{"id":89007,"date":"2025-09-05T06:24:15","date_gmt":"2025-09-05T06:24:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/89007\/"},"modified":"2025-09-05T06:24:15","modified_gmt":"2025-09-05T06:24:15","slug":"ritorno-economico-e-costo-efficacia-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/89007\/","title":{"rendered":"ritorno economico e costo-efficacia a confronto"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapo\">In un contesto globale segnato da una persistente carenza di personale sanitario, gli infermieri rappresentano una risorsa chiave per la sicurezza e la qualit\u00e0 dell\u2019assistenza. Ma, oltre alla dimensione clinica, rimane una domanda aperta: investire sugli infermieri conviene anche dal punto di vista economico? La risposta varia a seconda della prospettiva adottata. Una recente revisione sistematica condotta da Yakusheva e colleghi (2025) mostra che, per le organizzazioni sanitarie, il ritorno economico diretto degli investimenti in capitale umano infermieristico non \u00e8 sempre evidente o uniforme. Parallelamente, l\u2019analisi di Griffiths et al. (2023) mette in luce come l\u2019aumento degli organici e un miglior bilanciamento dello skill mix si traducano in esiti migliori e in strategie costo-efficaci a livello di sistema sanitario. Due visioni complementari che, se lette insieme, raccontano la stessa verit\u00e0: investire negli infermieri non \u00e8 un costo, ma un valore.<\/p>\n<p>Il ritorno organizzativo: prove limitate e contraddittorie<br \/>\n<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/turnover-leadership-infermieristica.jpg\" itemprop=\"image\" alt=\"leadeship infermieristica\"\/>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p class=\"hidden\">Per le organizzazioni sanitarie, il ritorno economico diretto degli investimenti in capitale umano infermieristico non \u00e8 sempre evidente o uniforme.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>La revisione sistematica pubblicata da Yakusheva et al. (2025) ha analizzato quasi 60 studi internazionali pubblicati tra il 1990 e il 2024, focalizzandosi sul <strong>ritorno sull\u2019investimento (ROI) degli ospedali e delle aziende sanitarie<\/strong>.<\/p>\n<p>Le variabili considerate includevano staffing, formazione, livello di istruzione, esperienza professionale e programmi specifici per il miglioramento dell\u2019ambiente di lavoro.<\/p>\n<p>La maggior parte degli studi ha riportato un <strong>miglioramento dei risultati per pazienti e infermieri<\/strong>, una riduzione del turnover e minori costi di produzione. Tuttavia, pochi studi hanno tenuto pienamente conto dei costi di investimento iniziali e del loro successivo impatto su produzione e fatturato, complicando le inferenze sul ritorno sull&#8217;investimento organizzativo.<\/p>\n<p>I risultati hanno evidenziato un quadro eterogeneo: solo 12 studi hanno condotto valutazioni complete di ROI e, tra questi, gli esiti sono risultati contrastanti \u2013 in alcuni casi positivi, in altri negativi o neutri.<\/p>\n<p>Ad esempio, se da un lato un aumento degli organici infermieristici portava a minori complicanze e ricoveri ripetuti, dall\u2019altro i costi sostenuti dalle strutture superavano i benefici economici immediati, riducendo il margine operativo.<\/p>\n<p>In sintesi, sebbene il valore clinico e umano degli infermieri sia indiscusso, <strong>dimostrare un ritorno economico diretto per l\u2019organizzazione rimane complesso<\/strong>, soprattutto se il focus resta sul breve termine.<\/p>\n<p>La prospettiva costo-efficacia<\/p>\n<p>Un quadro diverso emerge dalla revisione di Griffiths et al. (2023), che ha incluso 23 studi condotti in Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Belgio, Cina e Corea del Sud, su un totale di oltre 42 milioni di pazienti. L\u2019analisi si \u00e8 concentrata su costi e conseguenze dell\u2019aumento degli organici e del miglioramento della skill mix infermieristica negli ospedali per acuti.<\/p>\n<p>I risultati sono eloquenti: <strong>incrementare il numero di infermieri e garantire una skill mix<\/strong> con maggiore presenza di professionisti laureati <strong>\u00e8 associato a una riduzione significativa della mortalit\u00e0<\/strong>, delle complicanze (infezioni, eventi avversi) e della durata delle degenze. Dal punto di vista economico, anche quando i costi di personale aumentano, questi vengono spesso compensati da risparmi legati a degenze pi\u00f9 brevi e minori riammissioni.<\/p>\n<p>Sebbene siano ancora necessarie ulteriori prove sul rapporto costo-efficacia, l&#8217;aumento del numero assoluto o relativo di infermieri professionali ha il potenziale per essere altamente conveniente. La preponderanza delle prove suggerisce che l&#8217;aumento della percentuale di infermieri qualificati \u00e8 associato a risultati migliori e, potenzialmente, a una riduzione dei costi netti.