{"id":90326,"date":"2025-09-05T20:20:09","date_gmt":"2025-09-05T20:20:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/90326\/"},"modified":"2025-09-05T20:20:09","modified_gmt":"2025-09-05T20:20:09","slug":"asse-tra-renzi-e-mattarella-al-csm-la-cassazione-a-una-toga-di-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/90326\/","title":{"rendered":"Asse tra Renzi e Mattarella al Csm. La Cassazione a una toga di sinistra"},"content":{"rendered":"<p>La decisione finale del consigliere laico di Italia viva spiana la strada alla nomina come capo del Palazzaccio di Pasquale D\u2019Ascola, candidato delle correnti progressiste. Il \u00abparlamentino\u00bb dei giudici ritorna al passato.Per la nomina del primo presidente della Cassazione, la poltrona pi\u00f9 prestigiosa per le toghe, i membri del Consiglio superiore della magistratura hanno discusso giorni e notti. E l\u2019altro ieri sera sembrava che l\u2019ala conservatrice fosse in grado di far prevalere il candidato su cui aveva puntato, Stefano Mogini, sebbene questi fosse un centrista che in passato era stato distaccato al ministero della Giustizia durante il secondo governo Prodi. Nell\u2019importante corsa i laici del centro-destra e Magistratura indipendente, per giorni impegnati in riunioni e conciliaboli, erano convinti di avere trovato la quadra, ma soprattutto i voti. Ma alla fine, a un passo dalla vittoria, avrebbe \u00abdisertato\u00bb Ernesto Carbone, laico in quota Italia viva, o meglio, in quota Matteo Renzi. Il quale, a furia di mosse del cavallo, \u00e8 riuscito a riportare l\u2019asse del Csm a sinistra e soprattutto sotto l\u2019ala confortevole del Quirinale, che sosteneva, a quanto risulta alla Verit\u00e0, Pasquale D\u2019Ascola, il vincitore di giornata. Il presidente Sergio Mattarella, nella sua veste di presidente del Csm, ha guidato i lavori del plenum straordinario di ieri e ha proceduto alla proclamazione del nuovo primo presidente. I cosiddetti indipendenti Roberto Fontana (area di sinistra) e Andrea Mirenda, con la loro astensione, sono stati decisivi per il trionfo del candidato del Colle. In pochi altri casi c\u2019era stata tanta incertezza per l\u2019assegnazione di una poltrona cos\u00ec importante. Alla fine le preferenze sono state cos\u00ec distribuite: per Mogini si sono schierati compatti i sei laici di centrodestra e i sette togati di Mi; per D\u2019Ascola i sei togati di Area, i quattro di Unicost, quella di Magistratura democratica, rinforzati dai laici Roberto Romboli (in quota Pd) e Michele Papa (5 stelle). Cinque, infine, gli astenuti: non si sono espressi il Comitato di presidenza al gran completo (composto dal vicepresidente Fabio Pinelli, dalla prima presidente uscente Margherita Cassano e dal procuratore generale del Palazzaccio Piero Gaeta) e i due indipendenti citati sopra. Come nel gioco dell\u2019oca, la nomina di D\u2019Ascola riporta gli equilibri interni della magistratura al punto di inizio, caratterizzato dagli accordi tra le correnti di Area (pi\u00f9 Md) e i centristi di Unicost (la vecchia corrente di Luca Palamara) con l\u2019appoggio esterno della politica centro sinistra nel cui alveo \u00e8 rientrato in pompa magna il fu Rottamatore. L\u2019 obiettivo della nuova gioiosa macchina da guerra \u00e8 quello di consolidare l\u2019\u00abautonomia\u00bb della magistratura, unico vero blocco anti-governo rimasto nel Paese. Sono oramai lontani i tempi in cui per la prima volta nella storia le due cariche apicali della magistratura (primo presidente e procuratore generale del Palazzaccio) non erano espressione del mondo progressista.Nel dicembre del 2017 le nomine di Giovanni Mammone e Riccardo Fuzio avevano spostato la magistratura su un asse inedito che aveva tolto alle correnti di sinistra le due poltrone pi\u00f9 importanti. La famosa notte dell\u2019hotel Champagne ha riportato l\u2019orologio a prima del 2017, quando l\u2019Associazione nazionale magistrati faceva il bello e il cattivo tempo e si opponeva (come ha ammesso Palamara) con tutte le sue forze ai governi Berlusconi. Adesso la nomina sancisce il ritorno alle origini del parlamentino dei giudici. Chi riteneva che il nuovo Csm, votato all\u2019inizio del 2023, avesse i numeri e la forza per cambiare le cose \u00e8 stato clamorosamente smentito. Il primo errore \u00e8 stato quello di concedere un laico a Renzi, pensando che avrebbe remato insieme con il centro-destra nella direzione delle riforme; il secondo \u00e8 stato quello di lasciar defenestrare da Palazzo Bachelet il membro laico in quota Fdi Rosanna Natoli, mai sostituita. Un autogol di cui \u00e8 in parte responsabile il vicepresidente Pinelli, entrato al Csm in quota Lega, ma conquistato alla causa del Colle, come era gi\u00e0 successo a David Ermini, anche grazie, si mormora, alla tela tessuta dall\u2019influente Luciano Violante e dallo stesso Renzi (Pinelli \u00e8 stato legale del Giglio magico). Una fortunata combinazione di fattori che ha ricollocato il Csm a sinistra nel momento in cui le toghe hanno ripreso