{"id":88351,"date":"2025-09-04T21:34:10","date_gmt":"2025-09-04T21:34:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/88351\/"},"modified":"2025-09-04T21:34:10","modified_gmt":"2025-09-04T21:34:10","slug":"dal-maxxi-a-casa-cavazzini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/88351\/","title":{"rendered":"dal MAXXI a Casa Cavazzini"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t2<\/p>\n<p><strong>Dal 27 settembre 2025 al 6 gennaio 2026<\/strong>\u00a0i Civici Musei di Udine presentano a Casa Cavazzini \u2013 Museo di Arte Moderna e Contemporanea la mostra\u00a0<strong>\u201cGuido Guidi. Col tempo, 1956-2024\u201d<\/strong>, un\u2019ampia retrospettiva dedicata a uno dei protagonisti assoluti della fotografia italiana e internazionale,\u00a0<strong>a cura di Simona Antonacci, Pippo Ciorra e Antonello Frongia<\/strong>, realizzata in collaborazione con il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma e con l\u2019Archivio Guido Guidi.<\/p>\n<p>\u201cOspitare a Udine una mostra dedicata a Guido Guidi significa accogliere ancora una volta un punto di riferimento imprescindibile della fotografia contemporanea\u201d commenta l\u2019Assessore alla Cultura\u00a0<strong>Federico Pirone<\/strong>. \u201cQuesta esposizione, che approda a Casa Cavazzini dopo la tappa al MAXXI, offre alla citt\u00e0 un\u2019occasione unica per confrontarsi con un artista che ha saputo interpretare il paesaggio, l\u2019architettura e la vita quotidiana con uno sguardo insieme poetico e rigoroso. \u00c8 un evento che arricchisce la proposta culturale dei\u00a0<strong>Civici Musei<\/strong>\u00a0e conferma la vocazione di Udine a dialogare con le grandi istituzioni nazionali e internazionali, rafforzando la sua posizione nel panorama delle arti visive. Dopo\u00a0<strong>Berengo Gardin<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Jodice<\/strong>, ancora in corso, siamo orgogliosi che la nostra citt\u00e0 possa accogliere un ulteriore progetto di questa rilevanza\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019approfondimento su Guido Guidi per altro non si fermer\u00e0 qui, ma sar\u00e0 ulteriormente arricchito da una esposizione successiva negli spazi del\u00a0<strong>Museo della Fotografia in Castello<\/strong>, prevista per la fine dell\u2019anno, che valorizzer\u00e0 gli archivi del\u00a0<strong>Craf di Spilimbergo<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione far\u00e0 parte del programma di\u00a0<strong>supporto GO! &amp; Friends<\/strong>, che mette in luce la ricca creativit\u00e0 della regione e integra il programma ufficiale di\u00a0<strong>GO2025<\/strong>. Durante l\u2019incontro \u00e8 stata data lettura del messaggio arrivato dal\u00a0<strong>Vice presidente e Assessore alla Cultura della Regione<\/strong>\u00a0<strong>Mario Anzil<\/strong>. \u201cQuesta mostra, prodotta dal MAXXI in collaborazione con l\u2019Archivio Guido Guidi e i Civici Musei di Udine, approda in citt\u00e0, e conferma la qualit\u00e0 del dialogo tra le nostre istituzioni e le maggiori realt\u00e0 nazionali. \u00c8 un progetto di alto profilo che valorizza un pioniere della nuova fotografia italiana, capace di trasformare il nostro modo di guardare il paesaggio e l\u2019architettura, ponendo al centro lo sguardo, il tempo e l\u2019atto stesso del vedere. Per il Friuli Venezia Giulia questo appuntamento ha un valore speciale, considerato che il rapporto dell\u2019artista con la nostra regione \u00e8 profondo e di lunga durata, e ha coinvolto citt\u00e0, paesaggi e borghi, seguendo la trama dei confini e delle trasformazioni del nostro territorio\u201d ha dichiarato all\u2019interno del suo intervento.<\/p>\n<p><strong>Simona Antonacci<\/strong>,\u00a0<strong>Pippo Ciorra<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Antonello Frongia<\/strong>, curatori della mostra, hanno commentato: \u201cLa mostra dedicata a Guidi \u00e8 una grande autobiografia del maestro cesenate, una sequenza che si svolge con oltre 400 fotografie e materiali d\u2019archivio lungo le pareti del museo. Il visitatore ha accesso al cuore \u201cfotografico\u201d del pensiero guidiano, alla sua densit\u00e0 artistica e al suo procedere lento, a una ricerca coerente e radicale che conduce da settant\u2019anni\u201d.