{"id":90355,"date":"2025-09-05T20:38:19","date_gmt":"2025-09-05T20:38:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/90355\/"},"modified":"2025-09-05T20:38:19","modified_gmt":"2025-09-05T20:38:19","slug":"esplorando-la-sua-casa-studio-tra-arte-e-design","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/90355\/","title":{"rendered":"esplorando la sua casa-studio tra arte e design"},"content":{"rendered":"<p data-journey-content=\"true\" data-node-id=\"0\" class=\"body-dropcap css-16svq0q emevuu60\">A pochi passi dal Pantheon, nel cuore di una Roma in pieno Giubileo invasa eppure invisibile ai turisti, c\u2019\u00e8 una piccola salita che unisce il rione Pigna al rione Sant\u2019Eustachio. \u00c8 la salita de\u2019 Crescenzi. Qui, al numero 26, affacciato su quelle che furono le Terme di Nerone, si trova un palazzo con un solo abitante, straordinario:<strong data-node-id=\"0.1\"> Luigi Serafini<\/strong>. Artista, architetto, designer e patafisico, \u00e8 noto a livello internazionale per il misterioso codice che porta il suo nome, il Codex Seraphinianus. Pubblicato per la prima volta nel 1981 dall\u2019indimenticabile editore, collezionista e arbiter elegantiae Franco Maria Ricci, nei volumi 27 e 28 in seta nera della collana I segni dell\u2019uomo, \u00e8 un\u2019enciclopedia fantastica scritta in una lingua inventata, con \u201cuna grafia corsiva minuziosa e agile\u201d che \u201cci sentiamo a un pelo dal poter leggere e che pure ci sfugge in ogni sua parola e ogni sua lettera\u201d. Cos\u00ec comment\u00f2 Italo Calvino, uno dei primi estimatori dell\u2019opera in compagnia, tra i tanti, di Roland Barthes, Giorgio Manganelli e Federico Fellini, che all\u2019autore propose il ruolo di protagonista nel suo film Intervista. Un\u2019offerta rifiutata, alla quale Luigi rimedi\u00f2 creando per il regista una locandina speciale per il suo ultimo lavoro, La voce della Luna.   <\/p>\n<p><img draggable=\"true\" alt=\"luigi serafini\" title=\"luigi serafini\" loading=\"lazy\" width=\"4005\" height=\"6000\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;width:100%;height:auto;\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/luigi-serafini-bazaar-023-piotr-niepsuj-high-copia-68a5b30e1335d.jpeg\" class=\"css-0 e1g79fud0\"\/><\/p>\n<p>Piotr Niepsuj<\/p>\n<p><img draggable=\"true\" alt=\"luigi serafini\" title=\"luigi serafini\" loading=\"lazy\" width=\"4005\" height=\"6000\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;width:100%;height:auto;\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/luigi-serafini-bazaar-003-piotr-niepsuj-high-copia-68a5b4af2d11b.jpg\" class=\"css-0 e1g79fud0\"\/><\/p>\n<p>Piotr Niepsuj<\/p>\n<p data-journey-content=\"true\" data-node-id=\"2\" class=\"css-i9p093 emevuu60\">Serafini ha scritto il Codex a 27 anni, in un periodo in cui viveva da eremita in una mansarda all\u2019ultimo piano del civico 30 di Sant\u2019Andrea delle Fratte, dietro piazza di Spagna. \u00abNon mi sono messo a tavolino a pensare: \u201cCosa far\u00f2 da grande?\u201d. Ero talmente isolato e immerso nei miei pensieri che non sentivo nessuna pulsione egotistica. Vivevo come in una dimensione medievale, da scrivano, e desideravo che il Codex uscisse anonimo: cosa che successe per la prima edizione.   <\/p>\n<p data-journey-content=\"true\" data-node-id=\"3\" class=\"css-i9p093 emevuu60\">Disegnavo una tavola dopo l\u2019altra, spinto da una specie di impulso vitale, e mi resi conto di quello che stavo facendo solo quando un amico dell\u2019universit\u00e0, Giorgio Barattini, mi chiese di uscire. Gli risposi che non potevo: stavo facendo un\u2019enciclopedia. Era il 16 settembre 1976, una data che ho nascosto nel libro. Una data finale non c\u2019\u00e8: il Codex non \u00e8 mai finito\u00bb. Al centro della capitale e fuori dal mondo, Serafini se n\u2019\u00e8 inventato un altro. L\u2019universo immaginario e coloratissimo della sua opera confonde e stupisce come tutto quello che appare enigmatico e familiare insieme. Nelle tavole, l\u2019inconsueto e l\u2019ordinario si combinano con sorprendente sintonia: fantasie zoologiche, visioni botaniche, nudi-cyborg e universi sci-fi si intrecciano a dettagliatissimi disegni di architettura che Serafini ha presentato come tesi di laurea all\u2019Universit\u00e0 La Sapienza nel 1977. In quel macrocosmo, i gambi delle margherite sfiorite si possono soffiare e diventano palloncini, appesi ai quali si pu\u00f2 volare, i lampioni delle citt\u00e0 sono illuminati da esserini molto pi\u00f9 malleabili, multiformi ed enigmatici delle comuni lucciole, i pesci galleggiano a coppie a fior d\u2019acqua, regalandoci l\u2019illusione di essere osservati da seducenti occhi femminili, le bisce si sostituiscono ai lacci delle scarpe da tennis e lasciano una piccola macchia di sangue su candidi calzini bianchi, i cimiteri sono luoghi dove nessuno scompare davvero, i labirinti esistono sulla terraferma come sull\u2019acqua, e quando un uomo e una donna fanno l\u2019amore si trasformano in un coccodrillo.  <\/p>\n<p><img draggable=\"true\" alt=\"luigi serafini\" title=\"luigi serafini\" loading=\"lazy\" width=\"4005\" height=\"6000\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;width:100%;height:auto;\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/luigi-serafini-bazaar-007-piotr-niepsuj-high-copia-68a5b3081f5df.jpeg\" class=\"css-0 e1g79fud0\"\/><\/p>\n<p>Piotr Niepsuj<\/p>\n<p><img draggable=\"true\" alt=\"luigi serafini\" title=\"luigi serafini\" loading=\"lazy\" width=\"4005\" height=\"6000\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;width:100%;height:auto;\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/luigi-serafini-bazaar-016-piotr-niepsuj-high-copia-68a5b30951d91.jpeg\" class=\"css-0 e1g79fud0\"\/><\/p>\n<p>Piotr Niepsuj<\/p>\n<p data-journey-content=\"true\" data-node-id=\"6\" class=\"css-i9p093 emevuu60\">Sono solo alcune delle immagini oniriche che mi attraversano la mente quando varco il portone che separa il vociare indistinto del centro storico dal cortile silenzioso e dallo scalone quattrocentesco deserto che mi porter\u00e0, non senza prima avermi anticipato qualche surreale indizio a ogni pianerottolo, alla casa-studio dell\u2019artista, che ha aperto le porte al pubblico per la prima volta a fine maggio, nel lungo weekend di Open House Roma, il pi\u00f9 grande evento della citt\u00e0 dedicato all\u2019architettura. In quell\u2019occasione, Serafini ha accolto e guidato nella sua wunderkammer pi\u00f9 di un migliaio di visitatrici e visitatori, un riscontro sorprendente, che gli ha trasmesso la sensazione di portare avanti \u00abuna missione\u00bb. In questi mesi, infatti, \u00e8 in corso un\u2019altra impresa: salvare la casa-studio. Il Sovrano Militare Ordine di Malta (S.M.O.M.), proprietario dell\u2019immobile, ha avviato una procedura di sfratto, in risposta  alla quale l\u2019associazione no profit Open City Roma, la stessa che organizza Open House Roma,  ha pubblicato una petizione su change.org chiedendo al ministero della Cultura e alle istituzioni competenti di intervenire per riconoscerla come un bene culturale di interesse nazionale, da tutelare e conservare, garantendone l\u2019accessibilit\u00e0 e la valorizzazione per le future generazioni. \u00abLa casa-studio si \u00e8 evoluta nel tempo in modo naturale, nutrita dai miei interessi eclettici\u00bb, dice mentre oltrepassiamo la soglia tra la  parte museale e quella privata,  un confine segnato da ranocchi  che lampeggiano intercettando  le nostre vibrazioni. \u00abVivere e lavorare nello stesso luogo pu\u00f2 generare questo fenomeno.  <\/p>\n<p><img draggable=\"true\" alt=\"luigi serafini\" title=\"luigi serafini\" loading=\"lazy\" width=\"4005\" height=\"6000\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;width:100%;height:auto;\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/luigi-serafini-bazaar-009-piotr-niepsuj-high-copia-68a5b3095c843.jpeg\" class=\"css-0 e1g79fud0\"\/><\/p>\n<p>Piotr Niepsuj<\/p>\n<p><img draggable=\"true\" alt=\"luigi serafini\" title=\"luigi serafini\" loading=\"lazy\" width=\"4005\" height=\"6000\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;width:100%;height:auto;\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/luigi-serafini-bazaar-001-piotr-niepsuj-high-copia-68a5b2fd1b0fc.jpeg\" class=\"css-0 e1g79fud0\"\/><\/p>\n<p>Piotr Niepsuj<\/p>\n<p data-journey-content=\"true\" data-node-id=\"8\" class=\"css-i9p093 emevuu60\">Rappresenta la mia esistenza, e infatti la mostra realizzata nel 2024 al MACRO di Roma si intitolava Una casa ontologica. La disdetta del contratto da parte dello S.M.O.M. \u00e8 stata come un colpo di pistola, che mi ha ferito ma non mi ha steso. All\u2019inizio miravo semplicemente a rimanere. Poi, man mano che raccontavo questa storia e vedevo l\u2019interesse di giornali e televisioni, mi sono detto che questa non era pi\u00f9 solo la mia casa-studio, ma era diventata un\u2019opera d\u2019arte totale che non riguardava esclusivamente me. L\u2019arte esiste solo se \u00e8 comunicata e condivisa. Ora, se riuscir\u00f2 a vincere la guerra contro lo S.M.O.M. e restare qui, mi dedicher\u00f2 a renderla pubblica secondo modalit\u00e0 che mi consentano ancora di lavorarci, per mantenerla viva e non trasformarla in un polveroso museo\u00bb. Per salvare questa \u201ccasa della vita\u201d basterebbe un motivo: entrarci \u00e8 come entrare nel Codex. Un\u2019esperienza straniante e surreale, che stimola la nostra fantasia. Ci muoviamo per la maggior parte del tempo e dello spazio su un pavimento a scacchiera e attraversiamo archi dipinti a righe rosse e bianche, i colori della segnaletica stradale, come a ricordarci di fare attenzione. Dopotutto, una delle significative iscrizioni sparse per la casa riporta la locuzione latina \u201cCave ne cadas\u201d: attento a non cadere. Cos\u00ec, pi\u00f9 improvvisando che studiando le nostre mosse, ci ritroviamo a camminare accanto a una Persefone-carota e a schivare un coccodrillo fatto di uova all\u2019occhio di bue, ci fermiamo davanti a un planisfero che segna un\u2019ora \u201coceanica\u201d e ci avviciniamo a  un Minotango appassionato di Carlos Gardel, leggiamo i versi de Il giorno ad urlapicchio di Fosco Maraini sulle porte di una stanza e ci incantiamo davanti agli scarabei giganti dipinti su altre. Lo scarabeo d\u2019oro di Edgar Allan Poe insegna che qualunque codice inventato da un essere umano pu\u00f2 essere decifrato da un altro, ed \u00e8 difficile dire se la nostra sia sindrome di Stendhal o sindrome del deCodex. A osservarci dall\u2019alto, mentre ci muoviamo sulle nostre caselle, c\u2019\u00e8 King Botto. \u00c8 un buffo omino rosso a forma di \u201co\u201d, con minuscole braccia, piccolissimi piedi e una corona in testa. Il suo nome contiene un numero emblematico, l\u20198, simbolo dell\u2019infinito e del karma, segno dell\u2019equilibro tra mondo materiale e mondo spirituale, ponte tra visibile e invisibile, che in Cina indica anche la fortuna. La ciclicit\u00e0, la Cina e la fortuna sono tre elementi che ricorrono nel nostro incontro. Luigi si appoggia a una stampella, \u00e8 appena tornato dalla Francia dove \u00e8 stato per il vernissage di Copistes, mostra al Centre Pompidou-Metz fino al 2 febbraio 2026. Mentre beviamo il caff\u00e8 in tazzine serafiniane, racconta: \u00abIl museo ha chiesto  a 100 artisti di reinterpretare uno dei capolavori del Louvre, proprio come nell\u2019800 facevano i copisti, dilettanti e studenti di Belle arti che, \u00e0 la van Gogh, passavano ore  nelle sale a imitare i maestri. Io ho scelto Le pont de Narni di Corot,  che era rimasto colpito dalla campagna romana durante il suo Grand Tour, nel 1826\u00bb. Un quadro legato a una questione privata. \u00abIl ponte di Narni \u00e8 un ponte rotto, rimasto con un\u2019unica arcata. Lo vedevo da bambino ogni estate,  era il segno che ci stavamo avvicinando a casa di mia nonna Francesca, che viveva ad Amelia\u00bb.  