{"id":91061,"date":"2025-09-06T05:34:09","date_gmt":"2025-09-06T05:34:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/91061\/"},"modified":"2025-09-06T05:34:09","modified_gmt":"2025-09-06T05:34:09","slug":"la-ferrari-cerca-un-lampo-nel-buio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/91061\/","title":{"rendered":"la Ferrari cerca un lampo nel buio"},"content":{"rendered":"<p>Il pilota monegasco \u00e8 ammirato da tutti, ma \u00e8 costretto a guardare gli altri che gli arrivano davanti senza poterci fare granch\u00e9. Gli anni passano e la Rossa di Maranello non sembra in grado di avverare il suo sogno di diventare campione del mondo. Lui ha giurato fedelt\u00e0, ma a 28 anni inizia a dubitare. E in questa stagione da incubo si sta instristendo progressivamente. La pista italiana, la pi\u00f9 veloce del mondiale, pu\u00f2 rappresentare il riscatto. E intanto Hamilton, penalizzato di cinque posizioni, dovr\u00e0 rincorrere fin dall\u2019inizio<\/p>\n<p>Aggrappati a Leclerc. Ci sono posti peggiori dove aspettare il Gran premio di <a href=\"http:\/\/editorialedomani.it\/tag\/monza\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Monza<\/a>. Charles \u00e8 come la macchina che guida: bello, fascinoso, con l\u2019aria seducente di chi \u00e8 condannato a soffrire. Come la <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/ferrari\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ferrari<\/a> \u00e8 amato e ammirato da tutti, ma il pi\u00f9 delle volte \u00e8 costretto a guardare gli altri che gli arrivano davanti senza poterci fare granch\u00e9. Gli anni passano e la Rossa di Maranello non sembra in grado di avverare il suo progetto, quello di diventare campione del mondo di <a href=\"http:\/\/editorialedomani.it\/tag\/formula 1\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Formula 1<\/a>. Ha giurato fedelt\u00e0 alla scuderia, sogno di chiunque ami le corse in macchina, ma \u00e8 normale che cominci a dubitare: alla soglia dei 28 anni, il pilota monegasco sta condividendo la stagione da incubo della Ferrari cercando di mantenere la barra dritta, ma intristendosi progressivamente.<\/p>\n<p>Uno con il suo talento avrebbe meritato almeno un anno su una monoposto da titolo, invece \u00e8 costretto ad arrabattarsi. Lo abbiamo visto tutti a Zandvoort, seduto su una collinetta a meditare su un destino di mediocrit\u00e0 che non merita: a Maranello \u00e8 diventato adulto, anche come pilota, e ha imparato a tirare fuori il meglio anche quando di buono sembra esserci davvero poco.\u00a0<\/p>\n<p>Una stagione da comparsa<\/p>\n<p>Nei quindici Gran premi disputati in questa stagione, le Ferrari sono state poco pi\u00f9 che comparse: Lewis Hamilton ha vinto la Sprint Race in Cina, ma adesso sappiamo che fu soltanto un fuoco di paglia; il resto lo ha dovuto portare a casa Leclerc, cinque volte sul podio e una pole. Nient\u2019altro. Dopo il doppio ritiro e il \u00abweekend infernale\u00bb (sono parole dello stesso Charles) in Olanda, ecco per\u00f2 l\u2019orizzonte di Monza. Lo ha detto anche il team principal delle Rosse, Fred Vasseur: \u00abDovremo essere impeccabili per ripagare i tifosi\u00bb. Saranno pi\u00f9 di trecentomila in tutto il weekend, e tutti aspettano un lampo che possa rischiarare il buio di tutta la stagione.<\/p>\n<p> ANSA<\/p>\n<p>Le McLaren sembrano imprendibili, e adesso anche le Mercedes fanno ombra, minacciano il secondo posto della Ferrari nella classifica costruttori. In teoria Monza, che \u00e8 la pista pi\u00f9 veloce del mondiale, \u00e8 tra quelle pi\u00f9 adatte alle Rosse, almeno a dare retta ai dati forniti dal simulatore. E in pratica? In pratica Lewis Hamilton dovr\u00e0 scontare una penalit\u00e0 di cinque posizioni in griglia di partenza, e dunque dovr\u00e0 per forza rincorrere. In pratica siamo aggrappati a Leclerc.<\/p>\n<p> Un rapporto speciale<\/p>\n<p>La prima volta che vinse a Monza era il luglio del 2014, Leclerc aveva 16 anni. Era passato quell\u2019anno dai kart alle monoposto. Correva nella Formula Renault 2.0 Alps per la squadra britannica Fortec Motorsports. A Monza aveva fatto la pole, ma in partenza aveva perso terreno dal russo Matevos Isaakyan. Si era ripreso la posizione poco pi\u00f9 tardi con una staccata alla prima variante e aveva guidato indisturbato fino al traguardo. Charles conosceva la pista, era cresciuto in Italia con i kart, il nostro paese \u00e8 sempre stato la sua seconda casa.<\/p>\n<p>Tre anni dopo Leclerc era in Formula 2 con la scuderia Prema Racing, di Grisignano di Zocco, in provincia di Vicenza. E con lui c\u2019era un altro pilota della Ferrari Driver Academy, Antonio Fuoco: in testa sempre quell\u2019idea fissa, diventare un giorno un pilota della Rossa in Formula 1.\u00a0Charles coron\u00f2 il suo primo sogno (il secondo \u00e8 diventare campione del mondo) nel 2019. Al debutto in Formula 1 con la Ferrari ottenne la prima vittoria a Spa, uno dei tracciati pi\u00f9 difficili del circuito. E si present\u00f2 a Monza, a 21 anni, con la voglia di strafare.