{"id":87327,"date":"2025-09-04T10:43:14","date_gmt":"2025-09-04T10:43:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/87327\/"},"modified":"2025-09-04T10:43:14","modified_gmt":"2025-09-04T10:43:14","slug":"cosa-resta-di-politico-nellarte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/87327\/","title":{"rendered":"Cosa resta di politico nell\u2019arte?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/assets.contropiano.org\/img\/2025\/09\/Immagine-articolo.jpeg\" title=\"Ingrandisci la foto Cosa resta di politico nell\u2019arte?\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" width=\"720\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Immagine-articolo-720x300.jpeg\" alt=\"\" decoding=\"async\"  \/><\/a><br \/>\nPalestina pop?<\/p>\n<p>Negli ultimi mesi la causa palestinese \u00e8 diventata pop per certi versi, visto che molti personaggi pubblici si sono esposti mediaticamente, soprattutto da quando pezzi grossi come Grossmann e affini hanno parlato, cos\u00ec da poter dare il via libera a coloro che potevano seguirne la scia, per lo pi\u00f9 senza correre rischi, n\u00e9 rappresaglie.<\/p>\n<p>Nonostante questo, la repressione continua ad essere fortissima da parte degli stati europei e degli USA, per chi manifesta e cerca di incidere in qualsiasi modo, sperando di inceppare anche qualche piccolo ingranaggio della macchina genocidaria.<\/p>\n<p>Le azioni sono state tante e di diversa natura, tutte organizzate dal basso, appoggiate dalla stragrande maggioranza della popolazione europea e osteggiate dai loro governi, che per ragioni economiche e politiche (si pensi solo alla compravendita di armi e di sistemi di cybersecurity), continuano ad essere complici dello stato d\u2019Israele e dei suoi folli e sanguinari intenti. <\/p>\n<p>La Global Sumud Flottilla, da qualche giorno in mare, \u00e8 l\u2019ultima e pi\u00f9 grande impresa. <\/p>\n<p>Una crociata del terzo millennio, che salpa per nobili scopi, per la prima volta non alla conquista, ma per rompere un assedio, o almeno sensibilizzare ulteriormente chi ha la forza e il potere di intervenire, cos\u00ec che dall\u2019opera di pochi coraggiosi volontari, come breccia, si possa avviare una serie di negoziati, per porre fine a quest\u2019eccidio e da l\u00ec riprendere le trattative e le risoluzioni saltate e non rispettate negli ultimi decenni.<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe pensare che \u00e8 da folli, perch\u00e9 senza speranza. Ma \u00e8 il segno ulteriore che lo strazio di questo genocidio in diretta \u00e8 umanamente insostenibile. <\/p>\n<p>Boicottaggio \u2013 s\u00ec o no?<\/p>\n<p>Si \u00e8 sentito spesso parlare di boicottaggio per le merci prodotte in Israele. <\/p>\n<p>Sono circolate molte immagini sui social, tra le ultime quelle delle operatrici di una casa della salute dell\u2019Asl Toscana Sud Est, che hanno girato un video in cui buttavano nel cestino dei rifiuti dei farmaci della Teva (multinazionale israeliana). <\/p>\n<p>L\u2019azione un po\u2019 ingenua perch\u00e9 compiuta nel luogo di lavoro, con farmaci appartenenti al SSN, \u00e8 stata criticata da molti e le operatrici si sono poi scusate. <\/p>\n<p>Dopo qualche giorno i sanitari hanno pensato ad un giorno di digiuno come altra forma di protesta. <\/p>\n<p>In fin dei conti, da privato cittadino, chiunque potrebbe scegliere quale merce comprare e quale boicottare. E da lavoratori organizzati si potrebbe insieme decidere come gestire e far circolare o meno una data merce. A quel punto, potremmo vedere il boicottaggio come una forma di embargo al contrario. Cio\u00e8 organizzato dal basso e contro un invasore e non dall\u2019alto e da un colonizzatore-sfruttatore.