a fare la voce grossa contro il governo, in questo caso quello di Giorgia Meloni. Ma vediamo chi ha conquistato l\u2019ambito incarico. D\u2019Ascola, giudice civile, ha sempre esercitato funzioni giurisdizionali (per oltre 42 anni). \u00c8 nato e cresciuto a Reggio Calabria, come l\u2019attuale pg della Cassazione Gaeta (progressista pure lui) del quale \u00e8 coetaneo. Entrambi hanno frequentato il liceo classico Tommaso Campanella e l\u2019universit\u00e0 di Messina e hanno vinto lo stesso concorso in magistratura. Il nuovo primo presidente ha esordito come pretore a Verona, citt\u00e0 nella quale \u00e8 rimasto per oltre 18 anni prima di trasferirsi a Roma nel 2001 per iniziare il suo cursus honorum dentro al Palazzaccio. Nell\u2019aprile del 2018 \u00e8 stato promosso presidente di sezione della Cassazione dal Csm del quale faceva parte lo stesso Palamara. Il 3 ottobre 2023 ha avuto un altro avanzamento, assumendo le funzioni di presidente aggiunto della Cassazione, nomina che prelude a quella di primo presidente. D\u2019Ascola, al contrario di Mogini, si \u00e8 contraddistinto come esponente di punta prima della corrente dei Verdi (storici alleati di Md) e poi del cartello progressista di Area, in cui i cosiddetti Movimenti sono confluiti. Mogini, al contrario del proprio avversario, non \u00e8 mai stato particolarmente attivo nella vita correntizia, anche se era considerato vicino a Unicost, raggruppamento che, dal centro, consentiva di guardare sia a destra che a sinistra. Mogini, con alle spalle una carriera di giudice penale, aveva quattro anni in meno di anzianit\u00e0 di servizio di D\u2019Ascola e per 16 anni e mezzo \u00e8 stato fuori ruolo. Nel 2006 \u00e8 stato scelto come capo di gabinetto dall\u2019allora Guardasigilli Clemente Mastella. Ha svolto anche il ruolo di magistrato di collegamento presso l\u2019ambasciata italiana a Parigi e quello di esperto giuridico alla Rappresentanza permanente d\u2019Italia all\u2019Onu. Ma questo curriculum non \u00e8 bastato a fare pendere l\u2019ago della bilancia della Giustizia dalla sua parte. Secondo i ben informati sulla sua mancata nomina potrebbe avere pesato anche la testimonianza da lui resa nell\u2019inchiesta sulla cosiddetta Loggia Ungheria. Il 5 ottobre 2021 \u00e8 stato sentito dalla Procura di Perugia, allora alla ricerca di prove da utilizzare contro Palamara. Secondo il faccendiere Piero Amara l\u2019ex presidente dell\u2019Anm si sarebbe rivolto a Mogini per salvare da una sentenza di condanna il magistrato Maurizio Musco. Mogini ha, per\u00f2, fatto mettere a verbale considerazioni del tutto anodine, non offrendo riscontri alle dichiarazioni di Amara. Nonostante questo gli inquirenti perugini, nella richiesta di archiviazione per Ungheria, hanno lodato Mogini per la sua \u00abschiena dritta\u00bb, dal momento che, a loro dire, non avrebbe accolto la raccomandazione a favore di Musco. Un encomio che gli valse qualche citazione sui giornali di sinistra. In realt\u00e0 Mogini si era limitato a riferire di aver chiamato lui Palamara e che nel corso di quell\u2019incontro vi era stato un accenno allo stato di salute precario del magistrato in quel momento sotto processo. In sostanza una non conferma alle accuse di Amara, anche perch\u00e9 che Musco stesse male era un fatto noto all\u2019interno del Csm e ai piani alti della magistratura. La scoperta del reale contenuto del verbale potrebbe aver fatto perdere a Mogini il favore guadagnato in certi salotti progressisti grazie alla vulgata dei giornaloni. Un cambio di vento che non poteva non essere intercettato dal pi\u00f9 grande fiutatore di tendenze del nostro Paese, Renzi. Che, \u00e8 bene ricordarlo, \u00e8 l\u2019ideatore di \u00abMattarella for president\u00bb.\n<\/p>\n<p>\n        Il ministro della Salute Orazio Schillaci (Imagoeconomica)\n    <\/p>\n<p>\n        Orazio Schillaci e Giuseppe Valditara (Ansa)\n    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La decisione finale del consigliere laico di Italia viva spiana la strada alla nomina come capo del Palazzaccio&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":90327,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,10294,65234,485,1537,90,89,20322,26673,65233,2471,315,11745],"class_list":{"0":"post-90326","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-cassazione","11":"tag-dascola-cassazione","12":"tag-giustizia","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-mattarella","17":"tag-nomina","18":"tag-pasquale-dascola","19":"tag-renzi","20":"tag-sinistra","21":"tag-toghe"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90326","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=90326"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90326\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/90327"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=90326"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=90326"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=90326"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}