<\/p>\n<p>Al contrario, le politiche che portano a una <strong><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/infermiere\/attualita-infermieri\/ocse-2024-italia-numero-infermieri-inferiore-media-ue.html\" title=\"Ocse 2024: in Italia numero infermieri inferiore a media Ue\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">riduzione della percentuale di infermieri qualificati<\/a><\/strong> nei team infermieristici potrebbero portare a risultati peggiori a fronte di costi maggiori e non vi \u00e8 alcuna prova che tali approcci siano economicamente vantaggiosi. In un&#8217;epoca di scarsit\u00e0 di infermieri qualificati, questi risultati favoriscono gli investimenti nell&#8217;offerta di infermieri qualificati rispetto all&#8217;utilizzo di personale meno qualificato come sostituti, soprattutto laddove il personale infermieristico di base e il mix di competenze sono bassi.<\/p>\n<p>Due prospettive, un\u2019unica lezione<\/p>\n<p>Le due revisioni, lette in parallelo, non si contraddicono ma fotografano due facce della stessa realt\u00e0. Dal punto di vista strettamente organizzativo, il ritorno economico degli investimenti in infermieri pu\u00f2 sembrare limitato o contraddittorio, soprattutto se misurato solo in termini di bilancio ospedaliero. Ma ampliando lo sguardo al sistema sanitario e alla societ\u00e0, emerge con chiarezza la convenienza: pi\u00f9 infermieri significano meno decessi, meno complicanze, ricoveri pi\u00f9 brevi e, in ultima analisi, una maggiore sostenibilit\u00e0 del sistema.<\/p>\n<p>Questa differenza \u00e8 legata a un aspetto cruciale: il ROI misura benefici economici immediati per l\u2019organizzazione, mentre la costo-efficacia valuta l\u2019impatto complessivo sulla salute e sulla spesa sanitaria nel lungo periodo. \u00c8 quindi necessario superare una visione riduttiva, che considera l\u2019infermieristica solo come un costo, per adottare un approccio che tenga conto del valore creato in termini di salute pubblica ed efficienza complessiva.<\/p>\n<p>Implicazioni per la sanit\u00e0 italiana<\/p>\n<p>Per il Servizio Sanitario Nazionale, dove la carenza di infermieri sfiora le 175mila unit\u00e0, questi dati assumono una rilevanza strategica. In Italia il dibattito su nuove figure, come l\u2019infermiere di pratica avanzata, e sulle politiche di reclutamento e retention non pu\u00f2 prescindere da un\u2019analisi del valore economico della professione.<\/p>\n<p>Gli studi internazionali dimostrano che investire negli infermieri non \u00e8 un lusso, ma una necessit\u00e0 per garantire qualit\u00e0, sicurezza e sostenibilit\u00e0. Limitarsi a valutare il costo immediato del personale rischia di produrre decisioni miopi, con effetti negativi sulla salute dei pazienti e sulla tenuta del sistema. Al contrario, politiche lungimiranti orientate al rafforzamento del capitale umano infermieristico rappresentano un investimento che genera ritorni clinici, economici e sociali.<\/p>\n<p>Gli infermieri non sono una voce di spesa da contenere, ma un asset strategico per la sanit\u00e0. Se il ROI organizzativo appare talvolta incerto, la prospettiva della costo-efficacia dimostra con chiarezza che investire sugli infermieri conviene \u2013 ai pazienti, al sistema e alla societ\u00e0.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nBibliografia&#13;<\/p>\n<ul>&#13;<\/p>\n<li>Yakusheva, O., Lee, K., Fial, A. V., &amp; Weiss, M. E. (2025). Organizational return on investment in nursing: A systematic review. International Journal of Nursing Studies, 170, 105146. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.ijnurstu.2025.105146\u2028<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Griffiths, P., Saville, C., Ball, J., Dall&#8217;Ora, C., Meredith, P., Turner, L., &amp; Jones, J. (2023). Costs and cost-effectiveness of improved nurse staffing levels and skill mix in acute hospitals: A systematic review. International Journal of Nursing Studies, 147, 104601. https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.ijnurstu.2023.104601\u2028<\/li>\n<p>&#13;\n<\/ul>\n<p>&#13;<br \/>\n <strong>Tags :<\/strong>    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In un contesto globale segnato da una persistente carenza di personale sanitario, gli infermieri rappresentano una risorsa chiave&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":89008,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,2191,1537,90,89,64551,240,9468],"class_list":{"0":"post-89007","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-infermieri","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-ritorno-economico","18":"tag-salute","19":"tag-sistema-sanitario"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89007","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=89007"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89007\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/89008"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89007"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=89007"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=89007"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}