{"id":90658,"date":"2025-09-06T00:07:17","date_gmt":"2025-09-06T00:07:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/90658\/"},"modified":"2025-09-06T00:07:17","modified_gmt":"2025-09-06T00:07:17","slug":"sinner-paolini-e-berrettini-come-andavano-a-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/90658\/","title":{"rendered":"Sinner, Paolini e Berrettini: come andavano a scuola?"},"content":{"rendered":"<p>            <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"194\" class=\"entry-thumb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Sinner-300x194.jpg\"   alt=\"Wikimedia Commons. Autore: sirobi 2021\" title=\"Sinner\"\/>Wikimedia Commons. Autore: sirobi 2021             <\/p>\n<p>Il talento sportivo spesso si manifesta in et\u00e0 precoce, e per i giovani campioni del tennis italiano la sfida \u00e8 stata quella di conciliare gli impegni sui campi con quelli sui banchi di scuola. I percorsi di J<strong>annik Sinner, Jasmine Paolini, Matteo Berrettini, Sara Errani, Lorenzo Musetti e Flavia Pennetta<\/strong> raccontano storie diverse ma unite da una costante: la fatica di bilanciare studio e sport. Ecco un\u2019analisi elaborata dal Corriere della Sera. <\/p>\n<p><strong>Jannik Sinner<\/strong>, oggi numero uno al mondo, era ricordato dai professori del Walther di Bolzano come un ragazzo educato e brillante, soprattutto in matematica. Ma presto la sua vita si \u00e8 ridotta a due sole dimensioni: tennis e scuola. Quando gli impegni sportivi sono diventati ingestibili, ha lasciato gli studi al quarto anno, salvo poi conquistare da privatista la <strong>maturit\u00e0 di ragioneria<\/strong>.<\/p>\n<p>Simile, ma con sfumature diverse, il percorso di <strong>Jasmine Paolini<\/strong>. Cresciuta a Bagni di Lucca, ha lasciato il liceo Vallisneri per trasferirsi al centro Coni di Tirrenia. L\u00ec ha trovato la svolta sportiva, ma non ha rinunciato al diploma: anche lei <strong>ragioniera<\/strong>, oggi parla inglese e polacco e ricorda il periodo della maturit\u00e0 come uno dei pi\u00f9 duri da affrontare in parallelo con il tennis.<\/p>\n<p><strong>Matteo Berrettini<\/strong>, nato a Roma, ha scelto inizialmente il liceo scientifico Archimede. Anche per lui il quarto anno \u00e8 stato lo spartiacque: troppi tornei, troppi viaggi, e la decisione di proseguire da <strong>privatista fino alla maturit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Diverso il caso di <strong>Sara Errani<\/strong>, che dopo le medie si era iscritta a ragioneria a Lugo di Romagna. Trasferitasi a 16 anni in Spagna per allenarsi, ha continuato a <strong>studiare da privatista, sostenendo l\u00ec la maturit\u00e0<\/strong>. Una tenacia che l\u2019ha portata a trionfare, insieme a Paolini, anche nel doppio del Roland Garros.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 lineare il percorso di <strong>Lorenzo Musetti<\/strong>. Nonostante gli impegni internazionali, si \u00e8 <strong>diplomato al liceo linguistico<\/strong> Parini di Cecina con 97\/100, preparandosi subito dopo gli ottavi del Roland Garros. Oggi \u00e8 iscritto a Scienze motorie, convinto che quel percorso accademico possa dialogare con la sua carriera sportiva.<\/p>\n<p>Infine <strong>Flavia Pennetta<\/strong>, che non ha mai conseguito la maturit\u00e0 ma che nel 2017 ha ricevuto l<strong>a laurea honoris causa in Scienze motorie dall\u2019Universit\u00e0 di Bari.<\/strong> Un riconoscimento simbolico per una carriera che, con la vittoria agli US Open 2015, ha reso l\u2019Italia orgogliosa e ha mostrato come lo sport possa essere esso stesso una forma di educazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Wikimedia Commons. 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