e mercati<\/strong>, elementi indispensabili per un settore che ha sofferto (e continua a soffrire) della paralisi di questa pandemia.<\/p>\n<p>Le varie associazioni degli allevatori \u2013 Arev e Amis des Batailles de Reines in primis \u2013 sono al lavoro per andare a ridefinire i calendari delle iniziative autunnali, per permettere cos\u00ec di salvare almeno una parte degli eventi destinati ad allevatori e bovini<strong>. La possibile data della \u201cripartenza\u201d \u00e8 quella di domenica 28 settembre,<\/strong> ma al momento non trova riscontri ufficiali da nessuna parte: sarebbe significativo, in un certo senso, far ripartire i combats alla vigilia della <strong>festa di San Michele<\/strong>, la giornata tradizionalmente dedicata alla desarpa, ma ad oggi la sensazione \u00e8 che nessuno voglia sbilanciarsi pi\u00f9 di tanto, se non altro per evitare di dare false speranze a chi vive o a chi frequenta questo settore.<\/p>\n<p><strong>Il settore rischia la paralisi<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019unica cosa certa \u00e8 che si far\u00e0 di tutto per ripartire. Pensare di perdere l\u2019autunno 2025 \u2013 dopo che gi\u00e0 l\u2019estate \u00e8 andata a farsi benedire \u2013 fa venire i brividi agli allevatori, una <strong>categoria gi\u00e0 segnata dalle difficolt\u00e0 dell\u2019ordinaria amministrazione<\/strong> e che non pu\u00f2 permettersi un blocco di questo tipo.<\/p>\n<p>Le motivazioni sono prettamente economiche, ma i risvolti sono anche e soprattutto sociali. Cerchiamo di capire perch\u00e9, utilizzando quella vetrina dell\u2019allevamento valdostano che sono le batailles de reines.<\/p>\n<p>Un passatempo domenicale per molti, ma per l\u2019allevatore bravo e fortunato che riesce a qualificare una bovina alla finale regionale o addirittura a conquistare un bosquet di concorso \u00e8 anche <strong>l\u2019occasione per migliorare il valore del proprio \u201ccapitale animale\u201d<\/strong>. A livello di <strong>genealogia<\/strong> in primis, ma il medesimo discorso si pu\u00f2 tradurre in <strong>denaro<\/strong>: cercheremo di farlo di seguito, utilizzando dati e cifre che sono state messe a punto con l\u2019aiuto di diversi addetti ai lavori.<\/p>\n<p>Oggi un vitello maschio (di circa 20 giorni) della razza pezzata castana valdostana \u2013 la razza delle reines, per intendersi \u2013 pu\u00f2 valere sul mercato un centinaio di euro o poco pi\u00f9. Ma se la madre \u00e8 <strong>una regina di concorso<\/strong>, per\u00f2, il prezzo aumenta, e di parecchio: il medesimo vitello <strong>pu\u00f2 essere venduto anche a 1.000 euro<\/strong>, ovvero a dieci volte il prezzo di mercato. Diverso anche il futuro del giovane animale: il primo \u00e8 destinato ad essere allevato per le sue carni, il secondo diventer\u00e0 invece <strong>un \u201criproduttore\u201d che avr\u00e0 il compito di generare principalmente figlie di alta qualit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>La vitella femmina con una mamma \u201cdi razza\u201d invece quanto pu\u00f2 valere? Secondo alcuni anche il doppio rispetto a un maschio,<strong> ovvero 2.000 euro<\/strong>. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che difficilmente un allevatore si separerebbe dal vitello femmina nato dopo un successo o un piazzamento di prestigio. Perch\u00e9 quel vitello potrebbe ripetere i gesti della madre,<strong> 4 o 5 anni dopo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quanto costa una reina?<\/strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-378619 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2011_10_23__MK14197-Copia.jpg\" alt=\"Uno scatto d'archivio della finale regionale delle batailles\" width=\"1920\" height=\"1278\"  \/>Uno scatto d\u2019archivio della finale regionale delle batailles<\/p>\n<p>Tra i suiveurs delle batailles, soprattutto dopo la finale Regionale, uno dei passatempi pi\u00f9 in voga \u00e8 il<strong> dare un prezzo alle regine stesse<\/strong>, o perlomeno chiacchierare (o spettegolare, usate il termine che preferite) sulle offerte economiche ricevute dai proprietari delle tre reines regionali.<\/p>\n<p>Piccolo salto indietro nel tempo: nel 2014 si vociferava che <strong>Enrico Grivel<\/strong> avesse rifiutato <strong>un\u2019offerta di 45mila euro per Bijoux<\/strong>, che si era appena laureata reina in prima categoria. Che sia vero o meno non \u00e8 dato saperlo, sta di fatto che Bijoux ha continuato a combattere per Grivel. Altri allevatori invece hanno scelto la cessione delle proprie protette, verosimilmente a fronte di offerte economiche importanti<strong>. Se per una reina regionale si pu\u00f2 arrivare spendere quasi cinquantamila euro<\/strong>, \u00e8 verosimile che per regine arrivate nei quarti alla Croix-Noire qualcuno possa arrivare a mettere sul piatto alcune decine di migliaia di euro. Attenzione, per\u00f2: <strong>il risultato singolo, l\u2019exploit di una stagione, da solo non basta.