{"id":89796,"date":"2025-09-05T14:53:08","date_gmt":"2025-09-05T14:53:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/89796\/"},"modified":"2025-09-05T14:53:08","modified_gmt":"2025-09-05T14:53:08","slug":"sanita-marchigiana-il-comitato-di-recanati-scrive-ai-candidati-regionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/89796\/","title":{"rendered":"Sanit\u00e0 marchigiana: il Comitato di Recanati scrive ai candidati regionali"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n\t\t\t\t Visualizzazioni: 489&#13;\n\t\t\t<\/p>\n<p data-start=\"137\" data-end=\"1042\">Il Comitato \u201cSalviamo il Punto di Primo Intervento\u201d di Recanati ha diffuso una lettera aperta ai candidati per la guida della Regione Marche, denunciando la grave situazione del Servizio Sanitario Nazionale e in particolare del sistema regionale.<br data-start=\"385\" data-end=\"388\"\/>Tra le criticit\u00e0 segnalate figurano: liste d\u2019attesa insostenibili, eccessiva burocrazia informatica, carenza di personale sanitario, debolezza della medicina territoriale, sottofinanziamento pubblico e disuguaglianze territoriali.<br data-start=\"618\" data-end=\"621\"\/>Il Comitato chiede impegni concreti e non promesse, tra cui: assunzioni straordinarie, rilancio della sanit\u00e0 territoriale, abbattimento delle liste d\u2019attesa, stop alla privatizzazione selvaggia e una vera semplificazione delle procedure.<br data-start=\"858\" data-end=\"861\"\/>\u201cIl cittadino deve tornare al centro del sistema sanitario \u2013 sottolinea il Comitato \u2013 non possiamo restare in silenzio mentre il diritto alla salute viene eroso pezzo dopo pezzo\u201d.<\/p>\n<p data-start=\"137\" data-end=\"1042\">\n<p data-start=\"137\" data-end=\"1042\"><strong>PUBBLICHIAMO IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA APERTA<\/strong><\/p>\n<p>Carissimi Candidati per la guida della nostra cara Regione Marche,<\/p>\n<p>ci rivolgiamo a Voi con crescente preoccupazione per la condizione in cui versa il nostro Servizio Sanitario Nazionale (SSN) in Italia e soprattutto nella nostra realt\u00e0 territoriale. Questo prezioso patrimonio pubblico \u00e8 da moltissimi anni messo a dura prova a causa di tagli strutturali, mancanza di programmazione, carenze di personale e una crescente privatizzazione strisciante. Pur essendo consapevoli delle ristrettezze economiche del nostro periodo storico, non si possono, per\u00f2, celare le scriteriate scelte politiche attuate nella nostra Regione negli ultimi 15-20 anni, in particolare avviate dalle precedenti amministrazioni di Centro Sinistra fino al 2020 e successivamente non colmate dal successivo governo di Centro Destra.<\/p>\n<p>Nella pubblicit\u00e0 elettorale di questo periodo ascoltiamo tantissimi compiacimenti per l\u2019operato fatto dalle contrapposte aree politiche e duri attacchi verso gli imperdonabili errori degli avversari, il tutto arricchito da iperboliche e irreali promesse per il futuro; ciononostante avvertiamo una reale mancanza di concrete nuove idee di cambiamento costruttivo in merito al futuro del nostro Sistema Sanitario Regionale. Il diritto alla salute, sancito dall\u2019articolo 32 della Costituzione Italiana, dovrebbe essere garantito universalmente, equamente e gratuitamente a tutti i cittadini. Purtroppo, la realt\u00e0 quotidiana racconta una storia diversa: milioni di italiani si trovano oggi ad affrontare un sistema in difficolt\u00e0, che non riesce pi\u00f9 a rispondere in maniera tempestiva, efficace ed equa ai bisogni di salute della popolazione. Per elencare tutte le \u201cfalle\u201d presenti e che fanno soffrire tutti noi cittadini avrei bisogno di tempi lunghissimi, quindi ci permettiamo di elencare solo alcune delle criticit\u00e0:<\/p>\n<ol>\n<li><strong> Liste d\u2019attesa insostenibili: un\u2019emergenza ignorata<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Le liste d\u2019attesa per esami diagnostici, visite specialistiche e interventi chirurgici sono diventate il simbolo dell\u2019inefficienza del sistema in tutta l\u2019Italia; ritardi di 8, 10 o anche 12 mesi sono ormai la norma. Le Priorit\u00e0, che dovrebbero essere evase in tempi ristretti, spesso slittano per settimane. Pertanto chi pu\u00f2 permetterselo si rivolge alla