{"id":91625,"date":"2025-09-06T11:30:22","date_gmt":"2025-09-06T11:30:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/91625\/"},"modified":"2025-09-06T11:30:22","modified_gmt":"2025-09-06T11:30:22","slug":"matteo-nucci-racconta-platone-una-storia-damore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/91625\/","title":{"rendered":"Matteo Nucci racconta Platone &#8221;una storia d&#8217;amore&#8221;"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">\u00c8 un mattino d\u2019estate del 415 a.C. e su un masso che sporge sopra il porto del Pireo sono appollaiati quattro ragazzini. Il canto delle cicale copre il brusio della folla. C\u2019\u00e8 aria di festa, ma la guerra incombe, e i quattro tacciono, assorti. Tra loro c\u2019\u00e8 un dodicenne dallo sguardo febbrile. Si chiama Aristocle e, cinque anni pi\u00f9 tardi, per via delle ampie spalle, prender\u00e0 un nome destinato all\u2019eternit\u00e0: Platone. Accanto a lui, in quel mattino decisivo, l\u2019uomo che ne racconta la storia. Questa storia. Una storia d\u2019amore. \u00c8 un romanzo di verit\u00e0, \u201cPlatone. Una storia d\u2019amore\u201d di Matteo Nucci (Feltrinelli). Un romanzo che per la prima volta ripercorre la vita del pi\u00f9 grande filosofo di sempre. Bambino timido e facile all\u2019ira, all\u2019inizio. Sofferente per la morte prematura del padre, dominato da una madre onnipresente, e accudito da una sorella che lo accompagna nel mondo senza darlo a vedere, il ragazzo scruta le vicende del suo tempo con occhi onnivori e assiste attonito alla sconfitta di Atene contro Sparta. Gli zii lo invitano a partecipare a un\u2019operazione politica sanguinaria, ma resiste. Ha conosciuto Socrate, infatti, l\u2019uomo pi\u00f9 strano di Atene, e con lui si consegna alla filosofia. La filosofia per\u00f2 non basta, Socrate viene condannato a morte. Platone allora parte verso Cirene e l\u2019Egitto per trovare la sua strada. Sar\u00e0 una strada retta e tortuosa assieme. Ci\u00f2 che la segna, tuttavia, \u00e8 l\u2019eros, l\u2019amore sensuale vissuto con ragazzi lascivi e uomini dalla mente brillante, e l\u2019amore totalizzante, la passione sublime, il motore pi\u00f9 potente dell\u2019animo umano. Con il suo stile inconfondibile, Matteo Nucci ci regala un romanzo fuori dal tempo, frutto di anni di studio e di sana ossessione, con cui riesce a farci superare di nuovo la linea d\u2019ombra della letteratura, rendendo la nostra esperienza di lettori un capitolo di vita epico, erotico, illuminante. Scopriamo in Platone un uomo sempre in lotta per realizzare giustizia e felicit\u00e0, un \u201catleta dell\u2019anima\u201d. Seguendone dolori, fallimenti e amori, alla fine di questa lettura travolgente, ci ritroveremo diversi: cambiati nel profondo da uno scrittore filosofico capace di sfidare ogni luogo comune pur di dare a noi la possibilit\u00e0 di rimettere sempre in gioco il nostro modo di vivere il tempo che ci \u00e8 concesso.<\/p>\n<p class=\"p1\">L\u2019AUTORE. Matteo Nucci \u00e8 uno scrittore italiano. Ha pubblicato saggi su Empedocle e Platone e ha curato una nuova edizione del &#8220;Simposio di Platone&#8221; (Einaudi, 2009). Collabora con &#8216;Il Venerd\u00ec&#8217;, con &#8216;La Repubblica XL&#8217; e &#8220;Il Messaggero&#8217;. Suoi racconti sono apparsi sul Caff\u00e8 illustrato e su Nuovi Argomenti. &#8220;Sono comuni le cose degli amici&#8221; \u00e8 il suo primo romanzo, pubblicato da Ponte alle Grazie nel 2009, selezionato nella cinquina dei finalisti al Premio Strega 2010.Tra gli altri titoli, Il grido di Pan (Einaudi, 2023), Platone. Una storia d&#8217;amore (Feltrinelli, 2025).<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>LA STORIA DEL CONCETTO DI GENOCIDIO NEL SAGGIO DI PAOLO FONZI<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\">L\u2019eccidio di civili commesso dagli israeliani a Gaza dopo il 7 ottobre 2023 pu\u00f2 essere considerato un genocidio? L\u2019invasione russa del febbraio 2022 \u00e8 un progetto di genocidio del popolo ucraino? Negli ultimi trent\u2019anni l\u2019uso del termine ha conosciuto un\u2019espansione senza precedenti, suscitando dibattiti non solo giuridici e storici, ma anche politici e culturali. Mai come oggi questa parola \u00e8 utilizzata frequentemente e spesso per definire avvenimenti molto diversi.