{"id":89265,"date":"2025-09-05T09:30:09","date_gmt":"2025-09-05T09:30:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/89265\/"},"modified":"2025-09-05T09:30:09","modified_gmt":"2025-09-05T09:30:09","slug":"la-vera-storia-di-stefania-albertani-nel-film-elisa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/89265\/","title":{"rendered":"La vera storia di Stefania Albertani nel film Elisa"},"content":{"rendered":"<p data-journey-content=\"true\" data-node-id=\"1\" class=\"css-i9p093 emevuu60\">Nel 2014 fu <a href=\"https:\/\/www.elle.com\/it\/showbiz\/cinema\/news\/a1282450\/franca-leosini-storie-maledette-lucia-annibali-luca-varani-icona\/\" target=\"_blank\" data-vars-ga-outbound-link=\"https:\/\/www.elle.com\/it\/showbiz\/cinema\/news\/a1282450\/franca-leosini-storie-maledette-lucia-annibali-luca-varani-icona\/\" data-vars-ga-ux-element=\"Hyperlink\" data-vars-ga-call-to-action=\"Franca Leosini\" data-node-id=\"1.1\" class=\"body-link css-103hk4r emevuu60\" rel=\"nofollow noopener\">Franca Leosini<\/a> a portare questo caso nel suo programma di Rai 1 Storie Maledette. Ogni puntata era il racconto di una vicenda umana e sociale (d&#8217;altronde come dice Leosini: \u00abLa cronaca nera \u00e8 il grande romanzo della vita\u00bb), che avviene sempre all&#8217;interno del carcere dove sta scontando la pena la persona intervistata. La bravura di Leosini \u00e8 quella di riuscire, nel 99% dei casi, a far parlare le persone molto pi\u00f9 di quanto esse stesse avrebbero messo in conto di fare, e della vicenda di cui stiamo per parlare, quella di <strong data-node-id=\"1.5\">Stefania Albertani<\/strong> <strong data-node-id=\"1.7\">condannata a vent\u2019anni per l\u2019omicidio della sorella e il tentato omicidio dei genitori<\/strong>, la giornalista disse di essere rimasta colpita in modo particolare &#8220;poich\u00e9 in aula non spiaccic\u00f2 parola. A me spieg\u00f2 tutto: perch\u00e9 aveva ucciso, come e in che modo aveva ordito la sua macchinazione. Fu lei a cercarmi&#8221;. <\/p>\n<p data-journey-content=\"true\" data-node-id=\"3\" class=\"css-i9p093 emevuu60\">Una vicenda umana e giudiziaria, quella di Albertani, che non aveva precedenti in Italia e che era gi\u00e0 allora destinata a fare storia, per un duplice motivo: perch\u00e9 era la prima volta che nel nostro paese in un Processo sono entrate, e con peso determinante per la definizione della pena, le <a href=\"https:\/\/www.elle.com\/it\/emozioni\/psicologia\/a64907818\/cervello-emotivo\/\" target=\"_blank\" data-vars-ga-outbound-link=\"https:\/\/www.elle.com\/it\/emozioni\/psicologia\/a64907818\/cervello-emotivo\/\" data-vars-ga-ux-element=\"Hyperlink\" data-vars-ga-call-to-action=\"neuroscienze\" data-node-id=\"3.1\" class=\"body-link css-103hk4r emevuu60\" rel=\"nofollow noopener\">neuroscienze<\/a>, vale a dire, quelle tecniche di accertamento che consentono di studiare aree del cervello che regolano funzioni specifiche del comportamento (nel caso in questione, aree del cervello preposte a istinti aggressivi e criminosi), e perch\u00e9 <strong data-node-id=\"3.3\">era la prima volta che chi si \u00e8 reso protagonista di una &#8220;maledetta storia&#8221;, rivelava in una trasmissione televisiva quello che nel corso del Processo aveva taciuto<\/strong>, dichiarando di non ricordare e di non sapere nulla dei delitti commessi, la loro modalit\u00e0, il movente alla radice di tutto.  <\/p>\n<p>La vera storia di Stefania Albertani<\/p>\n<p data-journey-content=\"true\" data-node-id=\"7\" class=\"css-i9p093 emevuu60\">Ventisei anni all&#8217;epoca dei fatti (siamo nel 2009), geometra, figlia di imprenditori del comasco, Stefania Albertani, ragazza di straordinaria intelligenza, <strong data-node-id=\"7.1\">\u00e8 sinistramente abitata da una doppia identit\u00e0<\/strong>. Un alter ego in incognito che la possiede, la domina, a sua insaputa determina e guida le sue azioni. Anche le pi\u00f9 feroci, anche le pi\u00f9 scellerate. Condannata a 20 anni di reclusione pi\u00f9 tre di Ospedale Psichiatrico Giudiziario, Stefania Albertani  ha rivelato a a Franca Leosini come e perch\u00e9 ha ucciso la sorella e ne ha incendiato il