sanit\u00e0 privata, pagando di tasca propria ci\u00f2 che spetterebbe gratuitamente; mentre, chi non pu\u00f2, rinuncia alle cure con gravi ritardi alla diagnosi e drammatiche conseguenze. La giustificazione istituzionale fornita ai cittadini \u00e8 stata peraltro la stessa in tutte le regioni italiane, pur se governate da contrapposte forze politiche: illusorie liste di priorit\u00e0, colpevolizzazione del personale sanitario (Es.: \u201c\u2026i medici disponibili mancano\u2026 i medici di famiglia fanno troppe richieste e spesso improprie\u201d). Tutto questo meccanismo produce una sanit\u00e0 a doppio binario, profondamente ingiusta e incostituzionale.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong> Estrema \u201cburocratizzazione informatizzata\u201d<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La trasformazione informatica del piano sanitario nazionale prevedeva drastica riduzione della burocrazia e semplificazione nelle procedure delle prenotazioni e della lettura dei referti. Purtroppo ci\u00f2 non \u00e8 avvenuto, anzi la definizione dei protocolli \u00e8 stata completamente messa in mano a \u201cburocrati\u201d ed \u201coperatori di computer\u201d che non hanno minimamente provato a trasformare il linguaggio sanitario professionale in maniera plastica; quindi\u00a0 noi comuni cittadini dobbiamo peregrinare incessantemente come trottole tra gli studi dei medici convenzionati e le strutture sanitarie della AST sotto l\u2019incitazione di frasi del genere: \u201cil tuo medico ha sbagliato doveva scrivere questa frase con questo numero di protocollo\u2026 ritorna dal medico e fatti rifare il foglio, poi prenota nuovamente l\u2019esame\u201d oppure \u201c\u2026i risultati degli esami li inviamo via mail, se lei non ha internet doveva dirlo prima, comunque potr\u00e0 ritirarli tra una settimana\u2026\u201d. Ma non doveva essere una semplificazione in cui l\u2019informatica doveva rappresentare un ausilio nel rispetto delle persone, anche quelle che non hanno dimestichezza con l\u2019informatica?<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong> Carenza di personale sanitario: professionisti allo stremo<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Medici, infermieri, operatori sociosanitari e tecnici sanitari sono sempre di meno, insufficienti e sempre pi\u00f9 anziani con turni per questo massacranti e gravosi; il loro lavoro \u00e8 sempre sovra i \u201climiti\u201d, un insostenibile super m\u00e9nage continuo giustificato da \u201cstraordinarie\u201d carenze strutturali che non vengono mai sanate. Le nuove generazioni tendono ad evitare il lavoro pubblico perch\u00e9 scoraggiate da stipendi inadeguati, precariato, responsabilit\u00e0 crescenti e aggressioni sul posto di lavoro. I pensionamenti non vengono rimpiazzati, i concorsi vanno deserti e molti professionisti scelgono di trasferirsi all\u2019estero o nel privato. La Regione ricorre cos\u00ec sempre pi\u00f9 spesso a cooperative, esternalizzazioni e gettonisti, con costi estremamente superiori e minore continuit\u00e0 della assistenza.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong> Medicina del Territorio debole: il paziente resta solo<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La pandemia da Covid aveva evidenziato la necessit\u00e0 di rafforzare la medicina territoriale, l\u2019assistenza domiciliare e i servizi di prevenzione. Ciononostante non si sono attuate le necessarie modifiche e i cittadini pi\u00f9 fragili (anziani in particolare) sono \u201cabbandonati\u201d, senza un medico di famiglia reperibile, n\u00e9 assistenza infermieristica, pochissime strutture intermedie sul territorio. Le case di comunit\u00e0, previste dal PNRR, sono poche, spesso non operative o senza personale sufficiente.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong> Finanziamento pubblico insufficiente: sanit\u00e0 pubblica sotto attacco<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019Italia investe nella sanit\u00e0 pubblica una quota di PIL inferiore alla media europea. ll SSN \u00e8 oggi strutturalmente indebolito sia da tagli lineari e definanziamento, sia da un insufficiente aumento di fondi non congruo rispetto alle reali evoluzioni sociali e finanziarie. Senza un adeguato aumento strutturale e stabile del finanziamento, il sistema pubblico verr\u00e0 cos\u00ec progressivamente smantellato, sostituito da un modello misto dove solo chi paga ha accesso tempestivo e di qualit\u00e0 alle cure.