<br \/>Questo libro di Paolo Fonzi, dal titolo \u201cGenocidio. Una storia politica e culturale\u201d, (Laterza),\u00a0\u00a0ricostruisce la genealogia del concetto di genocidio, dalla sua formulazione durante la seconda guerra mondiale alla codifica nella Convenzione delle Nazioni Unite del 1948, seguendone la diffusione durante la guerra fredda e l\u2019affermazione nell\u2019ordine internazionale successivo al crollo dell\u2019Unione Sovietica. Lungi dall\u2019essere una categoria stabile, il genocidio appare come un \u2018oggetto di negoziazione\u2019, un campo di tensione in cui si riflettono proiezioni identitarie, relazioni di potere e politiche della memoria. In gioco non \u00e8 soltanto la definizione di una violenza estrema, ma il modo in cui le societ\u00e0 contemporanee pensano il rapporto tra diritto e storia, tra Occidente e mondo, tra giustizia e rappresentazione del passato.\u00a0<\/p>\n<p class=\"p1\">L\u2019AUTORE. Paolo Fonzi insegna Storia contemporanea presso l\u2019Universit\u00e0 di Napoli Federico II. \u00c8 stato borsista presso lo Ukrainian Research Institute di Harvard e l\u2019Universit\u00e0 von Humboldt di Berlino. Ha scritto sulla storia del nazionalsocialismo, sulle occupazioni fasciste durante la seconda guerra mondiale e sulla storia delle carestie sovietiche del 1931-1933. Tra le sue pubblicazioni,\u00a0La moneta nel grande spazio. Il progetto nazionalsocialista di integrazione monetaria europea 1939-1945\u00a0(Unicopli 2011),\u00a0Fame di guerra. L\u2019occupazione italiana della Grecia (1941-43)\u00a0(Carocci 2020) e\u00a0Oltre i confini. Le occupazioni italiane durante la seconda guerra mondiale (1939-1943)\u00a0(Le Monnier-Mondadori Education 2020).<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>FRANCESCO FIORENTINO CI DICE TUTTO SU BALZAC<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\">Al funerale di Balzac, il ministro degli Interni, Jules Baroche, presente a titolo personale, chiese a Victor Hugo se Balzac fosse davvero un uomo notevole. In maniera perentoria Hugo corresse: \u00abNo, \u00e8 un genio\u00bb. Questa di Francesco Fiorentino, dal titolo \u201cBalzac\u201d, pubblicata da Laterza,\u00a0 \u00e8 la sua biografia firmata da uno dei suoi maggiori studiosi. \u00abIl nome di Balzac si mescoler\u00e0 alla traccia luminosa che la nostra epoca lascer\u00e0 nell\u2019avvenire\u00bb, recitava il discorso pronunciato da Victor Hugo in occasione della sua morte. \u00abTutti i suoi libri formano un solo libro, un libro vivo, luminoso, profondo, dove si vede andare e venire, camminare e muoversi, con un non so che di sorprendente e di terribile mescolato al reale, la nostra intera civilt\u00e0 contemporanea\u00bb.\u00a0 Balzac, il romanziere capace di costruire un universo intero, popolato da centinaia di personaggi, ha cambiato la storia del romanzo e, ancora oggi, resta uno dei classici pi\u00f9 letti al mondo. Intorno a lui si \u00e8 costruito un mito, alimentato da scrittori e critici diversissimi tra loro. Idolatrato da Baudelaire e la\u00a0boh\u00e8me\u00a0ottocentesca, \u00e8 stato considerato il campione del realismo e al contempo un visionario.\u00a0Questa biografia, scritta da chi studia Balzac da cinquant\u2019anni, racconta la sua vita da romanzo con scrupolo filologico, scavando nella sua intimit\u00e0 e collocandola nel suo tempo, quello della prima, fondamentale modernit\u00e0 sociale e letteraria. Honor\u00e9 ha infatti molti tratti degli eroi dei suoi romanzi. Come il padre aveva cambiato il nome plebeo di Balssa in quello aristocratico di Balzac, durante tutta la sua esistenza aspirer\u00e0 a ottenere che duchi e duchesse lo riconoscano come uno di loro. Con grande scandalo di Flaubert e di Proust, che pure lo amarono e lo considerarono un modello, non cerc\u00f2 l\u2019arte in s\u00e9 stessa ma \u2013 attraverso l\u2019arte \u2013 la gloria, il lusso, il successo. Per questo fine impegn\u00f2 tutta la vita, lavorando alacremente sedici ore al giorno. And\u00f2 incontro a rovesci e fallimenti, si trov\u00f2 a lottare da solo con un sistema letterario ostile: tutte difficolt\u00e0 che avrebbero scoraggiato chiunque, ma non uomini della sua taglia.