{"id":88958,"date":"2025-09-05T05:44:13","date_gmt":"2025-09-05T05:44:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/88958\/"},"modified":"2025-09-05T05:44:13","modified_gmt":"2025-09-05T05:44:13","slug":"il-mostro-la-recensione-della-serie-tv-di-sollima-sul-mostro-di-firenze-presentata-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/88958\/","title":{"rendered":"Il Mostro, la recensione della serie tv di Sollima sul Mostro di Firenze presentata a Venezia"},"content":{"rendered":"<p>Quattro episodi per raccontare l\u2019orrore e il mistero del Mostro di Firenze: Stefano Sollima firma una serie che scava tra indagini infinite e sospetti contraddittori, partendo da Barbara Locci e dall\u2019omicidio di Signa del 1968. Ogni puntata segue un diverso sospettato, in un Rashomon seriale che evita il morboso e riparte dalle origini. Presentata <strong>fuori concorso alla Mostra di Venezia<\/strong> e in arrivo su Netflix dal 22 ottobre, l\u2019opera riporta al centro anche la \u201cpista sarda\u201d, oggi tornata d\u2019attualit\u00e0<\/p>\n<p>Raccontare il Mostro di Firenze significa confrontarsi con un abisso che non smette di inquietare. Stefano Sollima, affiancato da Leonardo Fasoli, sceglie di partire dalle origini, da quei primi fascicoli polverosi che hanno dato vita a una delle indagini pi\u00f9 lunghe e tormentate della storia giudiziaria italiana. Il Mostro, presentata fuori concorso alla <strong><a data-intcmp=\"skytg24_foglia articolo_interlink_text\" href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/spettacolo\/cinema\/2025\/09\/04\/festival-venezia-4-settembre-diretta\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">82\u00aa Mostra del Cinema di Venezia<\/a><\/strong>, arriva su Netflix dal 22 ottobre in quattro episodi che uniscono ricostruzione e riflessione, cronaca e memoria collettiva.<\/p>\n<p>\t\t \tL\u2019orrore senza maschere<\/p>\n<p>Raccontare il Mostro di Firenze significa confrontarsi con un abisso che non smette di inquietare. Stefano Sollima, affiancato da Leonardo Fasoli, sceglie di partire dalle origini, da quei primi fascicoli polverosi che hanno dato vita a una delle indagini pi\u00f9 lunghe e tormentate della storia giudiziaria italiana. Il Mostro, presentata fuori concorso alla 82\u00aa Mostra del Cinema di Venezia, arriva su Netflix dal 22 ottobre in quattro episodi che uniscono ricostruzione e riflessione, cronaca e memoria collettiva.<\/p>\n<p>\t\t\t<a class=\"c-inline-card j-inline-card c-inline-card--with-image\" href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/spettacolo\/cinema\/2025\/09\/04\/festival-venezia-4-settembre-diretta\" rel=\"follow nofollow noopener\" data-intcmp=\"skytg24_articolo_approfondimenti_inline\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t         <img decoding=\"async\" crossorigin=\"anonymous\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1757051053_590_anna-foglietta-laika-palestina-ansa.jpg\"  loading=\"lazy\"  bad-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1757051053_590_anna-foglietta-laika-palestina-ansa.jpg\"\/><\/p>\n<p>\n\t\t\t         Approfondimento<br \/>\n\t\t\t         Mostra del Cinema di Venezia, i film e gli ospiti di oggi in diretta\n\t\t\t      <\/p>\n<p>\t\t\t<\/a><\/p>\n<p>\t\t\tOtto duplici omicidi, diciassette anni di terrore<\/p>\n<p>Otto duplici omicidi, diciassette anni di paura, una pistola Beretta calibro 22 sempre presente sulla scena. Il racconto della serie parte da questi dati essenziali, impressi nella coscienza collettiva come marchi indelebili. Sollima non si limita a seguire la pista pi\u00f9 nota, ma si addentra nella cosiddetta \u201cpista sarda\u201d, tornata d\u2019attualit\u00e0 nelle indagini. Il risultato non \u00e8 un semplice true crime, ma una riflessione corale su una nazione che non \u00e8 mai riuscita a chiudere davvero i conti con il suo lato pi\u00f9 oscuro.