{"id":88548,"date":"2025-09-04T23:48:10","date_gmt":"2025-09-04T23:48:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/88548\/"},"modified":"2025-09-04T23:48:10","modified_gmt":"2025-09-04T23:48:10","slug":"gli-artisti-addolorati-sul-red-carpet-vadano-a-farsi-dare-lezioni-da-gervais","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/88548\/","title":{"rendered":"Gli artisti addolorati sul red carpet vadano a farsi dare lezioni da Gervais"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Carlo Melato <\/strong>da Portoferraio, Isola d\u2019Elba<\/p>\n<p>La folta chioma color argento e le mani vigorose \u00abforgiate per il pianoforte\u00bb, come afferm\u00f2 <strong>Vincenzo Scaramuzza<\/strong>, tirannico maestro fissato con l\u2019anatomia che la tempr\u00f2 quando era bambina. Il sorriso buono che ripara l\u2019interlocutore dal fuoco che brucia dentro e il portamento da fata gentile che custodisce i terribili segreti del suono. Tutto secondo copione: <strong>Martha Argerich<\/strong>, a 84 anni, \u00e8 l\u2019inconfondibile leonessa di sempre. L\u2019elemento spiazzante, a poco pi\u00f9 di un\u2019ora dal concerto pi\u00f9 importante del Festival internazionale Elba isola musicale d\u2019Europa &#8211; diretto dal vecchio amico <strong>George Edelman<\/strong> &#8211; \u00e8 che la leggendaria pianista argentina, solitamente restia a farsi intervistare (\u00abDifficile parlare di musica, \u00e8 la musica che parla\u00bb, il suo primo comandamento), accetti l\u2019invito proprio quando per lei sarebbe il momento di riposare. I suoi colleghi infatti   corrono a nutrirsi dopo due ore di lavoro regalate alla curiosit\u00e0 del pubblico (spoiler: la serata si concluder\u00e0 in un trionfo), nelle quali l\u2019antidiva in purezza del concertismo mondiale \u00e8 riuscita nel miracolo di dirigere   attraverso le espressioni del suo viso. <\/p>\n<p>La Argerich ci attende sullo sgabello. Con la mano destra regge una lattina di Coca-Cola che oscilla pericolosamente a pochi centimetri dalle corde e dai martelletti di uno Steinway gran coda, mentre la sinistra non riesce a smettere di cercare nuovi accordi, senza che questo distragga  minimamente l\u2019artista.<\/p>\n<p> <strong>Le prove aperte sono   un preludio di questo evento al Teatro dei Vigilanti di Portoferraio: prima il <\/strong><strong>Quintetto per due violini, viola, violoncello e pianoforte op. 44 <\/strong><strong>del suo \u00abamico dell\u2019anima\u00bb, Robert Schumann, poi il <\/strong><strong>Concerto per pianoforte, tromba e orchestra d\u2019archi op. 35<\/strong><strong> di Dmitri Shostakovich, a 50 anni dalla morte del compositore russo.  <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSchumann lo amo ancora moltissimo, \u00e8 una persona eccezionale\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Ne parla come se fosse vivo&#8230;<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abAdoro anche il concerto di Shostakovich, soprattutto in questo periodo  difficile per il mondo. Sappiamo che il suo autore pag\u00f2 sulla propria pelle i guai che gli caus\u00f2 Stalin. Il rapporto di forza tra il dittatore e il musicista fu davvero singolare (Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk &#8211; che il teatro alla Scala far\u00e0 rivivere nella Prima di Sant\u2019Ambrogio &#8211; cost\u00f2 al ventisettenne Dmitri una condanna pubblica sulla Pravda, alla quale seguirono censure, emarginazioni e violente pressioni psicologiche, ndr). Ma dobbiamo sottolineare l\u2019eccezionale formazione da camera di questa sera\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Elba festival orchestra strings.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon consideriamolo \u201cun ensemble di giovani\u201d, anche se chiaramente sono tutti meno vecchi di me\u00bb (ride). <\/p>\n<p><strong>Et\u00e0 a parte, si sente una maestra in questo contesto, una guida?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dai loro volti per\u00f2 traspare l\u2019emozione di fare musica con lei: non \u00e8 un privilegio?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCos\u00ec dicono\u2026 Comunque  loro suonano benissimo. E c\u2019\u00e8 la prima tromba dell\u2019orchestra dell\u2019Accademia nazionale di Santa Cecilia, Alfonso Gonzales Barquin. Devo dire molto, molto bene&#8230;\u00bb. <\/p>\n<p><strong>La sua espressione lascia intendere un \u00abma\u00bb\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abBeh, il pianoforte ha un suono duro,  secco. L\u2019accordatore per\u00f2 ha fatto i miracoli\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Durante le prove ha bisbigliato a lungo con i professori d\u2019orchestra.