{"id":92145,"date":"2025-09-06T17:12:14","date_gmt":"2025-09-06T17:12:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/92145\/"},"modified":"2025-09-06T17:12:14","modified_gmt":"2025-09-06T17:12:14","slug":"una-questione-di-metodo-il-ruolo-del-nitag-nelle-politiche-vaccinali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/92145\/","title":{"rendered":"Una questione di metodo: il ruolo del NITAG nelle politiche vaccinali"},"content":{"rendered":"<p>In questi giorni il Ministero della Salute ha resa nota la composizione della <a href=\"https:\/\/www.salute.gov.it\/new\/it\/tema\/vaccinazioni\/gruppo-tecnico-consultivo-nazionale-sulle-vaccinazioni-nitag\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">nuova commissione NITAG<\/a> (National Immunization Technical Advisory Group, in italiano Gruppo Tecnico Consultivo Nazionale sulle Vaccinazioni), incaricata di assistere il governo nelle scelte delle politiche vaccinali, valutando il sistema nazionale di immunizzazione e proponendo eventuali modifiche e integrazioni. \u00a0Per la cronaca, il nome della commissione \u00e8 inglese perch\u00e9 la sua istituzione \u00e8 richiesta in ogni paese dall\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (OMS), che la riconosce come interlocutore sulle politiche vaccinali nazionali. In base a quanto riportato sul sito del Ministero della Salute, il NITAG \u00e8 un organo indipendente col compito di supportare, dietro specifica richiesta e su problematiche specifiche, il ministero stesso nella formulazione di raccomandazioni evidence-based sulle questioni relative alle vaccinazioni e alle politiche vaccinali, raccogliendo, analizzando e valutando prove scientifiche. Secondo questa formulazione il NITAG interviene solo su richiesta specifica, al pari del Consiglio Superiore della Sanit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel <a href=\"https:\/\/www.quotidianosanita.it\/allegati\/allegato1754477918.pdf\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Decreto<\/a> di nuova costituzione vengono precisati i compiti e l\u2019articolo 2 indica che \u00abil NITAG opera seguendo un approccio di valutazione delle tecnologie sanitarie (Health Technology Assessment, HTA) coerente con il processo decisionale suggerito dalle linee guida dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0, indicando le evidenze scientifiche che sostengono le decisioni di politica vaccinale, valutando l\u2019attendibilit\u00e0 e l\u2019indipendenza delle fonti utilizzate e verificandone l\u2019assenza di conflitti di interesse\u00bb. La formulazione della frase non \u00e8 di facile comprensione: non \u00e8 chiaro se il processo decisionale sia guidato (suggerito) dall\u2019OMS e come l\u2019approccio HTA sia adattato al sistema di vaccinazioni e non ai singoli prodotti. \u00a0<\/p>\n<p>Pi\u00f9 chiarezza sui criteri di scelta<\/p>\n<p>Sui media si \u00e8 discusso in merito alle nomine effettuate e all\u2019inclusione di persone che, senza particolari esperienze nel merito, in passato hanno assunto posizioni scettiche o di aperta critica verso le vaccinazioni, o almeno alcune di esse. Nomine che hanno generato perplessit\u00e0 tali da causare anche la rinuncia alla partecipazione <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/canale_saluteebenessere\/notizie\/sanita\/2025\/08\/09\/no-vax-in-comitato-vaccini-dirigente-veneto-rifiuta-incarico_e89c1393-52ab-4a4f-b8dd-f498eeb57727.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">da parte di qualche componente<\/a>. In effetti i criteri con cui avviene la scelta dei consiglieri delle politiche vaccinali andrebbero enunciati a priori, in modo da comprendere il ruolo che possono giocare, le competenze che possono apportare e i punti di vista (se non gli interessi) che possono rappresentare, tutti fattori fondamentali per apprezzare i risultati dei lavori. \u00a0<\/p>\n<p>Nel decreto di istituzione si prevede che il gruppo elabori \u00abun insieme di regole metodologiche da utilizzare per giungere alla formulazione delle raccomandazioni\u00bb. Il metodo \u00e8 importante e qualche considerazione sembra opportuna per chiarire l\u2019ambito e il ruolo del NITAG.