<\/p>\n<p class=\"p1\">L\u2019AUTORE. Francesco Fiorentino \u00e8 professore emerito di Letteratura francese dell\u2019Universit\u00e0 di Bari. Allievo di Francesco Orlando, \u00e8 stato\u00a0professeur invit\u00e9\u00a0presso la Sorbona di Parigi. Ha curato l\u2019edizione italiana del\u00a0Teatro\u00a0di Moli\u00e8re (Bompiani) e ha diretto la collana di classici francesi \u201cI fiori blu\u201d per Marsilio. Ha fondato e dirige la \u201cRevue italienne d\u2019\u00e9tudes fran\u00e7aises\u201d. Ha scritto, tra l\u2019altro, su Moli\u00e8re, i viaggiatori in levante, M\u00e9rim\u00e9e e il romanzo realista, libertino e poliziesco, e i romanzi\u00a0Futilit\u00e0\u00a0(Marsilio 2021) e\u00a0Cinque giorni fra trent\u2019anni\u00a0(Marsilio 2023). Per Laterza ha diretto la serie \u201cIstituzioni di letteratura francese\u201d ed \u00e8 autore di\u00a0Introduzione a Balzac\u00a0(1997) e\u00a0Il teatro francese del Seicento\u00a0(2008).<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>\u201cIL FIGLIO DI BAKUNIN\u201d, SECONDA OPERA DI SERGIO ATZENI<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\">Sergio Atzeni con questa seconda opera, \u201cIl figlio di Bakunin\u201d (Sellerio) conferma il grande successo del suo esordio e la predisposizione ad attingere per le sue narrazioni a quell\u2019inesauribile baule di storie sorprendenti che \u00e8 la Sardegna.\u00a0Il figlio di Bakun\u00ecn\u00a0\u00e8 Tullio Saba, anarchico che attraversa il Novecento, solitario incantatore. Per raccontarne il mito Atzeni chiama in causa chi lo ha incontrato. Scrive Ernesto Ferrero nel 1991: \u00abSergio Atzeni mi sembra un personaggio uscito dalle pagine del miglior Vittorini o di Volponi: un solitario di molte letture, in tensione tra insofferenza e utopia, orgoglio e \u201castratti furori\u201d. Questo secondo libro,\u00a0Il figlio di Bakun\u00ecn, segna un avanzamento rispetto al primo, a conferma che lo scrittore c\u2019\u00e8 davvero. Un intervistatore va in giro per la Sardegna con un piccolo magnetofono per raccogliere testimonianze su un certo Tullio Saba. Pirandellianamente, una possibile verit\u00e0 sembra disperdersi nelle schegge di uno specchio infranto, ma il lettore-detective viene messo in grado di raccogliere elementi sufficienti a formarsi un giudizio suo. Non solo su Tullio Saba, ma sui testimoni, sulle microstorie che si portano dietro e che nella loro frammentariet\u00e0 finiscono per illuminare uno scorcio di storia d\u2019Italia assai meglio di una sintesi bene ordinata\u00bb.<\/p>\n<p class=\"p1\">L\u2019AUTORE. Sergio Atzeni, nato nel 1952 in provincia di Cagliari, \u00e8 morto nell\u2019isola di San Pietro a sud della Sardegna nel 1995. Ha scritto\u00a0Apologo del giudice bandito\u00a0(1986),\u00a0Il figlio di Bakun\u00ecn\u00a0(1991),\u00a0Bellas mariposas\u00a0(1996),\u00a0Raccontar fole\u00a0(1999),\u00a0Gli anni della grande peste\u00a0(2003),\u00a0Pssavamo sulla terra leggeri\u00a0(1996, Sellerio 2023) pubblicati da questa casa editrice, e inoltre Il quinto passo \u00e8 l\u2019addio\u00a0(Milano, 1995).<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\t(\u00a9 9Colonne &#8211; citare la fonte)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 un mattino d\u2019estate del 415 a.C. e su un masso che sporge sopra il porto del Pireo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":91626,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[66018,763,4158,6512,66021,1608,721,14,184,66019,203,768,3948,21235,66022,7889,204,35717,15369,1537,90,627,89,1609,166,15,477,66020,214,245,408],"class_list":{"0":"post-91625","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-9colonne","9":"tag-agenzia","10":"tag-app","11":"tag-big","12":"tag-bigitaly","13":"tag-books","14":"tag-calcio","15":"tag-cronaca","16":"tag-economia","17":"tag-emigrazione","18":"tag-entertainment","19":"tag-esteri","20":"tag-focus","21":"tag-giornalismo","22":"tag-il-punto-di-paolo-pagliaro","23":"tag-informazione","24":"tag-intrattenimento","25":"tag-ipad","26":"tag-iphone","27":"tag-it","28":"tag-italia","29":"tag-italiani","30":"tag-italy","31":"tag-libri","32":"tag-mondo","33":"tag-notizie","34":"tag-politica","35":"tag-societ","36":"tag-spettacolo","37":"tag-sport","38":"tag-stampa"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91625","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=91625"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91625\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/91626"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=91625"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=91625"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=91625"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}