<\/p>\n<p>Nato a Cesena nel 1941,\u00a0<strong>Guido Guidi<\/strong>\u00a0\u00e8 riconosciuto come uno dei pi\u00f9 autorevoli maestri della fotografia contemporanea. La sua ricerca, iniziata negli anni Sessanta, ha ridefinito il rapporto tra immagine e paesaggio, tra fotografia e architettura, influenzando intere generazioni di autori. Professore all\u2019Universit\u00e0 IUAV di Venezia e in altre prestigiose istituzioni, \u00e8 considerato un punto di riferimento imprescindibile anche sul piano didattico. Le sue opere sono oggi conservate nelle collezioni dei pi\u00f9 importanti musei internazionali, tra cui il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi e il San Francisco Museum of Modern Art.<\/p>\n<p>\u201cIl titolo della mostra, \u2018Col Tempo\u2019\u201d ha dichiarato\u00a0<strong>Guidi in videocollegamento<\/strong>, \u201csi rif\u00e0 ad un dipinto del Giorgione, datato 1605, ritraente una vecchia. Nel carteggio che ha in mano compare la scritta Col Tempo. Questa nota dimostra il senso del suo aspetto e la sua condizione al momento del ritratto. Allo stesso modo questo titolo racconta l\u2019esposizione, ovvero tutto ci\u00f2 che sono riuscito a produrre e il mio punto d\u2019arrivo, raggiunto \u2018Col Tempo\u2019.<\/p>\n<p><strong>La mostra<\/strong><\/p>\n<p>Si tratta della pi\u00f9 estesa esposizione mai realizzata sull\u2019autore, che raccoglie oltre 400 opere, numerosi inediti e materiali d\u2019archivio. Ordinata cronologicamente, racconta pi\u00f9 di sessant\u2019anni di attivit\u00e0, dagli esperimenti degli anni Sessanta e Settanta alle grandi indagini sul paesaggio italiano negli anni Ottanta e Novanta, fino ai progetti pi\u00f9 recenti che confermano la sua ricerca come una delle pi\u00f9 originali e coerenti della fotografia contemporanea.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo si apre con la serie\u00a0Preganziol, considerata manifesto del pensiero guidiano, per poi proseguire in cinque sezioni. Si ripercorrono il precoce interesse di Guidi per la fotografia negli anni Cinquanta, le sperimentazioni linguistiche degli anni Settanta e l\u2019indagine sulle facciate, influenzata anche da Walker Evans. Negli anni Ottanta Guidi privilegia medio e grande formato, approfondisce l\u2019uso del colore e amplia la sua geografia dal territorio romagnolo alla Via Emilia, all\u2019Italia e all\u2019Europa, fino al viaggio lungo la strada B1.<\/p>\n<p>Una sezione specifica \u00e8 dedicata al rapporto con l\u2019architettura, in particolare al progetto della Tomba Brion di Carlo Scarpa, che rivela la capacit\u00e0 del fotografo di cogliere materia e luce come espressione del pensiero architettonico.<\/p>\n<p>L\u2019ultima parte della mostra riporta lo sguardo all\u2019archivio, inteso come officina di lavoro e di incontro, con le serie pi\u00f9 recenti\u00a0Raccolta indifferenziata\u00a0e\u00a0In Archivio\u00a0(2024).<\/p>\n<p>Ad arricchire il percorso, una panca-libreria introduce il rapporto di Guidi con il libro e l\u2019insegnamento, mentre preziosi quaderni, materiali manoscritti e studi sui maestri restituiscono la profondit\u00e0 teorica del suo pensiero.<\/p>\n<p>Un ulteriore contributo alla mostra \u00e8 rappresentato dal progetto video multicanale del regista Alessandro Toscano, che mette in dialogo la genesi dell\u2019esposizione con un\u2019interpretazione visiva del pensiero guidiano.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa si avvale del Patrocinio dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Udine, di Confindustria Udine, della Camera di Commercio Udine-Pordenone e dell\u2019Ordine degli Architetti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"2 Dal 27 settembre 2025 al 6 gennaio 2026\u00a0i Civici Musei di Udine presentano a Casa Cavazzini \u2013&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":88352,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,64166,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-88351","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-guido-guidi","16":"tag-intrattenimento","17":"tag-it","18":"tag-italia","19":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88351","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=88351"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88351\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88352"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88351"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=88351"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88351"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}