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAnche questo teatro \u00e8 particolare\u2026\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Porta la firma di Napoleone, ma \u00e8 una piccola bomboniera da 250 posti. Sono le dimensioni a complicare l\u2019acustica?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL\u2019ultima volta che ho partecipato al festival avevo un  pianoforte Fazioli ed eravamo all\u2019aperto. Ricordo un\u2019arena meravigliosa e un caldo pazzesco. Oggi   gli elementi sono tutti diversi\u2026 La verit\u00e0 \u00e8 che sono io a sentirmi strana. Nei giorni scorsi ero cos\u00ec stanca che non sapevo nemmeno se sarei riuscita a raggiungere l\u2019isola. Non sono in forma: oggi pi\u00f9 o meno, in realt\u00e0 non lo so\u2026\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Rileggendo la sua biografia, <\/strong><strong>L\u2019enfant et les sortil\u00e8ges<\/strong><strong> di Olivier Bellamy, ci si accorge che il peso dell\u2019agenda che trabocca di concerti, soprattutto dopo i precoci trionfi al Concorso Busoni e a quello di Ginevra all\u2019et\u00e0 di 16 anni, non l\u2019ha mai abbandonata. Moltissimi anni fa arriv\u00f2 a procurarsi un taglio a un dito per trovare una tregua. In questa fase della sua vita il palcoscenico le \u00e8 amico?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDifficile rispondere. Vivo in uno strano stato: tante domande, sono perplessa riguardo a me stessa\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Cosa la preoccupa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon sono contenta di suonare &#8211; e soprattutto viaggiare &#8211; cos\u00ec tanto. Non so perch\u00e9 lo faccio, ma da questo punto di vista sono sempre stata   contraddittoria. Faccio cose che non ho voglia di fare e poi\u2026 mi piacciono. Strano no?\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Gli applausi e l\u2019amore che il pubblico le dimostra sono un sollievo? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon sempre perch\u00e9 penso  a ci\u00f2 che verr\u00e0 dopo. Vorrei avere pi\u00f9 tempo libero  e non essere soltanto una pianista. Mi piacerebbe scoprire altro\u2026\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer capirlo servirebbe la libert\u00e0  che mi manca. Sono  vecchia ormai. Non so cosa fare del tempo che  rimane\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Si dice che lei sia perfezionista con s\u00e9 stessa, ma non con il prossimo. Il direttore d\u2019orchestra Enrico Fagone mi ha confidato che rimane sempre colpito dalla generosit\u00e0 con la quale lei coinvolge musicisti dei quali ama abbracciare la fragilit\u00e0. Condividere la musica con le persone care le d\u00e0 gioia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAll\u2019amicizia tengo molto, \u00e8 un aiuto reciproco. Per me \u00e8 stato decisivo il rapporto con Claudio Abbado. Quando lo conobbi ero una bambina e lui un giovane pianista: il migliore in quella masterclass a Salisburgo con Friedrich Gulda. Eseguiva la parte solistica dei concerti mentre io vestivo i panni dell\u2019orchestra all\u2019altro pianoforte. Non poteva ancora immaginare che sarebbe diventato un grande direttore. Poi ricordo Maurizio Pollini. I nostri diversi stili ci colpirono a vicenda. Ci incontrammo al Concorso  di Ginevra e ogni volta che ci penso mi viene da ridere\u2026\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUomini e donne gareggiavano separati (la Argerich vinse, il formidabile pianista italiano arriv\u00f2 secondo nella categoria maschile, ndr).  Claudio e Maurizio non ci sono pi\u00f9 e mi mancano terribilmente\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Il festival dell\u2019Elba ha visto anche sua figlia, Annie Dutoit Argerich, dare corpo e voce alla <\/strong><strong>Ode a Napoleone<\/strong><strong> di Lord Byron, trasfigurata musicalmente da Arnold Sch\u00f6nberg in una specie di dodecafonia dal volto umano. Byron, come Sch\u00f6nberg, sembra molto critico verso quel Bonaparte che su quest\u2019isola lasci\u00f2 il segno, se ne and\u00f2 210 anni fa per riconquistare il mondo, senza per\u00f2 sapere che nel suo destino c\u2019era Waterloo.<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abUna prova molto difficile, Annie \u00e8 stata bravissima (bis in programma a Oxford il 22 gennaio 2026 per il compleanno dello scrittore romantico, ndr). La delusione di Byron \u00e8 propria di chi ha tanto amato. Ne ho parlato a lungo con mia figlia e mi ha convinto\u00bb (ride).<\/p>\n<p><strong>\u00abLa tomba \u00e8 stato il tuo unico dono per chi  ti adorava\u00bb, sentenzia il poeta a proposito dell\u2019\u00abuom fatale\u00bb. Ricorda la disillusione di Beethoven o quella di Manzoni: \u00abFu vera gloria?