<\/p>\n<p>Un potente sistema contro le diseguaglianze di salute<\/p>\n<p>Per prima cosa \u00e8 bene ricordare l\u2019importanza del sistema nazionale di immunizzazione, che soprattutto con la parte dedicata all\u2019infanzia \u00e8 stato un fondamentale fattore di contrasto alle disuguaglianze del diritto alla salute, mettendo i bambini e le bambine nati in qualsiasi parte di Italia e di qualsiasi ceto sociale in grado di ricevere la stessa protezione da malattie altamente pericolose come la poliomielite, il tetano, la difterite, la pertosse, il morbillo, tanto per citare quelle note a tutti. L\u2019Italia, caratterizzata da grandi diversit\u00e0 geografiche e sociali, \u00e8 stata tra le prime nazioni a rendere accessibili le vaccinazioni con norme dedicate, anche prima dell\u2019istituzione del Servizio Sanitario Nazionale nel 1978. \u00a0<\/p>\n<p>La vaccinazione contro la difterite fu introdotta nel 1929, quella contro il vaiolo nel 1934 e quella contro il tetano nel 1938. L\u2019introduzione dell\u2019obbligo vaccinale per i nuovi nati, negli anni &#8217;60, venne salutato come un grande beneficio (voleva dire vaccini gratis e creazione di servizi dedicati per la loro somministrazione) permettendo a tutti i bambini di accedere gratuitamente alla stessa forma di prevenzione, alla stessa stregua del diritto all\u2019istruzione. La presenza di un obbligo legale (all\u2019epoca necessario per impegnare la copertura finanziaria da parte dello Stato) veniva percepita come un\u2019indicazione di grande importanza, dalla quale non si poteva derogare, per il bene del singolo e della comunit\u00e0. L\u2019obbligo vaccinale per l\u2019infanzia \u00e8 stato lo strumento con cui lo Stato si \u00e8 assunto l\u2019onere dei costi non solo dei vaccini, ma anche della capillare rete di centri vaccinali da mantenere sul territorio e del relativo personale. Al pari della presenza di una scuola per assolvere all\u2019obbligo scolastico, cos\u00ec sono stati messi a disposizione ambulatori attrezzati dove somministrare i vaccini previsti dall\u2019obbligo. \u00a0<\/p>\n<p>Guadagni di salute tanto clamorosi quanto dimenticati<\/p>\n<p>I guadagni di salute delle vaccinazioni sono stati clamorosi &#8211; e ormai quasi dimenticati. Nel 1960 in Italia si registrarono ben 7.000 casi di poliomielite paralitica. Dopo l\u2019introduzione della vaccinazione nel 1963 il numero croll\u00f2 nel giro di pochi anni, azzerandosi sul finire degli anni \u201970. \u00a0Ai primi anni \u201960 ancora si registravano circa 700 casi di tetano ogni anno e circa 10.000 casi di difterite. Anche questi ultimi diminuirono vertiginosamente con l\u2019introduzione dell\u2019obbligo di vaccinazione per i nuovi nati. Ancora negli anni \u201980 i casi epatite virale B (HBV) erano migliaia ogni anno (nel 1983 ne furono registrati circa 3.500), ma l\u2019aspetto preoccupante era l\u2019elevata numerosit\u00e0 di portatori cronici (circa 2 milioni), soprattutto tra le donne in et\u00e0 fertile in alcune aree del Paese. L\u2019infezione alla nascita comporta un rischio molto elevato di cronicit\u00e0 con conseguente elevatissimo rischio di cirrosi epatica e cancro del fegato. Queste ultime malattie ogni anno causavano circa 9.000 decessi. La disponibilit\u00e0 di vaccini contro HBV rese possibile la vaccinazione di soggetti a rischio nel 1983 e nel 1991 fu introdotta la vaccinazione, obbligatoria, per i nuovi nati e per gli adolescenti a 12 anni di et\u00e0 (questi ultimi destinatari della vaccinazione per i successivi 12 anni di calendario fino al ricongiungimento con i vaccinati nell\u2019infanzia). \u00a0<\/p>\n<p>Questa strategia permise di accelerare i vantaggi del programma di vaccinazione e nel giro dei primi vent&#8217;anni si stima che siano stati evitati, oltre alle infezioni e ai casi clinici di HBV, circa 4.000 casi di infezioni croniche e le conseguenti cirrosi ed epatocarcinomi.<\/p>\n<p>In logica di sanit\u00e0 pubblica<\/p>\n<p>Quando malattie cos\u00ec pericolose circolavano, mietendo vittime soprattutto nei primi anni di vita, la disponibilit\u00e0 di un vaccino era accolta con grande favore e adesione. Con l\u2019allargamento dell\u2019offerta di prevenzione verso malattie infettive meno famose per la maggior parte della popolazione si \u00e8 presentato il problema di dover valutare l\u2019introduzione di nuove vaccinazioni nel calendario vaccinale, stimare e reperire la copertura economica da affrontare ed effettuare la comunicazione verso la popolazione target di ogni specifico vaccino. Anche la produzione di vaccini e i loro controlli di qualit\u00e0 sono aumentati rispetto ai primi tempi del