corpo e come e perch\u00e9 ha tentato di uccidere i genitori dando fuoco alla loro macchina. <\/p>\n<p data-journey-content=\"true\" data-node-id=\"10\" class=\"css-i9p093 emevuu60\">Il fuoco ricorre come una maledizione in questa vicenda e nel racconto sconvolgente e drammatico che \u00e8 diventato anche un saggio, dal titolo <strong data-node-id=\"10.1\"><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/volevo-ucciderla-una-criminologia-dellincontro\/dp\/8832854333?tag=a-elle-21\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\" data-vars-ga-outbound-link=\"https:\/\/www.amazon.it\/volevo-ucciderla-una-criminologia-dellincontro\/dp\/8832854333\" data-vars-ga-ux-element=\"Hyperlink\" data-vars-ga-call-to-action=\"Io volevo ucciderla - Per una criminologia dell\u2019incontro\" data-vars-ga-product-id=\"1b345bae-5083-4f59-b36a-278d9f8131ad\" data-node-id=\"10.1.0.0\" data-href=\"https:\/\/www.amazon.it\/volevo-ucciderla-una-criminologia-dellincontro\/dp\/8832854333\" data-product-url=\"https:\/\/www.amazon.it\/volevo-ucciderla-una-criminologia-dellincontro\/dp\/8832854333\" data-affiliate=\"true\" data-affiliate-url=\"https:\/\/www.amazon.it\/volevo-ucciderla-una-criminologia-dellincontro\/dp\/8832854333?tag=a-elle-21\" data-affiliate-network=\"{&quot;afflink_redirect&quot;:&quot;\/_p\/afflink\/xj7U\/amazon-placeholder&quot;,&quot;site_id&quot;:&quot;315b2bba-c4a8-446d-9237-6e6750390ee7&quot;,&quot;network&quot;:{&quot;name&quot;:&quot;Amazon&quot;},&quot;metadata&quot;:{&quot;links&quot;:{&quot;default&quot;:&quot;https:\/\/www.amazon.it\/volevo-ucciderla-una-criminologia-dellincontro\/dp\/8832854333?tag=a-elle-21&quot;}}}\" data-vars-ga-product-brand=\"Cortina Raffaello\" data-vars-ga-product-price=\"0,00\u00a0$\" data-vars-ga-product-retailer-id=\"36643efd-ac8c-40b6-a145-18441eb3c78b\" data-vars-ga-product-sem3-brand=\"Cortina Raffaello\" data-vars-ga-link-treatment=\"(not set) | (not set)\" class=\"body-link product-links css-103hk4r e1aq0z090\">Io volevo ucciderla &#8211; Per una criminologia dell\u2019incontro<\/a><\/strong>, di Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali (Raffaello Cortina editore). Albertani \u00e8 stata giudicata capace di intendere e volere, ma poi una perizia neuroscientifica le ha diagnosticato una disfunzione al lobo frontale e quindi una seminfermit\u00e0 di mente. I due criminologi la incontrano la prima volta a dodici anni dall\u2019omicidio. Non hanno intenzioni redentive, ma scientifiche. Ed \u00e8 questo \u201cdistacco\u201d \u2013 che non esclude, anzi permette, l\u2019interesse umano per la persona che hai di fronte \u2013 e la pazienza che lo accompagna, la condizione che permette il percorso per cui Stefania, passando dalla negazione iniziale alla memoria consapevole del gesto che ha compiuto, ritrova s\u00e9 stessa. <\/p>\n<p data-journey-content=\"true\" data-node-id=\"12\" class=\"css-i9p093 emevuu60\">I due intervistatori le fanno raccontare con meticolosit\u00e0 il fatto. Non deducono, non affrettano conclusioni, non anticipano spiegazioni, continuano a domandare, si astengono da giudizi tanto apparentemente plausibili quanto affrettati, evitando quella sommariet\u00e0 che di fronte a questioni gravi \u00e8 un vero e proprio delitto. Citano anche il Talmud l\u00e0 dove insegna che se noi abbiamo una bocca e due orecchie \u00e8 in ragione del fatto che dobbiamo ascoltare il doppio di quanto parliamo. Ascoltano e non fanno mai coincidere Stefania n\u00e9 con la perizia che in parte la giustifica n\u00e9 con l\u2019idea che loro possono essersene fatta. \u00c8 lei che, all\u2019inizio di un colloquio, esordisce con la frase che d\u00e0 il titolo al libro: \u201c<strong data-node-id=\"12.1\">Io volevo ucciderla<\/strong>\u201d, \u201cho dovuto ammettere a me stessa che, in realt\u00e0, io volevo farlo\u201d. Ecco, <strong data-node-id=\"12.3\">da questo materiale complesso e dagli abissi profondissimi, nasce il film Elisa<\/strong>, in concorso alla 82esima edizione della <a href=\"https:\/\/www.elle.com\/it\/mostra-cinema-venezia\/\" target=\"_blank\" data-vars-ga-outbound-link=\"https:\/\/www.elle.com\/it\/mostra-cinema-venezia\/\" data-vars-ga-ux-element=\"Hyperlink\" data-vars-ga-call-to-action=\"Mostra