<\/p>\n<p>\t\t\tUn Rashomon seriale<\/p>\n<p>Il Mostro non \u00e8 una serie di genere, ma un racconto inedito perch\u00e9 il mistero non \u00e8 stato ancora risolto. Ogni episodio adotta un punto di vista diverso, quasi fosse un Rashomon seriale: quattro versioni, quattro sospettati, quattro possibili mostri. Il riferimento \u00e8 al capolavoro di Akira Kurosawa, in cui lo stesso delitto veniva raccontato da prospettive differenti, a dimostrazione di come la verit\u00e0 cambi a seconda di chi la narra. Stefano Mele, Francesco Vinci, Giovanni Mele e Salvatore Vinci: nomi scolpiti nei faldoni giudiziari e nelle cronache, ma anche figure che rivelano un altro nodo centrale, spesso dimenticato. Tutti e quattro, nelle loro vite, hanno usato violenza contro le donne. Ed \u00e8 qui che la serie tocca il presente, diventando racconto sull\u2019oggi. Basta pensare al femminicidio per cogliere la sua urgenza: il mostro non \u00e8 un\u2019entit\u00e0 lontana, ma il riflesso di una societ\u00e0 che continua a perpetrare violenza.<\/p>\n<p>\t\t\tIl fil rouge di Barbara Locci<\/p>\n<p>A unire i quattro episodi \u00e8 la vicenda di <strong>Barbara Locci<\/strong>, assassinata con l\u2019amante Antonio Lo Bianco a Signa, il 21 agosto 1968. Una data che segna l\u2019inizio di un incubo e che la serie rimette al centro come detonatore della stagione del terrore. La sua figura diventa il cuore pulsante del racconto, interpretata con intensit\u00e0 da <strong>Francesca Olia<\/strong>, che restituisce a Barbara non solo il ruolo di vittima ma anche quello di donna viva, desiderante, libera, la cui esistenza diventa tragicamente simbolo. La sua presenza scenica lega tutti gli episodi, trasformando Barbara in un fantasma che continua a interrogare lo spettatore.<\/p>\n<p>\t\t\tEtica della rappresentazione<\/p>\n<p>Sollima sceglie una regia che evita ogni sensazionalismo. Molte foto mostrate ai personaggi non vengono mai mostrate al pubblico: lo sguardo non indulge nel macabro, ma resta a distanza, con rispetto. Le morti vengono filmate con rigore, senza spettacolarizzazione, perch\u00e9 l\u2019orrore si racconta senza compiacimenti. Mai contattati i parenti delle vittime, proprio per non infliggere ulteriore dolore; eppure la serie trova forza anche negli incontri con figure come la magistrata <strong>Silvia Della Monica<\/strong> e con <strong>Natalino Mele<\/strong>, sopravvissuto al massacro della madre. Testimonianze che restituiscono autenticit\u00e0 senza violare la dignit\u00e0 della memoria.<\/p>\n<p>\t\t\tDonne di memoria e giustizia<\/p>\n<p>Accanto alle vittime, la serie d\u00e0 spazio a chi ha cercato di opporsi al buio. <strong>Liliana Bottone<\/strong> offre un\u2019interpretazione intensa nei panni della magistrata <strong>Silvia Della Monica<\/strong>, unica donna a indagare sul caso. Figura coraggiosa e isolata, destinata a ricevere il 10 settembre 1985 la celebre lettera firmata dal Mostro, diventa emblema di una giustizia che non si arrende, pur sapendo di camminare costantemente sul filo del mistero. La sua presenza restituisce spessore a un racconto che non \u00e8 solo cronaca nera, ma anche testimonianza di resistenza civile.<\/p>\n<p>\t\t\tLa musica come presagio e requiem<\/p>\n<p>La colonna sonora di Il Mostro \u00e8 un controcanto che unisce l\u2019intimo al politico. Ogni episodio \u00e8 scandito da una musica che vibra come presagio di morte. \u201cLa Tramontana\u201d, ninna nanna dolce e popolare, si trasforma in requiem minaccioso per il piccolo Natalini. Accanto a lei, \u201cPerfect Day\u201d di Lou Reed, \u201cIl cielo in una stanza\u201d di Gino Paoli e \u201cSe telefonando\u201d di Mina: canzoni che appartengono al pantheon della musica mondiale e che qui assumono significati perturbanti.