<\/strong> Chi piazza queste offerte importanti di solito presta attenzione anche e soprattutto all\u2019albero genealogico della bovina, anche nell\u2019ottica di un investimento a lungo termine. Che, in parole povere, vuol dire: compro una regina per le sue capacit\u00e0, ma anche perch\u00e9 pu\u00f2 generare \u2013 in futuro \u2013 <strong>vitelle di alta, altissima qualit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Allargando l\u2019orizzonte, e quindi aggiungendo alle batailles anche<strong> le rassegne zootecniche dell\u2019Arev e i mercati zonali<\/strong>, una considerazione \u00e8 necessaria. La fine della stagione degli alpeggi ormai imminente \u00e8 anche l\u2019occasione, per gli allevatori, di fare scelte sul loro bestiame. In vista dell\u2019inverno c\u2019\u00e8 da riempire la stalla, magari decidendo di sacrificare qualche bovina adulta per far spazio a manze pi\u00f9 giovani, perseguendo il fine di <strong>migliorare la qualit\u00e0 del proprio bestiame<\/strong>. Per farlo, per\u00f2, c\u2019\u00e8 bisogno di toccare con mano le alternative, le possibilit\u00e0 di acquisto. In estrema sintesi, cosa propone il mercato.<\/p>\n<p>Batailles e rassegne sono anche questo, ovvero <strong>occasioni di confronto tra allevatori<\/strong>. Occasione per ritrovarsi, scambiarsi opinioni, magari concludere un affare. Senza queste occasioni di confronto, le possibilit\u00e0 di scambio si riducono drasticamente. Gli allevamenti si fermano, non si muovono: e <strong>fermarsi, in questo mondo, vuol dire non progredire.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019indotto delle batailles<\/strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-378617 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2011_10_23__MK14193-Copia.jpg\" alt=\"Le batailles de reines offrono una ventina di appuntamenti all'anno con una media di duemila partecipanti per ogni manifestazione\" width=\"1920\" height=\"1278\"  \/>Le batailles de reines offrono una ventina di appuntamenti all\u2019anno con una media di duemila partecipanti per ogni manifestazione<\/p>\n<p>\u201cSe si fermano le batailles, si ferma tutto\u201d: un mantra ripetuto da tanti allevatori al tempo del Covid e pi\u00f9 che mai attuale in questa estate cos\u00ec particolare per il mondo zootecnico. <strong>Senza le batailles, le occasioni di confronto per il mondo agricolo latitano<\/strong>. E i risvolti negativi non sono limitati ai soli allevatori. Intorno alle eliminatorie dei combats gravitano tante altre professionalit\u00e0 che sono rimaste appiedate in questa estate di pandemia bovina: basti pensare ai <strong>servizi di ristoro<\/strong>, ma anche a quelli della <strong>logistica<\/strong> (transennatura, impianti audio), senza dimenticare di <strong>chi si occupa di sicurezza e dalla produzione delle immagini.<\/strong><\/p>\n<p>E poi ci sono i Comuni che ospitano i combats: <strong>localit\u00e0 che investono sull\u2019evento<\/strong>, spesso con un contributo finanziario ma soprattutto prestando forza lavoro (volontari per la viabilit\u00e0, volontari per le Pro Loco), con lo scopo di far conoscere e vivere il proprio territorio.<\/p>\n<p>Di fatto le batailles de reines \u2013 al netto delle storie dei suoi protagonisti che cerchiamo di raccontare ogni domenica, pandemia permettendo \u2013 <strong>sono un business<\/strong>: una ventina di eventi l\u2019anno, <strong>una media di duemila partecipanti ad ogni evento<\/strong> (tra paganti ed addetti ai lavori). Tanta gente che partecipa, per i motivi pi\u00f9 disparati, e tanta gente che lavora per accogliere. In Valle d\u2019Aosta non c\u2019\u00e8 un altro circuito che si avvicina, neanche lontanamente, a numeri simili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La campagna sanitaria contro la dermatite nodulare bovina negli alpeggi e nelle stalle valdostane sta per volgere al&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":87309,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1512],"tags":[63690,239,1537,90,89,240,2189,2188,2187],"class_list":{"0":"post-87308","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-vaccini","8":"tag-batailles-de-reines","9":"tag-health","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-salute","14":"tag-vaccine","15":"tag-vaccines","16":"tag-vaccini"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87308","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=87308"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87308\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/87309"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=87308"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=87308"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=87308"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}