secolo scorso e oggi l\u2019attivit\u00e0 molto specialistica \u00e8 quasi esclusivo appannaggio di aziende multinazionali, che si possono permettere anni di ricerche di laboratorio e studi dimostrativi di sicurezza ed efficacia di uso, per mercati di diverse nazioni. Alle autorit\u00e0 sanitarie nazionali e internazionali rimane affidato il compito di valutare quanto fatto e giudicare i prodotti idonei a essere ammessi alla vendita in ogni singolo Paese. Anche questo compito \u00e8 estremamente specialistico e in Italia \u00e8 affidato ad AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), che lavora con analoghe agenzie dell\u2019Unione europea presso EMA (European Medicine Agency). Insomma AIFA valuta se il rapporto beneficio\/rischio di uso di ogni singolo prodotto farmaceutico, e quindi anche di ogni vaccino, sia positivo per cui i benefici apportati sono superiori agli eventuali rischi (e la quantificazione di questi ultimi \u00e8 ampiamente codificata).\u00a0<\/p>\n<p>AIFA approva il foglietto illustrativo con le indicazioni di uso (a chi va somministrato, in che dosi, per prevenire cosa), ma nello stesso paragrafo c\u2019\u00e8 sempre una frase di questo genere: \u00abil vaccino va utilizzato secondo le raccomandazioni di sanit\u00e0 pubblica\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>Ogni vaccino disponibile \u00e8 un\u2019occasione di prevenzione individuale, ma per essere raccomandato estesamente non basta che riceva l\u2019autorizzazione a essere commercializzato, ma deve essere anche valutato se utile per gli obiettivi della sanit\u00e0 pubblica.\u00a0<\/p>\n<p>I benefici di una maggiore trasparenza<\/p>\n<p>Il gruppo NITAG \u00e8 responsabile di formulare le raccomandazioni di uso, per le singole vaccinazioni e i singoli prodotti, nell\u2019ambito del sistema nazionale di immunizzazione. Anche questo \u00e8 un compito non da poco, che richiede competenze specialistiche che permettano di guidare le scelte di sanit\u00e0 pubblica verso obiettivi raggiungibili e chiari per tutti.\u00a0<\/p>\n<p>La valutazione sull\u2019opportunit\u00e0 di promuovere una specifica vaccinazione dovrebbe partire dalla disamina della necessit\u00e0 di contrastare una specifica infezione conoscendone frequenza, gravit\u00e0, costi di assistenza per gli infetti, carico sociale assistenziale, gruppi di popolazione maggiormente a rischio, capacit\u00e0 di diffusione e di innesco di epidemie. In base a queste caratteristiche si pu\u00f2 descrivere il problema di salute, definirne i costi (da mettere a confronto con quelli vaccinali) e stabilire l\u2019obiettivo di un eventuale intervento di prevenzione vaccinale a carico del servizio pubblico di vaccinazione. \u00a0Anche la popolazione generale dovrebbe essere in grado di valutare questi stessi aspetti, per poi aderire in modo consapevole all\u2019eventuale offerta di vaccinazione. Purtroppo in Italia i dati sulle notifiche ordinarie di malattie infettive, per le quali esiste un flusso informativo nazionale, non sono disponibili per il pubblico e quindi nessuno, al di fuori della ristretta cerchia degli addetti ai lavori, \u00e8 in grado di farsi un\u2019idea dell\u2019opportunit\u00e0 di vaccinarsi o meno contro questa o quell\u2019infezione. I dati sulle malattie dovrebbero generare una domanda di salute e la disponibilit\u00e0 di vaccini l\u2019offerta di risposta. In realt\u00e0 spesso il processo \u00e8 inverso: la disponibilit\u00e0 di un nuovo vaccino (messo a punto su necessit\u00e0 internazionali e non necessariamente nazionali), impone la valutazione di utilizzo, senza che siano fissati specifici obiettivi di sanit\u00e0 pubblica su cui poi andare a valutare il programma di immunizzazione o rendicontare i benefici alla popolazione generale. Il fenomeno di esitazione vaccinale trova cos\u00ec facile terreno di crescita.