<\/p>\n<p> EPA<\/p>\n<p>Tutti quei tifosi lo gasavano, lui non cercava altro. Negli anni alla Premac aveva imparato anche l\u2019inno italiano, e non vedeva l\u2019ora di cantarlo sul gradino pi\u00f9 alto del podio, sulla pista di casa. Detto, fatto. Aveva lottato da solo contro le due Mercedes, aveva duellato tutto il tempo con Hamilton, e aveva avuto la meglio: nessun errore, una gestione perfetta della gara, una malizia da veterano. Fu allora che cominciarono a chiamarlo il Predestinato.\u00a0Hamilton, che oggi \u00e8 il suo compagno in Ferrari, gli fece i complimenti. \u00abCongratulazioni a Leclerc, ha avuto tantissima pressione da me e Bottas ma era troppo veloce nel rettilineo, non siamo riusciti a superarlo\u00bb. Leclerc era distrutto e felice allo stesso tempo. \u00abNon sono mai stato cos\u00ec stanco, \u00e8 stata una gara difficilissima. Ma vincere qua \u00e8 dieci volte di pi\u00f9 rispetto a Spa\u00bb.<\/p>\n<p>Erano nove anni che le Rosse non trionfavano a Monza e l\u2019ad della Ferrari Louis Camilleri trov\u00f2 una citazione di Pablo Neruda per descrivere una fioritura cos\u00ec dirompente: \u00ab\u00c8 stato come quello che la primavera fa ai ciliegi\u00bb. Di certo la faccia di Leclerc non era ancora cos\u00ec conosciuta. La sera, per farsi riportare a Milano, prese un taxi dall\u2019autodromo e l\u2019autista convers\u00f2 amabilmente con lui del Gran premio senza avere la minima idea di chi fosse. \u00abIl giovane \u00e8 veramente forte eh\u00bb. Soltanto prima di scendere Leclerc confess\u00f2 che era lui quel giovane, e risero insieme. Il giorno dopo Charles era gi\u00e0 nazional-popolare: due poliziotti lo fermarono per eccesso di velocit\u00e0 (\u00abandavo due o tre chilometri sopra il limite\u00bb) e fin\u00ec con una foto, un cappellino e una pacca sulla spalla.<\/p>\n<p> Risollevare il morale<\/p>\n<p>La seconda vittoria a Monza in F1 (la terza per Leclerc dopo quella a 16 anni) \u00e8 arrivata un anno fa. Anche allora le McLaren sembravano imbattibili, ancora di pi\u00f9 dopo le qualifiche. E invece arriv\u00f2 un successo da sogno, un impeccabile incastro di abilit\u00e0 del pilota e strategia di squadra: Charles beff\u00f2 le McLaren di Piastri e di Norris fermandosi a un solo pit stop e sfruttando la lunga vita delle gomme dure. Una specie di miracolo di perfezione, esattamente quello che servirebbe anche in questa stagione cos\u00ec tormentata.<\/p>\n<p>\u00abMonza \u00e8 folle, \u00e8 la settimana che stanca di pi\u00f9, per\u00f2 la motivazione che ci danno i tifosi non ha paragoni. Le McLaren rimangono le favorite, ma non \u00e8 impossibile infastidirle\u00bb, ha detto Charles nel corso di uno dei tanti eventi che hanno scaldato la vigilia in questa settimana di passione. Per provare a vincere dovr\u00e0 rischiare (come aveva fatto a Zandvoort prima dello scontro con <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/fatti\/kimi-antonelli-esordio-mondiale-formula-1-mercedes-capebooe\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Kimi Antonelli<\/a>), ma a questo punto Leclerc non ha niente da perdere.<\/p>\n<p> ANSA<\/p>\n<p>Lo ha promesso ai tifosi che lo hanno braccato tutta la settimana a Milano, aspettandolo fuori dall\u2019hotel e scortandolo ovunque. \u00abIn francese si dice: jamais deux sans trois. Ho scoperto che anche in italiano c\u2019\u00e8 un modo di dire simile: non c\u2019\u00e8 due senza tre. Daremo il 2000% per cercare di ripagare questa passione incredibile che ogni anno questo splendido pubblico ci regala\u00bb.<\/p>\n<p>Basterebbe un altro successo di Charles sulla pista che ama di pi\u00f9 (insieme a Monaco, casa sua) a cambiare la storia di questa stagione ingrugnita? Basterebbe a interrompere un digiuno che dura da 19 gran premi di fila, com\u2019era successo tra la fine degli anni Settanta e il principio degli Ottanta, in un altro mondo. Basterebbe a regalare un pomeriggio da sogno ai tifosi. Basterebbe a risollevare il morale e a guardare al 2026 con altri occhi. Occhi innamorati, quelli che ha da sempre Leclerc quando guarda la sua monoposto. Bella, seducente, rossa.<\/p>\n<p>\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il pilota monegasco \u00e8 ammirato da tutti, ma \u00e8 costretto a guardare gli altri che gli arrivano davanti&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":91062,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1454],"tags":[1770,683,1771,1537,90,89,245,244],"class_list":{"0":"post-91061","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-f1","8":"tag-f1","9":"tag-formula-1","10":"tag-formula1","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-sport","15":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91061","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=91061"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91061\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/91062"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=91061"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=91061"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=91061"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}