<\/p>\n<p>Quindi, nonostante la complessit\u00e0 della nostra economia e dei singoli sistemi politici, per cui per un impatto profondo e duraturo \u2013 rivoluzionario \u2013 servirebbe un internazionalismo di classe che trascendesse lo stato-nazione ( ci sono diverse opposizioni interne ad Israele, anche se il solo fatto di trovarsi in quel luogo, va a connotare i manifestanti come occupanti; da qui si riapre la complessa questione che intercorre tra guerra, occupazione, riconoscimento dello stato palestinese, non osservanza di decine di risoluzioni Onu e di uno stato, quello israeliano, che nasce nel 1948 con il brutale trasferimento forzato di quasi 800.000 palestinesi e la distruzione di oltre 530 citt\u00e0 e villaggi, la Nakba), il boicottaggio pu\u00f2 essere una delle poche azioni concrete, oltre alle manifestazioni, ad avere un effetto concreto. <\/p>\n<p>Si pensi, sopra tutti, ai blocchi navali degli armamenti ad opera dei portuali e al discorso che ha accompagnato la partenza della Flotilla da Genova, in cui un camallo comunica a ferma voce che \u201cse solo per venti minuti perdiamo il contatto con le nostre barche, noi blocchiamo tutta l\u2019Europa. Insieme al nostro sindacato USB e alla citta di Genova. Da questa regione escono 13-14 mila container all\u2019anno per Israele. Non esce pi\u00f9 un chiodo. Lanceremo lo sciopero internazionale e bloccheremo tutto!\u201d<\/p>\n<p>Lo stato dell\u2019Arte<\/p>\n<p>Dalla inaudita rappresaglia israeliana, a seguito dell\u2019attentato del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas, molte call si sono aperte per artisti, sempre allo stesso scopo di sensibilizzare. <\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 da capire cosa c\u2019\u00e8 di politico nell\u2019arte, al di l\u00e0 della sua contingente (in)utilit\u00e0.<\/p>\n<p>Lungi da noi tirare in ballo il realismo di lukacsiana memoria, perch\u00e9 ci costringerebbe a liquidare, in poche righe, il complesso rapporto tra estetica e morale (nel processo di trasformazione delle masse spettatrici da parte dell\u2019artista), insieme a concetti come tipicit\u00e0, straniamento, degenerazione e avanguardia, che per contraltare tirerebbero dentro Brecht e con lui Majakovski, per i quali teoria e pratica rivoluzionarie costituivano un tutt\u2019uno in senso leniniano e che, attraverso un processo dialettico, sono riusciti a mostrare la profondit\u00e0 dell\u2019umano, a sostenere un ideale e allo stesso tempo a mostrare le falle della parte in cui militavano. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 premesso e considerando i tanti movimenti artistici, pi\u00f9 o meno avanguardisti, che caratterizzano lo scorso secolo, ciascuno con una propria visione del mondo, dell\u2019arte e dell\u2019artista, non si pu\u00f2 non notare che, durante le due guerre mondiali del secolo scorso, molti artisti occidentali (a parte le idiozie futuriste, poi confutate da quelli che tornavano dalla guerra Zang Tumb Tumb morti, invalidi, storpi con ptsd ante litteram, invece che in estasi per la grandiosa esperienza estetica e virile, di cui vaneggiavano prima di partire) si schierarono contro la guerra e le loro opere portavano traccia di questa loro posizione. Certo bisogna escludere gli artisti di regime, che a parte rarissimi casi, saranno completamente dimenticati. <\/p>\n<p>Credo che le tre posizioni possibili, che ancora permangono, sono quelle di opposizione, di neutralit\u00e0 e di celata connivenza o manifesto supporto. <\/p>\n<p>Le ultime due spesso sono anche posizioni di comodo, che evitano rogne e permettono di avere ingaggi e riconoscimenti, senza essere osteggiati. Inoltre, c\u2019\u00e8 da considerare che, a seconda del tipo di artisti, si pu\u00f2 avere pi\u00f9 o meno controllo sul proprio lavoro. Se si pensa agli attori, qualcuno potrebbe dire che sar\u00e0 il regista che li diriger\u00e0, magari dettando un\u2019interpretazione o confezionando ruoli, che loro non condividono. <\/p>\n<p>Forse, ma anche per certi attori non vale quanto detto.