<\/p>\n<p>La situazione italiana \u00e8 inoltre complicata dall\u2019ampio margine di autonomia delle Regioni sui temi della salute, per cui sia l\u2019organizzazione dei servizi di vaccinazione, sia l\u2019offerta di vaccinazioni \u00e8 articolata in modi differenti tra Regioni e Province Autonome e solo un&#8217;anacronistica legge di obbligo vaccinale garantisce per le vaccinazioni incluse lo stesso diritto alla prevenzione. \u00a0<\/p>\n<p>Per le vaccinazioni non obbligatorie esiste una miriade di diverse scelte operative effettuate dalle diverse Regioni, per esempio: campagne di offerta vaccinale limitate nel tempo (finch\u00e9 ci sono i soldi!), differenti gruppi di popolazione invitati, richiesta di contributo economico alla vaccinazione da parte degli assistiti (ticket). Il tutto senza una valutazione di effetto, secondo metodi condivisi, per cui l\u2019esperienza di una Regione non \u00e8 di alcuna utilit\u00e0 per le altre. \u00a0<\/p>\n<p>Sapere quante e quali persone siano state vaccinate in ogni zona del paese dovrebbe essere il compito dell\u2019anagrafe vaccinale nazionale, istituita formalmente nel 2017 e con fondi stanziati nel 2019, ma di fatto non operativa ovunque e non pubblicamente consultabile. I dati della proporzione di vaccinati per singole Regioni e PA riportati sul sito del Ministero della Salute si basano ancora sulle autodichiarazioni, senza possibilit\u00e0 di verifica, e si aggiornano una volta ogni due anni.\u00a0<\/p>\n<p>Il tempo del Covid-19 in cui ogni giorno venivano restituiti i dati nazionali sembra essere passato inutilmente (ne <a href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/piano-pandemico-nazionale-gli-epidemiologi-rilevano-diverse-criticit%C3%A0\/stefania-salmaso\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">abbiamo parlato qui<\/a>). Il problema dell\u2019assenza di dati aggiornati e dettagliati sui vaccinati non \u00e8 di poco conto, perch\u00e9, per le infezioni che si trasmettono da una persona all\u2019altra, la quota di persone immunizzate \u00e8 un determinante fondamentale dell\u2019epidemiologia. Ogni campagna di vaccinazione perturba la diffusione naturale dell\u2019infezione e altera i rischi per le persone lasciate suscettibili. Quello che viene deciso in una Regione altera l\u2019epidemiologia di tutte le altre. \u00a0L\u2019utilizzo di modelli matematici permette di costruire scenari ed effettuare le scelte di politiche sanitarie pi\u00f9 vantaggiose, ma non in tutte le aree del Paese sono disponibili competenze adeguate e se ci sono, pochissime sono coinvolte nei processi decisionali.<\/p>\n<p>Che cosa potrebbe fare il NITAG?<\/p>\n<p>Se ci si aspetta che il NITAG contribuisca efficacemente alla definizione e alla valutazione del programma nazionale vaccinale e non si limiti a considerare solo quanto di nuovo verr\u00e0 proposto dalle case farmaceutiche (che per quanto di loro competenza fanno un lavoro indispensabile), sappiamo che si dovr\u00e0 avvalere di dati non pubblici e frammentati e su limitate competenze di sanit\u00e0 pubblica. Per conquistare la credibilit\u00e0 delle raccomandazioni formulate sar\u00e0 necessaria la massima trasparenza su tutte le discussioni (che dovrebbero essere pubbliche, come lo sono in diversi Paesi), sui dati disponibili, e sugli obiettivi raggiungibili, ricordando che il massimo beneficio di un programma di vaccinazione passa attraverso la sua organizzazione e non solo sulla scelta dei singoli prodotti.<\/p>\n<p>Mettersi in grado di disporre di strumenti e dati di qualit\u00e0 e valutazioni autorevoli e condivisibili dovrebbe essere una priorit\u00e0, soprattutto per chi nelle ultime occasioni di <a href=\"https:\/\/www.who.int\/health-topics\/international-health-regulations#tab=tab_2\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">accordi internazionali<\/a> ha privilegiato la scelta politica di voler promuovere la propria sovranit\u00e0 anche nel campo sanitario.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In questi giorni il Ministero della Salute ha resa nota la composizione della nuova commissione NITAG (National Immunization&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":92146,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1512],"tags":[239,1537,90,89,240,2189,2188,2187],"class_list":{"0":"post-92145","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-vaccini","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute","13":"tag-vaccine","14":"tag-vaccines","15":"tag-vaccini"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92145","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=92145"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92145\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/92146"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=92145"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=92145"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=92145"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}