Prosegue: \u00abIl mattino dopo il vernissage pioveva, e mentre stavo andando a prendere il treno per Parigi sono scivolato e mi sono rotto il perone. \u00c8 stato un modo per entrare nel quadro\u00bb. Ride e indica l\u2019opera \u00abche supera tutto\u00bb, appesa nel punto pi\u00f9 alto in cucina: \u00abQuella era la sedia di mia nonna, l\u2019ho portata qui quando \u00e8 mancata. Dopo averla dipinta, ci ho poggiato sopra la scatola di colori che mi regal\u00f2 quando ero bambino. \u00c8 stata la prima a cogliere la mia vocazione, e l\u2019opera che ho realizzato per Copistes \u00e8 dedicata a lei\u00bb. En route vers Amelia, \u00e0 11 km \u00e0 l\u2019ouest du pont de Narni \u00e8 una fotografia del quadro di Corot, spalmata su una tela con l\u2019angolo sinistro teso verso l\u2019esterno da una microscopica molletta, a svelare, oltre il paesaggio dell\u2019agro romano, un fotomontaggio in bianco e nero di Luigi a 7 anni con sua nonna. \u00abDa piccolo ho iniziato copiando, che \u00e8 sempre il primo step. Al principio ero affascinato dalla natura, dalle piante, dagli animali. Come Giotto, che da pastorello disegnava sui sassi. Io copiavo i fascicoli che all\u2019epoca cominciavano a uscire per Vallardi e De Agostini\u00bb. <\/p>\n<p><img draggable=\"true\" alt=\"luigi serafini\" title=\"luigi serafini\" loading=\"lazy\" width=\"4005\" height=\"6000\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;width:100%;height:auto;\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/luigi-serafini-bazaar-004-piotr-niepsuj-high-copia-68a5b3034ca06.jpeg\" class=\"css-0 e1g79fud0\"\/><\/p>\n<p>Piotr Niepsuj<\/p>\n<p><img draggable=\"true\" alt=\"luigi serafini\" title=\"luigi serafini\" loading=\"lazy\" width=\"4005\" height=\"6000\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;width:100%;height:auto;\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/luigi-serafini-bazaar-011-piotr-niepsuj-high-copia-68a5b2f732d0a.jpeg\" class=\"css-0 e1g79fud0\"\/><\/p>\n<p>Piotr Niepsuj<\/p>\n<p data-journey-content=\"true\" data-node-id=\"10\" class=\"css-i9p093 emevuu60\">Una fascinazione duratura, in aeternum fixum anche nel Codex. \u00abPoi sono passato alle prime pubblicazioni della collana I maestri del colore dei Fratelli Fabbri, e da l\u00ec ho iniziato a imitare i pittori\u00bb. Parlando, passiamo accanto a una riproduzione a grandezza naturale del San Giorgio di Andrea Mantegna, che ai piedi riporta il suo nome e la data in numeri romani: quasi un Arcano Maggiore dei tarocchi di Marsiglia. Annuisce: \u00abLe carte mi hanno sempre attratto, \u00e8 come avere in mano dei quadri. Quelle che ho disegnato nel Codex per\u00f2 hanno piccoli fori, per guardarci attraverso\u00bb. Varchiamo la soglia della biblioteca, dove titoli di letteratura e saggistica succedono ordinatamente a volumi di psicologia e fotografia. \u00c8 una delle stanze pi\u00f9 suggestive della casa. \u00abI miei scrittori di riferimento sono Raymond Roussel, Juan Rodolfo Wilcock e Guillaume Apollinaire\u00bb, autori dalle vite singolari quanto le loro opere, legati ognuno a suo modo all\u2019Italia. Ricorda: \u00abRoussel aveva vissuto per un periodo in una roulotte di lusso, dove aveva ricostruito il suo appartamento di Parigi. C\u2019erano candelieri, tende di velluto e parquet. Mor\u00ec al Grand Hotel et des Palmes, a Palermo. Wilcock era