<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li><strong> Disuguaglianze territoriali e sociali: l\u2019Italia della sanit\u00e0 a due velocit\u00e0<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Si aggiungono, inoltre, le profonde diseguaglianze tra: \u201cNord e Sud\u201d, \u201ccentri urbani \u2013 periferia \u2013 aree interne\u201d e le \u201cvarie Regioni\u201d. I Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) non sono cos\u00ec garantiti ovunque allo stesso modo; in alcune Regioni l\u2019accesso a cure adeguate \u00e8 un\u2019impresa, in altre le strutture sono eccellenti ma orientate verso il privato. Una disparit\u00e0 che mina il principio di universalit\u00e0 ed uguaglianza fondamentale e sacro per ogni sistema sanitario pubblico.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le richieste: non promesse, ma fatti concreti<\/strong><\/p>\n<p>Chiediamo con urgenza a Voi candidati di assumere impegni chiari, vincolanti e concreti su questi punti:<\/p>\n<ol>\n<li>Assunzione immediata di personale sanitario, attraverso piani straordinari, stabilizzazione dei precari e concorsi rapidi;<\/li>\n<li>Rilancio della sanit\u00e0 territoriale, con investimenti reali in case della comunit\u00e0, assistenza domiciliare, cure intermedie e medicina di famiglia;<\/li>\n<li>Piano nazionale per l\u2019abbattimento delle liste d\u2019attesa, con obiettivi misurabili e trasparenza nella gestione;<\/li>\n<li>Riequilibrio territoriale, per garantire gli stessi diritti in tutte le regioni;<\/li>\n<li>Stop alla privatizzazione selvaggia, che drena risorse e personale dal pubblico;<\/li>\n<li>Coinvolgimento attivo di cittadini, professionisti e associazioni<\/li>\n<li>Applicazione di una vera semplificazione informatica delle procedure di espletamento delle prestazioni sanitarie con snellimento della burocrazia alla portata di tutti.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>In conclusione<\/strong><\/p>\n<p>La Sanit\u00e0 Pubblica \u00e8 il pi\u00f9 Sacro e Prezioso bene comune; ignorare i suoi segnali evidenti di crisi significa tradire quel fondante patto sociale tra Stato e cittadini. Non dobbiamo mai dimenticare che il \u201ccittadino\u201d \u00e8 il vero centro del nostro Sistema Sanitario Nazionale, mentre attualmente viene trattato come un \u201cvassallo della Gleba\u201d. Non possiamo permetterci di restare in silenzio mentre il diritto alla salute viene eroso, pezzo dopo pezzo.<\/p>\n<p><strong>Vi chiediamo con forza di ascoltare questa nostra voce che cerca di amplificare quella di milioni di italiani: pazienti, famiglie, operatori sanitari, giovani e anziani, residenti nelle citt\u00e0 o nelle periferie<\/strong>.<\/p>\n<p>Confidiamo nel vostro coraggio politico orientato verso un agire concreto con determinazione e rispetto. Grazie dell\u2019attenzione.<\/p>\n<p>Recanati, l\u00ec 05 settembre2025<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il Comitato \u201cSalviamo il Punto di Primo Intervento\u201d di Recanati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; Visualizzazioni: 489&#13; Il Comitato \u201cSalviamo il Punto di Primo Intervento\u201d di Recanati ha diffuso una lettera aperta&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":89797,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[64987,239,1537,90,89,59373,37857,240],"class_list":{"0":"post-89796","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-comitato-pro-ospedale-santa-lucia","9":"tag-health","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-radio-erre-recanati","14":"tag-recanati","15":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89796","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=89796"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/89796\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/89797"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89796"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=89796"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=89796"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}