<\/p>\n<p>Il momento pi\u00f9 sconvolgente arriva quando il testo dei Vangeli si intreccia con il cinema: una vittima, prima di essere uccisa, pronuncia le parole del monologo di Blade Runner \u2014 \u00abE tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. \u00c8 tempo di morire\u00bb. La citazione spiazza: la finzione cinematografica diventa eco del vero orrore.<\/p>\n<p>E poi, improvvisa, la politica: un\u2019automobile addobbata con i simboli della Democrazia Cristiana diffonde da un altoparlante la notizia dell\u2019invasione della Cecoslovacchia da parte del Patto di Varsavia. L\u2019Italia del Mostro si intreccia con l\u2019Italia della Guerra Fredda, come se il crimine fosse parte del grande teatro della Storia<\/p>\n<p>\t\t\tLa forma della memoria<\/p>\n<p>La scelta di concentrare tutto in quattro episodi restituisce densit\u00e0 e compattezza. Ogni puntata funziona come atto di una tragedia: la scoperta, l\u2019indagine, i sospetti, le ombre che non si diradano. L\u2019estetica di Sollima, gi\u00e0 sperimentata in Romanzo criminale e Suburra, trova qui una forma pi\u00f9 austera e dolente. L\u2019uso della luce, spesso calata nella penombra delle campagne fiorentine, evoca un\u2019Italia ferita che non riesce a guardarsi davvero allo specchio.<\/p>\n<p>\t\t\tUn crimine che \u00e8 anche racconto nazionale<\/p>\n<p>Il Mostro di Firenze non \u00e8 stato solo un serial killer, ma un\u2019ossessione collettiva. La serie racconta non soltanto la violenza dei delitti, ma anche il vortice mediatico e politico che li ha accompagnati. Piste contraddittorie, depistaggi, errori giudiziari: tutto diventa specchio di un Paese frammentato. E proprio perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 una verit\u00e0 definitiva, il racconto mantiene la sua attualit\u00e0. Pacciani arriva solo alla fine, quasi come cliffhanger, forse preludio a una seconda stagione. Ma il senso di questa prima \u00e8 chiaro: ricominciare dall\u2019inizio, per guardare in faccia il buio.<\/p>\n<p>\t\t\tSollima tra cinema e televisione<\/p>\n<p>Con Il Mostro, Stefano Sollima conferma la sua vocazione per storie dure, in cui il crimine diventa lente d\u2019ingrandimento del potere e delle sue crepe. Dopo aver raccontato mafie, corruzione e guerra, affronta un male pi\u00f9 sfuggente: quello che non ha volto. La miniserie diventa terreno ideale per restituire complessit\u00e0 senza smarrire tensione narrativa, in un equilibrio tra rigore documentario e forza del cinema di finzione.<\/p>\n<p>\t\t\tRicordare, non risolvere<\/p>\n<p>Alla fine, ci\u00f2 che resta \u00e8 un senso di inquietudine profonda. Non ci sono soluzioni rassicuranti, ma solo le vittime e le loro storie spezzate. Sollima invita a guardare senza veli, a ricordare senza indulgere. Il Mostro trasforma il true crime in un atto di memoria civile, in un racconto che non consola ma che rende giustizia alla verit\u00e0 pi\u00f9 scomoda.<\/p>\n<p>\t            TAG:<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quattro episodi per raccontare l\u2019orrore e il mistero del Mostro di Firenze: Stefano Sollima firma una serie che&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":88959,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1444],"tags":[203,53874,204,1537,90,89,16299,253],"class_list":{"0":"post-88958","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-tv","8":"tag-entertainment","9":"tag-festival-di-venezia","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-mostra-del-cinema-di-venezia","15":"tag-tv"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88958","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=88958"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88958\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88959"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88958"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=88958"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88958"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}