emigrato dall\u2019Argentina a Velletri, dove viveva in un cubo di cemento. Apollinaire nacque a piazza Mastai, in piena Trastevere. Mi \u00e8 sempre rimasta impressa, di Apollinaire, la poesia Zone, con l\u2019immagine dei pihi, quegli uccelli con un solo occhio e una sola ala, derivati dalla mitologia cinese, che si uniscono per poter volare\u00bb. Gli omaggi di Serafini a opere come Locus solus, La sinagoga degli iconoclasti e Alcools sono disseminati tanto nel Codex quanto nella casa. Lo spazio di lavoro nello studio, cos\u00ec come il libro, \u00e8 popolato di cervi, sia in forma di scultura che di ideogramma. Ne possiamo vedere uno anche avvicinandoci alla finestra: \u00e8 la testa in cima alla facciata della basilica di Sant\u2019Eustachio. \u00ab\u00c8 un punto d\u2019incontro tra il mondo animale e quello vegetale. Le sue corna si riproducono ogni anno, in primavera, come le piante. In francese si chiamano bois, legni\u00bb. Per la copertina dell\u2019edizione celebrativa del 40\u00b0 anniversario dalla prima uscita del Codex, pubblicata da Rizzoli, Serafini ha per\u00f2 scelto le coccinelle. \u00abMi hanno sempre attirato, anche solo per il nome. In pi\u00f9 lingue \u00e8 legato alla religione: in inglese ladybug, dove lady si riferisce alla Vergine Maria, in tedesco Marienk\u00e4fer, in francese b\u00eate \u00e0 bon dieu\u00bb. L\u2019unico passaggio leggibile del Codex \u00e8 in francese: \u00e8 tratto da Albertine disparue, scritto da un autore, come lui, profondamente legato alla sua grand-m\u00e8re. Perch\u00e9 Marcel Proust? \u00abChiamava \u201cpaperoles\u201d le sue pagine aggiuntive incollate o cucite ai margini del manoscritto principale, spesso arrotolate. Le inseriva per aggiungere, modificare o espandere i passaggi del suo testo. Nel XVII-XVIII secolo, le paperoles erano rotolini di carta decorativa usati per adornare reliquiari e oggetti sacri. Erano intrecciati o piegati in forme ornamentali, spesso dorati, per creare motivi floreali o geometrici. Questo modo di scrivere e il rapporto con la carta mi affascinava, lo sentivo affine al mio lavoro quasi da amanuense, al punto da immaginare la metamorfosi del braccio in penna stilografica. L\u2019arrivo della biro omicida sanciva la fine di un\u2019epoca, anticipando quello che poi sarebbe stato il computer\u00bb. Rivela che proprio la tavola anatomica con il braccio penna-stilo \u00e8 stata la prima del Codex che ha disegnato. Mentre chiudo il portone della salita de\u2019 Crescenzi 26 e mi incammino sui sampietrini, mi chiedo se neanche stasera Luigi Serafini uscir\u00e0, per continuare la sua recherche infinita. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A pochi passi dal Pantheon, nel cuore di una Roma in pieno Giubileo invasa eppure invisibile ai turisti,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":90356,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,5741,65272,1612,46241,203,204,1537,90,89,619,65271],"class_list":{"0":"post-90355","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-content-type-default","14":"tag-contentid-6cd9ee7d-9172-49dd-89ed-965f34fe6f67","15":"tag-design","16":"tag-displaytype-long-form-article","17":"tag-entertainment","18":"tag-intrattenimento","19":"tag-it","20":"tag-italia","21":"tag-italy","22":"tag-locale-it","23":"tag-shorttitle-alla-scoperta-della-casa-surreale-di-serafini"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90355","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=90355"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90355\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/90356"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=90355"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=90355"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=90355"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}