del cinema di Venezia\" data-node-id=\"12.5\" class=\"body-link css-103hk4r emevuu60\" rel=\"nofollow noopener\">Mostra del cinema di Venezia<\/a>, per la regia di Leonardo di Costanzo e con protagonista <a href=\"https:\/\/www.elle.com\/it\/showbiz\/tv\/a61996663\/barbara-ronchi-ritratto-attrice-protagonista-di-familia\/\" target=\"_blank\" data-vars-ga-outbound-link=\"https:\/\/www.elle.com\/it\/showbiz\/tv\/a61996663\/barbara-ronchi-ritratto-attrice-protagonista-di-familia\/\" data-vars-ga-ux-element=\"Hyperlink\" data-vars-ga-call-to-action=\"Barbara Ronchi \" data-node-id=\"12.7\" class=\"body-link css-103hk4r emevuu60\" rel=\"nofollow noopener\">Barbara Ronchi <\/a>nei panni di Albertani. <br data-node-id=\"12.9\"\/><\/p>\n<p data-journey-content=\"true\" data-node-id=\"15\" class=\"css-i9p093 emevuu60\"><strong data-node-id=\"15.0\">Roschdy Zem<\/strong> \u00e8 il criminologo che applica la metodologia dell\u2019incontro, in cui prende forma la \u201ccosmologia\u201d violenta dell\u2019autrice del crimine. Un ascolto che scava sino alle radici del delitto di questa donna che, nel saggio, arriva a dire: \u00abIo non sono una perizia o una sentenza che cammina\u00bb. Quelle pagine e il film che dalle stesse prende corpo sono, oggi, materia incendiaria. Perch\u00e9 fanno i conti con un contesto politico-sociale in cui la <strong data-node-id=\"15.2\">ricerca di risposte meno afflittive nel controllo del crimine<\/strong> <strong data-node-id=\"15.4\">produce ancora resistenze<\/strong> in un sistema penale a lenta evoluzione. Dalla logica \u201cretributiva\u201d &#8211; che trova i propri ascendenti nella legge del taglione &#8211; a quella general-preventiva fondata sulla pena come deterrente. Fino a quella rieducativa (anche costituzionalmente garantita) che mira al reinserimento sociale del condannato. Ma che non ha impedito, oggi, rigurgiti di istanze sommarie (il \u201cbuttare via la chiave\u201d) che fanno apparire <strong data-node-id=\"15.6\">la giustizia riparativa <\/strong>(fondata su strumenti alternativi che promuovono la riparazione del danno cagionato e, soprattutto, la riconciliazione tra colpevole e vittima) una rivoluzione e, insieme, una chimera. Anche Elisa, allora, sembra porsi, cinematograficamente, in una prospettiva molto diversa da quella tradizionale, ovvero di un cinema che, spesso, ha trasformato la giustizia in vendetta. Che risponde, certamente, a logiche spettacolari, ma gioca, pi\u00f9 o meno consapevolmente, anche con l\u2019ambiguit\u00e0 di un sentire comune che percepisce la giustizia come un sistema lontano, inefficace e, quindi, da riequilibrare \u201cprivatamente\u201d.<\/p>\n<p data-journey-content=\"true\" data-node-id=\"17\" class=\"css-i9p093 emevuu60\">&#8220;Partecipare in concorso alla <strong data-node-id=\"17.1\">Mostra del Cinema di Venezia con Elisa<\/strong> \u2013 ha dichiarato il regista Di Costanzo, David di Donatello nel 2012 per il miglior regista esordiente con il suo L&#8217;intervallo \u2013 \u00e8 per me un onore e una responsabilit\u00e0. Questo film nasce da una riflessione iniziata con Ariaferma e proseguita in direzione pi\u00f9 intima e spiazzante: raccontare non il crimine in s\u00e9, ma il percorso interiore di chi lo ha compiuto. <strong data-node-id=\"17.7\">In Elisa ho cercato di restituire la complessit\u00e0 di una figura capace di dolore, freddezza, manipolazione e in fondo anche di una umanissima richiesta di ascolto<\/strong>. Mi auguro che il film sappia porre domande, pi\u00f9 che offrire risposte, e che possa generare nel pubblico quello stesso spaesamento etico e affettivo che ha guidato il mio sguardo durante la scrittura e  la regia. Ringrazio la Mostra per aver accolto questo lavoro cos\u00ec delicato e per avergli dato l\u2019opportunit\u00e0 di essere condiviso in uno spazio cos\u00ec autorevole\u201d.<\/p>\n<p>Altre storie vere da Venezia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel 2014 fu Franca Leosini a portare questo caso nel suo programma di Rai 1 Storie Maledette. 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