<\/p>\n<p>A tal proposito mi viene in mente Gian Maria Volont\u00e9, quando dice: \u201cIo accetto un film o non lo accetto in funzione della mia concezione del cinema. E non si tratta qui di dare una definizione del cinema politico, cui non credo, perch\u00e9 ogni film, ogni spettacolo, \u00e8 generalmente politico. Il cinema apolitico \u00e8 un\u2019invenzione dei cattivi giornalisti. Io cerco di fare film che dicano qualcosa sui meccanismi di una societ\u00e0 come la nostra, che rispondano a una certa ricerca di un brandello di verit\u00e0. Per me c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di intendere il cinema come un mezzo di comunicazione di massa, cos\u00ec come il teatro, la televisione. <\/p>\n<p>Essere un attore \u00e8 una questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale: <b>o si esprimono le strutture conservatrici della societ\u00e0 e ci si accontenta di essere un robot nelle mani del potere, oppure ci si rivolge verso le componenti progressive di questa societ\u00e0 per tentare di stabilire un rapporto rivoluzionario fra l\u2019arte e la vita<\/b>\u201d<\/p>\n<p>Quindi delle due l\u2019una: o si \u00e8 dei servi e si alimenta il sistema di sfruttamento, pur di cavarne fuori qualcosa (fama, soldi ecc\u2026), o ci si muove, secondo le proprie possibilit\u00e0, affinch\u00e9 ci sia una evoluzione e un miglioramento delle condizioni esistenti. <\/p>\n<p>Nel secondo caso, ci si muove inevitabilmente contro. <\/p>\n<p>Contro le forze, che tendono alla conservazione del sistema capitalistico. <\/p>\n<p>E queste due alternative rappresentano il bivio che incontriamo costantemente nella nostra quotidianit\u00e0, al di l\u00e0 del lavoro che svolgiamo e del nostro status.<\/p>\n<p>E il destino non \u00e8 altro che l\u2019insieme delle scelte identiche ripetute, che si sedimentano e ci sopravvivono. <\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 politico?<\/p>\n<p>Ogni nostro atto \u00e8 politico. <\/p>\n<p>Dalle relazioni, alle scelte lavorative, agli acquisti, fino ai passatempi. <\/p>\n<p>Per un artista, pur attenendoci alla sua opera e tralasciandone per ora gli aspetti privati, pu\u00f2 fare la differenza sapere da dove vengono i soldi che la e lo finanziano? <\/p>\n<p>Oppure tutto \u00e8 lecito, pur di supportare la sua arte? <\/p>\n<p>Cosa diremmo se un imprenditore costruisse la sua impresa grazie ai soldi della mafia?<\/p>\n<p>E di esempi ne abbiamo non pochi nel nostro bel paese\u2026<\/p>\n<p>E se \u00e8 cos\u00ec, cosa ne \u00e8 del suo messaggio di pace e amore, o della sua indignazione, se nei fatti sta alimentando un sistema di morte e di oppressione?<\/p>\n<p>Questo dovrebbe essere ben chiaro quando un artista o personaggio pubblico prende una posizione superficiale riguardo a questioni importanti, ma non corre rischi, non allinea le proprie scelte, sia pubbliche che private, a quegli ideali sottesi alle dichiarazioni rilasciate. Altrimenti sarebbe come leggere la letterina di Babbo Natale di un bambino di 6 anni, che chiede la pace nel mondo, tra l\u2019elenco di giocattoli, videogiochi e dolciumi. <\/p>\n<p class=\"firma-redazione\">\n4 Settembre 2025 &#8211; \u00a9 Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO\n<\/p>\n<p>Ultima modifica: 4 Settembre 2025, ore 3:31<\/p>\n<p><a href=\"#\" onclick=\"window.print()\" id=\"stampaarticolo\">stampa<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Palestina pop? Negli ultimi mesi la causa palestinese \u00e8 diventata pop per certi versi, visto che molti personaggi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":87328,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-87327","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87327","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=87327"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/87327\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/87328"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=87327"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=87327"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=87327"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}