\u00bb. Anche lei, sul  <\/strong><strong>New York Times<\/strong><strong>, si \u00e8 chiesta: \u00abCosa siamo noi pianisti? Niente\u00bb. <\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 vero, anch\u2019io mi domando a cosa serva la gloria. In un film di Pedro Almod\u00f3var (Tutto su mia madre, ndr) una donna  afferma: \u201cIl successo non ha sapore, n\u00e9 odore\u201d. \u00c8 cos\u00ec. E, in qualunque campo, non \u00e8 nemmeno stabile. Pensi a quanti presidenti vengono eletti e poi scaricati dal popolo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma quindi a cosa serve la musica?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un miracolo,  la meraviglia della vita. \u00c8 come chiedersi a cosa serve l\u2019amore. Nella mia esistenza ho conosciuto una persona a cui non piaceva la musica, di qualunque tipo e genere. Non mi \u00e8 mai pi\u00f9 capitato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 un\u2019arte che regge l\u2019urto davanti al mondo in fiamme?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 l\u2019espressione di qualcosa che non conosciamo fino in fondo. Di sicuro ha un potere enorme. Fare musica insieme \u00e8 fondamentale, parla all\u2019inconscio. Basti pensare a cosa ha generato Daniel Barenboim con la sua West-Eastern Divan orchestra (formazione che riunisce musicisti proveniente da Israele, Palestina e non solo, ndr). \u00c8 molto interessante. Purtroppo per\u00f2 non basta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Da Est al Medio Oriente \u00e8 il male a trionfare?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo conosciuto la madre di un ostaggio israeliano, rapito a 22 anni. So che suonava il pianoforte, nel frattempo ne ha compiuti 24. Spero che sia ancora vivo. Sono sofferenze terribili\u2026\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il vero compito degli artisti oggi? Schierarsi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn qualche modo \u00e8 sempre stato cos\u00ec. Arturo Toscanini o Pablo Casals lo hanno fatto, altri no. I musicisti sono persone, non immagini. Rispondono alla loro coscienza\u00bb. <\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un luogo nel quale trova la pace?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNella musica di Ludwig van Beethoven. Sono alle prese con la Grande fuga\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Da bambina scrisse che il padre della musica era Johann Sebastian Bach. Il suo Dio Beethoven. Ha cambiato idea?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNo, ma oggi sono politeista\u00bb (ride).<\/p>\n<p><strong>Prima ha citato Gulda, che per lei ha rappresentato un vero e proprio maestro di libert\u00e0. Le ha trasmesso anche la passione per il jazz?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abCerto. Erroll Garner \u00e8 meraviglioso, Art Tatum mi ricorda Rachmaninoff e poi adoro Chick Corea. Mi spiace  che sia scomparso. Tra le nuove leve vado matta per la giapponese Hiromi\u00bb.<\/p>\n<p><strong> Domenica ci sar\u00e0 la finale del Busoni. Per la sua vita, la vittoria del 1957 fu la palla di neve che scaten\u00f2 la valanga. Cosa augura ai partecipanti?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDi vincere, non \u00e8 detto che si debba essere travolti. A proposito, sono rimasta impressionata da una giovane pianista\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il suo nome?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMartina Meola, 12 anni, vive a Milano.  Ero nella giuria del concorso \u201cJeune Chopin\u201d e ci ha regalato una ballata del compositore polacco  meravigliosa\u00bb. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Carlo Melato da Portoferraio, Isola d\u2019Elba La folta chioma color argento e le mani vigorose \u00abforgiate per&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":88549,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1451],"tags":[8807,1621,1620,203,64234,73,64235,204,1537,90,89,59222],"class_list":{"0":"post-88548","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-celebrita","8":"tag-artisti","9":"tag-celebrita","10":"tag-celebrities","11":"tag-entertainment","12":"tag-festival-venezia","13":"tag-gaza","14":"tag-gaza-israele-palestina","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-red-carpet-venezia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88548","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=88548"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88548\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88549"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88548"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=88548"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88548"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}